giovedì 8 febbraio 2018

Economia – Quanti siamo in Italia. Quale la speranza di vita. Questi e altri numeri.

Per gli amanti delle statistiche, L’Istat ha appena pubblicato le stime degli indicatori demografici per lanno 2017. Si tratta di quei numeri che ci raccontano quanti siamo, quanti i nuovi nati, quanti gli stranieri in Italia, quale la speranza di vita dei cittadini, quale letà media nel nostro Paese e altro ancora.

I principali dati sono visibili nel seguente grafico

Risulta dallo studio che se pure la popolazione italiana è in calo un po ovunque, questo non è così per alcune regioni tra cui il Lazio dove aumenta dello 0,4% passando da 5.898.100 a 5.900.800.


Lo studio completo è visibile QUI

lunedì 5 febbraio 2018

Ariccia - Non dimentichiamo di donare il sangue!

Aggiornamento 8 febbraio 2018.
Sono stato avvertito poco fa che la donazione di domani è stata rimandata a data da destinarsi. Di certo, per le persone di buona volontà non mancheranno le occasioni per donare.






Secondo dati recenti la maggior parte dei donatori di sangue è costituita da persone tra i 30 e i 55 anni. Nel 2009 le persone in questa fascia erano oltre 23 milioni, il 48% della popolazione, nel 2020 saranno quasi un milione in meno, passando al 43,8%; nel 2030 scenderanno sotto i 20 milioni (37,7%).
Numeri che disegnano un futuro preoccupante per la donazione del sangue che invece deve essere sostenuta e rilanciata. Donare il sangue è un atto fondamentale per le nostre comunità e un gesto di civiltà: ci vuole molto poco tempo e può salvare le vite di chi sta male.

Non dimentichiamo di donare il sangue! Ad Ariccia abbiamo una buona occasione venerdì 9 febbraio dalle ore 8.00 alle ore 11.00.


In occasione della festa patronale di S. Apollonia presso l'oratorio don Bosco di Ariccia, si svolgerà la consueta raccolta di sangue organizzata dalle parrocchie S. Maria Assunta in cielo di Ariccia e Santa Maria di Galloro in collaborazione con ADSPEM.

IL SANGUE E’ INDISPENSABILE ALLA VITA
· Donare sangue è una scelta di solidarietà: la disponibilità del “bene sangue” è un patrimonio collettivo di cui ciascuno può usufruire al momento del bisogno.
· Donare sangue è importante perché può davvero salvare una vita. E’ un gesto semplice, di grande solidarietà e civiltà. Ognuno di noi può avere bisogno di questo “bene” naturale e prezioso.

UN GESTO CHE FA LA DIFFERENZA: PUO’ FARE GRANDE LA VITA
· Scegliere di donare il sangue è una buona occasione per dimostrare la propria sensibilità e il proprio senso di solidarietà e di partecipazione alla “vita”.
· La donazione è un gesto positivo per ognuno di noi, che aggiunge qualcosa senza togliere nulla.
· Donare sangue non condiziona né limita il proprio modo di essere, è una scelta personale di apertura verso gli altri che fa be-ne anche a se stessi.

DONARE SANGUE È SICURO E AIUTA A CONTROLLARE LA SALUTE
· Il sangue è una fonte di vita rinnovabile: lo si può donare regolarmente senza alcun danno perché l’organismo lo reintegra molto velocemente.
· Le procedure della donazione e dell’utilizzo del sangue raccolto sono molto rigorose e sicure, sottoposte a verifiche di qualità.
· Con le donazioni periodiche e regolari, il donatore di sangue ha la garanzia di un controllo costante del proprio stato di salute, grazie alle visite mediche e agli accurati esami di laboratorio eseguiti ad ogni prelievo.


mercoledì 31 gennaio 2018

Un libro per caso – Elogio della Follia. Di Erasmo da Rotterdam

di Fabio Ascani

Lessi questo libro negli anni del liceo e poi all’università e qualche giorno fa mi è ricapitato fra le mani. Elogio della Follia è un gioco, un saggio, un’opera divertente e seria, uno sguardo ironico e filosofico sull’umanità.

 Ho fatto sì l'elogio della Follia, ma non certo da folle, scriveva Erasmo da Rotterdam nellintroduzione, in realtà una vera dedica al suo autorevole amico Tommaso Moro, presentando in questo modo la sua opera più famosa, scritta in latino nel 1508.

La follia è una donna, una dea, o meglio, viene rappresentata come tale e, parlando in prima persona, fa lelogio di se stessa come se stesse rivolgendosi ad una folta assemblea.

La follia, tanto per cominciare”, parla dell’infanzia dell’uomo, quando la ragione ancora non ha preso il sopravvento, e che tanto assomiglia ad un periodo della vita un po’ folle. L’inconsapevolezza dei neonati li rende gradevoli e ci induce ad abbracciarli, coccolarli, proteggerli. Ma anche i bambini e l’adolescenza che segue l’infanzia: “quanto piace a tutti, quale sincero trasporto suscita, quali amorevoli cure riceve, con quanta bontà tutti le tendono una mano!”.

I tratti della follia hanno il pregio di rallegrare la vita degli uomini tanto che senza di essa che ci venga in soccorso la vita sarebbe insopportabile e quasi non meriterebbe più di essere chiamata vita.

Così, paragonati a coloro che sanno essere folli e veri geni di questo mondo, gli uomini austeri, dediti a studi filosofici, o impegnati in faccende serie e difficili, in genere sono già vecchi prima di essere stati davvero giovani, e questo per le preoccupazioni e per il costante e teso dibattito mentale, che un po' alla volta esaurisce gli spiriti e la linfa vitale.

E con la scusa di elogiare se stessa la Follia parla degli uomini e li prende un po’ in giro, come quando dice: “Insomma, se, come una volta Menippo dalla Luna, potessimo contemplare dall'alto gli uomini nel loro agitarsi senza fine, crederemmo di vedere uno sciame di mosche e di zanzare in contrasto fra loro, intente a combattersi, a tendersi tranelli, a rapinarsi a vicenda, a scherzare, a giocare, nell'atto di nascere, di cadere, di morire. Si stenta a credere che razza di terremoti e di tragedie può provocare un animaletto così piccino e destinato a vita così breve. Infatti, di tanto in tanto, un'ondata anche non grave di guerra o di pestilenza ne colpisce e ne distrugge migliaia e migliaia.


La Divina Follia, elogiando se stessa ci fa riflettere su di noi, su ciò che siamo, sul nostro agire. L’elogio è un piccolo libro scritto oltre 500 anni fa e ancora attuale; una vera miniera di citazioni e aforismi per pubblicitari ed “esperti di comunicazione”, come quelli che pensarono un fortunato spot per l’Alfa Romeo in cui la voce narrate, sullo sfondo di immagini “cinematografiche” forti e coinvolgenti diceva: Osservate con quanta provvidenza, la natura, madre del genere umano, ebbe cura di spargere nel mondo un pizzico di follia, infuse nell'uomo più passione che ragione, perché fosse tutto meno triste. Se i mortali si guardassero da qualsiasi relazione con la saggezza, la vecchiaia neppure ci sarebbe. La vita umana non è nient'altro che un gioco della follia. 

Demenza: quasi un caso su due potrebbe essere legato a fattori di rischio modificabili

  La demenza non è una conseguenza inevitabile dell'invecchiamento. Secondo la Commissione Lancet sulla prevenzione, l'intervento e ...