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venerdì 2 settembre 2016

SISMA, SR PICENTE/ ASTRAL SPA: "DOMANI MATTINA APERTURA AL TRAFFICO DEL BYPASS DEL PONTE 'A TRE OCCHI'"

Astral Spa comunica che sarà aperto al traffico, nella tarda mattina di domani, il bypass del ponte "A Tre Occhi", sulla SR 260 Picente, nel comune di Amatrice. L'opera misura una lunghezza di 480 metri, di cui 30 metri sull'alveo del rio Castellano, e una larghezza di circa 6 metri. La sua apertura consentirà il ripristino della viabilità in direzione dell'abitato di Amatrice.
La realizzazione dell’opera è stata possibile grazie anche alla collaborazione con il Genio Militare e la Protezione Civile Friuli Venezia Giulia.

Si ricorda, infine, che il servizio di Astral - Infomobilità continua a fornire agli utenti in tempo reale le notizie sul traffico e la viabilità attraverso i notiziari, i canali social Twitter e Facebook e sul sito http://infomobilita.astralspa.it.

giovedì 7 aprile 2016

Ad ognuno le proprie responsabilità. Chi fino ad oggi ha governato è responsabile dello stato delle cose della città.


Riceviamo e volentieri pubblichiamo


Spara a salve Serra Bellini, l’uomo del P.D. scelto non attraverso le primarie ma incoronato candidato a sindaco di Ariccia da tre re magi provenienti da Roma (domande a Serra Bellini: non sono più le primarie uno strumento democratico? Aveva forse paura di affrontare le primarie in competizione con Luisa Sallustio? Come mai ha cambiato radicalmente idea sulle primarie dopo che i tre re magi romani hanno deciso di incoronarlo candidato a sindaco e ha dimenticato il prima da lui osannato strumento democratico delle primarie? Dunque, lo “smemorato”, come egli definisce Roberto Di Felice, è Serra Bellini e non altri), e ricostruisce, con l’imprecisione che ha caratterizzato chi ha amministrato fino ad ora la città di Ariccia, un passato recente sul quale dovrebbe solo tacere vista la situazione pietosa in cui versa la città. E invece di assumersi le responsabilità dello stato attuale delle cose cerca di scaricarle malamente sul suo avversario Roberto Di Felice. Probabilmente è impresa veramente ardua pronunciare alcunché su chi non ha mai parlato prima, per una intera legislatura, in Consiglio Comunale e ora appare più imbeccato che preparato. Solo una nota: è vero che Roberto Di Felice in una competizione elettorale amministrativa (era il 2006) fu eletto nella maggioranza, per la quale aveva anche scritto per intero il programma amministrativo. È da auspicare, per dimostrare la sua capacità, che Serra Bellini sappia scrivere da solo e per intero il programma amministrativo della sua coalizione dopo aver ascoltato molto tardivamente i cittadini (infatti, è da chiedersi perché non abbia ascoltato precedentemente le proposte e le istanze dei cittadini nel lungo tempo di una legislatura) dinanzi a poche persone, considerato che nell’ultima legislatura non ha espresso mai un’idea o una proposta nell’aula consiliare. Ma è anche vero che Roberto Di Felice, appena resosi conto che il programma amministrativo della coalizione in cui era stato eletto, risultando il più votato ad Ariccia, non veniva rispettato, come non venivano rispettati i cittadini da quella maggioranza, non esitò un momento a recidere il legame con essa. Senza indugi e affrontando tutte le difficoltà che comporta lo stare all’opposizione. Avrebbe Serra Bellini il coraggio di fare altrettanto? Decenni di cattiva gestione delle passate amministrazioni ci hanno portato dove siamo oggi. Anche per quanto riguarda il ponte monumentale, sul quale non è stato speso un euro neppure per la manutenzione ordinaria, che compete al Comune: basta vedere lo stato in cui versano i due giunti metallici che dovevano servire ad assorbire le dilatazioni termiche delle strutture del ponte e ad ammortizzare le onde sismiche longitudinali. 

Ad ognuno le proprie responsabilità, ammesso che il dormiente Serra Bellini si sia accorto che le responsabilità della sua coalizione gravavano anche su di lui.
 Conclusione: le parole di Serra Bellini dimostrano che ha già il fiato corto e vuole buttare “in caciara” la contesa politica, che dovrebbe essere leale e fondata sul riconoscimento della verità dei fatti e dei comportamenti. Riuscirà a farlo?

lunedì 4 aprile 2016

Il Ponte Monumentale di Ariccia è stato abbandonato a se stesso dalle passate amministrazioni. Parola di Roberto Di Felice

Era ottobre 2010 quando su l'ECO di Ariccia, con l'amico Maurizio ci chiedevamo quando avrebbero fatto i lavori di manutenzione della struttura, lavori già in netto ritardo. Da allora ne è passata di acqua sotto e sopra il ponte e la situazione è stata lasciata a se stessa.
Decenni di mancata manutenzione del Ponte Monumentale di Ariccia lo hanno portato nelle condizioni in cui si trova ora e di più non dico perché non sono un tecnico ma è certo che se fosse  stato fatto qualcosa in più oggi il ponte sarebbe in uno stato migliore. E voglio fare un esempio banale: se comprate un'auto nuova questa va benissimo ma se poi non fate il cambio dell'olio, dei filtri, non ponete riparo al punto di ruggine, non cambiate le gomme e non controllate i freni, presto il vostro mezzo si trasformerà in un catorcio pericoloso e la responsabilità sarà solo vostra! Gli ultimi decenni si sono caratterizzati nella nostra città per le ben quattro (!) amministrazioni Cianfanelli. Qualcuno sa dire quale manutenzione ordinaria durante tutti questi anni è stata fatta al Ponte? Se questa manutenzione non è stata fatta e ora ci ritroviamo un catorcio pericoloso prendetevela con chi ha governato fino ad ora.

Di seguito il comunicato già pubblicato altri quotidiani on line in cui Roberto di Felice risponde al candidato espressione della vecchia maggioranza Serra Bellini.

Sulla questione del Ponte Monumentale Serra Bellini lancia un blando attacco a Roberto Di Felice, sostenendo che questi abbia detto cose che possono indurre in confusione i cittadini relativamente ai lavori di ristrutturazione del Ponte. Serra Bellini, del quale non si ricorda un solo intervento in consiglio comunale negli ultimi 5 anni, evidentemente perché non ha mai ritenuto di dover prendere la parola, inizia ad esprimersi ora, e pare proprio che lo faccia per distogliere i cittadini e gli elettori dalle responsabilità delle indolenti ex amministrazioni Cianfanelli che mai si sono curate di praticare una normale e buona manutenzione della struttura del Ponte Monumentale, lasciandola a sé stessa, preda della vegetazione, delle intemperie e del decadimento del tempo. Oggi in che condizioni sarebbe il ponte se da subito fosse stato manutenuto a regola d’arte?

E Serra Bellini parla anche di viabilità alternativa alla chiusura della struttura. Sappiamo bene ad Ariccia che i falsi ecologisti hanno in progetto da anni una nuova strada dentro Parco Chigi per sopperire ai problemi derivanti dall’eventuale chiusura del ponte (o, forse, per altri fini?).

Ma il Parco non si deve toccare, come voleva già nel ‘700 il principe Chigi. Il Parco, bene inestimabile, un eco-sistema chiuso, definito da Goethe una “selva selvaggia” dove “tutto è perfettamente giusto”, qualcosa di unico nel suo genere.

L’amministrazione uscente ha le spalle cariche di responsabilità sullo stato attuale della situazione di Ariccia (non solo del ponte) e in gran parte sono cose che non le fanno onore, così la “buttano in caciara”, “alzano polvere” per distogliere lo sguardo dei cittadini dai fatti reali, dai risultati della loro cattiva gestione della città e del territorio.

Per la cronaca: oggi esistono tecnologie che permettono tempi più rapidi per i lavori di riqualificazione e/o ricostruzione di grandi opere rispetto alle tecnologie di anni or sono. Questo può valere anche ad Ariccia. Perché non si vuol farli? Oppure siamo fuori dal mondo? Questo era il concetto espresso da Roberto di Felice e che tanto in subbuglio ha messo il Serra Bellini. Chiaro no? 


Il ponte invaso dalle erbacce alla sua base

domenica 28 febbraio 2016

ARICCIA PAESE DIVISO

Ariccia è un paese diviso in più parti: c’è il Centro storico, c’è Monte Gentile, ci sta Villa Ferrajoli, Galloro, Ramo D’Oro, la zona industriale, Vallericcia, Fontana, Piani di Santa Maria, Nocchienti. Nel corso degli ultimi decenni le varie amministrazioni che si sono succedute (ben quattro hanno visto sindaco Emilio Cianfanelli più una breve interruzione con Vittorioso Frappelli) poco o nulla si sono adoperate per fare di quest’agglomerato una vera città. I cittadini hanno la netta sensazione di sentirsi isolati e frammentati e, nonostante il titolo di città conferito ad Ariccia dal Presidente della Repubblica, agli ariccini sembra manchi il senso di comunità e di appartenenza, demerito di chi pare abbia amministrato troppo a lungo seguendo il mal celato motto “dividi et impera”. Si badi bene che la parola “impera” rende benissimo il senso della realtà delle cose.

Alle divisioni di cui abbiamo appena detto si sommano altre divisioni ancora più profonde fra figli e figliastri di un modo di fare politica e amministrare la cosa pubblica che invece di unire separa tra “buoni” e “cattivi”, tra “fedeli” e “infedeli”, tra coloro che possono beneficiare di perimetrazioni che sanano situazioni di abusivismo e coloro che rischiano seriamente di veder abbattere la propria casa.
 Ai “privilegiati”, agli “amici”, ai “fortunati” sono stati contrapposti tutti gli altri: quelli che dissentono, quelli che non sono d’accordo, quelli che la pensano in modo diverso. È una divisione che vede la sua massima espressione nelle spese legali pro capite che quest’amministrazione ha affrontato e che sono fra le più alte delle amministrazioni dei Castelli Romani e spesso proprio per andare contro i suoi stessi cittadini.

Ariccia è poi divisa (ma questa volta nel senso di separata) dal resto del territorio che la circonda. Strade interrotte per anni, mal ridotte e mai ben curate; un ponte che avrebbe dovuto essere oggetto di manutenzione e che invece è stato trascurato per decenni, portandolo alla sua per ora parziale chiusura e probabilmente, prima o poi, alla chiusura completa; i mezzi del Cotral che non passano più per il centro storico, privando tantissimi cittadini della possibilità di muoversi agevolmente con i mezzi pubblici; una stazione ferroviaria, quella di Cancelliera, praticamente dimenticata, dove invece si sarebbe dovuto provvedere a collegarla il più possibile e renderla più appetibile.

Di fronte a queste divisioni, e a tante altre sotto gli occhi di tutti, non poteva che avvenire, meglio tardi che mai, una divisione anche nel partito politico che maggiormente sosteneva l’ultima giunta Cianfanellli, il Partito Democratico. E così, per primo Augusto Di Felice, ormai molti mesi fa, e negli ultimi tempi la Presidente del Consiglio Comunale Luisa Sallustio e i consiglieri Emilio Tomasi e Paolo Ermini hanno sancito la rottura con questa amministrazione, prima dimettendosi dal partito e poi, con l’esclusione della Sallustio, firmando di fronte ad un notaio, la sfiducia verso l’ormai ex sindaco Cianfanelli.

In questi giorni, fino alle prossime elezioni, Ariccia è governata dal commissario prefettizio Nicola Di Matteo e l’ex primo cittadino continua, dalla tribuna del web, nella sua opera di divisione fra “buoni e cattivi” per cui i buoni sono coloro che gli rimangono fedeli fino all’ultimo e i cattivi quei consiglieri che a suo dire “si fanno eleggere solo per sfiduciare il sindaco quando non gli da più retta”. Frase offensiva, questa, apparsa come sua dichiarazione in un articolo dal titolo che è tutto un programma:  La tempra di Cianfanelli: “Scriverò a Renzi, il commissariamento è pericoloso”. visibile a questo indirizzo (http://www.castellinotizie.it/2016/02/26/ariccia-la-tempra-di-cianfanelli-scrivero-a-renzi-il-commissariamento-e-pericoloso/)    e nel quale riesce anche a dire che l’agire dei consiglieri avrebbe consentito di “mandare al governo persone pericolosissime, non elette dal popolo”. Chissà se il commissario prefettizio Nicola Di Matteo sa di essere tanto pericoloso!?! Di questa situazione, continua Cianfanelli nell’articolo, scriverà al Presidente del Consiglio Renzi (facendo finta di dimenticare che anche Renzi non è stato scelto dal popolo) perché a suo dire “bisogna abolire le Prefetture così come l’election day. Non è possibile tenere commissariata per troppo tempo un’istituzione”. E qui L’ex sindaco ha operato una divisione in se stesso, dimenticando che quando contribuì lui a far cadere un sindaco, Vittorioso Frappelli, certo non parlò in questi termini ma anzi il commissariamento, che durò per circa dieci mesi, era allora per Cianfanelli un bene e non un pericolo per Ariccia.


Chi, alle prossime elezioni amministrative di questa città così divisa, dovesse vincere avrà l’incombenza di ricucire tutte le fratture che si sono create in questi lunghi anni e riportare nei cittadini la fiducia in chi è stato eletto sindaco per essere sindaco di tutti, realmente di tutti, anche di chi ha idee diverse. Sarà suo compito, ed onore, costruire ponti ideali, nella città del Ponte Monumentale (ed interrotto), tra chi amministra e chi è amministrato, tra la città e il territorio, eliminando ogni dannosa divisione.

Demenza: quasi un caso su due potrebbe essere legato a fattori di rischio modificabili

  La demenza non è una conseguenza inevitabile dell'invecchiamento. Secondo la Commissione Lancet sulla prevenzione, l'intervento e ...