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martedì 9 aprile 2013

UN NO IMPORTANTE CONTRO L'INCENERITORE



Il 29 Marzo scorso pubblicavamo la notizia che il Tar aveva rigettato il ricorso del Comune di Albano contro l'inceneritore di Roncigliano (vedi QUI). Il Tar del Lazio, in sostanza, non aveva concesso la sospensiva del cronoprogramma relativo alla costruzione dell'inceneritore dei Castelli Romani. In pratica la costruzione dell'impianto sarebbe potuta iniziare il qualsiasi momento.

Oggi il Consiglio di Stato ha di fatto ribaltato la situazione sostenendo che, finché non ci sarà certezza sul fatto che la realizzazione dell'impianto non comporti alcun rischio, tutto rimarrà in fase di stallo. In sostanza il cronoprogramma che lo stesso avvocato Cerroni chiedeva è per il momento sospeso.
Davvero una notizia splendida per tutte le persone che amano il territorio dei Castelli ed in particolare per tutti coloro che che lottano per una diversa e più sostenibile gestione dei rifiuti, contro l'obsoleta logica dell'incenerimento e del sotterramento della “monnezza”.
Una grande soddisfazione per tutte le persone che ancora una volta, sabato scorso, sono scese in piazza a gridare il loro NO all'inceneritore dei Castelli.
ECO 16
Di seguito il comunicato stampa del Comune di Albano Laziale

Comunicato stampa Città di Albano Laziale, 9 aprile 2013 n.2

Albano Laziale, Inceneritore: dal Consiglio di Stato un nuovo stop ai lavori. Accolta la richiesta di sospensiva del Comune.
Il Consiglio di Stato accoglie il ricorso di sospensiva del Comune di Albano Laziale sulla recente approvazione di un nuovo cronoprogramma da parte della Regione Lazio per la costruzione dell’inceneritore di Roncigliano. Dopo la sentenza avversa del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, nel primo pomeriggio il Consiglio di Stato ha reso pubblica l’ordinanza con cui blocca nuovamente l’avvio del cantiere, accogliendo l’istanza presentata dal Comune di Albano Laziale.
Il Consiglio di Stato motiva in modo preciso: «il Comune appellante ha evidenziato che la richiesta di tutela cautelare è tesa ad evitare l’aggravamento dell’inquinamento dell’aria su cui sorgerà l’inceneritore, anche se non è ancora in esercizio, perché i lavori relativi dovrebbero iniziare a giorni interferendo con le attività di caratterizzazione del territorio e di bonifica sollecitate dalla Regione». «Detto Ente – si legge nel Decreto – ha aggiunto che l’interesse alla realizzazione dell’impianto è recessivo a quello della tutela del territorio e della salute dei cittadini in virtù del principio di precauzione e rispetto all’interesse a non avviare inutilmente i lavori». E ancora: «Appare preminente, nel bilanciamento dei contrapposti interessi, quello dell’Ente locale ad evitare l’apertura di cantieri che potrebbero rivelarsi dannosi per l’integrità del territorio».
«Il Consiglio di Stato – dichiara il Sindaco Nicola Marini – accoglie di fatto le nostre ragioni, quelle che da tempo, con tenacia e fermezza, portiamo avanti: un territorio già così sofferente in termini igienico-sanitari e ambientali non può sostenere la presenza di questo impianto. Anche il Consiglio di Stato mette in luce le contraddizioni con cui ha agito la Regione Lazio, e che il nostro Comune ha legittimamente evidenziato. La Regione da una parte firma un nuovo cronoprogramma e dall’altra chiede a Pontina Ambiente una caratterizzazione dell’area, che poi il Comune dovrà valutare in sede di conferenza di servizi, tra l’altro già convocata dalla nostra Amministrazione. Siamo ovviamente molto soddisfatti di questa pronuncia, ma la nostra azione di certo non si ferma e continueremo ad opporci alla costruzione dell’inceneritore con atti concreti, amministrativi, legali e politici. Le nostre ragioni evidentemente valgono».
La discussione in Camera di Consiglio è fissata per il 7 maggio prossimo.

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venerdì 29 marzo 2013

CODICE ROSSO: INCENERITORE DI ALBANO, ELETTI 5 STELLE, ORA TOCCA A VOI!


DAL MOVIMENTO 5 STELLE DI ALBANO LAZIALE RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO
Il Tar del Lazio, non ha concesso la sospensiva del CRONOPROGRAMMA relativo all'Inceneritore dei Castelli Romani.
Il cantiere per la costruzione dell'impianto, previsto al km 24.600 della Via Ardeatina, sede di discarica, comune di Albano laziale, sulla base delle disposizioni del 29 gennaio scorso (determina n. B-00266) dell'Area Rifiuti della Regione Lazio, può partire in qualsiasi momento!
Salute, cittadini, territorio da una parte, potere, superbia, ipocrisia, dall’altra. I castelli Romani, non cederanno a tali soprusi, Il coordinamento NOINC, Movimenti, Associazioni, Cittadini, non arretreranno di un passo. Lo stato di preallerta delle popolazioni locali è da codice rosso.
E’ quindi giunto il momento che, i Consiglieri regionali e Deputati del Parlamento Italiano del Movimento 5 stelle, facciano più di quanto sia loro possibile, per salvaguardare la salute e le vite dei cittadini: ai Castelli Romani 250.000 abitanti sono minacciati dal Cancrovalorizzatore più grande d’Europa, di proprietà del monopolista dei rifiuti Manlio Cerroni, sottoscritto nel 2007 dai sindaci di bacino allora in carica, voluto dall ex-governatore regione Lazio Piero Marrazzo, che ha adottato un provvedimento di autorizzazione di apertura del cantiere dichiarato illegittimo dalla giustizia amministrativa, un impianto che consumerebbe 24.000 mc l’ora d’acqua potabile, 365 giorni su 365, in un territorio già fortemente compromesso per quel che riguarda le acque, vedi ultimi dati Arpa Lazio su arsenico e metalli pesanti.
Ai Cittadini 5 stelle attivi nella Camera dei Deputati e nel Senato della Repubblica, tra cui Federica Daga, Stefano Vignaroli, Massimo Enrico Baroni, Carla Ruocco, Adriano Zaccagnini, dato anche l’incontro avuto proprio ieri dinanzi al TAR Lazio con Alessandro Di Battista, chiediamo di firmare ed inoltrare, immediatamente, l’accesso agli atti per richiedere l’annosa convenzione preliminare Co.E.Ma./GSE del giugno del 2009: ovvero l’atto che pretenderebbe di scaricare sull’erario pubblico il costo della realizzazione dell’Inceneritore dei Castelli Romani, attraverso una forma di contribuzione statale denominata CIP-6/92, costituita dal 7% della bolletta elettrica, per un importo totale pari a circa 400 milioni di euro. Unica certezza, per ora, è che la contribuzione CIP 6/92, per gli impianti di incenerimento come quello di Albano, è “scaduta” il 31 dicembre 2008, ad eccezione di quelli già in fase di cantierizzazione. E, come è ormai noto, il presunto avvio del cantiere Co.E.Ma. del 29 dicembre 2008, si fonda su un’ordinanza di Marrazzo (n. Z-0003 del 22 ottobre 2008) bocciata sia dal Tar del Lazio sia dal Consiglio di Stato (Sentenza del Tar del Lazio n. 36740/2010; Sentenza del Consiglio di Stato n. 1640/2012). Tramite i referenti legali e i tecnici del Coordinamento NOINC, i deputati provvederanno anche ad un’interrogazione parlamentare in merito all’Inceneritore dei Castelli Romani e relativa discarica. Un colloquio con i membri 5 stelle della Commissione Ambiente verrà programmato la prossima settimana. Altrettanto avverrà alla regione Lazio: durante il Sit-in di ieri, 28 Marzo, al Tar, insieme a Gaia Pernarella, Silvana Denicolò e Valentina Corrado si è fissato un incontro per mercoledi mattina prossimo affinché la stessa richiesta di accesso agli atti al Gse, in merito alla convenzione sopra descritta, venga firmata da tutti i consiglieri regionali 5 stelle in carica tra cui Davide Barillari, Gianluca Perilli, Devid Porrello.
La raccolta differenziata porta a porta su tutto il territorio dei Castelli Romani è l’unica via d’uscita, trattamento aerobico dell’organico, riuso e riutilizzo dei materiali, echeggerà anche sabato 6 Aprile, durante l’ennesimo corteo organizzato dal Coordinamento NOINC: ore 15:00 Piazza Mazzini, Albano laziale, tutta la cittadinanza è invitata a partecipare, numerosa e partecipe ora come non mai.
Ogni minuto che passa è un minuto perso. Il cantiere non è partito e non partirà. Ad Albano, e ai Castelli Romani non si arretra di un centimetro
Ad Albano vinceranno i cittadini.
LEGGI ANCHE ECO 16

ALBANO LAZIALE, IL TAR RIGETTA IL RICORSO DEL COMUNE CONTRO L’INCENERITORE. Il comunicato del Comune e le dichiarazioni dal NO Inc

Comunicato stampa dal Comune di Albano Laziale

Il TAR del Lazio ha emesso in mattinata l’ordinanza con cui rigetta il ricorso presentato dall’Amministrazione di Albano Laziale contro il nuovo cronoprogramma per la costruzione dell’inceneritore in località di Roncigliano.

L’ordinanza si basa sui seguenti punti:
  1. “L’autorizzazione integrata ambientale (AIA), di cui alla determinazione dirigenziale della Regione Lazio B3694 del 13.08.2009, è attualmente pienamente efficace ed è ormai inoppugnabile”. Ovvero il fatto che la situazione ambientale in questi anni sia mutata, come testimoniato dai dati ARPA, ASL, accertamenti NOE e altro, è un dettaglio che non merita neanche di essere preso in considerazione, nonostante la norma faccia riferimento esplicito al fatto che si debbano accertare le eventuali mutate situazioni ambientali prima di procedere ad una estensione dell’Autorizzazione.
  1. “Le censure riferite all’AIA non possono essere proposte né è possibile che la contestazione avverso detto provvedimento sia surrettiziamente introdotta da doglianze solo formalmente distinte da tale autorizzazione”.
    Ovvero non sarebbe concesso all’Amministrazione, che ha come primo scopo la tutela della salute dei cittadini, introdurre il problema dell’AIA e delle mutate condizioni ambientali nel più generale contrasto alla costruzione dell’inceneritore.
  2. “La proroga appare pienamente conforme ai principi generali, essendo la sua mancata esplicazione di efficacia non imputabile al soggetto titolare”
    Ovvero i ricorsi succedutesi in questi anni hanno di fatto sospeso l’efficacia dell’AIA.
  3. “L’inquinamento del sito non appare più essere sussistente, come si desume dai risultati delle ulteriori analisi dell’Arpa Lazio contenuti nella nota 99288 del 19.12.2012”
    Ovvero per certificare lo stato di salute dell'area, si fa riferimento solo alle analisi ARPA del 19 dicembre fatte a seguito della diffida della Provincia di Roma contro la Pontina Ambiente relativamente al superamento dei composti organici in due soli pozzi spia. Nessuna menzione viene fatta di tutte le altre analisi che attestano il contrario, compresa la comunicazione della Regione che esprime la necessità di convocare delle Conferenze di Servizi per valutare lo stato di salute dell'area di Roncigliano (Conferenze già convocate dal Comune di Albano).
  1. “In ogni caso deve rilevarsi che l’impianto non è in esercizio, dovendo ancora essere realizzato e che, conseguentemente, nessun pericolo per la salute pubblica può derivare dagli atti impugnati col presente ricorso”.
    Ovvero fino a quando non sarà costruito l’inceneritore, l’inceneritore non inquina. Questo è ovvio. Il punto è che il sito è già inquinato e oggi, 2013, lo è più del 2009 quando l’AIA è stata rilasciata. E ogni nuovo impianto industriale porterà evidentemente ulteriore inquinamento.
«Abbiamo presentato il ricorso nella speranza che le ragioni del diritto valessero più di qualsiasi altro interesse – afferma con durezza il sindaco Nicola Marini – e invece siamo di fronte ad una sentenza del Tribunale Amministrativo che rigetta ogni argomentazione sul reale stato ambientale di un territorio in grande sofferenza, visto che da molti anni è sede di discarica. Sofferenza che non potrebbe che aggravarsi con la costruzione dell’inceneritore, dannosa oltre che inutile».
«Rispettiamo la sentenza del Tribunale ma ovviamente continueremo ad opporci a questo intervento, sul piano amministrativo, legale e politico. Oltre al ricorso al Consiglio di Stato, porteremo avanti la denuncia alla Commissione Europea e ogni azione, anche di fronte alla giustizia civile, tesa a dimostrare che l’area di Roncigliano non è in grado di sopportare questo insediamento industriale. Con i nostri legali stiamo già valutando anche la richiesta della revoca dell’AIA 2009».
«Spero che su queste tematiche – conclude Marini – l’Amministrazione di Albano, i cittadini e i Comitati non rimangano soli, contro poteri e interessi enormi e trasversali rispetto alla società, alla politica e alle istituzioni. Ho già chiesto un incontro urgente al Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e all’assessore alla Gestione dei Rifiuti Michele Civita, nella convinzione che le nostre ragioni possano essere accolte dai nuovi vertici regionali».

Dal No Inc
    poche parole, forti, chiare e di resistenza, che invitano ancora a chiedere la riapertura della procedura di autorizzazione ambientale; che Zingaretti assuma una posizione chiara, netta e definitiva sull'inceneritore; che t6utti il 6 si scenda in piazza affinchè in migliaia i cittadini diventino protagonisti di una vittoria eccezionale.


"Zingaretti, a questo punto, deve dircelo
chiaramente: che vuole fare rispetto
all'inceneritore dei Castelli Romani"?
“Il Tar del Lazio NON HA CONCESSO la sospensiva del CRONOPROGRAMMA relativo all'Inceneritore dei Castelli Romani.
Il cantiere per la costruzione dell'impianto, quindi, sulla base delle disposizioni del 29 gennaio scorso dell'Area Rifiuti della Regione Lazio, può partire in qualsiasi momento!
Crediamo, a questo punto, sia ANCORA più importante RICHIEDERE una IMMEDIATA riapertura della procedura di AUTORIZZAZIONE AMBIENTALE!
Zingaretti, a questo punto, DEVE dircelo chiaramente: che vuole fare rispetto all'Inceneritore dei Castelli Romani?
Quando verrà riaperta la procedura di Autorizzazione Ambientale secondo quanto previsto dalla Legge n. 59 del 2005?”
Daniele Castri
clicca per ingrandire

“ATTENZIONE!
QUESTO E' IL MOMENTO DI DIMOSTRARE CHI E' PIU' FORTE!
ED I PIU' FORTI SIAMO NOI!
SONO LE NOSTRE MOTIVAZIONI CHE CI FARANNO VINCERE!
IL 6 APRILE TUTTI ALLA MARCIA NO-INC !
ORE 15.00 P.ZZA MAZZINI ALBANO!
SAREMO TANTI E VINCEREMO! TUTTI INSIEME”!
Simone Carabella




La sentenza di oggi, così deludente, era solo sulla sospensiva cautelare del cronoprogramma della costruzione dell'inceneritore, nelle prossime settimane ci sarà un'altra udienza del TAR che deciderà nel merito vero e proprio del ricorso. Aspettiamo con fiducia che la giustizia faccia il suo corso e certamente aderiremo in massa alla manifestazione del 6 aprile ad Albano perché i cittadini non vogliono quest'impianto sul loro territorio e voglio che la discarica venga bonificata.

di Fabio Ascani
Le motivazioni del TAR sul rigetto della sospensiva


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mercoledì 27 marzo 2013

IL NO INC INVITA A MANTENERE ALTA L'ATTENZIONE SUL TEMA DEI RIFIUTI


“Domani, giovedì 28 marzo, dalle ore 09,00 fino alle 12,00, il comitato No Inc terrà un SIT-IN sotto la sede del Tar del Lazio. Aspetteremo l’esito dell’udienza relativa all’inceneritore dei Castelli Romani sotto le finestre dei giudici amministrativi che, più d’un volta, hanno accolto le ragioni dei cittadini e dei comuni dei Castelli Romani”

La notizia s’è abbattuta sui Castelli Romani come un fulmine a ciel sereno. E ha colto tutti di sorpresa, istituzioni e cittadini. Su richiesta del Comune di Albano, che ha depositato un ricorso il 25 febbraio scorso, la Presidente della I° sezione del Tribunale Amministrativo della Regione Lazio, Dott. ssa Linda Sandulli, ha bloccato l’ordinanza n. B-00266 del 29 gennaio dell’Area Rifiuti della Regione Lazio che, come ricorderete, dava il via libera all’avvio del cantiere per la costruzione del contestatissimo impianto brucia rifiuti targato Co.E.Ma. (Pontina Ambiente di Cerroni, Acea ed Ama). Su questa ordinanza, tra l’altro, pende una denuncia ed una querela penale penale depositata, alcune settimane fa, dal comitato No Inc alla Procura di Roma. Omissione d’atti d’ufficio, falso in atto pubblico e truffa i reati ipotizzati. Cantiere e fiato sospeso, quindi, almeno fino a giovedì mattina 28 marzo, alle ore 09,00, quando l’intero collegio della I° sezione del Tar Lazio, composto da tre giudici, tornerà di nuovo ad affrontare la vicenda. Udienza a dir poco decisiva, quindi, per le sorti dell’Inceneritore. Ma sui Castelli Romani, ricordiamo, non incombe “solo” il progetto di costruzione dell’Inceneritore più grande d’Europa, ma anche il VII invaso della discarica di Roncigliano, che raccoglie i rifiuti indifferenziati prodotti dai dieci Comuni del bacino, distante 178 metri dalla prima casa contro i 1000 previsti dalla Legge della Regione Lazio n. 27 del 1998. E, come se non bastasse, dal 3 gennaio scorso, il decreto cosiddetto “salva Roma” di Clini, che pretende di scaricare, è proprio il caso di dirlo, una buona parte della spazzatura romana indifferenziata sulle province della Regione Lazio e, quindi, anche sulla discarica di Roncigliano. Ed, infine, la raccolta differenziata porta a porta che stenta a decollare.
Per mantenere alta l’attenzione sul tema rifiuti e per scongiurare, ad ogni costo, l’avvio del cantiere per la costruzione dell’Inceneritore dei Castelli Romani, il comitato No Inc ha organizzato una seria di iniziative di mobilitazione ed, in particolare:
  • Domani mattina, giovedì 28 marzo, dalle ore 09,00 alle ore 12,00, SIT-IN sotto la sede del Tar del Lazio, via Flaminia n. 189 Roma. Aspetteremo l’esito dell’udienza relativa all’inceneritore dei Castelli Romani sotto le finestre dei giudici amministrativi che, più d’un volta, hanno accolto le ragioni dei cittadini e dei comuni dei Castelli Romani.
  • Venerdi 29 marzo, ore 17,30, Centro Sportivo Ok-Club di Cancelliera, Via di Pantanelle snc, Albano, Assemblea Pubblica.
  • Mercoledì 3 aprile, ore 17,30, Piazza San Pietro, Albano, Assemblea Pubblica.
  • Sabato 6 aprile, ore 15,00 piazza Mazzini, Albano, CORTEO NO INC. L’undicesimo corteo per dire, ancora una volta: No all’Inceneritore dei Castelli Romani, No al VII invaso di Roncigliano, Sì alla raccolta differenziata porta a porta associata a riduzione, riciclo e riuso.
Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.

C.S. No Inc 
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martedì 5 marzo 2013

IL TAR: L'INCENERITORE NON PARTIRÀ IL 7 MARZO COME PREVISTO


SODDISFAZIONE MA ANCHE SENSO DELLA REALTÀ: I CITTADINI PRESNTI AL PRESIDIO PERMANENTE STANNO CON I PIEDI PER TERRA E PONGONO AL SINDACO DOMANDE BEN PRECISE

Con giusta soddisfazione il Sindaco Nicola Marini annuncia su Facebook che il TAR ha accolto il ricorso dell'amministrazione contro l'inizio dei lavori per l'inceneritore previsti per il 7 marzo: “Accolto il ricorso al Tar presentato dal Comune di Albano Laziale contro la Determina dirigenziale della Regione Lazio che dava avvio al cantiere dell'inceneritore di Roncigliano.
Una vittoria importante che ci lascia soddisfatti ma che ci impone, comunque, di continuare ad essere vigili e attenti su queste tematiche visto quanto è successo con il Decreto Clini (prima con la sospensiva accettata dal Tar e poi con la bocciatura per mano del Consiglio di Stato).
Stiamo aspettando le motivazioni da parte dei nostri legali, ma ovviamente ora prevale la gioia. È tanta e non lo nascondiamo.” E rispondendo ad alcuni cittadini che si sono congratulati per la vittoria e che hanno richiamato l'importanza del porta a porta spinto, il sindaco ha scritto: “Ovviamente la raccolta differenziata è una scelta indispensabile, tant'è che finalmente a breve partirà. Ma continuare a pensare e affermare che la raccolta porta a porta basti ad eliminare l'eventualità che possa essere costruito l'inceneritore, vuol dire non aver capito a fondo il problema e gli interessi in gioco. Lo ribadisco: l'inceneritore di Roncigliano non sarà certo al servizio dei Castelli Romani e nemmeno del Lazio.
A maggiore chiarezza della sentenza, oggi il Tar ha accolto la nostra richiesta di sospensiva che ovviamente è temporanea (è la parola stessa che lo dice). Il 28 marzo ci sarà invece la discussione vera e propria sul merito del ricorso. Ad oggi, quindi, l'inizio dei lavori per l'inceneritore (previsto per il 7 marzo) è sospeso.
Siamo naturalmente fiduciosi, viste le motivazioni che abbiamo addotto, che anche il giudizio finale ci dia ragione”.

Al presidio permanente cittadini tengono alta
la guardia di giorno come di notte
Grande soddisfazione anche fra i cittadini che sono in presidio permanente, giorno e notte, sulla via Ardeatina, di fronte l'entrata della discarica di Roncigliano e che, sotto le bandiere del No Inc, tengono alta la guardia. E qui, certo, oltre alla contentezza c'è anche grande senso della realtà e si è consapevoli che questo del Tar è solo un passo. Dice Simone Carabella su facebook “È il momento di dimostrare coraggio. Non pensiamo di aver vinto, non abbiamo vinto nulla. La battaglia sarà vinta solo quando l'inceneritore sarà bloccato in maniera definitiva, la discarica sarà chiusa ed il territorio bonificato. I cittadini stanno morendo, non ci adagiamo su allori che non esistono. Qui non c 'è nessun carro dei vincitori. Bisogna pretendere , per VINCERE in maniera definitiva la revisione dell'AIA e la caratterizzazione idrogeologica INTERNA alla discarica. Questa vittoria ci permette di riprendere fiato, ma la guerra e' lunga.
Con Daniele Castri oggi pomeriggio al presidio.
I cittadini del No Inc stanno con i piedi per terra,
non si illudono e non si  arrendono
QUINDI LA GUARDIA RESTA ALTA, LA MOBILITAZIONE ATTIVA E LA PRESSIONE SULLE AMMINISTRAZIONI, AFFINCHE' FACCIANO QUELLO PER CUI SONO STATE VOTATE, AI MASSIMI LIVELLI”.
Al presidio, dove mi sono fermato un paio d'ore, ho avuto l'opportunità di parlare con la gente, persone concrete che conducono la battaglia scendendo in campo personalmente, spendendosi in prima persona. Come dice Danilele Castri “il presidio permanente, con la presenza di tanta gente locale e non, dimostra, ancora una volta, con una presenza fisica, in carne ed ossa, che il dissenso all’attuale gestione del ciclo dei rifiuti basato su raccolta in-differenziata, inceneritori e discariche, non è un dissenso di carattere ideologico o politico, come sostiene qualcuno, ma è un dissenso basato, prima di tutto, sulla tutela della vita umana e dell’ambiente”.
Ho chiesto a Daniele cosa pensasse del provvedimento del Tar e come tutti anche lui è contento, anche se perfettamente consapevole che si tratta solo di una sospensiva e poi precisa: “Il Comune di Albano non è un comitato od una associazione, che può limitarsi a presentare ricorsi al Tar Lazio, ma è un Ente pubblico titolare di poteri e competenze di carattere amministrativo, giudiziario, ambientale. Il Sindaco è autorità di Pubblica Sicurezza ed Autorità Sanitaria locale.
Chiediamo, quindi, che oltre ai ricorsi al Tar, il Comune di Albano proceda, quanto prima, a:
  1. Convocare un consiglio comunale straordinario ed urgente, attinente le problematiche relative alla gestione e chiusura del ciclo dei rifiuti ai Castelli Romani - come avvenuto mercoledì 27 febbraio scorso a Colfelice (Frosinone) - aperto alla cittadinanza, da tenersi davanti l’ingresso della locale discarica di Roncigliano.
  2. Di avviare presso la Regione Lazio il procedimento di riapertura, revisione ed annullamento dell’Autorizzazione Ambientale n. B-3694 del 13 agosto 2009 relativa all’Inceneritore dei Castelli Romani, come previsto dalla legge n. 59 del 2005.
  3. Convocare, come richiesto dagli Uffici Competenti della Regione Lazio, una conferenza dei servizi, con la presenza della società Pontina Ambiente (gruppo Cerroni) proprietaria della discarica di Albano, per richiedere gli adempimenti relativi alla CARATTERIZZAZIONE GEOLOGICA ED IDROGEOLOGICA INTERNA alla discarica di Roncigliano richiesti nel novembre 2011 dall’Arpa Lazio.
In attesa dell’esito dei ricorsi pendenti presso il Consiglio di Stato (8 marzo) ed al Tar Lazio (6 giugno) contro il decreto Clini, che si proceda, da subito, con la verifica DIRETTA e quotidiana del FORMULARIO DI REGISTRAZIONE degli automezzi AMA in entrata ed uscita dalla discarica di Roncigliano e con il CONTROLLO INDIRETTO (presso la sede della PONTINA AMBIENTE di Manlio Cerroni) del REGISTRO DI CARICO E SCARICO dei rifiuti presso la sede della Pontina Ambiente di Cerroni.
Delegati della Polizia Municipale e dell’Ufficio Ambiente del Comune di Albano, in qualità di ufficiali e/o agenti di polizia giudiziaria, amministrativa e dell’ambiente, potrebbero procedere da subito con controlli di questo tipo. In questo modo si potrebbe verificare, con facilità, che all’interna della locale discarica di Albano non vi sia illecito interramento di spazzatura romana, come previsto nel decreto “salva Roma” del Ministro Clini”.
Fabio Ascani

venerdì 22 febbraio 2013

DI NUOVO I RIFIUTI DA ROMA AD ALBANO

La discarica di Roncigliano vista con Google Maps. Si distingue benissimo il VII invaro, GIGANTESCO, e vicinissimo alle abitazioni!  Il Ministro Clini si dichiara soddisfatto per la sentenza, molto meno le persone che da decenni convivono con un ecomostro che uccidendo il territorio
Ancora una volta il Consiglio di Stato ribalta in modo incredibile una sentenza del TAR, quella che aveva sospeso il trasporto dei rifiuti da Roma in alcune discariche della della provincia, tra cui quella di Roncigliano!

venerdì 8 febbraio 2013

Albano Laziale, Decreto Clini: Accolta la sospensiva

Il Tar del Lazio sospende gli effetti del decreto Clini
 con effetto immediato (e fino alla prossima
udienza del 6 giugno),  eppure gli automezzi AMA
continuano  ad entrare ed uscire dalla
discarica di Roncigliano,
PERCHE'?
(Foto scattata alle ore 15,00 in punto!)
Riceviamo la buona notizia della sentenza del TAR che pone una sospensiva al decreto Clini ma, come si vede dalla foto, alle 15.00 l'AMA continuava ad entrare, con i suoi camion, nella discarica.

«Il nostro ricorso di sospensiva è stato accolto – afferma soddisfatto il sindaco Nicola Marini a pochi minuti dalla decisione del Tribunale Amministrativo Regionale di sospendere il Decreto Clini -. Le nostre ragioni, la forte volontà dell’amministrazione di opporsi a decisioni calate dall’alto, il sostegno degli altri sindaci, dei cittadini e delle associazioni del territorio, hanno avuto la meglio sulle logiche emergenziali e sulla politica di prevaricazione portata avanti dagli organi di Governo solo per risolvere i problemi della Città di Roma».

«La nostra fiducia nell’imparzialità e nella capacità di valutazione del Tar – continua Marini – è stata ben riposta, nonostante le chiare e pesanti ingerenze da parte del Ministro Clini lette sui giornali. Le nostre motivazioni e le nostre ragioni non potevano non essere prese in considerazione. Ringrazio i nostri legali per l’eccellente lavoro svolto, lavoro che hanno voluto condividere con i loro colleghi della Provincia di Frosinone e della Saf per fare in modo che anche il loro ricorso fosse accolto».

«La forza della ragione e del diritto ha vinto – continua Marini -. Non è sostenibile che i problemi di Roma Capitale vengano scaricati sui territori della Provincia e della Regione Lazio, quando l’amministrazione romana ha avuto cinque anni di tempo per definire una gestione virtuosa del ciclo dei rifiuti. Noi continueremo a difendere il nostro territorio e ad opporci in ogni modo lecito anche alla rinnovata ipotesi di costruzione dell’inceneritore a Roncigliano. A rafforzare questa volontà, proprio in questi giorni abbiamo approvato in Consiglio comunale l’avvio della raccolta differenziata porta a porta». 
Comunicato stampa Città di Albano Laziale

la sentenza del TAR
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martedì 5 febbraio 2013

EMERGENZA RIFIUTI, I DATI DEL NOE E LA RIFLESSIONE DI BONESSIO: NESSUNO VUOLE ASSUMERSI LA RESPONSABILITÀ DEGLI ERRORI COMMESSI


Il ministro dell'ambiente Clini per stabilire se gli impianti che trattano i rifiuti sul territorio laziale e che sono stati scelti per fronteggiare l'emergenza romana fossero realmente in grado di farlo ha inviato i Carabinieri del NOE che hanno rilevato che non tutti i gestori avrebbero detto la verità sulle reali capacità di trattamento di tali impianti. Nessuno dei dieci impianti controllati dal Noe, infatti, tratterebbe i rifiuti al 100% della propria capacità ma tutti si manterrebbero al di sotto del tetto massimo di produzione che è stato stabilito dai tecnici secondo la grandezza e requisiti dell'impianto stesso.
Intanto c'è attesa per la decisione del TAR che giovedì mattina dovrebbe deliberare sulla richiesta di sospensiva dei comuni di Albano Laziale e di Col Felice al Decreto Clini. In particolare il sindaco Donfrancesco di Col Felice fa notare che la potenzialità teorica non è detto che corrisponda alle effettive possibilità, sia per carenza di maestranze che per mancanza di tecnologia (da fonte Adnkronos).
Ma la riflessione più acuta su tutta la questione la troviamo sul sito di Nando Bonessio, candidato per Rivoluzione Civile alla regione Lazio: “A quanto pare per conoscere la natura e la situazione degli impianti nel Lazio il Ministro dell’Ambiente Clini ha dovuto chiedere l’intervento dei carabinieri del Noe, che hanno subito aperto una inchiesta sugli impianti che utilizzano il trattamento meccanico biologico (Tmb) del Lazio. Una notizia che ci lascia esterrefatti. Nessuno vuole assumersi la responsabilità sia degli errori commessi in passato sia per quelli che si stanno commettendo ora da parte delle istituzioni preposte.
A prescindere se si tratti di reato o meno, l’approssimazione con cui si gestiscono i rifiuti nel Lazio è relativamente importante. La magistratura farà il suo corso. Secondo noi, non è casuale che tutte queste energie da parte delle Istituzioni siano spese solo sulla questione Tmb mentre nulla si fa sul recupero della frazione secca. La verità è che non si vuole a nessun costo uscire da questo modello di gestione dei rifiuti, fatto di inceneritori e mega-discariche. Del resto che cosa bisogna aspettarsi da amministrazioni che non hanno fatto nulla se non essere accondiscendenti verso il monopolista della monnezza e da un Ministro del “non-ambiente” come Corrado Clini per il quale la soluzione al problema dei rifiuti è quella di bruciarli negli inceneritori o, di recente, anche nei cementifici?” (dal sito di N. Bonesio)
Fabio Ascani
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sabato 2 febbraio 2013

INCONTRO PUBBLICO CON ROBERTO DI FELICE PER PARLARE DI GIUSTIZIA, AMBIENTE, POLITICA

Giovedì 7 febbraio 2013, alle ore 18 presso la sala convegni dell'Hotel Villa Aricia, Roberto Di Felice illustrerà ai cittadini la sentenza  Del Consiglio di Stato che ha ribaltato il pronunciamento del TAR che aveva annullato le elezioni.
Verranno inoltre affrontate altre importanti questioni che riguardano la collettività di Ariccia e non solo, prima fra tutte quella ambientale. Il territorio dei Castelli Romani è minacciato dalla costruzione di nuove centrali elettriche alimentate da biomasse, con il bene placet di personaggi che vogliono farsi passare per ambientalisti, e questo se non bastasse la presenza della discarica di Roncigliano con la possibile costruzione dell'inceneritore.
Naturalmente si parlerà anche di politica con alcune riflessioni sulle prossime elezioni parlamentari e regionali.
Tutti i cittadini sono invitati ad intervenire e, visto che gli organizzatori ritengono che il dialogo sia alla base di un buon rapporto  tra le persone e con i rappresentati eletti, chiunque volesse porre domande a Roberto di Felice per avere maggiori chiarimenti sugli argomenti trattati potrà farlo, nel pieno rispetto della trasparenza e dei principi democratici che sono alla base della nostra costituzione e del vivere civile.
APPUNTAMENTO PER GIOVEDÍ 7 FEBBRAIO VILLA ARICIA ORE 18.00
   Vedi anche la "Conversazione con ROBERTO DI FELICE" (CLICCA QUI)
LEGGI ECO 16

domenica 27 gennaio 2013

CONVERSAZIONE CON ROBERTO DI FELICE - UNA SENTENZA CHE LASCIA PERPLESSI

Questa che mostriamo in video è una conversazione con Roberto Di Felice nella quale ha affrontato i punti salienti delle sentenze del T.A.R. e del Consiglio di Stato.  Ineccepibile appare la sentenza del TAR che aveva di fatto annullato le elezioni di Ariccia. Lascia invece perplessi quella del Consiglio di Stato. Ascoltate le spiegazioni di Di Felice e leggete le sentenze originali i cui link sono a seguire e fatevi una vostra opinione, nel rispetto della Legge. Accettare una sentenza non vuol dire che non si possa parlare di essa o che non ci si possa fare un'idea diversa da quella espressa dai giudici. Certo i punti che non ci convincono sono davvero molti ed importanti e vale la pena approfondire e cercare di capire, come abbiamo fatto noi con Roberto Di Felice, che è stato chiaro e preciso nell'esporre le sue tesi.

Pubblichiamo, di seguito, le sentenze del TAR e del Consiglio di Stato, evidenziando in giallo per una lettura più agevole, i passi importanti di cui parla Di Felice nel video. Inoltre pubblichiamo il link ad una articolo (da il Fatto Quotidiano) dove si parla del presidente della quinta sezione che ha deciso su Ariccia.

Al "dinuovoneosindaco" Cinafanelli va il nostro augurio di svolgere il suo mandato nel modo migliore e più limpido possibile, a Roberto Di Felice auguriamo di avere sempre, come ha oggi,  la forza e il coraggio di fare la migliore delle opposizioni e di continuare nella ricerca della giustizia, in ogni ambito.

CONVERSAZIONE CON ROBERTO DI FELICE (video curato e montato con l'aiuto di Giulio Mignucci)

SENTENZA DEL TAR SU ARICCIA

ORDINANZA DEL CONSIGLIO DI STATO SU ARICCIA (riggetto di sospensiva)

SENTENZA DEL CONSIGLIO DI STATO SU CASAMARCIANO

SENTENZA DEL CONSIGLIO DI STATO SU ARICCIA



Per completezza d'informazione leggi anche l'articolo tratto dal FATTO QUOTIDIANO dove si parla del giudice del Consiglio di Stato, Carmine Volpe (definito dal giornalista "invalido maratoneta"), presidente della Quinta Sezione che ha deciso su Ariccia. (vedi QUI l'articolo)

LEGGI ANCHE ECO 16

lunedì 21 gennaio 2013

CIANFANELLI SI INSEDIA E PARLA DEL FUTURO E DEL PASSATO RECENTE - 2 SENTENZE A CONFRONTO


Il Consiglio Di Stato ha rimesso Emilio Cianfanelli sulla poltrona più autorevole di Ariccia ed oggi il “dinuovoneosindaco” ha tenuto una conferenza stampa nella Casa delle Associazioni.
Cianfanelli ha parlato dell“Appia Bis, che ha un finanziamento di 25 milioni di euro, ma “non è andata avanti l'Appia Bis e non è andato avanti il finanziamento”. Ha ricordato che la presidente della regione, Renata Polverini, è venuta, oltre che all'inaugurazione dell'ascensore, anche all'inaugurazione dei lavori per l'Ospedale dei Castelli. In questi mesi di interruzione del mandato, ha sottolineato Cianfanelli, “i dirigenti del comune di Ariccia hanno lavorato in maniera tale che il Comune non è stato colpito”. Ed elenca una serie di fatti e tra questi: Ace che ha avuto ordinanza di demolizione; Panorama che potrà terminare i lavori e riaprire. “Quindi i dirigenti hanno fatto in modo che la comunità non pagasse pesantemente l'interruzione dell'amministrazione”. E questo secondo il sindaco “è un dato importate di tutta questa vicenda, ovvero che se la politica mette su enti locali che hanno una pianta organica decente, sufficiente, poi l'ente locale cammina con le sue gambe”.
Ma l'obbiettivo, ora come anche precedentemente, ha detto il Cianfanelli, è la costruzione dell'Ospedale dei Castelli e per questo sarà massimo l'impegno del sindaco che, ha ricordato, presiede il collegio di vigilanza sull'attuazione dell'opera.
E adesso Cianfanelli confida che alle prossime elezioni nazionali e regionali il centrosinistra possa avere la meglio e possa continuare il rapporto instaurato con il presidente Zingaretti.

Per quanto riguarda i ricorsi elettorali Cianafanelli, in conferenza stampa, ha parlato, riferendosi agli avversari politici, di “condotta insistente nel voler sovvertire l’esito elettorale ad ogni costo, con una crudeltà spietata da parte dei ricorrenti che non hanno guardato in faccia neppure i disabili certificati che avrebbero avuto la colpa di aver ricorso al voto assistito”. Certamente il Sindaco ha il diritto di dire quello che pensa ma certo, i ricorrenti hanno avuto la sentenza del TAR favorevole e siamo propensi a credere chi i giudici del Tribunale Amministrativo Regionale abbiano agito secondo coscienza e crediamo si debba rispetto a qualsiasi sentenza, anche quelle che non ci piacciano o ci lasciano perplessi.
Sotto potete leggere, a confronto, due sentenze del Consiglio di Stato sempre della sezione quinta: la   N° 5670 del 2011,   Comune  di  Casamarciano (http://www.comune.casamarciano.na.it/images/stories/Sentenza.pdf)                                                      e la sentenza N° 00297 del 2013, Comune di Ariccia (http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Consiglio%20di%20Stato/Sezione%205/2012/201202132/Provvedimenti/201300297_11.XML). Tralasciando in questa sede di esaminare ogni singolo punto, focalizziamo la nostra attenzione sulla questione della mancanza delle schede, una a Casamarciano, due ad Ariccia.
Come si può leggere, per Casamarciano i giudici fanno una deduzione, nel caso di Ariccia, i giudici non ritengono di dover fare la stessa deduzione.
Non esprimiamo alcun giudizio in proposito e rispettiamo come sempre le sentenze, eppure leggendo le carte rimaniamo silenziosamente sbigottiti.
 Chiunque abbia un po' di buona volontà legga pure i due testi messi uno accanto all'altro e provi a farsi un proprio giudizio.

(CLICCA SOPRA PER INGRANDIRE)
Vedi e leggi anche ECO 16 n 34

sabato 19 gennaio 2013

CIANFANELLI TORNA IN CARICA

Non si tornerà a votare ad Ariccia, il Consiglio di Stato ha espresso il suo parere e ribaltato la sentenza del TAR che annullava le elezioni. Cianfanelli potrà quindi tornare a fare il sindaco.
Appena possibile pubblicheremo aggiornamenti.
(Aggiornamento post)
Di seguito il link alla sentenza del Consiglio di Stato così che tutti possano leggere e farsi un'idea propria.
http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Consiglio%20di%20Stato/Sezione%205/2012/201202132/Provvedimenti/201300297_11.XML

sabato 24 novembre 2012

ARICCIA LA GUERRA DEI MANIFESTI - ECO 16 n 33, da leggere.


AD ARICCIA LA GUERRA DEI MANIFESTI
ALLUSIONI E FALSITÀ IN UN MANIFESTO DEL PD DI ARICCIA

Tutto è cominciato durante l'ultima campagna elettorale quando Emilio Cianfanelli rilasciò in alcune interviste delle dichiarazioni diffamanti nei confronti del suo avversario Roberto Di Felice e della sua coalizione, farneticando di malavita e illegalità. Poi le elezioni sono andate come sono andate e, dopo pochi mesi vengono annullate dal Tribunale Amministrativo Regionale, che ha rilevato sufficienti irregolarità. Il 14 dicembre prossimo il Consiglio di Stato potrebbe dare una parola definitiva a questa vicenda. Nel frattempo la coalizione di Di Felice non è stata con le mani in mano e ha pubblicato, nel corso dei mesi, una serie di manifesti, nessuno smentito, per quanto ci risulta, in cui sono evidenziati una serie di comportamenti irregolari e illegali della compagine ciafanelliana: nomine che non potevano esser fatte, lettere ufficiali dell'autorità sanitaria ignorate, cooperative favorite a scapito di altri soggetti, comportamenti di personaggi, mostrati in fotografia nei stessi manifesti, mentre usano auto di servizio per scopi privati.
Qualche giorno fa è apparso un nuovo manifesto, questa volta firmato dal circolo del Partito Democratico di Ariccia che attacca la compagine di Di Felice chiamandola “La compagnia dei Giravolta”. Il manifesto ci ha colpito in particolare per un passaggio che riportiamo per intero:
“La Compagnia, approfittando del commissariamento del Comune, ha tentato, con la complicità dei suoi tutori regionali, gli assessori del centrodestra CIOCCHETTI e MALCOTTI, di smontare alcune importanti iniziative dell'Amministrazione comunale del centrosinistra, come il collegamento viario Appia-bis/Ospedale dei Castelli Romani e gli accordi di programma con le società McQuay e Panorama”. (il grassetto è nostro)
Osserviamo con stupore che il PD di Ariccia ritiene che si possa approfittare del commissariamento della città! In questo modo vogliono far intendere che la Commissario Caporale non è all'altezza del suo compito? O, forse peggio, collusa con la coalizione di Di Felice? PAZZESCO!
Per quanto riguarda poi quello che viene chiamato nel manifesto “collegamento viario Appia-bis/Ospedale dei Castelli Romani”, visto che è cosa della quale su queste pagine ci siamo occupati fin dalla nascita di ECO 16, sottolineiamo con ragion veduta e cognizione di causa, che l'opera della quale si parla è una variante dell'Appia-bis che passerebbe per Vallericcia, zona agricola tutelata, deturpandola e cementificandola, e alla quale si oppose subito il Comitato di Quartiere di Vallericcia. Allora c'era ancora in regione la giunta Marrazzo. Contro quella variante stradale che si vuol far passare come “importante iniziativa dell'amministrazione comunale” (ma che in realtà è una strada che tagliando in due la valle, perpendicolarmente a via di Vallericcia, condurrebbe dritti dritti, invece che all'Ospedale, per il quale basterebbe l'Appia-bis, nei pressi di un centro ippico di proprietà di famigliari di Cianfanelli) è in piedi un ricorso al TAR di cittadini e di appartenenti al Comitato di Vallericcia. Inoltre qualsiasi lavoro sull'Appia-bis, è fermo da ben prima che ad Ariccia subentrasse il commissario, tanto che neanche è stato completato il primo lotto della strada, quello dalla parte di Albano, altro che variante di Ariccia! MA DI COSA PARLANO!
Non facciamo osservazioni su ciò che è scritto e sui toni usati nel resto del manifesto, immaginiamo che gli interessati replicheranno senza troppi complimenti.

Su ECO 16 n 33

giovedì 12 luglio 2012

IL CENTROSINISTRA TENTA DI SUGGESTIONARE LA MAGISTRATURA


L'ASSESSORE REGIONALE LUCA MALCOTTI

Dopo le interrogazioni parlamentari, alla Camera e al Senato, ispirate dall'ex maggioranza ariccina, che aveva vinto le elezioni per un pugno di voti e poi annullate con sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, a poche ore dalla camera di consiglio del Consiglio di Stato, anche il senatore Andrea Augello ha depositato un'interrogazione urgente in Senato per il Ministro degli interni Cancellieri, come fa sapere con un comunicato Luca Malcotti, PDL, assessore alle Infrastrutture e Lavori pubblici della Regione Lazio: “Mercoledì 11 luglio 2012, il senatore Andrea Augello ha depositato un’interrogazione urgente in Senato per chiedere al ministro dell’Interno quali iniziative intenda assumere per approfondire i fatti che hanno determinato il doveroso annullamento da parte del Tar delle elezioni amministrative del 2011 nel comune di Ariccia, al fine di ricondurre tanto il danno subito sul piano erariale dall’Amministrazione, quanto eventuali risvolti penali alle persone che devono assumersene le responsabilità. Il centrosinistra - ha dichiarato l’assessore regionale Malcotti - ha depositato un’interrogazione a Camera e Senato contro la sentenza del Tar del Lazio che ha annullato il risultato elettorale delle elezioni amministrative di Ariccia per gravi irregolarità nello svolgimento delle operazioni di voto. Pd e Italia dei Valori hanno dato vita a un goffo e disperato tentativo di suggestionare il Collegio del Consiglio di Stato che si pronuncerà nelle prossime ore. Sono certo - conclude Malcotti - che la magistratura si baserà esclusivamente sulle prove documentali già acquisite dal Tar in sede di verificazione”.



ROBERTO DI FELICE
Dichiarazione dell’ex candidato a sindaco di Ariccia Roberto Di Felice
“Ringrazio il senatore Augello per aver presentato un’interrogazione contro il tentativo del centrosinistra di suggestionare il collegio del Consiglio di Stato chiamato nelle prossime ore a pronunciarsi”. Lo dichiara in una nota l’ex candidato a sindaco di Ariccia per le elezioni del 2011, Roberto Di Felice. “E’ la stessa tattica - prosegue Di Felice - che l’ex sindaco di Ariccia, “ispiratore” delle interrogazioni parlamentari del centrosinistra, tentò nei confronti del Tar, ma infruttuosamente”.







Sul prossimo numero di ECO 16 in distribuzione dal 20 luglio tenteremo di dare conto in modo esauriente della situazione ariccina, sperando di poter dare la notizia del pronunciamento del Consiglio di Stato. 

Demenza: quasi un caso su due potrebbe essere legato a fattori di rischio modificabili

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