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venerdì 16 marzo 2018

Leggere - In libreria L’ARTE DI FARE LO ZAINO di Andrea Mattei

Mi è sempre piaciuto camminare. Passo dopo passo si può arrivare lontano. Un po' come leggere: parola dopo parola, pagina dopo pagina, ci si spinge in nuovi mondi, si fanno nuove scoperte. 

Il 6 novembre del 2015 postavo su ECO16 un breve articolo su uno studio che mostrava quanto facesse bene camminare e sulla mia piccola esperienza personale: passeggiare ogni giorno per almeno 45 minuti mi aveva aiutato a togliermi di dosso ben 11 chili! (vedi articolo)

Andrea Mattei
Oggi ho riporto queste parole del mio caro amico Andrea Mattei: "Perché l’arte di camminare è togliere. Togliere peso ai pensieri e liberarsi della zavorra che ci lega alla vita di tutti i giorni. E così, andare più liberi […] Camminare è lavorare per sottrazione. Ma, di conseguenza, è anche l’arte di scegliere."


Andrea, tra le altre cose, è un camminatore, giornalista, caporedattore presso la Gazzetta dello Sport. Ha appena pubblicato un libro, L’ARTE DI FARE LO ZAINO che è uscito solo ieri. Presto ne parlerò in “Un libro per caso”.  Andrò oggi stesso, ovviamente a piedi, in libreria e sono certo che leggerlo sarà un piacere, proprio come compiere un piacevole cammino, perché una buona lettura ci conduce sempre da qualche parte ed io amo avventurami!

Fabio Ascani

domenica 3 dicembre 2017

Albano Laziale - Ciribò ovvero dove i bambini potranno leggere in libertà

di Emanuela Zura Puntaroni*

Il nostro spazio dedicato da sempre ai più piccoli, Il piccolo Teatro dei se dei ma, è nato dall’associazione Kosmos e Kaos che lavora parallelamente anche con adulti, e negli ultimi anni, oltre che lavorare nelle scuole  a  partire dall’infanzia in forma di volontariato, ha sviluppato molti progetti attraverso eventi e laboratori. 
Abbiamo realizzato un vero e proprio piccolo teatro a misura bambini (25 posti) portando in scena storie di ieri e storie di oggi, anche rielaborandole attraverso la scrittura stessa, raccontandole con l’utilizzo del teatro delle ombre,  o montando piccoli scenari di paesaggi, e con il Kamiscibai tipico teatro giapponese. Anche per chi decide di festeggiare il proprio compleanno da noi.
Tutto questo per divulgare le Arti e creare uno spazio di aggregazione. Una realtà unica ad Albano Laziale proprio perché si vive la magia del teatro.
Con i libri donati da chi non ne fa più uso e che semplicemente verrebbero rinchiusi in vecchi scatoloni o lasciati tra gli scaffali, abbiamo lanciato in questo giorni, tra  conoscenti ed amici, un nuovo progetto: “Ciribò”. Si tratta di creare una piccola e libera libreria dove i bambini dai due ai dieci anni possano leggere in libertà e sfogliare libri con la complicità dei genitori, senza costrizione se non quella di non maltrattarli. A questo progetto sono anche legati gli spettacoli di mimo teatrali, letture animate e incontri per mamme e papà che vogliano apprendere la lettura per bambini. È un progetto che prenderà vita tra gennaio e febbraio, in quanto stiamo organizzando la raccolta dei libri e verificando il loro buono stato. Per chi ci volesse contattarci ci trova su facebook.


*Emanuela Zura Puntaroni presidente della Kosmos e Kaos ass.cult.

mercoledì 1 marzo 2017

Libro o e-Book? Formato elettronico o formato cartaceo?

  Essendo una persona curiosa e un buon lettore di libri, sempre alla ricerca di un romanzo che mi appassioni o di un saggio che mi aiuti a riflettere e aumentare le mie conoscenze, mi sono trovato, negli ultimi tempi, a maneggiare con piacere sia libri di carta che in formato elettronico. In realtà quando si legge un testo elettronico non lo si maneggia realmente, ciò che si ha fra le mani è uno strumento, un tablet, un smartphone, un note-book o un oggetto dedicato solo alla lettura degli e-book, un Kindle, per esempio. Io ho un tablet e mi ci trovo benissimo.

Come dicevo sono un discreto lettore e, oltre a ciò che leggo per lavoro, negli ultimissimi tempi, ho letto cinque libri: romanzi, racconti e un piccolo saggio. Tre di questi sono libri di carta e due elettronici.

Certo il libro tradizionale è meglio: stanca meno la vista e permette un rapporto fisico con l’oggetto che nell’altro caso è realmente assente. Un libro di carta possiamo stringerlo tra le mani, prendici appunti sopra con una matita, lasciarci i segni del nostro passaggio, possiamo conservarlo, quando ci è piaciuto fino ad amarlo, in un luogo che sia sotto il nostro sguardo… Eppure anche l’e-book ha i suoi considerevoli vantaggi e, primo fra tutti il prezzo che spesso è la metà del suo omologo cartaceo. Inoltre gli e-book non occupano spazio, ma memoria di un hard disc e noi possiamo realmente portare in tasca, sempre a portata di mano, un’intera biblioteca! Non sono considerazioni da poco.

Ultimamente ho letto di qualche studio secondo il quale leggere libri su un supporto elettronico non favorirebbe l’apprendimento e la memorizzazione del testo, mentre il contatto fisico con le pagine aiuterebbe la memorizzazione dei contenuti. Francamente non so proprio dire se ciò sia vero. Nel mio caso particolare non è certamente così anzi, secondo la mia esperienza, si può passare dal cartaceo all’elettronico senza particolari differenze nell’apprendimento e memorizzazione. Credo proprio che ciò che conti di più, in ogni caso, è il contenuto piuttosto che il contenitore.

Insomma, tra elettronico e cartaceo non ho particolari preferenze se non dal punto di vista affettivo. L’oggetto libro è bello e averlo tra le mani, toccarlo, sfogliarlo, aprirlo e richiuderlo, magari facendogli fare un bel suono dopo la lettura di qualcosa che ci è piaciuto e ci ha appagato particolarmente, è una vera goduria.

Poi c’è un’altra questione: le librerie. Adoro andare nei negozi che vendono libri, perdermi fra gli scaffali, cercare fra gli autori, provare a ritrovare un titolo letto molti anni prima solo per vedere se è ancora nel mercato. E adoro anche le bancarelle dei mercatini dove fra cento libri “inutili” può succedere di trovare quello che cercavi da anni o semplicemente sentirti “chiamato” da un titolo o da una copertina…

Allora è così: dovendo scegliere direi carta e sempre carta, ma la praticità, economicità, semplicità e anche sostenibilità dell’elettronico non può essere trascurata e sottovalutata. Quindi leggo libri indifferentemente dal formato e sono soddisfatto in questo modo. Ma se per caso dovessi innamorami di un libro in particolare, se in esso vi trovassi una magia strana e ne fossi conquistato, allora acquisterei il cartaceo, anche se già avessi l’edizione elettronica.

La conclusione? I libri sono ciò che vi è scritto, il contenuto, ma la loro forma non è cosa trascurabile. Cosa fare? Semplice: leggere, leggere, leggere, sempre e comunque, perché il piacere più grande è nel rapporto che si instaura tra le parole dell’autore e il lettore. Un piacere intimo e un rapporto unico e privilegiato che prescinde in toto dalla forma del contenitore.

Fabio Ascani

Demenza: quasi un caso su due potrebbe essere legato a fattori di rischio modificabili

  La demenza non è una conseguenza inevitabile dell'invecchiamento. Secondo la Commissione Lancet sulla prevenzione, l'intervento e ...