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giovedì 18 gennaio 2018

Un mondo più pulito attraverso una sana gestione dei rifiuti

La salvaguardia dellambiente passa sempre più prepotentemente attraverso il tema della sana gestione dei rifiuti. E finalmente anche la Commissione europea dichiara guerra alla plastica con una strategia che comprende un'etichettatura più chiara per distinguere polimeri compostabili e biodegradabili e regole per la raccolta differenziata sulle imbarcazioni e il trattamento dei rifiuti nei porti. Inoltre sono attese entro questo mese misure per ridurre l'impatto delle bottiglie d'acqua in plastica.
Molto bene.
Intanto però sono i cittadini consapevoli che possono fare la differenza compiendo alcuni facili gesti e piccole ma sostanziali scelte quotidiane.
            
La prima cosa è quella di produrre la minor quantità possibile di rifiuti. Questo è possibile scegliendo, al momento di fare la spesa, i prodotti che hanno pochi imballaggi o almeno imballaggi facilmente riciclabili. Faccio un esempio. In Italia amiamo il caffè ma sarebbe opportuno orientarsi verso quello in cialde completamente riciclabili o meglio ancora in polvere piuttosto che scegliere quello in capsule che avendo più componenti (plastica, alluminio) oltre al caffè stesso, non sono facilmente riciclabili e così vanno a finire nellindifferenziato.
Sempre pensando al caffè, che tanto amiamo noi italiani, direi che sarebbe opportuno, quando si può, evitare di prenderlo nei bicchierini di plastica, anche quando siamo in ufficio, del resto il caffè caldo nella plastica non sempre ha un buon sapore e tenere nel proprio cassetto o armadietto in azienda una tazzina di ceramica o un bicchierino di vetro costa davvero molto poco.

 Mi sento di dare qualche altro piccolo suggerimento alle persone che vogliano essere di buona volontà:
 1)  Non usare mai le cannucce di plastica. Se non si hanno gravi problemi fisici non servono proprio a niente. I bambini? Se non le vedono non le desiderano. Le cannucce si usano una volta e poi, nel migliore dei casi, vanno a finire nella spazzatura.
 2)  I cotton fioc sono un pericolo per le nostre orecchie e questo è evidenziato anche sulle scatole che li contengono (spesso di plastica anchesse), ma sono anche un grave pericolo per lambiente specie se hanno il bastoncino di plastica. Esistono totalmente biodegradabili. Scegliamo quelli!
 3)  Se siamo a casa non usiamo fazzolettini di carta impacchettati in confezioni di plastica, ma usiamo quelli in confezioni grandi di cartone.
 4)  In Italia consumiamo una grandissima quantità di acqua minerale in bottiglia, anche in città e luoghi dove quella del rubinetto è sana e buona. È unabitudine assurda, frutto della pubblicità ingannevole e martellante. Quando si può preferiamo lacqua del rubinetto!
 5)  Il pane normalmente ci viene servito in buste di carta perfettamente riciclabili e spesso anche riusabili più volte. Evitiamo assolutamente di prendere il pane incartato nella plastica o in buste ibride metà plastica e metà carta. E se proprio ci dovesse capitare almeno si cerchi di differenziare al meglio lincarto.
 
Ultima considerazione: un po più di buon senso, meno fretta e il mondo sarebbe più pulito.



mercoledì 10 maggio 2017

Incendio di Pomezia - Ambiente tradito… ancora una volta. Decine e decine di incedi di questo tipo in Italia negli ultimi anni.

In meno di un anno, solo nella nostra zona dei Castelli Romani, ci sono stati due gravissimi incendi, il primo il 30 giugno 2016 all’impianto Tmb nella discarica di Ronciogliano nel territorio di Albano Laziale, sul confine con quello di Ardea, il secondo il 5 maggio scorso alla ECOx di Pomezia, nei pressi della via Pontina Vecchia, sempre vicino al martoriato territorio di Ardea.
La colonna di fumo dell'incendio di Roncigliano del 30 giugno 2016così simile a quella dell'ultimo incendio di Pomezia alla ECOx
Se un anno fa rimanemmo sconvolti di fronte alla catastrofe dell’incendio di Roncigliano, disperati per quell’immensa colonna di fumo nero che si spigionò per giorni dall’impianto di trattamento dei rifiuti, demoralizzati e avviliti pensando a quanti danni avrebbe potuto portare tutto quell’inquinamento alle persone, agli allevamenti e alle colture, così importanti e pregiate del nostro territorio, oggi, con l’ancor più grave incendio a Pomezia, ci sentiamo traditi, così com’è stato tradito l’ambiente che ci ospita, da chi ha responsabilità su tutto questo, da chi, con tutta una lunghissima lista di omissioni colpevoli, non ha  fatto quando avrebbe dovuto fare. 
Incendio alla ECOx 5 maggio 2017: il fumo si è esteso per decine di chilometri, i primi giorni in direzione sud toccando ii comuni dei Castelli Romani e portandosi fino ad Aprilia e sul territorio di Latina, il terzo giorno in direzione di Roma dove l'odore sgradevole si è sentito fino al quartiere di Decima. Le zone più colpite, ovviamente, la città e il territorio di Pomezia e il territorio di Ardea.

La nube fotografata dal Ponte di Ariccia

dove il 5 maggio si è percepito notevolmente
l'odore acre e fastidioso del fumo.
Ovviamente chi è stato esposto ai fumi e all’aria irrespirabile è preoccupato per la propria salute. I primi effetti su molte persone si sono manifestati con bruciore alla gola,  irritazione agli occhi, senso di nausea e adesso ci si domanda se potranno manifestarsi, anche a lungo termine,  nuovi e peggiori effetti per l’esposizione alla nube tossica. Ma dalle istituzioni ben poche informazioni arrivano in proposito.


Ci sono state le giuste ordinanze dei comuni più interessati dal disastro che consigliavano di tenere le finestre chiuse; la chiusure delle scuole; i divieti sui prodotti agricoli nel raggio di 5 chilometri dall’incendio ecc… . Norme di buon senso. Ma le persone vogliono sapere di più: vogliono sapere cosa realmente hanno respirato, se c'era l'amianto o altre sostanze pericolose,  e in quali quantità, e quali rischi corrono per la propria salute e quella dei loro cari.
Incendio ECOx


(la mappa interattiva del Sole 24 Ore) (Link)
La realtà è che siamo inermi e vulnerabili di fronte a queste evitabili e ripetute catastrofi e la sorpresa è che quella che poteva sembrare una brutta e terribile coincidenza, due incendi a impianti che si occupano di rifiuti in così poco tempo in un territorio così ristretto, in realtà appare parte di uno schema terribile e criminale che minaccia non solo la nostra splendida zona dei Castelli Romani e del Litorale, ma tutto il territorio nazionale. Queste parole dall’inevitabile sapore complottista sono in realtà frutto dei dati pubblicati in alcuni articoli del Sole 24 Ore (no Bufala Oggi!) e a firma di Jacopo Giliberto. Nei suoi articoli, nell’ultimo del 9 maggio , intitolato In due anni incendiate oltre cento discariche e aziende di rifiuti, si mostra come in Italia gli incendi ad impianti di trattamento dei rifiuti siano una costante degli ultimi due anni: Dal giugno 2015 fino a settembre 2015 il Sole 24 Ore aveva censito una trentina di impianti colpiti da incendi. Un’altra ventina di incendi sono stati rilevati nel 2016. Altri 16 incendi a impianti di gestione del ciclo dei rifiuti nei primi cinque mesi del 2017; sono esclusi dal conteggio i sabotaggi di entità minore eppure diffusissimi, come la distruzione di camion compattatori o di macchinari, tra i quali quello rilevato pochi giorni fa un impianto Tmb dell’Ama di Roma. (link)

In un precedente articolo dell’8 giugno 2015, “gli impianti rifiuti vanno a fuoco uno dopo l’altro. to’ che caso. a roma, parma, este, perugia…” (link) Giliberto scriveva: a chi potranno fare comodo questi incendi fortuiti e casuali? all’industria degli inceneritori, per esempio; oppure alla malavita che opera nel trasporto via mare di rifiuti verso le discariche balcaniche. o forse qualche politica aziendale.


Una cosa è certa, l’ambiente, con noi che lo popoliamo, il 5 maggio è stato tradito per l’ennesima volta! Il territorio dei Castelli Romani  con le sue zone industriali e poi quello di Aprilia, Ardea, Pomezia, è denso di industrie e impianti che sono potenzialmente a rischio e quindi potenzialmente pericolosi e dannosi per la salute di tutti se subissero una sorte analoga al Tmb di Roncigliano nel 2016 o alla ECOx di Pomezia solo qualche giorno fa. Per non parlare di eventuali discariche o depositi più o meno piccoli, più o meno leciti, più o meno conosciuti ma che certamente esistono e incombono con il loro carico di possibile tossicità.

Chi ha responsabilità di fare in modo che ciò che è accaduto non accada più si muova! Mi domando ma che impianto anti incendio c’era alla ECOx, se c’era? Da oggi stesso le amministrazioni locali o chi di dovere dovrebbero intervenire in tutte le aziende a rischio del proprio territorio, specie in quelle di trattamento dei rifiuti, per controllare se le norme di sicurezza siano rispettate e se l’impiantistica anti incendio sia regolare e perfettamente funzionate.

I cittadini non possono sopportare il rischio di altre catastrofi. L’ambiente non può essere tradito ancora una volta!
Fabio Ascani


martedì 6 settembre 2016

Velletri - TORNA L’INCUBO BIOGAS, GRECI (LIVE) SCRIVE ALLA REGIONE E BACCHETTA L’AMMINISTRAZIONE: “VELLETRI MERITA BEN ALTRO CHE QUELL’IMPIANTO”


riceviamo e volentieri pubblichiamo

Al netto del silenzio dei vertici comunali, rimasti misteriosamente inermi rispetto a quanto va profilandosi, tanto da scatenare la scontata reazione da parte di chi contro quel progetto si è battuto davvero, arriva ancora una volta l'alzata di scudi di chi, come Giorgio Greci, capogruppo della Lista Live e, soprattutto, presidente dell'apposita Commissione Speciale sui Rifiuti, sul tema ha contribuito in ogni modo ad allargare il dibattito, coinvolgendo studiosi, professionisti ed esperti del settore. Proprio Giorgio Greci alla vigilia della Conferenza dei Servizi convocata in Regione ha voluto ancora una volta ribadire la sua netta contrarietà ad un progetto inviso anche da gran parte della popolazione, contro il quale lo stesso consiglio comunale si era espresso in maniera corale. Ancora una volta la sua voce si è quindi levata, forte e chiara, lanciando l'ennesimo grido d’allarme nella gestione. Non un 'pour parler' il suo, visto che il noto cardiologo veliterno ha messo mano alla 'penna' e spedito all'architetto Demetrio Carini, mettendo così al corrente la Direzione Regionale Governo Ciclo dei Rifiuti, una missiva in cui ricordare che Velletri si è già espressa in maniera perentoria contro il progetto dell'impianto di digestione anaerobica dei rifiuti organici.
"Non riesco a capacitarmi – ha ricordato ancora Greci – come sia possibile che a distanza di mesi torni ancora una volta in auge lo spettro dell’impianto di digestione anaerobica dei rifiuti, dopo che persino il consiglio comunale si è chiaramente mostrato contrario alla sua realizzazione. La commissione prima e il consiglio poi – ha aggiunto un mai domo capogruppo della lista Live – si sono espressi chiaramente e trovo davvero singolare che si sia potuti arrivare a tanto. Mi sarei aspettato certamente una pronta e repentina presa di distanza anche dei vertici di un Comune che è anche socio della Vosca Ambiente e Servizi spa, perchè Velletri non può permettersi di essere piegata ad interessi che arrivano dall’alto. Se così ancora non è stato c'è ancora tempo e mi auguro che ciò venga fatto, perchè Velletri e tutta la sua popolazione non meritano certi 'giochetti'. Inutile ritornarci su, perchè lo abbiamo fatto già diverse volte, ma i motivi per i quali un impianto del genere non può sorgere in una zona di tale pregio agricolo, in cui vi sono dei precisi vincoli e permangono reali motivi ostativi a realizzare una struttura che finirebbe per creare solo danni per la nostra comunità e il nostro territorio, sono ormai arcinoti, sebbene qualcuno, evidentemente, continui a far finta di non capirlo, per interessi e scopi che non oso neppure lontanamente immaginare”.

martedì 2 agosto 2016

Discarica di Roncigliano: completato lo smassamento dei rifiuti

riceviamo e volentieri pubblichiamo
Il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Roma ha informato che in data odierna, lunedì 1 agosto, si sono concluse le operazioni di spegnimento e smassamento dei rifiuti solidi urbani e della frazione organica stabilizzata coinvolti nell’incendio del 30 giugno 2016, presso il sito di Roncigliano. Nella comunicazione si legge come “le diverse squadre VV.F. di questo Comando, avvicendatesi quotidianamente con l’ausilio di uomini e mezzi movimento terra del Nucleo G.O.S. (Gruppo Operativo Speciale) della Direzione Regionale VV.F. Lazio, hanno provveduto alle operazioni di cui sopra con la rimozione di oltre 12.000 m3 di materiali organici, ed in minima parte secchi, presenti nei locali denominati ossidazione biologica e trattamento frazione secca”.  Nella nota si evidenzia anche come “allo stato attuale, non risultano presenti focolai attivi all’interno del capannone industriale di cui trattasi, precisando che le operazioni di smassamento di cui sopra sono state rese necessarie al fine di evitare ulteriori situazioni di rischio incendio e propagazione riconducibili all’evento del 30 giugno 2016”. Il Sindaco di Albano Laziale, Nicola Marini, ha commentato: «La nota dei Vigili del Fuoco comunica l’eliminazione di tutti i focolai e la conclusione di un intervento, da noi più volte richiesto a tutti i livelli, con il quale speriamo si metta fine ai problemi legati alle continue fuoriuscite di fumo e alle condizioni odorigene insopportabili. Ci auguriamo – ha concluso il primo cittadino - che la comunicazione di oggi freni il diffondersi di notizie incontrollate relative al continuo divampare di nuovi incendi nel sito. Incendi tra l’altro a volte confusi, come nei giorni scorsi, con roghi che hanno interessato terreni privati adiacenti alla rotatoria tra via Ardeatina e via Cancelliera».


Demenza: quasi un caso su due potrebbe essere legato a fattori di rischio modificabili

  La demenza non è una conseguenza inevitabile dell'invecchiamento. Secondo la Commissione Lancet sulla prevenzione, l'intervento e ...