relazioni internazionali secondo cui più Paesi collaborano tra loro per affrontare problemi comuni, stabilendo regole condivise, sedi di confronto e impegni reciproci.
In termini semplici: invece di agire da soli o solo in accordi a due (bilaterali), gli Stati si coordinano all’interno di organismi o accordi che coinvolgono molti attori.
Alcuni elementi chiave:
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Cooperazione tra più Stati su temi che superano i confini nazionali (commercio, sicurezza, clima, salute, finanza).
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Regole comuni negoziate e accettate da tutti i partecipanti.
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Istituzioni internazionali come luogo di dialogo e mediazione.
Esempi tipici di multilateralismo sono:
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le Nazioni Unite, per la gestione dei conflitti e delle crisi internazionali;
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l’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC), per regolare gli scambi globali;
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l’Unione Europea, come forma avanzata di cooperazione multilaterale regionale;
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gli accordi sul clima, come quelli negoziati nelle COP.
In sintesi, il multilateralismo si basa sull’idea che le sfide globali richiedono risposte collettive, fondate su cooperazione, regole e istituzioni comuni, piuttosto che su decisioni unilaterali dei singoli Stati.
