giovedì 28 luglio 2016

Musica – Cinema - BEATLES EIGHT DAYS A WEEK - Un film di Ron Howard

Dal 15 al 21 settembre 2016 nelle sale italiane verrà trasmesso il nuovo film del regista premio Oscar Ron Howard che racconta la storia di quattro ragazzi partiti da Liverpool e che hanno avuto un successo che nessuno altro è mai riuscito a replicare: i Beatles.
E’ un docu-film nato dalla collaborazione diretta con Paul McCarney, Ringo Starr, Yoko Ono e Olivia Harrison, che hanno messo a disposizione tanti filmati rari ed inediti che mostrano il dietro le quinte della mitica band. La storia dei mitici Geroge Harrison, Jonh Lennon, Paul McCartney e Ringo Starr, dai primi concerti al Cavern Club fino ad arrivare al concerto storico di Candlestick Park di San Fancisco, come non abbiamo mai visto.
L’occasione per far conoscere i Beatles anche ai più giovani.


Gianni Casciano (gianni.casciano@gmail.com)

martedì 26 luglio 2016

Albano Laziale - La Pro Loco di Cecchina a lavoro su Villa Del Vescovo

riceviamo e volentieri pubblichiamo

Cittadini volontari a lavoro per la manutenzione e riqualificazione di Villa Del Vescovo. L’evento, promosso dagli Assessorati alla Pubblica Istruzione e Politiche Giovanili, all’Ambiente, alle Ville Storiche e dalla Pro Loco di Cecchina, ha visto, ieri, lunedì 25 luglio, numerosi residenti, aiutati dalle ragazze del Servizio Civile Nazionale e dai volontari, provenienti da Francia, Spagna, Bielorussia, Ucraina, Repubblica Ceca, Azerbaijan e Giappone, impegnati, da circa una settimana, nel campo di volontariato ambientale organizzato ad Albano da Legambiente – Appia Sud “IL RICCIO ONLUS”, adoperarsi per la riqualificazione e valorizzazione della villa storica, all’interno della quale sono state anche posizionate cento nuove piante donate personalmente dall’Assessore all’Ambiente, Aldo Oroccini. Gli Assessori coinvolti, Alessandra Zeppieri, Aldo Oroccini e Stefano Iadecola hanno commentato: «La giornata di ieri è stata all’insegna della condivisione e della partecipazione. Il grande numero di partecipanti fa ben capire come Villa Del Vescovo sia un luogo amato dalla comunità, al punto da muovere decine di volontari recatisi sul posto per lavorare. Il coinvolgimento diretto dei cittadini ha avuto anche l'obiettivo di responsabilizzare coloro che abitualmente frequentano le ville storiche, soprattutto i giovani, e far comprendere loro l'importanza del prendersi cura di un bene pubblico, che appartiene a tutti noi».

«Un ringraziamento – hanno concluso gli Assessori - alla Pro Loco di Cecchina, alle ragazze del Servizio Civile Nazionale, a Legambiente Appia Sud -  “IL RICCIO ONLUS”, all’associazione “La Mantide”, a Volsca Ambiente e Servizi S.pA., a Ste.ma. Ecoservice S.r.l. e soprattutto a tutti i cittadini che hanno partecipato attivamente a queste iniziative».

lunedì 25 luglio 2016

Castelli Romani - ATTIVO IL VULCANO DEI COLLI ALBANI. A sostenerlo, uno studio firmato INGV, Sapienza Università di Roma, CNR e Università di Madison, pubblicato su Geophysical Research Letters

 Vale sempre la pena conoscere meglio i luoghi nei quali viviamo, la loro storia e anche la loro storia geologica,  che molto può raccontarci di ciò che accadrà.

Una foto dell'Etna ma fra mille anni o poco  più 
potrebbe essere un'immagine dei Colli Albani
L’area vulcanica dei Colli Albani, equivale grosso modo, al territorio dei Castelli Romani, i luoghi nei quali viviamo e nei quali stiamo costruendo il nostro futuro.  Ebbene quest’area vulcanica, alle porte di Roma, rimasta in assoluto stato di quiete da 36.000 anni a questa parte - nonostante miti e leggende le abbiano accreditato eruzioni fino in epoca romana - è attiva e, a diversi chilometri di profondità, si sta accumulando nuovo magma, facendo presagire un risveglio tra… migliaia di anni.
I “tempi geologici” sono davvero lunghi, nulla a che vedere con i “tempi storici” e ci permettono di dormire sogni tranquilli. Del resto c’è già qualcuno che si preoccupa per noi e tiene sotto controllo quest’area.

Ecco di seguito cosa dice il comunicato dell’INGV

(clicca l'immagine per ingrandire)
I Colli Albani, l'area vulcanica alle porte di Roma, inizia a dare segni di un futuro risveglio. A stabilirlo, uno studio multidisciplinare Assessing the volcanic hazard for Rome: 40Ar/39Ar and In-SAR constraints on the most recent eruptive activity and present-day uplift at Colli Albani Volcanic District, condotto da un team di ricercatori dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Geologiche - “Sapienza” Università di Roma, Istituto di Geologia Ambientale e Geoingegneria del Consiglio Nazionale delle Ricerche (IGAG-CNR), e Laboratorio di Geocronologia dell'Università di Madison, che ha permesso di ricostruire la storia delle eruzioni avvenute da 600.000 anni fa a oggi nel distretto vulcanico dei Colli Albani, assieme a quella delle deformazioni della crosta terrestre che hanno accompagnato nel tempo la sua evoluzione.
Il risultato sorprendente”, afferma Fabrizio Marra, ricercatore dell’INGV, “è che non solo il vulcano è tutt'altro che estinto, ma ha appena iniziato un nuovo ciclo di alimentazione delle camere magmatiche che potrebbe portarlo nel prossimo millennio, da uno stato dormiente a quello di risveglio. Da qui la necessità di monitorare sin da oggi quest'area vulcanica”.

Gli elementi emersi dallo studio sono molteplici, legati a diversi indicatori geofisici, tutti convergenti nell'indicare che l'area vulcanica è attiva e che a diversi chilometri di profondità si sta accumulando nuovo magma.
“In quanto tempo questo magma potrebbe trovare una via di risalita e dar luogo a un'eruzione è difficile da stabilire con precisione, quello che è certo è che i tempi fisici per cui ciò possa avvenire sono alla scala delle diverse migliaia di anni. Tutt'altra storia rispetto al Vesuvio, dove le eruzioni sono avvenute in tempi storici e i tempi di ritorno dell'attività vulcanica sono dell'ordine delle decine e delle centinaia di anni: ai Colli Albani tutto procede con tempi delle migliaia e delle decine di migliaia di anni. A cominciare dai tempi di ritorno delle eruzioni”, prosegue Marra.
Lungo tutto il periodo di attività, indipendentemente dalla grandezza dei singoli aeventi, le eruzioni ai Colli Albani sono avvenute con cicli molto regolari di circa 40.000 anni, separati da periodi di pressoché assoluta quiescenza.
“A partire da 600mila anni fa”, spiega il ricercatore dell’INGV, “ci sono stati 11 di questi cicli eruttivi. L'ultimo, avvenuto al Cratere di Albano, è iniziato proprio 41.000 anni fa ed è terminato intorno a 36.000 anni. Questo vuol dire che il tempo trascorso dall'ultima eruzione è dello stesso ordine dei tempi di ritorno: quindi il vulcano deve considerarsi attivo e pronto per un nuovo futuro risveglio”.
I ricercatori hanno inoltre accertato che nel periodo di attività più recente, a partire da 100.000 anni fa, i tempi di ritorno si sono leggermente accorciati e sono stati dell'ordine di 30.000 anni. L'area in cui sono avvenute tutte le eruzioni più recenti è concentrata in un settore allungato in direzione nord-sud e comprende i crateri di Ariccia (200 mila anni), Nemi (150 mila anni), Valle Marciana (100 mila anni), Albano (due cicli a 69 mila e 41-36 mila anni), e il cono vulcanico di Monte Due Torri (40 mila anni).
“Tale settore corrisponde esattamente a un’area in cui le osservazioni di telemetria satellitare (InSar), fatte dai ricercatori INGV, hanno rivelato un continuo sollevamento, con tassi di 2-3 mm/anno, negli ultimi 20 anni. Questo lascia perciò ipotizzare che al di sotto dell'area dove sono avvenute le eruzioni più recenti si stia accumulando nuovo magma che provoca un rigonfiamento della superficie. La rivalutazione di studi di tomografia crostale condotti in passato suggerisce che questa zona di accumulo possa essere tra i 5 e i 10 km di profondità. Abbastanza profonda, quindi, da non destare preoccupazioni al momento”, continua Marra.
Infine, il terzo importante elemento è scaturito dagli studi che hanno investigato le cause dei lunghi periodi di inattività che hanno separato le diverse eruzioni.
“Anche qui si è capito che la causa di questo comportamento peculiare, diverso dagli altri distretti vulcanici attivi nello stesso periodo di tempo nell'Italia centrale (Vulsini, Vico, Monti Sabatini e Roccamonfina), stia nelle particolari condizioni geodinamiche dell'area di Roma, dove sono state attive forze crostali prevalentemente compressive, rispetto a quelle estensionali delle aree circostanti, che ha l'effetto di sigillare le fratture e le faglie che costituiscono le vie di risalita del magma durante le eruzioni. Così il magma rimane in profondità finché il progressivo accumulo non genera delle pressioni tali da superare le forze compressive crostali. A questo punto si esercita una spinta verticale che riapre le faglie e le fratture: il campo di stress diviene cioè estensionale come nelle regioni circostanti, e un nuovo ciclo eruttivo ha inizio”, aggiunge Marra.
Al momento attuale gli indicatori geofisici indicano l’esistenza di un campo di stress estensionale ai Colli Albani e nell'area romana, compatibile con un sollevamento in atto e favorevole alla eventuale risalita di magma.
Al tempo stesso “nessun elemento derivante dalle osservazioni geochimiche e geofisiche in atto lascia ipotizzare che un’eruzione possa avvenire né in tempi brevi né medi. Quindi, se una ricarica dei serbatoi magmatici è in atto, questa durerà senz'altro migliaia di anni prima che possa dar luogo a un'eruzione”, conclude Marra.

(il grassetto è di ECO16)
vedi il cs  INGV al link seguente