mercoledì 31 agosto 2016

Ariccia - “La dea Cerere nella Valle di Ariccia e l’origine della porchetta”

(Clicca sull'immagine per ingrandire)

 In occasione della 66° Sagra della Porchetta di Ariccia non mancheranno gli appuntamenti con la cultura e domenica 4 settembre, dalle ore 18.30, si svolgerà la rievocazione storica in costume romano del Corteo di Cerere a cura delle associazioni Archeoclub Aricino-Nemorense, Associazione Tyrrhenum e Legio Secunda Parthica, che costituiscono il comitato promotore delle Feriae Latinae, e in collaborazione con il comitato festeggiamenti del Comune di Ariccia.
Il corteo, come nell’edizione 2014, uscirà dal portale dello splendido Palazzo Chigi di Ariccia e si snoderà tra la Piazza di Corte e il corso della città con decine di personaggi in costume romano, che impersoneranno i devoti alla dea Cerere, con offerte votive e prodotti della terra e con l’immancabile maialino votivo che sarà al centro di tutto il corteo.
Un cibo ‘divino’ dunque la porchetta, eccellenza culinaria del Lazio e uno dei simboli del gusto della romanità nel mondo. Ma la porchetta di Ariccia, in età romana Aricia patria della madre dell’Imperatore Augusto, non solo è la più famosa (ha ottenuto nel 2011 il riconoscimento IGP) ma è anche molto antica e ce lo dice l’archeologia. Nel 1927 proprio nella Valle di Ariccia vennero alle luce una serie di statue in terracotta, tra cui alcune offerenti con un maialino tra le mani, che ora sono esposte al Museo Nazionale Romano, e che si potranno ammirare dal 2 al 4 settembre nella mostra “La dea Cerere nella Valle di Ariccia e l’origine della porchetta” (a cura degli archeologi Maria Cristina Vincenti e Alberto Silvestri) presso la Locanda Martorelli-Museo del Grand Tour che si trova sulla Piazza di Corte al civico 4.

Gli orari di apertura saranno i seguenti: venerdì/sabato 18.00-19.30; domenica 11.00-12.30 con visite guidate e proiezioni video a cura di Archeclub Aricino-Nemorense (per informazioni: archeoclubaricia@alice.it; cell. 3883636502).

Albano Laziale - Discamping 2016 per la chiusura definitiva del sito della discarica


Dopo nove anni di lotta ci si ritrova ancora una volta a discutere delle nocività e delle devastazioni ambientali del nostro territorio e di come contrastarle. Con il progetto di inceneritore oramai alle spalle ed il processo Cerroni ben avviato, siamo ora bombardati da decine di impianti a biogas (enormi come quello di Cerroni alla Solfaratella, fra Roma e Pomezia o poco più piccoli come quelli di Velletri, Artena, Anzio, Aprilia, Ardea) e da una discarica che non smette di appestarci, sia inquinando le falde acquifere, sia l'aria. Non è passato molto tempo dall'incendio che ha interessato le vasche del semilavorato dell'impianto di TMB della discarica di Roncigliano. Gli attivisti del No Inc faranno di tutto perché questo sia l'ultimo anno di vita della discarica, e per questo invitiano tutti e tutte a partecipare alla VII EDIZIONE DEL DISCAMPING il 3-4 SETTEMBRE 2016 al VILLAGGIO ARDEATINO, VIA ARDEATINA Km26


Di seguito il programma dei due giorni

Sabato 3 Settembre:
Ore 18:00, Assemblea sul piano regionale rifiuti e destino del TMB e VII invaso della Pontina Ambiente.
COSTRUIAMO UNA MOBILITAZIONE ALLA "REGIONE LAZIO" PER INIBIRE L'UTILIZZO DEL VII INVASO DOPO L'INCENDIO CHE HA COLPITO IL TMB.
Ore 20:30, Cena sociale.
Ore 22:30, Musica e proiezioni.

Domenica 4 Settembre:
Ore 18:00, Assemblea per una sede sociale contro le nocività del territorio.
Ore 20:30, Cena sociale.
Ore 22:30, Proiezioni sulla storia delle lotte contro le nocività.


domenica 28 agosto 2016

Un libro per caso - Un Angelo a Babilonia di Friedrich Dürrenmatt

di Francesca Senna
Una splendida commedia degli equivoci scritta nel 1954, una commedia goliardica contro la pochezza dell’essere umano dove, l’autore si fa beffa del mondo e di tutto ciò di cui gli uomini non riescono a rinunciare come il potere, la ricchezza materiale e la politica.
Lo scrittore tratteggia in modo nitido la miserabile pochezza dell’essere umano ma lo fa con un tono burlesco grazie al continuo mascherarsi dei personaggi che, di volta in volta, cambiano identità: i due re che si alternano a turno, nel ruolo di regnante e il suo sgabello, il mendicante che si trasforma in boia, il regnante che si maschera da mendicante, ecc…
Con questa commedia l’autore cerca di spiegare il motivo per cui si giunse alla costruzione della Torre di Babele che, a quanto narra il mito, fu una tra le più grandiose anche se tra le più assurde imprese dell’umanità. Ma come sempre in Dürrenmatt, giallista imbroglione, i conti non tornano, e i piani di Nabucodonosor falliscono miseramente: «Il cielo ha disprezzato la mia opera. Non ho trovato grazia».

Un’opera che cattura subito per l’intensità della riflessione sullo stato sociale e sulla giustizia; profonda e leggera insieme, basata su una trama che diverte come la commedia classica, dai dialoghi rapidissimi e brillanti, è in più, proprio come quella, fa riflettere. La scrittura di Dürrenmatt si conferma ironica mettendo in scena con leggerezza tematiche impegnate quali la lotta per il potere, la sopraffazione nei confronti dei più deboli, la satira sull’aldilà e l’ovvia denuncia dell’abuso di potere e dell’avidità. È un’altra, lampante prova della sua pungente e brillante satira.