domenica 6 marzo 2011

La prima parte dell'intervista a Flavio Gabbarini. La seconda sul prossimo numero di ECO 16

Abbiamo incontrato Flavio Gabbarini nel centro Alcide De Gasperi ed abbiamo avuto con lui una lunga ed interessante conversazione.
Gabbarini, le sue origini politiche sono nella Democrazia Cristiana, del resto ci troviamo in un Centro Studi che prende il nome da un grande della nostra politica.
De Gasperi è attuale oggi più che mai, sul modo di fare politica, sulla coerenza tra quello che un politico dice e quello che fa, sulla coerenza tra la condotta privata e quella pubblica. Io non credo che i comportamenti privati di un politico possano essere discordanti dai comportamenti che si hanno in pubblico; non posso andare in pubblico e dire alcune cose perché ho una funzione istituzionale e poi in privato faccio come mi pare. Ci vuole coerenza e non sto parlando solo di Berlusconi... De Gasperi era un esempio. L'altra sera Benigni ha detto in tv che Mazzini è un politico che da povero è rimasto povero, bene anche De Gasperi è un politico che non si è arricchito.
Noi siamo soliti mettere un aforisma sulla prima di ECO 16 e qulache numero fa ne mettemmo uno di Macchiavelli che recitava: “Il buon ministro deve morire più ricco di buona fama e benevolenze che di tesoro”. Spesso invece accade il contrario.
De Gasperi è stato un grande esempio e fu anche un grande statista: tempo fa abbiamo ritrovato, noi del Centro Studi, due pizze cinematografiche inedite che mostrano tutta la storia di De Gasperi, qualcosa di eccezionale. Di un'attualità sconvolgente!
Tornado alle ragioni principali del nostro incontro mi piacerebbe che spiegasse un po' a me e ai nostri lettori il perché della lista civica Città Futura.
Prima della lista, che è qualcosa che nasce e poi muore con le elezioni, di liste civiche ce ne saranno tante, c'è il movimento civico che continua e che presenterà, appunto, la lista civica. Il movimento andrà avanti, è un movimento di idee che va avanti comunque.
Sono previste delle alleanze per le elezioni?
Stiamo ancora discutendo. Ovviamente prima c'è stata una discussione all'interno del nostro movimento civico, dove ovviamente ci sono molte sensibilità diverse. Discutiamo e stiamo trovando su ogni tema delle linee di condotta. Questo porta ad un programma che sottoporremo ad altre forze politiche; se concordiamo sul programma ben vengano le alleanze. Non ci illudiamo che da soli si possa andare lontanissimo.
Quindi convergenza sul programma come prima cosa?
Si, programma condiviso con forze politiche sane e con persone credibili, oneste e preparate. Le persone vengono prima dei partiti politici! Questo senza voler criminalizzare i partiti, ma al loro interno devono esserci persone per bene e preparate.
Molto belli sono i motti del movimento civico Città Futura...
“Ricarichiamoci”, “Diamo energia alle buone idee”, “Movimentiamoci”, adesso poi ne esce un altro che è “Differenziamoci”. Tutti noi del movimento ed una grande fetta di opinione pubblica è convinta che Genzano stia passando un momento di declino generale. Negli anni '80/ '90, Genzano era additato come esempio un po' per tutti i Castelli Romani e non solo, per il buon governo, eravamo un punto di riferimento innovativo. Anche se al tempo ero all'opposizione, comunque ci si rendeva conto che si facevano tante cose, dal piano regolatore, alla costruzione dell'ospedale, abbiamo messo in piedi le cantine sociali e poi le biblioteche e molteplici iniziative culturali. Eravamo innovativi, e parlo come Genzano e noi stiamo tutti dentro questa storia che è del PCI ma anche della Dc, di tutte le forze politiche che su tante tematiche si riconoscevano. Eravamo innovativi e non dimentichiamo le opere pubbliche come il Palazzetto dello Sport e la tangenziale. Assolutamente innovativi. E poi gli asili nido, siamo stati fra i primi e ne avevamo due. Eravamo visti come un paese in cui c'era una buona amministrazione e in cui si viveva bene e si stava bene. Oggi c'è la netta sensazione di essere in una fase di declino, abbiamo perso un po' l'ospedale, sono state chiuse tutte e due le cantine sociali, è aumentato il traffico. E poi la classe politica di oggi non è in grado dire cosa si farà all'interno del Palazzo Sforza Cesarini: sono fermi da quasi due anni i lavori di restauro del primo stralcio e non si sa che cosa ci si farà e quel Palazzo non può essere utilizzato una tantum per il concertino o la presentazione del vino novello. Un palazzo quasi inutilizzato! Il Parco Sforza Cesarini al quale con tanti altri altri abbiamo lavorato per valorizzarlo adesso è quasi abbandonato a se stesso e non si riesce a far capire l'importanza soprattutto dal punto di vista culturale e storico che quello è un unicum all'interno del territorio regionale e fra i più importanti a livello nazionale e se ci si investe qualche soldo ogni anno può diventare alla pari di Ninfa che ha la stessa storia: sono entrambi giardini romantici inglesi. In più ha quel grande panorama che è l'affaccio sul lago che lo rende assolutamente unico. Quel giardino, bisogna capire, un valore culturale, naturale, paesaggistico, ma può diventare anche un punto di attrazione eccellente per far giungere la gente nel nostro territorio. Un giardino così, storico, è un monumento naturale e non può essere trattato alla stregua dei giardini pubblici, senza visite guidate, senza le dovute cure, conservato anche con un pizzico di gelosia. Bisogna essere gelosi e orgogliosi di avere un parco così e invece pare proprio che non se ne sia capita l'importanza. Con un minimo di rilancio e collegando il Parco all'utilizzo del Palazzo si possono portare decine di migliaia di visitatori senza batter ciglio. Diamo energia alle buone idee!
In sostanza qual'è la vostra critica generale a quest'amministrazione?
Critichiamo la mancanza di idee, il fatto di non essere innovativi. Non possiamo ridurre l'attività dell'amministrazione a correre dietro a chiudere le buche delle strade o a fare qualche rotatoria o a potare gli alberi; questo è importante ma fa parte dei lavori quotidiani, della manutenzione. Noi, come movimento civico vogliamo portare un'idea di sviluppo di questo paese. Noi vogliamo e dobbiamo dire dove vogliamo andare. Se negli anni passati si puntava ad uno sviluppo tutto basato sull'urbanizzazione con il rischio di rimanere in dietro con i servizi e la qualità della vita, oggi pensiamo che si deve andare verso uno sviluppo sostenibile. Questo vuol dire rendere più vivibile la città migliorala, abbellirla, aumentare i servizi per i cittadini e puntare su un flusso di persone che si possano recare a Genzano perché Genzano diventa attraente. Per far questo bisogna mettere in campo tante idee ed essere credibili. In campagna elettorale tutti parleranno di sviluppo turistico, molti parleranno del Palazzo del Parco, ma sarà soltanto “l'elenco della spesa”. Quello che cerchiamo noi è di avere una visione complessiva valorizzando tutte le nostre risorse e poi il paese deve essere pulito, senza troppo traffico, creare parcheggi, fare scelte precise, cambiare alcuni orari di alcuni servizi pubblici, permettere orari differenziati dei negozi. Siamo arrivati alla fine della legislatura e non si è visto niente di tutto questo. Quando andiamo in giro per l'Italia in altri paesi vediamo cose buone e dobbiamo prendere esempio da quelle cose.
Prendere esempio dalle realtà virtuose?
Certo. Noi stiamo collegandoci con i comuni che fanno parte dell'associazione dei comuni virtuosi e i ragazzi del giornale “Città Futura” hanno intervistato un paio di sindaci che fanno parte di questa realtà e sul prossimo numero hanno intervistato direttamente il presidente dell'associazione. Bisogna copiare, nel senso buono del termine, le cose buone che funzionano! Ci sono cose che il comune deve fare anche per dare l'esempio: se il comune mette i pannelli fotovoltaici, diventa di esempio per gli altri. Se il comune acquista una vettura elettrica, diventa un esempio per glia altri. L'amministrazione dovrebbe essere come il padre di famiglia che se si comporta bene è un esempio per i propri figli. Bisogna fare cose che diventino esempi concreti da seguire.
E la raccolta differenziata e l'isola ecologica?
E difatti questo è un problema vecchio di 5 anni che quest'amministra non ha saputo risolvere.

(continua sul prossimo numero di ECO 16)

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