sabato 24 marzo 2012

Successo di lettori per ECO 16

L'ultimo numero di ECO 16, esaurito nella versione cartacea in pochi giorni, è stato letto fino ad oggi 24 marzo, 2553 volte sul web. Questo blog del giornale, invece, ha una media di circa 220 visite giornaliere. Grazie ha tutti i nostri lettori.

giovedì 22 marzo 2012

Comunicato Stampa sentenza Consiglio di Stato sull'inceneritore di Albano.


Apprendiamo l’esito della sentenza N. 01640/2012 del Consiglio di Stato relativa all’inceneritore di Albano che, di fatto - proprio come aveva prospettato, malauguratamente, il Ministro Clini - sblocca le procedure per la costruzione dell’impianto.
Al di là del rammarico per un atto che sembra scritto più dal gruppo Cerroni che da giudici super parte e terzi, apprendiamo con piacere che la stessa sentenza accoglie, viceversa, la richiesta d’annullamento dell’ordinanza del Commissario straordinario dell’emergenza rifiuti (Marrazzo) n. 3 del 22 ottobre 2008: ovvero quella che permetteva la cantierizzazione – nonostante l’iter amministrativo d’approvazione dell’impianto non fosse concluso – utile all’avvio dei lavori per la costruzione del tristemente noto inceneritore di Albano. La carica di Marrazzo a commissario straordinario dell’emergenza rifiuti, difatti, siamo soddisfatti il Consiglio di Stato ne abbia preso atto, era “scaduta” il 30 Giugno 2008.
Perché questa ordinanza “fuori tempo massimo” di Marrazzo? ’Unione Europea, proprio in quei mesi, aveva emesso un provvedimento col quale vietava, tassativamente, a partire dal 1 Gennaio 2009, l’uso della contribuzione pubblica per la costruzione di inceneritori e gassificatori (Cip 6) ad eccezione degli impianti definitivamente approvati a livello amministrativo o cantierizzati entro e non oltre il 31 Dicembre 2008.
L’impianto di Albano fu approvato definitivamente a livello amministrativo il 13 Agosto 2009, con l’AIA B-3695. La cantierizzazione – che poi consistette in pochi pali ed una semplice rete metallica – ebbe luogo il 28 Dicembre 2008 ma già allora, per tutti gli addetti ai lavori, appariva nulla di più che una vera e propia truffa ai danni dell’erario pubblico . Ora che il Consiglio di Stato ha, a tutti gli effetti, bocciato l’ordinanza “impropria” (perché ben 4 mesi fuori tempo massimo) di Marrazzo, con quali soldi il monopolista dei rifiuti della Regione Lazio costruirà l’inceneritore di Albano? Non vorrà mica, ci chiediamo - a disprezzo delle regole comunitarie - in ogni caso, “provare” ad utilizzare i soldi pubblici (Cip-6) destinati ad energie verdi e fonti rinnovabili?
Vi annuncio già da ora, con molto piacere, che tutti i cittadini, le associazioni e molti dei sindaci dei Castelli Romani già ricorrenti contro l’inceneritore di Albano sia al Tar che al Consiglio di Stato, presenteranno, nelle prossime settimane, agli organi competenti della giustizia europea, un ricorso per bloccare l’inceneritore di albano almeno al fine di evitare che soldi pubblici (Cip6) vengano utilizzati, ancora una volta, per costruire un impianto di incenerimento oltre il limite di tempo massimo fissato dall’Unione Europea e, cosa altrettanto grave, che soldi pubblici vengano utilizzati, in assenza d’una regolare gara d’appalto pubblica europea; gara obbligatoria, per legge, da diversi anni, in tutti gli stati membri UE.
Cordiali saluti.
Daniele Castri (Referente legale Coordinamento Contro l’Inceneritore di Albano)

Carabella (No Inc) al Ministero dell'Ambiente


Roma, 22 marzo 2012 (16.45) - Simone Carabella, del Comitato No Inc di Albano Laziale, con tutte le più importanti associazioni a difesa del territorio impegnate nel Lazio (Riano, Cerveteri, Anagni, Malagrotta, Corcolle ecc.), è in questo momento al Ministero dell'Ambiente per parlare con il ministro Clini, o un suo delegato, della gestione dei rifiuti del Lazio. Questo anche alla luce della sentenza del Consiglio di Stato che di fatto da il via libera alla costruzione del nefasto inceneritore di Albano a Roncigliano.
(Modificato h 17.20) Questo il senso dell'intervento di Simone Carabella: "Ai Castelli Romani la Val di Susa non è poi così lontana.  I cittadini sono pronti a tutto.  Basta con le promesse: è arrivata l'ora dei fatti. Da oggi vogliamo vedere solo i fatti!" E poi: "Differenziata spinta porta a porta SUBITO!"

mercoledì 21 marzo 2012

Ariccia - Respinta la Richiesta di sospensiva

Il Consiglio di Stato ha respinto la richiesta di sospensiva presentata dall'ormai ex maggioranza:
  “Visti il ricorso in appello e i relativi allegati; Visti gli atti di costituzione in giudizio di Roberto Di Felice ed Enrico Indiati, nonché di Paolo Ermini ed Emilio Cianfanelli; Vista l'istanza di misure cautelari monocratiche proposta dai ricorrenti, ai sensi degli artt. 56 e 98, co. 1, cod. proc. amm.; Uditi i difensori delle parti, convocati e resisi disponibili prima della emanazione del decreto ai sensi dell’art. 56, comma 2, del c.p.a., come da verbale in data odierna; Considerato: Che, in esecuzione della sentenza impugnata risulta essere stato nominato, con atto del Prefetto di Roma del 16.3.2012, il Commissario Prefettizio per la provvisoria amministrazione del Comune di Ariccia, successivamente insediatosi; Che allo stato, valutati i contrapposti interessi e tenuto conto di detta circostanza, non appare sussistere un prevalente interesse delle parti appellanti alla prosecuzione della attività della Amministrazione eletta a seguito delle operazioni elettorali annullate ed ad essere reintegrati nelle loro funzioni tale da non consentire la dilazione fino alla trattazione della causa in camera di consiglio, fissata per il 3.4.2012; Che per le esposte ragioni la istanza di adozione di misure monocratiche provvisorie deve essere respinta”.
La camera di consiglio per la discussione è fissata per il 3 aprile 2012
 Cliccare il link per leggere la decisione del Consiglio di Stato
 http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Consiglio di Stato/Sezione5/2012/201201940/Provvedimenti/201201120_16.XML
Ne parleremo sul prossimo numero di ECO 16

lunedì 19 marzo 2012

Ariccia - Si insedia il Commissario prefettizio


Anche la seconda sentenza del Tar pubblica solo oggi, proprio come la prima, pubblicata venerdì scorso, parla di annullamento delle operazioni elettorali prendendo in considerazioni le questioni poste per le sezioni 15 e 10 e in questa sentenza, al punto “9” si dice anche che: “Tutto ciò posto e considerato, il ricorso va quindi accolto con il conseguente annullamento delle operazioni elettorali, e ciò consente al Collegio di procedere all’assorbimento, per ragioni di economica giuridica e procedimentale e di celerità dei tempi, delle numerose ulteriori censure che richiederebbero ulteriori specifici accertamenti istruttori, e che in caso di accoglimento fisserebbero il numero dei casi di errato computo di voti non regolari a circa 50, con specifico riguardo, fra le altre:
- alla Sezione n. 2, con riferimento all’affermato indebito annullamento di 2 schede;
- alla Sezione n. 3, con riferimento ad una affermata indebita ammissione al voto assistito ed un affermata indebita esclusione dal voto assistito;
- alla sezione n. 5, con riferimento all’affermato indebito annullamento di 1 scheda;
- alla sezione n. 8, con riferimento all’affermato indebito annullamento di 12 schede e all’affermata indebita ammissione al voto assistito per tre elettori;
- alla sezione n. 9, con riferimento all’affermata indebita ammissione al voto assistito per due elettori;
- alla sezione n. 10, con riferimento all’affermata indebita modalità di voto per 11 elettorie ad altre irregolarità;
- alla sezione n. 14, con riferimento all’affermato indebito annullamento di 11 schede;
- alla sezione n. 16, con riferimento all’affermato indebito annullamento di 1 scheda;
alla sezione n. 18, con riferimento all’affermato indebito annullamento di 5 schede”.
Inoltre il punto “10” recita: “Detto annullamento, pur specificamente riferito alle sezioni 10 e 15, peraltro ha effetto con riferimento non solamente alle stesse sezioni, ma in primo luogo all’intero turno di ballottaggio: al riguardo - a prescindere da ulteriori possibili considerazioni in ordine al carattere sintomatico del disordine delle operazioni elettorali ricavabile anche dall’irregolarità evidenziata nella sezione n. 10 - è sufficiente rilevare che il numero di votanti della sezione n. 15 (638), la cui attività è tutta inficiata dai sopradescritti profili di nullità, è ampiamente superiore alla differenza di soli 32 voti tra il candidato Di Felice, odierno ricorrente, e il Sindaco eletto.
La ritenuta insanabile nullità delle operazioni di cui alla medesima sezione travolge anche i risultati del primo turno elettorale globalmente considerati, tenuto anche conto che la non rituale costituzione del seggio per mancanza del titolo di investitura del Presidente nell’ufficio è stata fatta valere dalla parte ricorrente con riferimento alle operazioni di entrambi i turni”.
Nulla di tutto ciò che era materia del ricorso è stato respinto, semmai è stato “assorbito” per ragioni di economia giuridica e procedimentale, ovvero non è stato necessario prenderlo in considerazione perché questo avrebbe allungato i tempi e i costi giuridici, cosa evitabile visto che già le questioni affrontate per le sezioni 10 e 15 sono state sufficienti per decidere e sentenziare, ma se fossero state prese in esame e accolte, si sarebbe fissato il numero di casi di errato computo di voti non regolari a circa 50.

Quindi le sezioni sono state invalidate per ben due volte ed oggi si è insediato ad Ariccia il Commissario prefettizio, la dott.ssa Enza Caporale. Con questo fatto sono congelate le cariche di sindaco, degli assessori e dei consiglieri. Il Sindaco Cianfanelli ha dichiarato di aver fatto richiesta di sospensiva. Nel frattempo auguriamo un “buon lavoro” al Commissario.

LA DENUNCIA DEI NO INC AL MINISTRO CLINI

IL COMUNICATO STAMPA DEL NO INC DI ALBANO

“Inceneritore di Albano: i No Inc depositano alla Procura della Repubblica di Roma una denuncia ed una querela penale contro il Ministro all’Ambiente Corrado Clini: abuso d’ufficio e di potere e rivelazione ed utilizzazione di segreto istruttorio” “Prossima, anche, da parte dei No Inc, una denuncia penale contro Clini ai competenti organi UE” Proprio stamattina le Associazioni No Inc hanno depositato alla Procura della Repubblica di Roma una denuncia ed una querela penale contro il Ministro all’Ambiente Corrado Clini. Sotto la lente d’ingrandimento, stavolta, sono finite le dichiarazioni “scandalose” dei giorni scorsi del Prof. Corrado Clini cui la stampa, tra l’altro, ha dato ampio risalto (Corriere della Sera, Il Tempo, Il Messaggero, La Repubblica, Ansa, Dire). Dichiarazioni “imbarazzanti”, per i No Inc, relative, come noto, al presunto “via libera del Consiglio di Stato all’inceneritore di Albano”. Dichiarazioni “sinistre” che scardinano, anzitutto, da un punto di vista strettamente sociale, il rispetto che i cittadini debbono mantenere nei confronti del Sistema Giustizia e degli Organi ed Enti giurisdizionali. D’altra parte, però, appare anche evidente, a loro dire, la palese violazione d’un preciso dovere di riservatezza e segretezza assoluta cui sono tenuti magistrati, funzionari pubblici nonché, ancor’prima, ministri della Repubblica. Come è noto la legge prevede che le decisioni degli Organi della Giustizia Amministrativa “siano deliberate in segreto dalla Camera di Consiglio” (art. 276 c.p.c.). La segretezza e la riservatezza assoluta della decisione “in itinere” resta tale sino a quando non avviene - da parte dei soli ed unici giudici che compongono il collegio - l’atto di pubblicazione della sentenza presso la cancelleria: ovvero la divulgazione alla cittadinanza. La sentenza relativa all’inceneritore di Albano, però, non è stata ancora depositata in cancelleria dai giudici della V° sezione del Consiglio di Stato. Esiste, inoltre, un preciso divieto, previsto dal codice penale, di dare comunicazioni alla cittadinanza relative ad una sentenza ancora prima della sua pubblicazione. Il Prof. Clini, con le sue dichiarazioni, è entrato, di diritto - è il caso di dirlo - nella violazione suddetta dando comunicazione alla stampa d’una “sentenza annunciata”, quella relativa al tristemente noto inceneritore di Albano. Tali circostanze configurano ipotesi di reati penali previsti e puniti dagli art. 323 e 326 del codice penale: ovvero abuso d’ufficio e di potere e rivelazione ed utilizzazione di segreti d’ufficio. Le parole di Clini potrebbero, inoltre, sostengono i No Inc, “nascondere e seguire” reati penali ben più gravi commessi da altri funzionari pubblici. Come faceva Clini a conoscere notizie segrete e riservate? Chi gliel’ha rivelate? Chiederemo, al fine di individuare i responsabili della violazione del dovere di segretezza e riservatezza ed i responsabili dell’abuso d’ufficio e di potere, il sequestro cautelare - immediato - di tutti gli atti e documenti relativi alla camera di Consiglio del 28 Febbraio 2012 della V° Sezione del Consiglio di Stato nonché di tutti i successivi atti, documenti e registri di elaborazione della decisione. Crediamo - in attesa di sapere dalla Procura di Roma chi, come e quando ha commesso tali reati penali - che l’indipendenza, la terzietà e serenità di giudizio della V° sezione del Consiglio di Stato vada tutelata da queste indebite e fortissime pressioni. In settimana, inoltre, i No Inc annunciano il deposito, ai competenti Organi della Giustizia Comunitaria, d’un ulteriore esposto penale nei confronti del Ministro Clini: “L’inceneritore di Albano verrebbe costruito con soldi pubblici destinati ad energie rinnovabili, i Cip 6. L’Unione Europea vieta tassativamente, dal 1° Gennaio 2009, l’utilizzo della contribuzione pubblica per gli impianti d’incenerimento. Inoltre, sostengono ancora, manca la gara d’appalto pubblica europea obbligatoria per legge, da diversi anni, in tutti gli stati membri UE, per importi di tale portata. L’assegnazione diretta senza gara d’appalto per l’inceneritore di Albano avvenne, è il caso di dirlo, per le vie brevi: con decreto di pubblica utilità firmato dalla premiata compagnia Marrazzo - Di Carlo. Clini se lo ricorda? Nessuno - denunciano - difenda il folle progetto dell’inceneritore di Albano”

domenica 18 marzo 2012

Ciampino - Rifiuti in strada in Via della Mola

In Via Della Mola a Ciampino, nei pressi di via Romana, quasi al confine con Marino, sono spesso lasciati rifiuti al bordo della piccola stradina e qualche incivile li getta anche nel fosso che passa proprio di li.

Inizia a cedere il restauro delle facciate di Palazzo Chig

Ariccia - Il restauro delle facciate di Palazzo Chigi è stato completato durante la campagna elettorale per l'elezione del sindaco dall'amministrazione Cianfanelli.  Un restauro fatto forse troppo velocemente e che già inizia  a dare evidenti segni di cedimento.
Ne parleremo sul prossimo numero di ECO 16

venerdì 16 marzo 2012

ARICCIA - LA PRIMA SENTENZA PUBBLICATA PARLA CHIARO: ANNULLAMENTO DELLE OPERAZIONI ELETTORALI La Giustizia è una cosa seria - Il link alla sentenza


Dal TAR del Lazio la prima Sentenza sul ricorso numero di registro generale 5704 del 2011, proposto da Roberto Di Felice ed Enrico Indiati è chiarissima: il ricorso va accolto “con il conseguente annullamento delle operazioni elettorali. Detto annullamento ha effetto con riferimento non solamente alle sezioni n. 15 e n. 10, ma in primo luogo all’intero turno di ballottaggio”.
Oltre all'irregolarità nella sezione 15, evidenziata un po' da tutti gli articoli apparsi sulla stampa in queste ore, ed in particolare dalle dichiarazioni del Signor Cianfanelli, appare evidente dalla sentenza pubblicata dal TAR che gravi irregolarità sono sono state commesse anche in altre sezioni e in particolare nella sezione 10 e di seguito riportiamo il passo della sentenza che ne parla.
8 Le considerazioni che precedono (quelle sulla sezione 15 ndr) conducono, già di per sé, all’accoglimento del ricorso con conseguente annullamento delle operazioni elettorali.
Nondimeno, il Collegio ritiene opportuno esaminare – al fine di rendere una decisione più completa nella materia di che trattasi – il motivo riferito alla questione relativa al numero delle schede autenticate e non utilizzate nella sezione n. 10 nel turno di ballottaggio.
In sede di verificazione si è appurato che dette schede (contenute nella busta mod. 4 c) erano in numero di 212.
Secondo la prospettazione di parte ricorrente, a fronte di 845 schede autenticate (di cui 828 all’inizio, 1 per un elettore ammesso al voto in base ad attestazione del Sindaco e 16 per gli elettori ricoverati in casa di cura) e di 638 votanti effettivi nella sezione (avuto riguardo agli undici elettori della casa di riposo che hanno votato presso la stessa), avrebbero dovuto esserci 207 e non 212 schede autenticate e non utilizzate.
Il collegio rileva che questo calcolo appare plausibile.
Ne consegue la fondatezza della censura, in quanto ai fini della regolarità delle operazioni elettorali è necessaria l'esatta correlazione tra le schede autenticate e la somma delle schede adoperate effettivamente dagli elettori con quelle non utilizzate ed indicate nel verbale, ai sensi dell'art. 53 d.P.R. 570/1960 (T.A.R. Campania Salerno, sez. I, 31 gennaio 2011 , n. 143; Consiglio di Stato, sez. V, 13 aprile 1999, n. 421).
9. Tutto ciò posto e considerato, il ricorso va quindi accolto con il conseguente annullamento delle operazioni elettorali, con assorbimento delle consure non specificamente esaminate.
Detto annullamento ha effetto con riferimento non solamente alle sezioni n. 15 e n. 10, ma in primo luogo all’intero turno di ballottaggio: al riguardo - a prescindere da ulteriori possibili considerazioni in ordine al carattere sintomatico del disordine delle operazioni elettorali ricavabile anche dall’irregolarità evidenziata nella sezione n. 10 - è sufficiente rilevare che il numero di votanti della sezione n. 15 (638), la cui attività è tutta inficiata dai sopradescritti profili di nullità, è ampiamente superiore alla differenza di soli 32 voti tra il candidato Di Felice, odierno ricorrente, e il Sindaco eletto”.
Noi non siamo giuristi ma pensiamo che se il Tar si esprime arrivando ad annullare le elezioni ad Ariccia evidentemente non può essere per motivi poco gravi, mere “irregolarità formali” le definisce il signor Cianfanelli, ma per questioni gravi, perché, quella che chi è vicino al Cianfanelli ha sempre detto di voler tutelare, la legge, è stata infranta e non una sola volta, ma più volte. Diciamo queste cose per aver letto la sentenza, di cui qui il link (201202550), aspettando che venga pubblicata anche seconda, quella relativa al ricorso, anch'esso accolto, presentato da Giorgio Fabi.


giovedì 15 marzo 2012

IL CONSIGLIO DI STATO NON SI È PRONUNCIATO MA IL MINISTRO CLINI RILASCIA DICHIARAZIONI SULL'INCENERITORE

INTERVISTE A DANIELE CASTRI E SIMONE CARABELLA SULLE DICHIARAZIONI DEL MINISTRO ALL'AMBIENTE CLINI


Sono come una doccia fredda le parole del ministro dell'Ambiente: “Sono state sbloccate le procedure sul termo-valorizzatore di Albano». Parole di Corrado Clini in Commissione Ecomafie secondo le agenzie. «Ho avuto notizie, ma per le vie brevi». Il Ministro si riferirebbe alla procedura in corso al Consiglio di Stato «La costruzione dell'impianto può riprendere”.
Non si fanno attendere le dichiarazioni dei rappresentatati del comitato No Inc: Il ministro Clini è diventato strumento, di chi in Regione Lazio, vuole a tutti i costi l'inceneritore di Albano – sostiene Simone Carabella - . Le sue dichiarazioni, sono chiaramente usate per far pressione su un organo che dovrebbe esprimersi a tutela del territorio e dei cittadini. Siamo sicuri che il Consiglio di Stato sancirà definitivamente la vittoria che libererà per sempre Albano e tutti i comuni limitrofi dall'eco-mostro di Cerroni e co. Come al solito vinciamo noi!
Daniele Castri, responsabile legale del movimento ha rilasciato il seguente comunicato: “Ad oggi la quinta sezione del Consiglio di Stato che si sta occupando dell'inceneritore di Albano non ha ancora pubblicato la sentenza relativa. Le affermazioni del ministro Clini costituiscono violazione di segreto istruttorio, violazione di segreto della Camera di Consiglio e integrano ipotesi di abuso di potere. Chiediamo al ministro quali siano le 'vie brevi' che sostengono queste affermazioni e di conoscere il numero della sentenza e la relativa data di pubblicazione che, secondo i termini di legge, ancora non ha avuto luogo. Restiamo fiduciosi in attesa della sentenza della quinta sezione del Consiglio di Stato”.
Anche dall'amministrazione di Albano è giunto un comunicato: “In riferimento alla recenti dichiarazioni sull'inceneritore di Albano, il Comune non può e non deve, come istituzione, rispondere alle indiscrezioni che da qualche giorno circolano sui media. Anche perché ci lascia perplessi l'ipotesi che il Consiglio di Stato possa ribaltare una sentenza così fortemente motivata e dettagliata come quella del Tar Lazio che ne ha bloccato la costruzione. L’amministrazione comunale, con la consueta tranquillità, attende che il Consiglio di Stato si pronunci, consapevoli che solo i fatti valgono, e non le inutili discussioni correlate alle "voci"”
F. A.

mercoledì 14 marzo 2012

Ariccia. Spreco d'acqua - IL VIDEO-FOTO-BLOG

Il blog di ECO 16 vuole diventare anche un video-foto-blog, un luogo dove inserire, oltre alle notizie che vengono trattate sul giornale, brevi video e fotografie che mostrino situazioni e luoghi del nostro territorio. Particolarmente triste la situazione dello spreco d'acqua nel territorio dei Castelli dove l'acquedotto è un vero colabrodo.
La notizia della settimana 
IL TAR DA RAGIONE A DI FELICE 
In seguito ai ricorsi proposti da Roberto Di Felice ed Enrico Indiati, rappresentati dall'Avv. Massimiliano Brugnoletti, e da Giorgio Fabi, rappresentato dall'Avv. Giovanni Corbyons (e altri), sono stati emessi, in data 9 marzo 2012, i dispositivi di Sentenza dal Tribunale Amministrativo per il Lazio che di fatto annulla le operazioni elettorali che hanno portato all'elezione a sindaco del dott. Emilio Cianfanelli. Adesso si aspetta la pubblicazione delle sentenze per leggere nei particolari le motivazioni della decisione del TAR, con la consapevolezza che il prossimo passo dovrebbe essere il ricorso in appello di fronte al Consiglio di Stato da parte del Comune di Ariccia.
 Ai link sottostanti si possono leggere i dispositivi del Tar 
201202403
201202404

Ariccia, un percorso accidentato

Magari quando si fa una cosa di dovrebbe farla bene, specie se si spendono soldi pubblici. ne parleremo sul prossimo ECO 16

lunedì 12 marzo 2012

ECO 16 esaurito in pochi giorni!

L'ultimo numero di ECO 16 è andato letteralmente a ruba. Chi fosse rimasto senza, per poter leggere il giornale, può usare il link sottostante e sfogliarlo elettronicamente.

venerdì 9 marzo 2012

IL TAR DA RAGIONE A DI FELICE

In seguito ai ricorsi proposti da Roberto Di Felice ed Enrico Indiati, rappresentati dall'Avv. Massimiliano Brugnoletti, e da Giorgio Fabi, rappresentato dall'Avv. Giovanni Corbyons (e altri), sono stati emessi, in data 9 marzo 2012, i dispositivi di Sentenza dal Tribunale Amministrativo per il Lazio che di fatto annulla le operazioni elettorali che hanno portato all'elezione a sindaco del dott. Emilio Cianfanelli. Adesso si aspetta la pubblicazione delle sentenze per leggere nei particolari le motivazioni della decisione del TAR, con la consapevolezza che il prossimo passo dovrebbe essere il ricorso in appello di fronte al Consiglio di Stato da parte del Comune di Ariccia. 
Ai link sottostanti si possono leggere i dispositivi del Tar 
201202403
201202404
 F.A.

Strade pericolose ai Castelli. Via della Selvotta ad Ariccia



Strada pericolosamente dissestata e perdita d'acqua in via della Selvotta ad Ariccia.MOV

strade pericolose nei castelli se ne parla su ECO 16



martedì 6 marzo 2012

ECO 16 n 26 dell'8 marzo 2012


Sprechi nella sanità, un triste esempio ad Ariccia


Sul prossimo numero di ECO 16 in distribuzione cartacea dall'8 marzo un servizio sull'ospedale Spolverini per il quale furono spesi, solo pochi anni fa, alcuni milioni di euro per la sua ristrutturazione e per la costruzione di alcune strutture per la riabilitazione, come la piscina e i camminatoi immersi nell'acqua che non sono mai stati usati ed ora sono in condizioni che avrebbero bisogno di un restauro! Di seguito alcune foto oltre a quelle che troverete pubblicate sul giornale com un'intervista a Teresa Fani




domenica 4 marzo 2012

La storia ci dà ragione: la resa dei conti (seconda parte). In attesa di ECO 16 n 26


In attesa della pubblicazione del prossimo numero di ECO 16, in distribuzione l'8 marzo, e in cui si parlerà di sanità, di ambiente e di lotta contro inceneritore di Albano, della politica ai Castelli, del Piano Casa Regionale ma anche di cronaca e di sport, di cinema e di arte, consigliamo a tutti la lettura di questo articolo di Daniele castri, responsabile legale del NO INC

La storia ci dà ragione: la resa dei conti
(seconda parte, la prima parte è stata pubblicata sul numero 25 di ECO 16).
di Daniele Castri
Quel “famoso” 20 Aprile 2009, alla Regione Lazio, nel corso della conferenza dei servizi che approvò definitivamente - costi quel che costi - la localizzazione ad Albano del tristemente noto inceneritore, non vennero riportati a verbale i quattro pareri di totale contrarietà alla “realizzazione dell’opera” della Asl Rm-H (ma solo un breve sunto degli stessi). Eppure, tali pareri, lasciavano e lasciano - ieri come oggi - davvero pochi margini di dubbio (stralci dei pareri della Asl Rm-H): “si ritiene, pertanto, di non dover esprimere un favorevole giudizio alla realizzazione dell’opera”, “Il ricorso al principio di precauzione deve trovare, in questo caso, conseguente applicazione poiché la nostra valutazione scientifica indica possibili effetti inaccettabili ed incoerenti con l’elevato livello di protezione igienico/sanitaria prescelto dall’Unione Europea”, “poiché 46 autorevoli studi concordano sull’incremento significativo, nella maggior parte dei casi, di patologie oncologiche nelle persone residenti in prossimità degli inceneritori, codesto Dipartimento non può esprimere un favorevole parere in relazione all’impianto di cui trattasi”, “è il principio di prudente cautela consiglia, quindi, di non esprimere, in tal caso, un favorevole giudizio in ordine alla questione in oggetto.”
Più che semplici pareri di contrarietà nei confronti dell’inceneritore di Albano, veri e propri atti di resistenza.
Le principali motivazioni del diniego della Asl Rm-H?
  1. Acqua: l’inceneritore consuma 28000 (28 mila) litri di acqua potabile l’ora - H 24 - 365 giorni l’anno. (Stralcio del parere Asl Rm-H) “Tale quantità di acqua, o anche poco più che una limitata frazione di essa, sarebbe incompatibile con il mantenimento di una condizione igienico-sanitaria adeguata al territorio … problema inter-connesso alla ridotta fruibilità del bene acqua che attualmente già si realizza in diversi periodi dell’anno nelle utenze della cittadinanza di Albano per la crisi idrica della zona”. Acqua sottratta alla comunità civile: non esiste, difatti, un circuito d’acqua industriale distinto da quello civile.
  2. Nano-particelle. La combustione a temperature elevatissime (1600 gradi circa) dei “rifiuti” (CDR o eco-balle: ovvero carta, plastica, legno e derivati; la frazione che si ricicla al 100%, a freddo ed a ciclo continuo) all’interno degli impianti di incenerimento provoca la dispersione nell’aria, H24, di nano particelle e gas cancerogeni pericolosi per la salute umana e per l’ambiente (diossine, furani, ossidi di zolfo, etc).
  3. Eccessi epidemiologici (stralcio parere della Asl Rm-H): “è stato considerato il recente risultato dello studio epidemiologico relativo alla valutazione delle condizioni di salute della popolazione residente nel Comune di Albano: eccessi di mortalità superiori al 50% per le malattie respiratorie e per le malattie polmonari croniche e pari al 60% per le malattie dell’apparato genito-urinario negli uomini. Tali eccessi statisticamente significativi s’aggiungono ad una mortalità per tutti i tumori superiori all’atteso; eccessi di mortalità, inoltre, per il tumore alla vescica, per i tumori del tessuto linfatico ed emopoietico. Eccesso della mortalità per tutte le cause pari all’8%. Le donne residenti nel Comune di Albano muoiono di più delle donne residenti nel Lazio per malattie cardiovascolari, ischemiche, respiratorie e dell’apparato genito-urinario. Eccessi statisticamente significatici anche per i ricoveri ospedalieri per le malattie respiratorie, in particolare per la BPCO e dell’apparato genitourinario. Quadro di mortalità, in generale, caratterizzato da eccesso per le malattie respiratorie, dell’apparato genitourinario in entrambi i sessi, per tutti i tumori nei maschi e per le malattie cardiovascolari nelle donne. Ricorso al ricovero ospedaliero per entrambi i sessi più elevato rispetto al riferimento regionale. Recenti studi tossicologici e di “igiene industriale” hanno messo in luce come proprio la tipologia degli impianti di cui trattasi sia coinvolta nelle emissioni di nano particelle il cui significato e contributo in termini di danno alla salute è, oggi, oggetto di fortissime preoccupazioni trattandosi di particelle ultrafini mai considerate in precedenza e nei rilievi delle emissioni.”
  4. Distanza: l’inceneritore verrebbe localizzato a meno di 300 metri dalla prima abitazione di Villaggio Ardeatino. L’inceneritore rientra tra le categorie industriali insalubri di prima categoria e come tale è incompatibile con l’immediata prossimità a zone urbanizzate (cittadini di Via Massimetta, Via Pantanelle, Via Cancelliera, Villaggio Ardeatino, Villa Franca, Quarto Palazzo, Valle Gaia) e zone industriali (lavoratori delle fabbriche). La legge non permette tanta vicinanza. (Stralcio parere Asl Rm-H) “L’impianto tratterà unicamente CDR (carta, plastica, legno e derivati), tuttavia la possibilità che accadano ipotesi “diverse” non appare pure utopia. E l’ipotesi probabilistica che accadano situazioni “critiche” va considerata, comunque, sotto un profilo delle tutele da adottare in tema di opportuna distanza dalle abitazioni alla luce delle esperienze occorse.”
  5. Tipologia industriale. L’inceneritore costituisce un “prototipo industriale” mai realizzato ne sperimentato prima ad ora in nessuna parte del mondo: le popolazioni limitrofe verrebbero utilizzate come “cavie”.
  6. Rumorosità: l’inceneritore produce emissioni sonore che interessano i cittadini delle vicine abitazioni. Emissioni da 88 a 99,5 dB incompatibili con la destinazione agricola dell’area (limite di legge per le zone agricole pari 60 dB.)
  7. Traffico: gli automezzi pesanti che portano 220000 (duecentoventi mila) tonnellate di CDR e 10000 (dieci mila) tonnellate di carbone all’anno, gravitano in una rete viaria (Appia, Nettunense, Ardeatina, Laurentina) sovra satura: pericolo ulteriore per la salute d’una popolazione “già aggredita da noxae ( ) ambientali di varia tipologia.”
  8. Raccolta differenziata: ( Stralcio parere Asl Rm-H) “In ogni caso dovrebbe avvenire o essere potenziata, per quanto possibile, l’attivazione in tutti i comuni del territorio della Asl Rm-H della raccolta differenziata porta a porta”. La Asl Rm-H sottolinea, contestualmente, la necessità di sottoporre urgentemente a bonifica i vecchi invasi al fine di ridurre l’inquinamento complessivo (sommatoria delle fonti d’inquinamento) del sito di Roncigliano” (cosa che non è ancora avvenuta).
Il Dott. Luca Fegatelli (uno dei “padri” dell’inceneritore di Albano e del VII invaso, dirigente della Regione Lazio), nonostante criticità di tale portata, così concludeva i lavori della conferenza dei servizi del 20 Aprile 2009 in ordine alle questioni epidemiologiche: “Nel caso specifico della localizzazione in oggetto (ndr: ovvero della localizzazione dell’inceneritore più grande d’Europa all’interno d’un sito su cui insiste, da 33 anni, una discarica per rifiuti indifferenziati) non emergono prove scientifiche circa una maggiore nocività di questa tecnologia se collocata nel sito individuato.”
E buona pace se ad Albano - ancora prima della localizzazione dell’inceneritore – ci s’ammala di tumore, ci si ricovera e si muore di più che nel resto della Regione Lazio.
A chi interessava – ieri, ed a chi, mi chiedo, ancora oggi - la localizzazione ad Albano del tristemente noto inceneritore e del VII invaso?
    Questa battaglia di legalità e civiltà, siamo certi, riusciremo a vincerla, anche al Consiglio di Stato.