mercoledì 30 aprile 2014

La primavera sboccia sulla terra: 9, 10 e 11 maggio torna “Petali di Primavera”. Anche quest'anno l'estemporanea di pittura

Al via la terza edizione della manifestazione realizzata dal Comune di Genzano di Roma in collaborazione con la Fondazione Terre Latine.
Si tratta di un’Ecofesta, che nasce con l’obiettivo di valorizzare i luoghi, gli itinerari e il divertimento attraverso il rispetto ambientale e che vuole dare nuova linfa alla tradizione, al folklore e anche all’enogastronomia locali.
Una festa dedicata all’arte del giardino, non inteso nel senso tecnico quanto piuttosto come modo di “vivere il giardino”.

Un evento multisensoriale  che offre un percorso di emozioni e sensazioni che dal parco  ottocentesco ci accompagna fino ai giorni nostri per un rinnovato contatto con la natura.



Di rilievo è la location nella quale si svolge l’evento: il Parco Sforza Cesarini. Si tratta di un giardino romantico realizzato intorno al 1840, che si estende dal centro storico di Genzano fino alle sponde del lago di Nemi, in una splendida posizione panoramica.


“Petali di primavera” è un evento rivolto agli appassionati del settore, ma soprattutto alle famiglie:  particolare attenzione è data ai più piccoli con aree relax, cambio e pappa, nonché laboratori a loro appositamente dedicati. I bambini sono protagonisti della manifestazione, a loro sono dedicati pPer i bambini sonolaboratori esperienziali “verdi” con piante ed erbe aromatiche, laboratori di animazione e creatività, bolle di sapone, face-painting a tema; l’esperienza della pet-therapy , il coinvolgente tree-climbing, laboratorio di riciclo creativo per bambini, con materiali di scarto con cui creare una versione giocosa dei simpatici animali che popolano il parco.

Numerosi gli stand divisi per aree di interesse per gli appassionati del settore green e florovivaistico: pittura, vivaistica, artigianato, produzione alimentare, arredo per esterni.


Parlando di esperienze sensoriali che ci regalano emozioni, per questa terza edizione abbiamo ampliato l’offerta: dalle visite guidate in costume storico, alle mostre di pittura, all’erbario, ai concerti di musica classica e musica jazz.
Tra le novità di quest’anno segnaliamo:
Passeggiata notturna in bicicletta dal parco sforza Cesarini a Nemi, passando per il lago a cura dell'associazione Team Civita bike;
Pomeriggi musicali itineranti con il duo acustico formato dalla voce di Raffaella Manfredi (interprete e cantautrice) e il musicista Umberto Ugoberti alla fisarmonica.  Il duo accompagnerà a tratti le passeggiate dei visitatori che si inoltreranno nel parco.
Ancora musica con un programma speciale il sabato: arpa, composizioni del 700 e duo violino e chitarra, su musiche di Astor Piazzolla.
Categoria Adulti :
I° Premio 500 Euro
II° Premio 300 Euro
III° Premio 200 Euro
Categoria Bambini ( fino a 12 anni compiuti ) e
Categoria Giovani ( fino ai 17 anni compiuti ):
bellissimi e numerosi Premi in materiale artistico !
Anche quest’anno l’estemporanea di pittura si svolgerà lungo l’arco dei tre giorni di manifestazione. Gli artisti vincitori verranno premiati la domenica pomeriggio.

Protagonista della personale di pittura quest’anno è  Valerio Palmieri, autore di una serie di acquarelli eseguiti appositamente per questa occasione, tra la fine del 2013 e i primi mesi del 2014; si tratta di paesaggi, alberi, fiori, visioni, animati dal soffio inconfondibile della poesia, in esposizione al Palazzo Sforza Cesarini fino all’8 giugno.

La cucina è una delle più coinvolgenti esperienze della manifestazione: i visitatori avranno modo di scoprire i prodotti a Km 0 del territorio e la varietà di fiori ed erbe eduli che i nostri boschi offrono.  
La condotta Slow Food di Velletri – Genzano allestirà uno spazio di degustazioni dedicato alle eccellenze della produzione tipica del territorio.

Speciale festa della mamma: l'11 maggio un laboratorio di decorazione composizione  fiori e piante….e molto, molto altro da scoprire, venendoci a trovare!

“Petali di Primavera si inserisce all’interno di Genzano Sostenibile, un percorso strategico che avrà il suo culmine con l’avvio della raccolta differenziata porta a porta il 19 maggio e che ha riscritto la natura di tutti gli eventi della nostra città in chiave sostenibile. In questo modo, Petali di primavera,  con il patrocinio dell’amministrazione,  rientra tra quelle iniziative di cui l’Infiorata è il centro, che  riqualificano l’immagine della città e valorizzano i beni culturali del nostro territorio”, ha detto il sindaco di Genzano, Flavio Gabbarini.
“Abbiamo promosso questo evento, grazie al supporto artistico e al coordinamento organizzativo della Fondazione Terre Latine, per valorizzare le risorse storiche e ambientali del nostro territorio

– ha dichiarato Virginio Melaranci, assessore allo Sviluppo locale e Beni culturali -. Vogliamo far avvicinare i visitatori e i nostri cittadini alla storia del proprio territorio, stando a contatto con la natura e la cultura”.

martedì 29 aprile 2014

Lettera aperta - APPELLO PER SALVARE ALMENO PARTE DEI PINI DI VIA COLLE DELLE GINESTRE


Pubblichiamo di seguito la lettera aperta di Enrico Del Vescovo, presidente di Italia Nostra Castelli Romani per sensibilizzare i cittadini e gli amministratori competenti contro l'abbattimento dei monumentali pini di via Colle delle Ginestre.

Al Commissario di Grottafferrata.

All’Ufficio Tecnico del Comune di Grottaferrata .

Oggetto: appello per salvare almeno parte dei pini di via Colle delle Ginestre.

Da anni ci giungono frequenti segnalazioni e proteste da parte di cittadini in merito all’abbattimento di pini di notevole bellezza e dimensione nel territorio di Grottaferrata. Come sappiamo il pino è un albero che rappresenta un bene di inestimabile valore, anche per l’importanza che esso ricopre dal punto di vista paesaggistico, caratterizzando in modo peculiare l’estetica e l’identità stessa dei luoghi. I frequenti abbattimenti di pini di notevoli dimensioni che sono stati perpetrati nel territorio di Grottaferrata in questi ultimi anni suscitano certamente preoccupazione soprattutto in relazione all’esigenza di tutelare le caratteristiche originarie del territorio. Senza naturalmente voler mettere in dubbio l’operato della pubblica amministrazione, abbiamo però recepito da parte di molti cittadini il sospetto circa un troppo frequente e spropositato ricorso a motivi d’urgenza, non sempre propriamente evidenti, per l’abbattimento di alberi oltretutto di notevole pregio estetico. In particolare, per quanto riguarda la fila dei cinque maestosi pini al n.6 in Via Colle delle Ginestre, è evidente come gli alberi in questione (si veda foto allegata) costituiscano un motivo ornamentale di grande valore, parte integrante del paesaggio, mentre non si osservano danni causati dalle radici al muro adiacente. Rivolgiamo dunque un appello urgente alla cautela affinché si proceda ad un riesame dell’ordinanza per acquisire nuovi elementi conoscitivi al fine di limitare il più possibile il taglio degli alberi in questione, preservando almeno in parte le caratteristiche estetiche del luogo, mediante ulteriori esami di periti agronomi onde, qualora possibile, evitare il taglio dell’intera o, almeno, di parte della fila di alberi in questione.

Grottaferrata, 24 aprile 2014 
Enrico Del Vescovo
Presidente ITALIA NOSTRA Castelli Romani

QUANDO IL PASSATO DIVORA IL FUTURO

Di Mara Ziantoni*

Molto è stato scritto sulle innumerevoli cause che ci hanno portato ormai da più di 6 anni a vivere la più lunga crisi economica e sociale che la storia recente annoveri. La stessa crisi del '29 ha dato i primi segni di discontinuità o di ripresa in tempi decisamente più brevi , dopo 5 anni.
Mara Ziantoni con Beppe Grillo
L'attuale invece sembra non conoscere limiti ed ingigantirsi di anno in anno, con il pesante fardello in termini di sofferenza ed infelicità inevitabili: suicidi direttamente riconducibili alla situazione economica, fallimenti aziendali, chiusure di attività commerciali, desertificazione produttiva di vaste zone, disoccupazione crescente in un Paese in cui già l'occupazione era tra le più basse d'Europa a causa della scarsissima percentuale di donne nel mondo del lavoro, emigrazione massiccia verso altre destinazioni europee o più distanti, caduta dei redditi e contrazione dei risparmi.
La soluzione politica proposta ed applicata dai governi dal 2008 ad oggi si sostanzia in tagli alla spesa pubblica (sanità, istruzione, pensioni principalmente) ed un aumento vertiginoso e costante delle tasse dirette ed indirette, nonché alla creazione di altre . Ovviamente i risultati sono ben chiari a tutti: il rigore produce il circolo vizioso di aggravare ancora di più la situazione di partenza, peraltro determinando un peggioramento ulteriore del deficit e del debito pubblico, ovvero l'esatto opposto di quello che si dichiara di voler ottenere. E visto che l'accanimento in tal senso viene perseguito con una feroce determinazione la domanda sorge spontanea: tutto questo è voluto?
È credibile pensare che i governi Berlusconi, Monti, Letta e Renzi (gli ultimi 3 sostenuti da accordi di larghe intese PD e PDL) non sappiano prendere atto che la cura attuata aggrava la malattia?
A questo dobbiamo aggiungere la forte pressione imposta dall'unione europea ai paesi giudicati dai parametri di  Maastricht non virtuosi,  con il trattato riguardante il Fiscal Compact e con l'istituzione del MES *che certamente aggravano ulteriormente la situazione di chi si trova più in difficoltà degli altri, pur non essendo di sostegno neanche per i paesi virtuosi.
Appare chiaro che la risposta alla domanda posta è affermativa , questo è  un risultato voluto perché conduce ad una chiara ed evidente redistribuzione del reddito in favore delle classi più abbienti, il famoso 1% , a danno del 99% della popolazione.
È come se il passato oscuro studiato nei libri di storia,  fatto di assenza di diritti ad un reddito dignitoso, alla salute, alla pensione, ad uguali opportunità, in breve alla civiltà, riemergesse improvvisamente per divorare il futuro.
E allora la domanda è: siamo disposti a permetterlo? Continueremo a far finta che la cosa non ci riguardi? Che la ripresa è dietro l'angolo?
Il 25 maggio 2014 è la data in cui con una matita potrai dare la risposta.
Se la risposta è SI non andare a votare o vota uno qualunque dei partiti che hanno sostenuto e sostengono gli ultimi 4 governi Berlusconi/Monti/Letta/Renzi, è una strada che conosci già e sai dove ti porta.
Se la risposta è NO mi dispiace, ma il compito è più gravoso perchè non basterà votare l'unico MoVimento politico che si è opposto a questo sistema e che va in Europa per ridiscutere tutto e non per omaggiare il gota del sistema affaristico/finanziario come è stato fatto sino ad oggi, ma dovrai attivarti per farlo capire anche agli altri, dovrai informarti e non lasciarci soli a combattere quelle che sono anche le tue battaglie.
Nel MoVimento 5 Stelle funziona così.
La responsabilità ora è anche tua.
O NOI (99%) o LORO (1%).
Da che parte stai?

 * Fiscal compact o Trattato sulla stabilità, coordinamento e governance nell'unione economica e monetaria. L'accordo prevede per i paesi contraenti l'inserimento, in ciascun ordinamento statale di diverse clausole o vincoli tra le quali: 1) obbligo del perseguimento del pareggio di bilancio (art. 3, c. 1); 2) obbligo di non superamento della soglia di deficit strutturale superiore allo 0,5% del PIL (e superiore all'1% per i paesi con debito pubblico inferiore al 60% del PIL), significativa riduzione del rapporto fra debito pubblico e PIL al ritmo di un ventesimo (5%) all'anno, fino al rapporto del 60% sul PIL nell'arco di un ventennio (artt. 3 e 4). Impegno a coordinare i piani di emissione del debito col Consiglio dell'Unione e con la Commissione europea (art. 6).

Il Meccanismo europeo di stabilità (MES), detto anche Fondo salvaStati, nasce come fondo finanziario europeo per la stabilità finanziaria della zona euro (art. 3). Esso ha assunto però la veste di organizzazione intergovernativa (sul modello dell'FMI), a motivo della struttura fondata su un consiglio di governatori (formato da rappresentanti degli stati membri) e su un consiglio di amministrazione e del potere, attribuito dal trattato istitutivo, di imporre scelte di politica macroeconomica ai paesi aderenti al fondo-organizzazione.
 Il fondo emetterà prestiti (concessi a tassi fissi o variabili) per assicurare assistenza finanziaria ai paesi in difficoltà e acquisterà titoli sul mercato ma a condizioni molto severe. Queste condizioni rigorose "possono spaziare da un programma di correzioni macroeconomiche al rispetto costante di condizioni di ammissibilità predefinite" (art. 12). Potranno essere attuati, inoltre, interventi sanzionatori per gli stati che non dovessero rispettare le scadenze di restituzione i cui proventi andranno ad aggiungersi allo stesso MES. È previsto, tra le altre cose, che "in caso di mancato pagamento, da parte di un membro dell'Esm, di una qualsiasi parte dell'importo da esso dovuto a titolo degli obblighi contratti in relazione a quote da versare [...] detto membro dell'Esm non potrà esercitare i propri diritti di voto per l'intera durata di tale inadempienza" (art. 4, c. 8).

(*Mara Ziantoni è candidata alle elezioni europee con il Movimento 5 Stelle)

lunedì 28 aprile 2014

IL GRANDE IMBROGLIO - BREVE VIAGGIO NELL'UNIONE MONETARIA

Di Bianca Maria Zama*

L'avventura italiana dell'euro inizia con il trattato di Maastricht nel 1992 dopo la riunificazione tedesca  conseguente alla caduta del muro.  Il trattato stabiliva la strada per la convergenza monetaria dei 12 paesi aderenti all'epoca, con la determinazione dei cambi fissi irrevocabili avvenuta nel 1998 , ma prevedeva una clausola di salvaguardia chiamata opzione opting out ovvero la possibilità di poter recedere in qualsiasi momento. E qui si verifica l'inspiegabile decisione dei politici italiani : non utilizzeranno tale opzione, mentre la Danimarca e l'Inghilterra la utilizzeranno e, pur rimanendo nell'Unione Europea a pieno titolo non entreranno nel progetto della moneta unica.
Bianca Maria Zama
Perché rinunciare alla propria valuta , accettare il cambio fisso a 1936,27 lire contro un euro chiaramente impostoci dai tecnocrati europei senza alcun processo nè di trasparenza nè di contrattazione? Era evidente che per l'Italia, avendo un'economia manifatturiera, un marchio Made in Italy affermato in molti settori ed un mercato orientato all'esportazione, basato anche sul cambio favorevole del basso valore della lira rispetto alle altre valute, era cruciale la fissazione di un cambio che riflettesse queste condizioni (molti economisti l'hanno identificato a 1€=1000 lire ovvero quasi la metà di quello che è stato).
Cosa ci ha guadagnato l'Italia da questa scelta?
Una caduta verticale dell'indice di produzione industriale e, lasciatemelo dire non ci voleva un Nobel per prevederlo. Gli effetti li vediamo ben operanti anche oggi: fallimenti e chiusure, disoccupazione e crollo della domanda interna.
Ed invece cosa ci hanno raccontato i politici italiani sull'argomento ? Perché improvvisamente la nostra economia si è bloccata, ben prima, sia chiaro del crack Lehman Brothers? La frase magica è la mancanza di riforme , la mancanza di rigore nei conti pubblici , l'enorme debito pubblico, tutte cose peraltro imputabili alla politica stessa degli ultimi 30 anni e che c'erano già. Non basta a spiegare perché da quarta potenza mondiale siamo finiti al numero nove. L'Italia, è evidente, è stata svenduta all'euro ed ad un'unione che è tale solo in teoria, nel senso che non si basa sulla solidarietà tra i popoli europei , ma sugli egoismi e convenienze degli Stati più forti a danno di quelli resi più vulnerabili proprio dalla moneta comune. Non è l'Europa che vogliamo e andiamo al Parlamento europeo per cambiarla radicalmente .
È un impegno in cui crediamo fermamente e che perseguiremo con impegno , ma che potremo vincere solo se saremo tutti uniti nell'informare i cittadini dell'importanza dell'appuntamento elettorale del 25 maggio.
Solo allora potremo dire che: vinciamo noi!

(*Bianca Maria Zama è candidata alle elezioni europee con il Movimento 5 Stelle)

META MAGAZINE E SPORTING PAVONA LANCIANO IL PROGETTO SPORTIVI PER CULTURA – VERSO I GIOCHI DEI CASTELLI ROMANI


Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

Il portavoce del comitato promotore Andrea Titti: “Fare dello cultura sportiva un modello di sviluppo per i Castelli Romani è una sfida da condividere insieme”.

La testata giornalistica Meta Magazine unitamente ad Apsd Sporting Pavona hanno varato il progetto "Sportivi x Cultura". Il sodalizio tra Meta e la società sportiva pavonese è nato all'insegna della progettualità attorno ai valori ed alla cultura sportiva, volendo costruire un percorso virtuoso fatto di eventi agonistici ed a carattere convegnistico attorno alle tematiche connesse allo sport, il tutto all'insegna della valorizzazione e del rilancio turistico, ambientale, sociale e culturale del territorio dei Castelli Romani. "Sportivi x Cultura" sarà un veicolo di aggregazione tra società sportive, istituzioni, scuole, giovani e famiglie, le quali, attorno allo sport, ad un portale internet www.giochicastelliromani.it, potranno mettere in rete risorse, idee ed energie per accrescere il potenziale di ogni singola realtà. Il fulcro del progetto si dispiegherà lungo tutti i 12 mesi dell'anno, perché lo sport può essere un modello di sviluppo economico che ottimamente si adatta alla crescita complessiva di tutti i Castelli Romani. All'interno del progetto "Sportivi x Cultura" si svolgeranno, periodicamente, i Giochi dei Castelli Romani, appuntamento agonistico multidisciplinare che abbraccerà non solo tutti i Comuni castellani, ma soprattutto coinvolgerà centinaia di giovani atleti, associazioni, circoli sportivi, club, mondo dell'impresa, singoli cittadini che hanno a cuore un sano avanzamento del civismo e della qualità della vita nei luoghi ove trascorrono le giornate. Per ulteriori informazioni sul progetto, per chi ne volesse far parte si può contattare il Comitato Promotore all'indirizzo e-mail: info@giochicastelliromani.it. Per il portavoce del progetto Sportivi per Cultura e del comitato promotore dei Giochi dei Castelli Romani Andrea Titti dichiara: “Questo progetto è una sfida per il territorio dei Castelli Romani nella sua integrità. Porre come un modello di sviluppo economico i valori e la cultura sportiva rappresenta un orizzonte innovativo di crescita nel pieno rispetto delle vocazioni ambientali e culturali di questo territorio. Il progetto è aperto a tutte le realtà sociali e istituzionali che ne volessero far parte all'insegna della condivisione e del comune impegno verso un obiettivo allo stesso tempo ambizioso e concretamente realizzabile insieme”. 

Dalla guerra dei rifiuti a quella delle scorie nucleari

Qualche settimana fa il Parlamento Europeo ha dato l'ultimatum al nostro Governo per individuare definitivamente il "Deposito unico nucleare" di cui è incaricata la Sogin, l'azienda statale che gestisce il nostro "patrimonio radioattivo". La questione risulta complicatissima perché le decisioni sono come al solito ballerine. Si dimostra confusione sui siti temporanei figurarsi su quello che dovrebbe ospitare definitivamente le scorie di tutto il paese. C'è di più, sull'Italia pesa anche la scadenza stipulata con la Francia e Inghilterra che ancora ospitano parte del nostro pericoloso materiale. Ovviamente nessuno vuole questo deposito che, come informa la citata azienda pubblica, dovrebbe avere una capienza di 90mila metri cubi (un campo di calcio alto cinque piani di un palazzo) con l'obbligo di poterle conservare in estrema sicurezza per almeno 300 anni, altrimenti sarebbe una catastrofe! Al momento le regioni "candidate" sono quattro: Puglia, Basilicata, Toscana e Lazio. Oltre al pericolo per la salute c'è che l'operazione sarà aiutata con un rincaro della bolletta elettrica. Quindi al danno segue la beffa! Si parla di compensazioni, 1000 posti di lavoro, parco tecnologico e magari un parco giochi per bimbi… badate non e' una boutade! Da noi nel Lazio la situazione è in fibrillazione, con Borgo Sabotino che prefigura ricadute anche sull'area dei Castelli Romani. Qui si sta procedendo allo stoccaggio di rifiuti radioattivi già presenti grazie al deposito provvisorio inaugurato il 14 aprile, senza consultare le istituzioni locali anzi creando tensioni tra le stesse. Ma questa non e' una guerra tra campanili piuttosto è la difesa di un interesse comune e nazionale su cui bisogna quanto meno vigilare.
Giuseppe Ferraro

1° Maggio a 5 Stelle ad Albano Laziale

Se di 5 stelle si tratta, non c’è stella più importante di quella legata all’ambiente, il che vuol dire salute ed anche lavoro. Occorrono costanza e coerenza nella lotta per la tutela di una stella che i cittadini di Albano conoscono bene: contro l’impianto d’Incenerimento di Albano, contro il SISTEMA Cerroni, contro l’avvento del Biogas, contro la cementificazione del territorio, contro l’elettrosmog,  a difesa di un luogo simbolo dei Castelli Romani, come il lago Albano, tra le prime  vittime del disastro ambientale in corso.
Piazza Pia ad Albano Laziale

Il prossimo 1° maggio sarà una lunga  giornata ad Albano laziale. Sarà la giornata del Lavoro, il lavoro che i cittadini di Albano hanno portato avanti in questi anni e che proseguirà nei prossimi, fin quando ci saranno cittadini e territori da difendere.

Appuntamento alle ore 10 a Piazza Pia per dirigersi poi verso un luogo simbolo di Albano laziale, per una operazione civica di ripulitura; alle ore 13,30 circa è previsto il pranzo a 5 stelle nella tipica tradizione castellana, (fave, pecorino, ma non solo, anche altre  degustazioni rigorosamente a km 0). 
Alle ore 18 poi, di nuovo tutti a Piazza Pia, insieme ai portavoce 5 stelle in Parlamento (“strumento in mano ai cittadini”) Federica Daga, Alessandro di Battista e Stefano Vignaroli, daremo il via al dibattito pubblico. Sarà il momento anche dei saluti delle realtà pentastellate che hanno contribuito alla  organizzazione della giornata: avremo anche occasione di conoscere gli Eurocandidati 5 stelle alle prossime Europee, tra cui Dario Tamburano e Giovanni Ghirga.


i deputati Federica Daga, Stefano Vignaroli, Alessandro Di Battista
La battaglia contro l’impianto d’Incenerimento di Albano è stata solo una battaglia vinta.  Molte altre ce ne saranno da combattere con tenacia. In questi anni ad Albano ci sono stati cittadini e cittadine, quindi persone, coinvolte in prima linea nel e con il Movimento NOINC ed altre associazioni a difesa del territorio. Obiettivi comuni, unione nel fare, condivisione delle competenze e messa a disposizione delle esperienze possono far sì che si costruisca un metodo che non guarda alle bandiere, ma guarda dritto agli occhi delle persone come la storia dei Movimenti dovrebbe insegnare. Anche di questo parleremo il prossimo 1 Maggio ad Albano laziale.