mercoledì 25 marzo 2020

"Il Buco". Su Netflix un film per stomaci forti tra raccapriccio e rimandi danteschi.




   di Michele Ascani



Il film spagnolo “Il Buco”, presente da qualche giorno su Netfilx, narra la vicenda di Goreng, un giovane che si sveglia all’interno della “fossa”, una sorta di prigione che si sviluppa in maniera verticale e suddivisa in livelli.
Ogni mese il protagonista si ritrova in un livello nuovo, ciò e molto importante perché giornalmente scende, passando al centro della fossa, dall’alto fin sempre più in basso, una piattaforma sui cui è disposto dell’ottimo e raffinatissimo cibo. Tuttavia queste leccornie non arriveranno mai ai piani più bassi data l’ingordigia di chi si trova in alto e può magiare per primo.
Durante la permanenza nella fossa Goreng sarà affiancato da alcuni “aiutanti”, ognuno di essi avrà una sua visione di come sopravvivere all’inferno in cui si trovano consigliando, in maniera più o meno etica, il povero malcapitato. 

Il film è caratterizzato da un angoscia crescente che sale di pari passo con lo svilupparsi della storia e degli avvenimenti interni alla fossa, lasciandoci un senso di stupore e di quasi ribrezzo, ma anche con la curiosità di conoscere cosa succederà nel livello successivo. A mio parere il film si svolge come di un horror, tenendoci sulle spine con avvenimenti quasi ripugnanti ma stimolando sempre di più la curiosità dello spettatore.
Va anche detto che non è un film per tutti: per prenderne visone bisogna avere uno stomaco di ferro altrimenti è quasi assicurata la chiusura delle palpebre nei momenti più crudi.

In questa produzione cinematografica è facile trovare molti riferimenti all’Inferno dantesco, specie nel finale con la ripetizione del numero “3”. Ma non solo la ripetizione del numero fa pensare all’opera del Sommo, è la fossa stessa ad essere un inferno verticale diviso per gironi dove, chi sta in basso ha una pena peggiore di chi è sopra. E chi vedrà il film (o meglio avrà il coraggio di vederlo) potrà anche notare somiglianza con alcuni dei suoi personaggi a quelli danteschi.

Si potrebbe interpretare “Il Buco”, poi, come una critica alla società moderna, facendo intendere che è chi sta sopra a decidere le sorti di chi sta sotto, ma io preferisco vederla come una moderna citazione all’inferno Dantesco. O forse mi rifiuto di immaginare che anch'io, come tutti noi, possa essere parte degli abitanti dell’infernale fossa.

venerdì 20 marzo 2020

IL 22 MARZO È LA GIORNATA MONDIALE DELL'ACQUA

Domenica 22 marzo verrà celebrata la giornata mondiale dell’acqua. 

Molte volte sulle pagine di ECO16 abbiamo parlato di acqua per denunciarne gli sprechi, e la gestione che spesso non ci piace, il problema del suo inquinamento e quello gravissimo della sua sempre maggiore carenza, specie in certe zone del pianeta e anche d’Italia.

Proprio in occasione della prossima giornata dell’acqua, l’Istat ha fatto uscire le ultime statistiche su prelievi, consumi e sprechi in Italia.

Il dato che mi da più fastidio è che il 37,3% del volume di acqua immesso nelle reti dei capoluoghi non raggiunge gli utenti ma viene disperso a causa di una rete vecchia e spesso fatiscente, praticamente un colabrodo. Poi succede che durante la stagione estiva l’acqua venga a mancare in molte zone del Paese e si moltiplicano gli appelli (giusti) ai cittadini a non sprecarla perché bene prezioso! Diciamo che sarebbe opportuno che fosse considerata bene prezioso anche prima che sgorghi dai rubinetti delle case. Comunque un piccolo passo in avanti c’è stato visto che nel 2016 la dispersione era del 39%.
Un altro aspetto interessante e grave è che il 29% degli italiani non si fida a bere l’acqua del rubinetto (nel 2002 era oltre il 40%) e preferisce acquistare l’acqua minerale in bottiglia. A parte i casi di luoghi dove effettivamente l’acqua non è buona, che sono decisamente pochi, mi sembra un assurdo spendere denaro per comprare acqua in bottiglia, trasportarla fino a casa, avere poi l’onere di smaltire la plastica. Plastica che troppe volte viene semplicemente abbandonata nell’ambiente e nei nostri mari.

Per approfondire, QUI si può leggere il report integrale delle statistiche Istat sull’acqua di quest’anno che fa riferimento al periodo 2018 2019

Fabio Ascani

giovedì 19 marzo 2020

Non sprechiamo il nostro tempo, leggiamo un buon libro che ci faccia viaggiare

In questi giorni in cui si deve rimanere a casa e seguire le disposizioni per combattere il diffondersi  dell'epidemia da coronavirus, possiamo provare a muoverci con la mente e magari fare lunghi vagabondaggi, anche nel tempo, con l'aiuto di un buon libro, e perché no, si potrebbe leggere qualcosa che parli proprio di viaggi, così da farci sognare luoghi e tempi attraverso occhi di altri. 

Ecco qualche titolo: Il Milione di Marco Polo, Sette Anni in Tibet di Heinrich Harrer, Viaggio in Italia di Jiohann Wolfgang von Goethe, La Via dei Sassi recente successo di Andrea Mattei o il libro di cui parlo in questo breve articolo su vedoleggoscrivo.

E non scoraggiamoci se non possiamo uscire per andare in libreria infatti sono molte quelle che si sono organizzate per per consegnare i libri direttamente a domicilio, un'iniziativa ottima che potrà  coesistere, forse anche in futuro, con lo stradominio di Amazon (a tal proposito vedi nella pagina Notizie di Vedo Leggo Scrivo l'articolo "Librerie chiuse e per i libri scatta la consegna a domicilio" -  di Maria Laterza).

E su vedoleggoscrivo di suggerimenti e consigli per un buon titolo iniziano ad essercene davvero molti.

Buona lettura a tutti.
Fabio Ascani

lunedì 16 marzo 2020

L’EPIDEMIA DA CORONA VIRUS E GLI ASPETTI PSICOLOGICI CORRELATI

di Lucilla Castrucci (*)

Da sempre è noto che le malattie e le epidemie possono presentarsi in maniera improvvisa, durare per periodi più o meno lunghi, risolversi per poi ricomparire. La storia delle epidemie indica come tra il XVIII e XIX secolo lo svilupparsi di politiche razionali di sanità pubblica, nel mondo occidentale, abbia ridotto drasticamente l’incidenza delle malattie infettive. Tuttavia alla fine del XX secolo la comparsa di nuove patologie trasmissibili ha ridotto l’ottimismo che aveva caratterizzato i secoli precedenti e ha generato nuove paure. Le malattie infettive emergenti, non sono certo un fenomeno nuovo, anche in passato, le epidemie erano dovute ad un agente infettivo fino a quel momento sconosciuto, o al passaggio di un microrganismo da una popolazione ad un’altra o da dall’animale all’uomo [1].
Attualmente, in diversi paesi del mondo, ci si confronta con l’epidemia da corona virus, il cui inizio si data a fine Dicembre 2019. Questa è legata al diffondersi del virus SARS-CoV-2 che è l’agente eziologico della malattia denominata COVID-19 (Coronavirus disease 2019) [2,3]. Il SARS-CoV-2 appartiene alla famiglia Coronaviradea come i virus che hanno generato l’epidemia di SARS nel 2002 e la sindrome respiratoria medio orientale (MERS). I corona virus sono presenti nei mammiferi e negli uccelli e, anche se raramente, possono infettare l’uomo [4,5,6]. Attualmente l’Italia è tra i paesi maggiormente colpiti dall’epidemia come la Cina, dove si è originato il focolaio epidemico, l’Iran e la Corea [3]. Il virus si contagia principalmente attraverso le goccioline di saliva ed ha un lungo periodo d’incubazione che rende difficile il controllo del contagio [6]. L’infezione da SARS CoV-2 può essere asintomatica o manifestarsi con febbre, tosse, dispnea, mialgia ed affaticamento. Ad oggi, la gran parte dei pazienti ha mostrato sintomi lievi e moderati, il 13,8% sintomi gravi ed il 6,1% sintomi critici. Le persone più a rischio sono gli anziani con uno stato di salute compromesso, i bambini sembrano infettarsi raramente e quando accade presentano sintomi lievi [4]. Il tasso di mortalità, secondo quanto riportato ad inizio marzo 2020 dall’OMS, è del 3,4%. Poiché la trasmissione del SARS-CoV-2 avviene attraverso i contatti ravvicinati tra le persone i casi di contagio aumentano rapidamente. Per questo motivo Il Sistema Sanitario Nazionale italiano rischia di non avere sufficienti risorse per fronteggiare, nonostante il febbrile ed instancabile lavoro degli operatori sanitari, l’attuale epidemia. Per tutelare la salute pubblica, come previsto dall’art. 32 della Costituzione, il governo ha emanato due decreti che interessano l’intero territorio nazionale ( Dpcm 04703/2020 e Dpcm 11/03/2020) con le misure urgenti di contenimento del contagio. Con queste vengono sospesi congressi, riunioni, manifestazioni, spettacoli, eventi e competizioni sportive, lezioni ed attività scolastiche ed universitarie ed inoltre attività commerciali, fatta eccezione per i beni di prima necessità, e attività di servizi di ristorazione. Per quanto concerne il mondo del lavoro in genere, i provvedimenti riguardano lo Smart working, i congedi e le ferie forzate. I cittadini debbono evitare gli spostamenti e rispettare le norme igienico-sanitarie. L’Italia tutta è in quarantena.
In Italia la psicologia dell’emergenza, che ha come oggetto di studio e d’intervento, sia il singolo individuo che la comunità colpita da un evento traumatico ed ha come scopo quello di aiutare a prevenire o superare quei fenomeni psichici che si determinano a seguito dello stress vissuto, ha poco più di venti anni. Nella tradizione, in caso di calamità, il soccorso viene prestato con una attenzione , quasi esclusiva, per il corpo della persona che sta vivendo l’emergenza. La società contemporanea sta tentando di compiere un passo avanti occupandosi del disagio psichico che, condizioni straordinarie come le epidemie, generano. Un pronto soccorso psicologico ha dunque lo scopo di aiutare a stabilizzare la risposta comportamentale immediata, di contenere o evitare le reazioni di panico, di sostenere i soccorritori e di prevenire così ulteriori danni fisici e psicologici [7].
Le reazioni psicologiche al COVID-19 possono essere analizzate partendo dal presupposto che questa malattia ha generato distress su vari fronti: la preoccupazione per la propria salute e la percezione di non protezione, l’isolamento, il timore per l’immobilismo dell’economia e, per ciò che riguarda gli operatori sanitari, i ritmi di lavoro insostenibili .
La paura e l’ansia sono due stati emotivo-affettivi connessi alla sopravvivenza infatti segnalano la presenza di un pericolo ed attivano, nell’organismo, una serie di cambiamenti che lo preparano all’attacco o alla fuga. In alcune occasioni la reazione d’allarme può essere spropositata per intensità o durata divenendo disfunzionale e mettendo in pericolo l’organismo anziché salvaguardarlo [8]. Se il COVID-19 è percepito come un pericolo inarrestabile per la propria incolumità e lo stato di allerta e tensione dura a lungo, possono comparire disturbi comportamentali, psicologici e fisici. In alcuni soggetti, con particolare predisposizione, si possono manifestare preoccupazioni ipocondriache che portano la persona a leggere ogni minimo sintomo come segnale inequivocabile di infezione da Coronavirus.
L’isolamento sociale, se protratto, genera depressione e alterazioni comportamentali legate alla difficoltà nell’elaborazione delle informazioni e all’aumento dell’aggressività [9]. Un recente studio, condotto da un team di ricercatori del King’s College London e pubblicato su The Lancet (2020), evidenzia tra gli impatti psicologici della quarantena la comparsa di sintomi da stress post- traumatico come depressione, rabbia , paura ed abuso di sostanze.
La quarantena, nelle sue varie forme, ha un costo economico proporzionale all’importanza delle aree e delle comunità interessate. Le crisi economiche e la mancanza di lavoro generano disagio psicologico. Il lavoro permette alla persona di esprimere le proprie inclinazioni, di vedere realizzate le proprie idee, di trovare un riscontro nella società e di mantenere un buon livello di autostima. Il peso di dover gestire la vita e la famiglia senza solide certezze economiche ha precise conseguenze sul benessere psicofisico con un aumento dell’incidenza delle sindromi ansioso-depressive e somatiformi [10].
I dati di un’indagine, condotta in 12 Paesi dall’European General Pratice Research Network e pubblicati nel 2019, indicano che i medici italiani hanno un livello di stress quasi doppio (43%) rispetto alla media europea (22%). Questi livelli di stress sono collegati alla situazione lavorativa, caratterizzata da riposi troppo brevi prima di un nuovo turno di lavoro e dal dover seguire, da soli, un numero troppo elevato di pazienti. Queste condizioni causano, soprattutto tra gli ospedalieri, insoddisfazione lavorativa e sindromi legate allo stress in percentuale maggiore rispetto alle altre professioni. Del resto la sindrome di burnout che può essere definita in breve, come la comparsa nel lavoratore di una serie di disturbi psico-fisici accompagnati da una perdita d’interesse verso le persone nei confronti delle quali è indirizzata la propria attività, è una condizione che colpisce prevalentemente le professioni di aiuto, quali sono i profili professionali sanitari [11]. Il rischio per la salute di tutti gli operatori della sanità è rappresentato non soltanto dalla maggiore esposizione al contagio per il COVID-19 ma dal distress accumulato per i particolari ritmi e per le condizioni lavorative che si trovano a sostenere.

La necessità di un adeguato supporto psicologico per la popolazione e per gli operatori sanitari, durante l’emergenza legata all’epidemia da coronavirus, è testimoniata dalle diverse iniziative prese in questo senso da enti pubblici e privati.
L’OMS ha pubblicato un infografica che riguarda i consigli su come arginare lo stress da coronavirus (Cpoing whith stress during the 2019-n Cov outbreak) che l’Istituto Superiore di Sanità a ripubblicato one-line il 6 marzo 2020, dopo averla tradotta in italiano.

Con il decreto legge del 9 marzo 2020 n.14 il governo ha dato via libera all’assunzione di professionisti sanitari per l’emergenza, facendo esplicito riferimento anche alla professione dello psicologo.

La Croce Rossa Italiana ha attivato per gli operatori della CRI un servizio di sostegno psicologico, inoltre sta organizzando attività di natura psicosociale che comprendono anche la consegna di generi alimentari e medicinali alle persone in maggiore difficoltà per l’epidemia da COVID-19.
La stampa locale e nazionale rende note, di giorno in giorno, le attività di sostegno psicologico attivate sul territorio.


L’azienda Sanitaria di Parma ha avviato dall’11/03/2020 un supporto psicologico telefonico gratuito per chi si trova in quarantena o in isolamento per il coronavirus [12].
Il comiune di Jesi per superare paure ed ansie da coronavirus, e sostenere i cittadini, ha attivato un servizio di supporto psicologico telefonico [13].


A Torino 40 psicologi hanno deciso di mettersi a disposizione della comunità fornendo colloqui psicologici individuali e familiari gratuiti one-line [14].
“Il cuore onuls” ha messo in funzione a Foggia un servizio di supporto psicologico telefonico che ha lo scopo di aiutare le persone a sviluppare capacità funzionali di adattamento all’evento stressante rappresentato dall’epidemia da COVID-19 [15].

L’Università di Messina ha avviato una consulenza psicologica one-line via skipe per l’epidemia COVID-19.

E’ operativo dal 10 marzo 2020 un protocollo siglato tra ATM di Bergamo e Associazione MDR Italia per affrontare le problematiche psicologiche da coronavirus , non solo dei dipendenti dell’azienda dei trasporti pubblici, ma anche della collettività [16].
All’Ospedale San Giovanni Bosco di Torino è stato attivato un servizio di assistenza psicologica, per gli operatori sanitari, che prevede sessioni con cadenza giornaliera [17]. Inoltre il Team di psicologia delle emergenze dell’ASL TO 3 è in azione da qualche settimana, per supportare le persone in questa fase emergenziale da COVID-19.


BIBLIOGRAFIA
  1. Fantini B. La storia delle epidemie , le politiche sanitarie e la sfida delle malattie emergenti. L’idomeneo 17:9-42, 2014
  2. Coronavirus disease (COVID-19) Situation Report – 47 WHO available online.
  3. Hussin A. et. Al. The epidemiology and pathogenesis of coronavirus disease (COVID-19)
    outbreak. Journal of Autoimmunity
  4. Hossam et al. Insights into the Recent 2019 Novel Coronavirus (SARS- CoV-2) in Liggh of Pst
    Human Coronavirus Outbreaks. Pathogens 9, 186, 2020
  5. Su s. et al., Epidemilogy, Genetic Recombination, and Pathogenesis of Coronaviruses. Trends
    Microbiol. 24:490-502,2016
  6. Rothan and Siddappa The epidemiology and pathogenesis of coronavirus disease (COVID- 19)
    Outbreak. Journal of Autoimmunity, 2020
  7. Organizzazione Mondiale dellla Sanità. Primo soccorso psicologico: manuale per operatori sul
    campo. Servizio Sanitario Regionale Emilia-Romagna, 2011
  8. Torta R, Caldera P. Che cos’è l’ansia:basi biologiche e correlazioni cliniche, Piccin editore,2008
  9. MIND. Ecco come l’isolamento sociale altera la psiche, 21 maggio 2018
  10. State of Mind. Crisi economica e disoccupazione: quali le conseguenze per la salute mentale? 8
    febbraio 2016
  11. Università degli Studi di Padova. Lo stress degli operatori sanitari in situazioni d’emergenza.
    Corso di perfezionamento in psicologia dell’emergenza. 2006
  12. AUSL- Coronavirus: gratis supporto psicologico via telefono. www.ausl.pr.it
  13. Centropagina, Coronavirus , il comune di Jesi attiva il supporto telefonico al telefono. 11 Marzo 2020
  1. Torino oggi, Coronavirus, arriva l’aiuto psicologico (gratuito) via telefono, skipe e whatsAp. 10 marzo 2020
  2. Foggia Today. Emergenza Coronavirus, niente panico: a Foggia parte il servizio di supporto psicologico gratuito, 11 marzo 2020
  3. L’eco di Bergamo, Coronavirus, ATS e Associazione Emdr accordo per il supporto psicologico 8 marzo 2020
  4. La Stampa, “Coronavirus, ritmi insostenibili: gli psicologi in campo con i medici e infermieri assediati da stress e paura, 11 marzo 2020

    (*) (LUCILLA CASTRUCCI È MEDICO SPECIALISTA IN PSICOLOGIA CLINICA)