lunedì 28 dicembre 2015

Ariccia - Il Ruscello di via Flora, (s)gradito regalo di Natale

Ariccia città incantata sa regalate ai sui abitanti sempre nuove e sorprendenti meraviglie. Non può essere sfuggito a chi fosse passato per il centro i storico dell'antico borgo, proprio in prossimità dei recenti lavori per la posa della fibra ottica, il nuovo e abbondante ruscello che percorre tutta via Flora. 

Al dire il vero eravamo anche un po' stufi di star sempre a pubblicare le continue fuoriuscite di acqua dal sottosuolo di Ariccia, testimonianza di una situazione pietosa delle condotte idriche, ma quest'ultima è davvero notevole per posizione e per portata. 

Non aggiungo altro se non qualche foto a testimonianza del fatto che, ricordiamo, accade in una cittadina che si dice voglia esser rispettosa dell'ambiente.



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domenica 27 dicembre 2015

Un Libro per Caso - Uomini senza Donne - Murakami Haruki

Di Francesca Senna

Il tema principale di questa narrazione è il rapporto tra uomini e donne, dal punto di vista di un maschio; in questi racconti, la vittima della passione amorosa non corrisposta, del tradimento o della perdita è di sesso maschile. 
Gli elementi che concorrono puntualmente al raggiungimento di tale obiettivo sono in modo sequenziale: l’amore, il tradimento, l’abbandono o la perdita, la solitudine. Una forte malinconia e delicatezza delle descrizioni caratterizzano il testo come buona parte della letteratura giapponese in generale, le quali rendono leggera e molto piacevole la lettura di tali racconti, ma allo stesso tempo lasciano un lieve sentimento di sconforto.
Le ambientazioni, ad altissima definizione, fanno da sfondo a vicende considerate più importanti, ovvero le storie d’amore dei protagonisti. L’autore è molto attento nel farci vedere (e sentire) ogni pietanza e ogni bevanda consumate dai suoi personaggi, così come è molto preciso nel descriverci le musiche che ascoltano.  C’è sempre un libro, o un film, o una canzone, in sottofondo, quasi a voler completare l’azione. 
Tutte le vicende sono poi narrate attraverso un personaggio “testimone”: l’amore diventa una sorta di impellenza linguistica: chi lo prova, chi ci è dentro, non può fare a meno di narrare. narrare la propria vicenda è una sorta di necessità vitale; ed il tempo della narrazione diventa elemento fondamentale e imprescindibile e ci fornisce la consapevolezza dell’irreversibilità degli eventi accaduti.
Gli ultimi tre racconti mettono in luce la leggerezza dell’amore degli uomini che non riescono ad avere rapporti stabili e duraturi in un mondo irreale ed irrealizzabile , in uno spazio e in un tempo che sembrano sospesi a rappresentare un mondo in cui è difficile orientarsi.
L’amore diventa un fatto linguistico, una necessità, per chi lo prova, di raccontarlo, non importa per quale motivo o a quale interlocutore purché vi sia la possibilità di esternalizzarlo. Quando l’amore smette di parlare qualcuno ne deve raccogliere l’eredità, in maniera più o meno volontaria: la trasmissione orale e quindi la memoria degli eventi non deve essere interrotta.  
Nonostante il testo non faccia parte del filone magico-fantastico dell’autore abbiamo ben due racconti che – incentrati sul tema degli uomini senza donne - ne ricadono a pieno titolo nell’ambientazione, dove l’assurdo diventa il tema centrale ed è la condizione in cui si dibatte l’uomo:

1.    Kino, il marito che ha sorpreso la moglie a letto con un collega di lavoro, decide di rifarsi una vita buttandosi anima e corpo nella gestione di un bar in un luogo non meglio identificato; prova a dimenticare, ma non è abbastanza, deve imparare a perdonare e ad ascoltare il proprio cuore, deve avere il coraggio di ammettere: “sì, sono stato ferito, e molto profondamente” se vuole evitare che i serpenti lo assedino. 

2.    Gregor Samsa è il  racconto che rovescia la prospettiva della metamorfosidi kafka: non un uomo trasformato in scarafaggio, ma uno scarafaggio che si sveglia trasformato in uomo e che subito scopre la potente molla della condizione umana che si chiama desiderio

sabato 26 dicembre 2015

Il "Muraglione" di Ariccia in via della Croce

Di sicuro è solido, o almeno lo speriamo, e certo se è stato fatto è perché si doveva porre rimedio a una situazione di pericolo, ma il "muraglione" in Via della Croce ad Ariccia è proprio un pugno nell'occhio di cui non riesco a comprendere le scelte estetiche.
Tutti qui catarifrangenti?! E poi quelle pesanti strutture in cemento alla base che restringono la strada a cosa servono?
Forse ci si sarebbe dovuti applicare un po' di più e fare un'opera che apparisse un po' meno invasiva e in così totale contrasto con il luogo.
Sono convinto si potesse fare meglio! Vedere per  credere.

giovedì 24 dicembre 2015

Traffico e polveri sottili a Roma. Il bel tempo non aiuta. Si va verso il blocco

Chi deve recarsi a Roma nei prossimi giorni è meglio che faccia bene attenzione, specie se deve andare con l’automobile. Le targhe alterne a fasce orarie sono state un vero flop, almeno dal punto di vista della riduzione delle polveri sottili. Su Roma continua il bel tempo senza piogge e senza venti apprezzabili e permane un’invisibile nuvola di aria cattiva, carica di sostanze dannose per la salute delle persone. Non sapendo più che pesci prendere l’unica soluzione appare ormai quella del blocco totale al traffico delle vetture private, decisione che già è stata presa per Milano dove le automobili non potranno circolare i giorni 28, 29 e 30 dicembre.

Solo qualche osservazione: una buona amministrazione avrebbe dovuto pensarci prima. Come? Roma, la mia città, è sporca e caotica e i trasporti pubblici non sono all’altezza delle esigenze dei cittadini che ivi vivono, lavorano, si spostano. È da quando ero un “monello”, come dicono qui ad Ariccia, dove mi sono trasferito da 23 anni, che si dice che andrebbe migliorato il trasporto pubblico della capitale, incentivato in tutti i modi possibili, così che le persone preferiscano l’autobus, la metro, il treno o il tram alla propria automobile. Passi avanti sono stati fatti. Troppo piccoli però e mai adeguati al crescere della Città!

Gli autobus (che sarebbe bene fossero elettrici) dovrebbero avere una frequenza tale da non dover far attendere i viaggiatori alle fermate più di 5/7 minuti; le metropolitane dovrebbero essere un po’ più efficienti: i ripetuti guasti e disservizi, specialmente degli ultimi mesi, certo non invogliano le persone a servirsene. I treni che collegano l’hinterland alla capitale, sono troppo spesso insufficienti, lenti (il treno Albano Laziale-Termini è il più lento d’Italia); inadeguati (la linea Velletri-Termini è a binario unico fino a Ciampino il che comporta frequenti e pesantissimi ritardi per le migliaia e miglia di persone di buona volontà che continuano ad usarla).

Poi c’è la questione economica: conviene viaggiare con i mezzi pubblici? Se si è in possesso di una tessera integrata come la Metrobus card si certamente: costa 404 euro l’anno e permette di usare il treno regionale, tutte le metro e gli autobus della città per un anno intero. Ho calcolato che rispetto a quando usavo la macchina per andare a lavoro il risparmio è di circa 1000 euro! Una tredicesima in più!
Ebbene questa Card, dal prossimo anno, se le notizie di stampa saranno confermate non  dovrebbe esistere più:  Trenitalia si sfila dal biglietto Metrebus. Vuol dire che dal 1 gennaio chi vuole viaggiare sui treni regionali metropolitani dovrà pagare una tariffa a parte. Dunque per i romani non ci saranno soltanto metropolitane che si bloccano e bus che si guastano lungo il percorso, ma anche un inevitabile rincaro dei costi del trasporto pubblico.
Ad annunciare la disdetta è lo stesso ad Vincenzo Soprano, con una lettera inviata ieri all'ad di Atac Danilo Broggi, l'ad di Cotral Arrigo Giana, agli assessori alla Mobilità della Regione Michele Civita e del Comune Stefano Esposito. "Nonostante il giudizio positivo del progetto - scrive Soprano - dobbiamo purtroppo rilevare come la gestione dello stesso abbia presentato criticità per noi insostenibili che ci impongono di dover comunicare la disdetta della convenzione Metrebus". Da LaRepubblica del 24 ottobre 2015 

Invece di migliorare rischiamo seriamente di peggiorare. Intanto la salute delle persone è a rischio e le soluzioni che si  trovano sono solo dei palliativi!

Fabio Ascani

sabato 19 dicembre 2015

Un libro per caso - Woody di Federico Baccomo

Di Gianni Casciano

E' la storia di un cane, Woody, di razza basenji. Un cane affezionatissimo alla sua padroncina, è cresciuto con lei.

Improvvisamente si ritrova in una situazione assurda, che non è la vita che aveva conosciuto fino a quel momento. Dentro una gabbia, maltrattato.

Federico Baccomo dice “Era da un po' di tempo che pensavo a libri come Canto di Natale o Il Piccolo Principe, libri di dimensioni ridotte capaci di raccontare qualcosa di grande: ecco, Woody, questo cane così ingenuo, disarmato, immerso in un mondo troppo complicato, spesso ingiusto, mi sembra sia riuscito a portare con sé, a partire da quell'immagine dietro le sbarre, la storia che cercavo”. E' la storia di una ingiustizia, della cattiveria insita nell'uomo.
E' un racconto che può essere letto tutto d'un fiato, che ti prende, ti scuote, ti fa ridere, piangere e arrabbiare … 
Il tutto raccontato dal punto di vista di Woody.

martedì 8 dicembre 2015

Un Libro per Caso - Il Cappotto di Nikolaj Vasil'evič Gogol'

Di Francesca Senna
Il Cappotto racconta, per mezzo di un linguaggio molto vivace, la vicenda umana di Akakij A., impiegato di basso rango, che dai suoi colleghi non riceve alcuna forma di considerazione e rispetto anzi è pesantemente preso in giro per la sua passione maniacale per il lavoro.
Il protagonista si trova in difficoltà nel momento in cui è costretto a comprarsi un nuovo cappotto, poiché il suo è talmente logoro e leggero da essere inutilizzabile tanto da essere definito “una vestaglia”.
Un nuovo acquisto dello stesso rappresenta – dopo varie vicissitudini - motivo di gioia e vanto per il protagonista, qualcosa per cui vale la pena impegnarsi con sacrifici vari e che gli dà ragione di vivere oltre il lavoro quotidiano.
Gli eventi mettono in luce un personaggio allo stesso tempo comico e grottesco anche se poi a ben vedere la comicità è solo apparente: il personaggio è in realtà l’emblema della tragicità: tragicità che raggiunge la sua apoteosi nel finale surreale del racconto. 
L'opera risente del clima letterario che caratterizza la Russia di inizio secolo (XIX), in cui si era imposta una tradizione sviluppata intorno a due temi fondamentali: quello morale del «pover'uomo» dal destino offeso, umiliato; e quello satirico-didascalico del funzionario (impiegato) del tutto privo di importanza, senza valore.
Intento principale nel testo, non è la denuncia sociale, ma la descrizione di una situazione esistenziale tragica, che, attraverso la figura del protagonista, tematizza il disagio e il male del vivere umano. Personaggi che conducono esistenze inautentiche e povere, qualora privati dei lustrini e degli oggetti che possiedono o dei gradi che ricoprono, per i quali, qualsiasi imprevisto più o meno drammatico, si rivela pericolosamente destabilizzante. Ma non sono gli uomini cattivi, è l'ambiente e il ruolo sociale da essi ricoperto, il rapporto di gerarchia e di potere, che li rende tali.


La “debolezza” di Akakij A e la crudeltà degli altri servono a rappresentare una struttura sociale che è propria di ogni società, nella misura in cui una struttura sociale è anche una struttura di potere e lì dove il principio del «dominio» e del «potere» prevale sulla speranza o sulla fratellanza.