mercoledì 29 maggio 2013

UN MINI INCENERITORE: LA SIGARETTA. IL 31 MAGGIO È LA GIORNATA MONDIALE CONTRO IL TABACCO


Ogni giorno in Italia 11 milioni di persone accendono, più volte al giorno, il loro piccolo inceneritore personale causando gravi danni a se stessi e alle persone loro vicine.
Sono 6 milioni i morti per il tabacco ogni anno nel mondo e 600000 per il fumo passivo! Si prevede che le sigarette nel 2030 causeranno la morte di 8 milioni di persone.
Fortunatamente, almeno in Italia, le cose stanno andando un po' meglio, visto che i fumatori da noi, nel 1998 erano circa 18 milioni: quasi 7 milioni in meno da allora ad oggi. Questo importante calo è dovuto ad alcuni provvedimenti seri: la legge Sirchia che vieta le sigarette nei locali pubblici (2008); le scritte sui pacchetti “il fumo uccide” (2002); il successo della sigaretta elettronica; il prezzo dei pacchetti che è aumentato in modo considerevole: da circa 5000 mila lire del 1998 (per quelle estere) ai 4 euro abbondanti di oggi.
Le sigarette sono dei mini inceneritori che sprigionano nell'aria e nei nostri polmoni sostanze tossiche dannosissime e sono causa accertata di di malattie cardiovascolari e tumorali gravissime.
I cittadini impegnati per un ambiente migliore, quelli che sono contro discariche e inceneritori, quelli che vogliono un'aria pulita, acqua e cibo sano, non possono non sposare la causa della lotta contro il fumo.

Il 31 Maggio è la Giornata Mondiale Contro il Tabacco, quale occasione migliore per dire “basta al fumo”! Quale occasione migliore per sensibilizzare chi ancora è schiavo del vizio a smettere!?!
Francesco Schitulli, presidente della

Lega Italiana per la Lotta Contro i Tumori ha rilasciato questa dichiarazione: “Occorre imparare a sostituire il piacere del fumo con quello di una vita gratificante”. Allora, chi ancora fuma, provi a dare un taglio netto a questa cattiva abitudine. Getti via tutte le sigarette che ha in casa e non le compri mai più, io ho fatto proprio così 15 anni fa, il giorno della nascita di mia figlia.
Quello per le sigarette è paragonabile ad un amore perverso dove uno dei due picchia l'altro e poi gli dice “ti amo”... Meglio fuggire, troncare di netto, subito! All'inizio sembra dura ma i benefici sulla persona iniziano a farsi sentire presto, quasi immediatamente. Ed allora ecco alcuni dati incoraggianti:
  1. chi smette di fumare in un solo giorno riduce del 50% i livelli di nicotina e monossido di carbonio;
  2. dopo due giorni la nicotina risulta assente nel corpo;
  3. dopo 5 giorni si ha un netto miglioramento nella respirazione;
  4. passati 14/15 giorni migliorano pressione arteriosa e battito cardiaco;
  5. dopo 9 mesi l'apparato respiratorio torna in salute
  6. passati 5 anni senza fumo si dimezza la possibilità di sviluppare il tumore al polmone rispetto a chi fuma;
  7. dopo i 10 anni ci si allinea sulle stesse possibilità di chi non ha mai fumato.

Per concludere, il 31 Maggio, ma anche oggi stesso, se sei un fumatore dai un taglio netto al vizio e valorizza la tua vita, starai meglio e starà meglio anche l'ambiente nel quale vivi e le persone che ti sono vicine.

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Fabio Ascani

martedì 28 maggio 2013

ALBANO LAZIALE, INAUGURAZIONE ISOLA ECOLOGICA E PRESENTAZIONE AVVIO RACCOLTA DIFFERENZIATA PORTA A PORTA

Il Sindaco Marini al Taglio del Nastro
per l'inaugurazione dell'Isola Ecologica
Davvero buone notizie da Albano Laziale che da oggi ha definitivamente intrapreso il percorso della raccolta differenziata porta a porta. Con l’inaugurazione dell’isola ecologica (via di Cancelliera km 2,200) e la conferenza stampa di avvio del nuovo servizio, previsto per il 17 giugno nei quartieri di Miramare, Villa Ferrajoli e La Stella, l’amministrazione a guida del sindaco Nicola Marini fa entrare la città nella gestione virtuosa del ciclo dei rifiuti.

«Uno dei punti più qualificanti del nostro programma elettorale è stato raggiunto – afferma con soddisfazione il sindaco Marini -. L’inaugurazione dell’isola ecologica e l’avvio della raccolta differenziata non solo rappresentano un punto centrale del nostro programma politico, ma sono il risultato della profonda convinzione che abbiamo sulla necessità di una gestione virtuosa dei rifiuti. Un ciclo virtuoso che siamo convinti in breve tempo raggiungerà anche ad Albano elevati valori di differenziazione. Tutto lo sforzo profuso per il raggiungimento di questo obiettivo – continua Marini – è un ulteriore “no” convinto non solo all’inceneritore di Albano ma alla pratica dell’incenerimento in generale. Per chi amministra quello che conta sono i fatti. E l’inizio della raccolta differenziata porta a porta è un fatto».
«Finalmente la raccolta differenziata porta a porta e l’isola ecologica ad Albano – gli fa eco il consigliere delegato Luca Andreassi -. Ma non fermiamoci qui. Continuiamo a lavorare ad un modello complessivo di gestione dei rifiuti che sia davvero virtuoso ed in cui la raccolta differenziata sia un risultato ma non l’unico risultato. Albano ha il diritto e le potenzialità per pensare in grande. Abbiamo il dovere di farlo. L’impianto di compostaggio ed altre soluzioni impiantistiche per il riciclo e riuso dei materiali possono farne un modello. Non fermiamoci. Verso obiettivi più ambiziosi. Per la città». 
Da lunedì 3 giugno l’isola ecologica sarà aperta ai cittadini per poter conferire i materiali ingombranti, mentre il servizio di raccolta porta a porta inizierà il 17 giugno. In questo periodo sono fissati una serie di incontri pubblici con cittadini, associazioni, amministratori di condominio e commercianti; mentre per avere ulteriori informazioni saranno presenti punti informativi nei luoghi di interesse cittadino, oltre che un numero verde. 
Ulteriori informazioni saranno presto consultabili sul sito ufficiale del Comune (che avrà una pagina dedicata), mentre è già possibile scaricare l’applicazione per smartphone e tablet sul sito www.riapp.it cercando il Comune di Albano Laziale, primo ente ad attivare questo servizio. 

Come cittadini dei Castelli Romani, a questo punto, ci auguriamo che quanto avvenuto oggi sia un passo significativo nella lotta contro l'inceneritore di Roncigliano. La raccolta differenziata è una pratica di civiltà, che fa crescere i cittadini nella loro coscienza civica ed ecologica. Gli inceneritori e le mega discariche sono impianti obsoleti, superati, dannosi per l'ambiente e per la salute delle persone.


lunedì 27 maggio 2013

I BOSCHI DEI CASTELLI, LA CASTANICOLTURA E LA LOTTA AL CINIPIDE


L'antico bosco dei Castelli Romani un tempo era formato da un misto di latifoglie, ma nel corso dei secoli il panorama boschivo è cambiato e in buona parte le piante originarie sono state sostituite con i castagni che sono adatti al taglio periodico. Dell'antica vegetazione rimangono solo alcune sporadiche testimonianze disseminate a macchia di leopardo sul territorio, fra queste ricordiamo la parte alta di Monte Cavo, le coste dei laghi Albano e Nemi, il Maschio D'ariano e il particolarissimo Parco Chigi di Ariccia.
Ma come dicevamo la vegetazione prevalente oggi è formata dal castagno, che ha trovato nel suolo vulcanico dei Colli Albani un ambiente particolarmente favorevole alle sue caratteristiche di crescita e sviluppo.
L'industria del castagno, che tanta ricchezza ha portato a questo territorio, è ancora notevolmente sviluppata, anche se negli ultimi anni è stata minacciata seriamente da un piccolo imenottero, il Cinipide calligeno, uno degli insetti più temibili per questa pianta.
Contro questo agguerrito nemico delle piante sembra che la lotta biologica sia la via da preferire e l'assessore all'Agricoltura della Regione Lazio, Sonia Ricci, qualche giorno fa ha rilasciato la seguente dichiarazione: “Sono in tutto 75 i lanci di Torymus Sinensis che i tecnici della Regione Lazio stanno effettuando per contrastare la diffusione del Cinipide del castagno, l’insetto di origine cinese che dal 2005 ha colpito la produzione nei castagneti del Lazio. La castanicoltura è un settore molto importante nel Lazio con punte di eccellenza in molti territori delle nostre province: l’impegno della Giunta Zingaretti sarà quello di proseguire la lotta biologica al Cinipide, affinché la produzione castanicola continui ad essere tra le più importanti risorse agricole del Lazio. I lanci effettuati sui territori sono stati realizzati grazie ad un progetto di collaborazione della Regione Lazio con l’Università di Torino e l’Università della Tuscia e con la partecipazione del Ministero delle Politiche agricole. Nei prossimi anni grazie al centro di produzione e moltiplicazione allestiti a Caprarola e a Velletri, la nostra regione sarà in grado di continuare a fronteggiare il problema garantendo la giusta copertura in tutti i territori interessati. Un segnale di attenzione da parte del nostro assessorato che intende continuare a sostenere con forza questo settore, nonostante l’emergenza naturale e i gravosi problemi di bilancio”.
Una risposta attenta, questa, ed ecologicamente sana, su una questione importante per l'economia nostra e di gran parte della regione.


Fabio Ascani

domenica 26 maggio 2013

NEMI, 80ª SAGRA DELLE FRAGOLE E MOSTRA DEI FIORI (25 MAGGIO-9 GIUGNO)


Madrina Manuela Arcuri. Ospiti Maurizio Battista e Pablo e Pedro di Zelig
È iniziata ieri 25 maggio e terminerà il 9 giugno l'80ª Sagra delle Fragole e Mostra dei Fiori di Nemi.
La Sagra delle fragole e Mostra dei fiori, uno degli eventi che danno maggiore lustro a Nemi, compie 80 anni. E per questa speciale edizione, l'amministrazione comunale ha voluto introdurre molte novità. Prima fra tutte la partnership con Poste Italiane che ha portato alla realizzazione di un timbro postale e di una cartolina, creati ad hoc per l'occasione. È stato prodotto anche un profumo, "Aria di Nemi", e tramite un bando è stato creato il marchio "Nemi paese delle fragole e dei fiori" che accompagnerà i prodotti tipici del territorio su tutti i mercati. I fine settimana di festa sonno tre e la giornata più attesa è senza dubbio quella di domenica 2 giugno, con la sfilata tradizionale delle Fragolare e la distribuzione gratuita delle fragole. Madrina della manifestazione sarà Manuela Arcuri e , tra i numerosi ospiti, vi saranno anche i comici Maurizio Battista e Pablo e Pedro, direttamente da Zelig. «Abbiamo messo in campo il meglio di Nemi – ha affermato il sindaco Alberto Bertucci – Il nostro paese ha tanto da offrire e sono fermamente convinto che il capitale che abbiamo avuto la fortuna di ereditare, debba essere valorizzato con interventi e scelte appropriate». E alla manifestazione non è mancato un importante riconoscimento: il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, infatti, ha conferito una medaglia a Nemi a testimonianza del suo apprezzamento.

sabato 25 maggio 2013

QUALE DESTINO PER LE STRUTTURE SANITARIE DEI CASTELLI ROMANI E CHE FINE FARÀ L'OSPEDALE DEI CASTELLI?


Nel corso degli anni i sindaci dei Castelli Romani, gli amministratori e i responsabili della sanità a tutti i livelli, hanno lasciato che il patrimonio di strutture sanitarie presenti sul territorio andasse mano mano a degradarsi, impoverirsi e in parte a perdersi. Sono spariti quelli che erano veri punti di riferimento per tutta la popolazione, come il compianto pronto soccorso dell'ospedale di Genzano; lo Spolverini di Ariccia che era noto in tutt'Italia per le competenze raggiunte nella cura della poliomielite, ora, dopo che sono state spese ingenti quantità di denaro pubblico per restaurare alcune sue parti (per esempio le piscine), vive un momento decisamente triste: ha perso gran parte delle sue specifiche ed è in questi giorni al centro di una querelle tra sindaco e ASL per l'utilizzo dei locali; l'ospedale di Albano, troppo piccolo, è rimasto “solo” a fronteggiare le emergenze sanitarie del territorio e il suo pronto soccorso è stato teatro di dolorose e lunghe attese, alle volte sfociate in liti e pesanti discussioni.
La responsabilità degli amministratori per quello che è lo stato attuale delle odierne strutture sanitarie è, a nostro avviso, grave: riteniamo che nel corso degli anni avrebbero dovuto difenderle meglio il patrimonio di strutture e professionalità presenti sul territorio.
Non solo, con il miraggio della realizzazione del nuovo Ospedale dei Castelli Romani, si è tagliato servizi e strutture in nome di una razionalizzazione del servizio che davvero stentiamo a vedere. Non sarebbe stato più logico far funzionare tutte le strutture presenti sul territorio nel migliore dei modi possibili, certo cercando di razionalizzare le spese, invece di investire esclusivamente in strutture nuove?
Pensiamo anche solo alla moderna e bella struttura del San Raffaele di Velletri, chiuso mesi fa ed ora inutilizzato. Non si sarebbe potuto riconvertire quella struttura in qualcosa di utile e funzionate per tutti? Diciamo questo anche pensando alle condizioni in cui versa l'ospedale Colombo, punto di riferimento per Velletri, Lariano, Nemi... decine e decine di migliaia di persone.
Ci rimangono solo due speranze: una di non ammalarci mai e l'altra che finalmente accelerino i lavori del policlinico dei Castelli, che come ha dichiarato il sindaco di Ariccia Cianfanelli, che è anche presidente del collegio di vigilanza sull'attuazione dell'accordo di programma, e che già ha presenziato ad almeno due pose della prima pietra dell'ospedale (!), stanno andando a rilento. A rilento?... Ha dichiarato il senatore Bruno Astorre del Partito Democratico: “Apprendo dalle agenzie di stampa che nel Programma operativo 2013-2015, che la struttura commissariale del Lazio dovrà inviare al tavolo tecnico interministeriale per la verifica del piano di rientro della sanità, non vi sarebbe alcun riferimento all’Ospedale dei Castelli. Il Policlinico, atteso da oltre 20 anni, è una struttura fondamentale per la rete assistenziale del territorio, un esempio di virtuosità che, con la razionalizzazione degli ospedali di Genzano, Ariccia e Albano, assumerà al suo interno importanti specialità, coniugando qualità dei servizi a contenimento della spesa. Sono convinto che il Presidente Nicola Zingaretti, da sempre sensibile ai problemi relativi alla sanità, presterà la giusta attenzione a questa opera strategica per la rete assistenziale dei Castelli”.
Quindi, almeno per ora, niente Policlinico dei Castelli nel piano operativo regionale!
Mente i cittadini soffrono per una sanità abbandonata a se stessa la posa della “terza prima pietra” si fa sempre più lontana.

giovedì 23 maggio 2013

IN REGIONE VENGONO TRACCIATE LE LINNE PROGRAMMATICHE DELL'ASSESSORATO PER L'AGRICOLTURA DEI PROSSIMI 5 ANNI


Si è svolta ieri l’audizione in Commissione Agricoltura dell’Assessore Sonia Ricci sulle linee programmatiche dell’Assessorato nei prossimi 5 anni.
L'ASSESSORE SONIA RICCI
Fondi PSR, con particolare attenzione verso i giovani, nuova politica del credito alle imprese, valorizzazione della qualità, innovazione, semplificazione burocratica e snellimento dell’apparato normativo: questi i punti principali illustrati dall’Assessore regionale.
Primo punto in programma l’approvazione dei Progetti Integrati Territoriali (PIT), del Programma Sviluppo Rurale (PSR) 2007/2013, con lo sblocco di circa 40 milioni di euro di fondi europei. “Finanzieremo tutti i comuni che hanno fatto richiesta - ha annunciato l’assessore all’agricoltura Sonia Ricci - Inoltre è allo studio una delibera per snellire le procedure del PSR in corso per cui più di cento aziende avevano chiesto proroghe, mentre lo scorso aprile sono stati approvati i bandi relativi ad alcune misure dell’asse II del PSR con i quali verranno utilizzati circa 30 milioni di fondi europei”.
Oltre all’accelerazione per la liquidazione dei progetti sulle varie misure del PSR, la Ricci ha annunciato di voler aprire la fase di ascolto per impostare il nuovo programma di sviluppo rurale. Particolare attenzione avranno i giovani e le start up, per i quali si punta a riavviare le iniziative per l’utilizzo delle terre pubbliche, e il sostegno all’innovazione. “Uno dei primi punti che affronteremo – ha sostenuto l’assessore – sarà proprio quello dell’Arsial, struttura deputata ad occuparsi di innovazione e ricerca”.
Tra gli impegni programmatici illustrati ai consiglieri figurano strutture dell’assessorato più snelle ed efficienti, ricognizione e aggiornamento delle norme regionali (magari attraverso un testo unico), e focus sugli assi portanti e le filiere dell’agroalimentare del Lazio: ortofrutta, settore vitivinicolo, zootecnia e olivicoltura.
Un particolare accento è stato posto sulla ricostruzione del settore industriale per la trasformazione dei prodotti, che “fino agli anni ’80 e ’90 era , secondo la Ricci, una realtà significativa della regione”.
Sempre nei programmi il sostegno alla crescita dimensionale, all’aggregazione delle imprese, alla cooperazione e all’internazionalizzazione. “Evitando sprechi e iniziative inutili e ripetitive” ha specificato l’Assessore.
Inoltre, è stata sottolineata la necessità di una nuova politica per il credito,  attraverso l’istituzione di un fondo unico per l’agricoltura e un  sistema di garanzie per l’accesso ad esso.
Verranno perseguiti gli obiettivi di riordino della politica della qualità dei prodotti, di valorizzazione della produzione di qualità, guardando al mercato, di rilancio della politica dei distretti, di un piano straordinario per la zootecnia del latte e della revisione di tutte le situazioni di emergenza fitosanitaria, a partire dalla batteriosi del kiwi e dal cinipide del castagno.
“Verrà inoltre valorizzato – ha spiegato l’assessore -  il concetto di ‘agricoltura di qualità’, basata su cibo fresco, locale e biologico, definendo una vera e propria strategia alimentare regionale, dedicata sì a cittadini adulti e produttori ma senza dimenticare i bambini e i ragazzi, per i quali prevediamo iniziative e progetti di sensibilizzazione al mangiare sano. Rientra in tale ottica anche la valorizzazione di strutture già esistenti e strategiche per il settore, quali il Centro Agroalimentare Romano (CAR) e il Mercato Ortofrutticolo di Fondi (MOF)”
Infine non verrà trascurato l’aspetto relative alle iniziative legislative, nell’ambito delle quali sono in programma: l’elaborazione di un Testo Unico degli usi civici, una proposta di legge sulle fattorie sociali e una sulla tracciabilità dei prodotti agricoli e agroalimentari, l’avvio dell’iter normativo per il riordino delle Università Agrarie.
Considerando il rapporto con i cittadini un punto di forza strategico di una buona e virtuosa amministrazione, verranno promosse iniziative per informare delle diverse attività i potenziali beneficiari, le organizzazioni, le parti economiche e sociali e gli organismi di promozione del territorio.

MANIFATTURA ROMANA CONFEZIONI SIT-IN DI PROTESTA


La crisi si fa sentire ovunque in Italia e certo non sta risparmiando la zona di Roma Sud e dei Castelli Romani che con il loro importante distretto industriale ha dato negli anni lavoro a centinaia di migliaia di persone. Oggi le cose non vanno più bene come un tempo e anzi stanno cambiando decisamente in peggio: le aziende accumulano debiti; non pagano i fornitori; non sempre sono in grado di fornire gli stipendi; licenziano. Di fronte a tutto questo gli imprenditori dovrebbero adottare piani di salvaguardia dei dipendenti e adottare tutti gli strumenti che la legge fornisce per la tutela dei lavoratori.

Dai lavoratori della MANIFATTURA ROMANA CONFEZIONI
riceviamo e volentieri pubblichiamo.

Domani, venerdì 24 maggio, dalle ore 09,00 am alle ore 12,00 am, i 24 dipendenti della
Manifattura Romana Confezioni di Righetto Nerina e C. s.a.s., con sede in Ariccia, Via Quarto Negroni n. 28/30 (zona Cancelliera), terranno un SIT-IN di protesta davanti all’ingresso dell’azienda, per richiedere l’immediata definizione del loro rapporto di lavoro ed il deposito urgente presso il tribunale di Velletri dei libri contabili aziendali.”
A Cancelliera è rimasta solo la discarica e, forse, il progetto dell’inceneritore. Chiude anche l’ultima azienda dello storico settore tessile di Cancelliera.”
Nel corso dell’anno appena trascorso, la Manifattura Romana Confezioni sas ha accumulato notevoli ritardi nel pagamento delle retribuzioni mensili dei dipendenti. Difatti, non riceviamo uno stipendio dal mese di maggio 2012. Stesso può dirsi per il trattamento di fine rapporto relativo a tre ex dipendenti andati, da allora, in pensione, che non hanno ricevuto neanche un centesimo della liquidazione maturata dopo una vita intera di lavoro e sacrifici.
Ad ottobre 2012, inoltre, l’azienda ha, di fatto, cessato ogni attività di produzione in seguito al distacco coatto della corrente elettrica da parte dell’Enel.
Nonostante tutto ciò, noi 24 dipendenti della Manifattura Romana Confezioni risultiamo, ad oggi, in carico all’azienda, ovvero ancora dipendenti dell’azienda stessa, poiché la proprietà non ha ancora inteso adottare, nei nostri confronti, i prescritti provvedimenti di legge né, tantomeno, intrapreso alcuna procedura volta a garantire la possibilità, per tutti noi, di accedere agli ammortizzatori sociali previsti dalla legge. Tutto ciò, nonostante l’azienda stessa sia stata, più e più volte, invitata a farlo sia dal nostro rappresentante sindacale sia dal nostro rappresentante legale. Ci troviamo, quindi, in una situazione di stallo dovuta alla totale inerzia ed inadempienza della nostra azienda di lavoro. Ciò, inoltre, causa un grave danno per chi, come noi, vive solo di stipendio. La prosecuzione, da un anno intero, di questa situazione , sta portando molti di noi all’impossibilità di far fronte alle spese necessarie alle esigenze minime di vita quotidiana.
Vani sono stati, inoltre, i tentativi volti a sollecitare un intervento positivo da parte della Pubblica Amministrazione. Non ci resta altra scelta, quindi, che manifestare con un Sit- In, il nostro dissenso. Alla manifestazione parteciperà anche il nostro avvocato, Eugenio Francesco Melari.
Ci ritroveremo, quindi, tutti insieme, domani, venerdì 24 maggio, dalle ore 09,00 am alle ore 12,00 am, davanti ai cancelli di ingresso della Manifattura Romana Confezioni di Righetto Nerina e C. s.a.s., con sede in Ariccia, Via Quarto Negroni n. 28/30 (zona Cancelliera), dove terremo un SIT-IN di protesta per richiedere l’immediata definizione del nostro rapporto di lavoro ed il deposito urgente presso il tribunale di Velletri dei libri contabili aziendali.

martedì 21 maggio 2013

ECO 16 protagonista a Colonna nel dibattito sulla centrale ad olio vegetale esausto


Ricordate l'articolo di Elena Taglieri sulla centrale elettrica ad olio vegetale esausto pensata per la vicina città di Colonna? (puoi rileggerlo cliccando QUI) Ebbene quell'articolo ha avuto un notevole seguito presso l'opinione pubblica nella cittadina, alimentando dibattiti e ponendo interrogativi fra la popolazione che, prima che dessimo la notizia, sembra proprio non sapesse nulla di questo progetto.

L'amministrazione comunale, con un manifesto, stigmatizzandoci come allarmisti, ha rotto il silenzio e ha iniziato a dare, finalmente, ai propri cittadini un po' di informazioni sull'impianto. Un altro manifesto, in risposta a quello del sindaco invece ci elogia e loda il lavoro nostro, ma soprattutto di Elena Taglieri, che ha completamente il merito di aver portato all'evidenza di tutti la questione.
Ora Elena ha scritto un nuovo articolo dal titolo COLONNA, CENTRALE AD OLIO PARTE SECONDA: FERMENTO TRA LA CITTADINANZA, IL COMUNE 'RASSICURA' (MA NON TROPPO). E INTANTO ALBANO LAZIALE TACE”. L'articolo, che è visibile qui, corredato di immagini e ricca documentazione, riprende la questione e mette un po' di puntini sulle i. Assolutamente da leggere!
F. A.



il primo articolo di Elena:
il nuovo articolo di Elena su Colonna

lunedì 20 maggio 2013

Medicina solidale 1 - LA SALUTE E' UN DIRITTO NON UN PRIVILEGIO


Il blog di medicina curato dalla Dott.ssa Lucilla Castrucci, che collabora regolarmente con la testata ECO 16,  ha l'intenzione di dare un'informazione alternativa e utile a tutti coloro che potrebbero averne bisogno, cercando di andare in contro ai diritti dei malati o di coloro che soffrono una situazione di disagio fisico o psicologico. Riproporremo da oggi su queste pagine i migliori articoli già apparsi su Medico per tutti.

Nell'articolo 32 della Costituzione Italiana la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività e garantisce cure gratuite agli indigenti.
L'art. 32 è collocato sotto il titolo II della Costituzione dove sono raccolti tutti quegli articoli ispirati al principio di solidarietà.
Per dovere etico la professione medica è tenuta a promuovere la giustizia all'interno del sistema sanitario, ivi inclusa l'equa distribuzione delle risorse disponibili. I medici dovrebbero impegnarsi attivamente affinché in ambito sanitario venga eliminata qualsiasi forma di discriminazione, sia essa basata sulla razza, genere, condizione socio economica o religione.
La carta della professionalità medica promuove la centralità del paziente, la sua autonomia ed infine la giustizia sociale. Quest'ultimo aspetto è il più trascurato affidato alla spontaneità e alle leggi di mercato. Il progresso medico accresce la selettività nell'accesso e nella qualità delle cure. E' importante che la professione medica sia chiamata ad intervenire per invertire questa tendenza attraverso sforzi collettivi e personali.
Un aiuto in questo senso è venuto dal decreto legge n. 233 del 04/07/2006 convertito con modifiche nella legge n.248 del 04/08/2006 e dalla legge n.27 del 24/03/2012 che hanno abolito la tariffa minima per i professionisti, ad eccezione dei medici nell'esercizio della professione resa nell'ambito del Sistema Sanitario Nazionale o in rapporto convenzionale con lo stesso, inoltre i medici potranno pubblicizzare la propria attività rispettando le regole dettate in materia dagli ordini professionali.
Questo quadro di riferimento normativo ha permesso la nascita di ambulatori che offrono prestazioni mediche a prezzi concorrenziali persino con i tiket delle Asl.. Su questo fenomeno è stato realizzato dal prof. Mario del Vecchio e da Valeria Rappini uno studio che stima che in certe strutture il cittadino spende tra il 30% e il 50% in meno rispetto agli standards. Hanno dichiarato gli autori dello studio: “siamo rimasti sorpresi di trovare sopratutto imprese che vogliono essere integrative rispetto al Servizio Sanitario Nazionale e non cercano il profitto. Alcune sono legate alla cooperazione o al mondo del no profit.”
Lo studio conclude spiegando che la medicina a basse tariffe sembra assumere un ruolo specifico nell'insieme delle risposte ad una domanda pressante di servizi sanitari.
Nel territorio dei Castelli Romani la sanità privata ha ormai da tempo trovato il suo spazio ed il suo mercato ma non vi sono molte iniziative che offrono servizi sanitari a prezzi contenuti in modo da permettere a tutte le fasce sociali di tutelare in maniera adeguata il bene più prezioso che una persona ha: la salute.
Questo blog nasce con un duplice intento quello di raccogliere tutte le informazioni utili sui servizi in ambito sanitario offerti sul territorio e di metterle a disposizione di tutti e quello di trattare tematiche inerenti la salute intesa come stato di benessere fisico, psichico e sociale.

venerdì 17 maggio 2013

ARICCIA - CASTELLI ROMANI TERRITORIO SOTTO ASSEDIO 2


Gioiello dei Castelli Romani Ariccia ha un territorio complesso e piuttosto vasto che, negli ultimi anni, ha visto concentrare su di se una grandissima quantità di progetti, alcuni sicuramente buoni altri decisamente più discutibili, ma che nel complesso hanno comunque contribuito a catalizzare sulla cittadina grandissimi interessi economici. Tanto per fare qualche esempio, senza per il momento distinguere fra ciò che ci piace e ciò che non ci piace, ciò che è stato effettivamente realizzato, in fase di realizzazione, o stoppato: l'Ospedale dei Castelli Romani, l'Appia Bis, Il grande svincolo di Vallericcia, il nuovo depuratore, il "progetto ACE", il centro commerciale Panorama, la palazzina - parcheggio (sequestrata dalla magistratura) a Villa Ferrajoli e, dulcis in fundo, la centrale a biomassa - biogas della Biovis adiacente al centro commerciale della Nettunense a via delle Grotte n°4. Quest'elenco, che si può tradurre in centinaia di milioni di euro, è da considerarsi sicuramente incompleto ed è stato scritto senza pensarci troppo e senza fare ricerche specifiche eppure penso che possa dare un'idea del grande giro di denaro che ruota intorno ad Ariccia, del tipo di assedio al quale è sottoposta e della grave minaccia ambientale che esso può comportare.
L'ambiente è proprio la vittima finale, e noi con esso, dei progetti faraonici e non condivisibili di un'economia drogata e affamata. Consideriamo, poi, che i Castelli Romani sono un "tutt'uno" e ciò che accade ad Albano o a Castel Gandolfo, riguarda inevitabilmente anche Ariccia o Lanuvio, e ciò che accade a Lariano non deve lasciare indifferenti a Velletri, Genzano o Nemi. La discarica di Roncigliano è un problema per Albano Laziale come per Marino e Ariccia e ancor di più lo sarebbe il temuto inceneritore dei Castelli.

 L'ultima grave minaccia per il territorio e per la salute di tutti i cittadini sono le centrali a biomassa, ovvero a materiale organico, a rifiuti organici umidi o oli vegetali esausti, che stanno nascendo a macchia di leopardo su tutto il territorio della provincia di Roma, ben oltre cento centrali fra già costruite, in costruzione, autorizzate e in fase di autorizzazione. Un impatto enorme per l'ambiente e che ci colpisce pienamente: una centrale è prevista a Velletri, una ad olio vegetale esausto ad Albano, una nella confinate Pomezia, una ad Ardea, nella discarica di Roncigliano la situazione è nota, e una centrale è stata pensata anche per Ariccia in via delle Grotte n°4.

Clicca sulle immagini per ingrandirle
Sono davvero bravi i cittadini di Ariccia che, nonostante il costo del servizio, si adoperano per fare al meglio la raccolta differenziata, superando anche le difficoltà pratiche che questa comporta, specie per chi abita nelle piccole abitazioni del centro storico, dove come ha ricordato Augusto Di Felice in Consiglio Comunale, le case sono piccole e averci la mondezza dentro, in attesa del giorno per poterla gettare non è facile. Ricordo che su uno dei primi numeri di ECO pubblicammo una foto che mostrava i sacchi per la differenziata appesi ai fili per stendere i panni. Necessità fa virtù!
Eppure, come già scritto su questo Blog e su ECO 16 da Elena Taglieri (primi su tutti a dare la notizia) (vedi Qui), per Ariccia è stata progettata una centrale a “biogas” alimentata dal FORSU (Frazione Organica dei Rifiuti Solidi Urbani), una centrale che non riteniamo affatto innocua, ma anzi dannosa, e che invece vorrebbe, e con un certo vigore, l'amministrazione Cianfanelli.
Nell'ultimo Consiglio Comunale l'assessore all'Ambiente Profico ha portato all'ordine del giorno la “Situazione relativa alla gestione del ciclo dei rifiuti nel territorio”, ponendo l'attenzione sulla necessità che tutti i comuni di bacino della discarica di Roncigliano sviluppino la raccolta differenziata monomateriale porta a porta, che si solleciti il Presidente della Regione Zingaretti all'apertura di un tavolo permanente sulla gestione dei rifiuti ed a revocare le procedure per la costruzione del “gassificatore” (noi lo chiamiamo inceneritore).
Il consigliere di opposizione Roberto Di Felice ha chiesto allora di poter inserire a quest'ordine del giorno un emendamento: “Siccome si parla di ciclo dei rifiuti nel territorio e siccome si è parlato o ventilato di questo nuovo impianto che dovrebbe funzionare con il Forsu, propongo di aggiungere a quest'ordine del giorno che si dica no a qualsiasi autorizzazione di questo impianto in via delle Grotte e per quanto sia di competenza di altri enti si attivi affinché essi si esprimano con un rifiuto. ...”
Intervento di Roberto Di Felice in Consiglio Comunale 
Insomma i consiglieri di opposizione Roberto Di Felice e Indiati (Patto Sociale) e Franz Cianfanelli (Uniti per Cambiare), pur condividendo l'odine del giorno illustrato dall'assessore Profico, che infatti hanno poi votato a favore, chiedevano che sul territorio di Ariccia si bloccasse sul nascere qualsiasi possibilità di costruzione di una sorta di “mini inceneritore”, un impianto che brucerebbe gas derivato dalla fermentazione anaerobica dei rifiuti umidi, un impianto totalmente sovradimensionato rispetto alla capacità di Ariccia, ma anche di tutti i Castelli Romani messi insieme, di produrre umido e che quindi dovrebbe importare! Un impianto che comunque brucerebbe gas 24h su 24h immettendo nell'aria sostanze nocive, anche nano polveri, come quelle prodotte dagli inceneritori e che convoglierebbe nella zona un notevole traffico dei mezzi pesanti che porterebbero giornalmente la “monnezza”.
Alle osservazioni di R.Di Felice ha risposto con un lungo intervento il sindaco Cianfanelli che ha detto quanto ritenga importante chiudere il ciclo dei rifiuti sul territorio, anche per rompere il regime di monopolio della Kiclos e portare un risparmio nelle casse del comune ed ha aggiunto: “gli imprenditori che hanno presentato la proposta alla Provincia e che hanno attivato la conferenza dei servizi per l'approvazione , hanno il mio appoggio personale e ritengo della maggioranza che mi sostiene per cercare di chiudere il ciclo dei rifiuti con certezza” e ha poi detto che tutto questo è condizionato al fatto che ciò non comporti alcun problema di inquinamento. Il sindaco ha anche aggiunto, tra le altre cose, che tra un impianto aerobico e uno anaerobico, secondo le loro ricerche è da preferire quello anaerobico perché l'aerobico “puzza” e scatenerebbe le ire di cittadini e comitati.
A quest'ultima osservazione il consigliere Indiati ha fatto osservare la contraddizione dell'amministrazione che incentiva i cittadini che possono a fare il compost casalingo, come dire mini impianti aerobici, e questi non puzzano?
L'emendamento di Roberto Di Felice, ad assoluta e preventiva difesa del territorio, non è passato, mentre l'ordine del giorno è passato all'unanimità, quindi anche con il voto responsabile di chi sa fare una reale opposizione costruttiva. (per leggere un estratto dei verbali del Consiglio comunale con gli interventi sopra citati clicca QUI)

Riteniamo di dover dare qualche ulteriore spiegazione sulla questione della centrale a biogas di cui si è parlato in Consiglio Comunale e sugli impianti di questo genere.
La centrale pensata per Ariccia in via delle Grotte è una centrale per la produzione di energia elettrica derivante dalla combustine di gas, prevalentemente metano, che si forma per la fermentazione dei rifiuti organici umidi in ambiente privo di aria. (Vedi progetto QUI)
Quelli che a nostro avviso sono gli aspetti deleteri di questo impianto, e di impianti simili, è che comunque sia in essi avviene una combustione continua che inevitabilmente porta in atmosfera particolato e sostanze inquinati. Nel caso specifico, poi questa centrale per funzionare avrebbe bisogno di una quantità di rifiuti enormemente superiore a quella che è la capacità di produzione di Ariccia e di tutti i Castelli, quindi si sarebbe costretti ad importare rifiuti da fuori, con tutti i dubbi che ciò comporta: chi controlla la qualità del materiale in entrata? Di quanto aumenterebbe il traffico pesante nella zona, zona che ha fatto notare Indiati già trafficatissima si congestionerebbe? E l'inquinamento acustico di quale portata sarebbe? È giusto costruire un impianto di questo tipo in una zona così densamente popolata e frequenta? Emiliano Bombardieri, che ha studiato a fondo la questione ci ricorda che queste centrali oltre a peggiorare la qualità dell'aria possono essere soggette ad esplosioni (vedi QUI o ancor meglio QUI!).
Schema semplificato di centrale a biomassa ma attenzione,
ciò che produce la centrale non è energia e compost, come
alcuni vorrebbero far credere,  ma energia,  fumi di scarto
nocivi con presenza di particolato sottilissimo e FOS
ovvero Frazione Organica Stabile,  che non è compost
ma un rifiuto speciale,  come stabilito
da ben due sentenze!
Consideriamo adesso cosa realmente uscirebbe da questa centrale e dalle sue gemelle sul territorio: da una parte il gas che viene bruciato producendo energia elettrica e “fumi” di scarto; dall'altra il digestato, ovvero l'umido che ha subito la fermentazione anaerobica. Questa sostanza non è compost utile per l'agricoltura, come alcuni tendono a far credere in modo frettoloso ma un rifiuto speciale: “Il prodotto uscente, la normativa vigente, lo definisce FOS, ovvero (Frazione Organica Stabile). Due sentenze (Sentenza 5566/2012 del Consiglio di Stato, sentenza Tar Toscana 917/2011) lo definiscono già rifiuto speciale, ovvero non compost, ma materiale da conferire in discariche speciali, data la nocività, a prezzi per Tonnellata doppi rispetto allo sversamento del RSU (Rifiuti Solidi Urbani) il tutto chiaramente a carico dei cittadini” - (Emiliano Bombardieri). Dobbiamo anche considerare che questo FOS, all'uscita dalla camera di digestione, per i processi che ha subito, per l'aggiunta di sostanze chimiche quali flocculanti e coloranti, e l'alta percentuale di microorganismi dannosi formatisi durante la fermentazione, per esempio il Clostridium botulinicum, ovvero il botulino, non può certo essere definito compost!
Non dimentichiamo poi il gravissimo aspetto del proliferare di queste centrali e, solo nel ristretto territorio dei Castelli e ai suoi confini ne sono previste numerose (Ariccia, Velletri, Albano, Pomezia, Ardea, Colonna) e i loro effetti negatitivi andrebbero inevitabilmente a sommarsi!
Preciso che ci sono alcune ragioni per cui queste centrali stanno riscuotendo tanto successo: la prima è che per merito (demerito) della Legge Bersani l'energia da queste prodotte viene equiparata ad energia da fonti rinnovabili e quindi possono usufruire degli incentivi statali, detti certificati verdi, 0,28 cent. Kwatt/h prodotti, ovvero milioni di € l’anno, soldi che sborsano i cittadini con la bolletta e che quindi pagano quest'energia due volte; altra ragione è che queste centrali sono di dimensioni più piccole rispetto agli inceneritori e quindi riescono a fare breccia più facilmente nell'opinione pubblica, solo però se non si ha una visione d'insieme del territorio: nella sola provincia di Roma ne sono previste tra i 100 e 150, tutte di piccola taglia, non superiori ai 3 MW di potenza!
Non dimentichiamo poi che si usa come scusa per costruire queste centrali in fatto che producano energia elettrica, ma abbiamo bisogno di tanta energia? Secondo i dati forniti da TERNA pare proprio di no! (vedi l'artico QUI o l'ultimo rapporto TERNA QUI).
Ma allora cosa dobbiamo fare della raccolta differenzia dei rifiuti umidi? Come dicevamo all'inizio di quest'articolo i cittadini di Ariccia fanno un buon lavoro e producono un umido di qualità che potrebbe essere trasformato in compost di qualità seguendo le procedure naturali di compostaggio aerobico. Questo compost sarebbe davvero utile per un territorio come il nostro dove la buona agricoltura continua fortunatamente ad avere un aspetto rilevante. Al sindaco Cianfanelli, secondo il quale le centrali di compostaggio aerobico “puzzano”, consigliamo di informarsi sui moderni sistemi adottati, anche in città grandi come San Francisco, dove gli odori sono ridotti al minimo e i vantaggi per l'ambiente al massimo.
Certamente se nell'ultimo consiglio comunale si fosse approvato l'emendamento di Patto Sociale presentato da R. Di Felice avremmo fatto un favore al nostro territorio e saremmo stati d'esempio per altri comuni. Un'occasione persa.
Fabio Ascani

Per meglio comprendere la questione delle centrali a biomasse consigliamo di vedere i video dei medici Isde Dott.ssa Litta (QUI) e Dott. Mocci (QUI)



lunedì 13 maggio 2013

ALBANO LAZIALE - CASTELLI ROMANI TERRITORIO SOTTO ASSEDIO 1



Inceneritore, discarica e centrale “brucia olio”

L'8 maggio il Consiglio di Stato ha respinto la richiesta di sospensiva cautelare presentata dal comune di Albano Laziale relativa al nuovo crono-programma (29 gennaio 2013) della Regione Lazio che scandisce i tempi della realizzazione dell'inceneritore dei Castelli Romani. Ovviamente ancora non è detta l'ultima parola, e come dice sempre Simone Carabella, “questa battaglia la vinceranno i cittadini”, e i cittadini l'inceneritore non lo vogliono.
Eppure qualcosa si muove e non appare come qualcosa di buono: all'interno della discarica sono state scattate delle fotografie che mostrano un escavatore a lavoro sul lato opposto della “collina artificiale” che si affaccia sulla via Ardeatina a ridosso del VII invaso. Sono movimenti di terra pericolosi, ha dichiarato ai microfoni di Telecantrynews l'ingegnere ambientale Gabriele D'Anastasio, come potete vedere qui.
IL VII° INVASO.  IN ALTO A DESTRA L'ESCAVATORE A LAVORO SUL "RILEVATO ARTIFICIALE", IL
RETRO DELLA "COLLINA ARTIFICIALE" CHE SI VEDE DALLA VIA ARDEATINA.
(foto dal sito del comune di Albano)
A seguito di ciò e di un verbale della Polizia Municipale di Albano, il Comitato No Inc, sempre vigile, ha depositato alla procura di Velletri un esposto penale. Nel verbale dei vigili (visibile qui) è scritto che “...quell’ area esterna, rispetto all’ invaso dove vengono versati gli scarti provenienti dall’ impianto e dove erano in corso le operazioni mediante l’ utilizzo dell’ escavatore è, come da progetto, un deposito della pozzolana derivata dall’ escavazione del VII° invaso e viene utilizzata per la copertura quotidiana ulteriore degli scarti provenienti dall’ impianto”... Soltanto che, spiega D'Anastasio, quello non può essere un deposito di pozzolana, ma è “un rilevato artificiale che deve rimanere dov'è per proteggere l'ambiente circostante”. Daniele Castri, responsabile legale del movimento No Inc, si domanda se l'Ass.re Ambiente Dott. Andreassi e la Responsabile- Servizio Ambiente Ing. Federica Giglio, faranno lo stesso, ovvero depositeranno anche loro un esposto a Velletri.

E in questi giorni è stato notato un grande andirivieni di mezzi pesanti da via Cancelliera 14b, proprio nel sito dove dovrebbe nascere la nuova Centrale Brucia-Olio di Albano, e ciò ha fatto pensare che siano iniziati i lavori di costruzione.
(clicca sulle foto per ingrandirle)
L’Ufficio Ambiente e l’Ufficio Urbanistica hanno partecipato alle quattro conferenze dei servizi (7 ottobre 2011, 8 novembre 2011, 30 novembre 2011, 7 maggio 2012) ed hanno votato parere favorevole al nuovo MINI-INCENERITORE per oli vegetali.
L’impianto industriale è stato definitivamente approvato, con determina della Provincia di Roma n. 3498, il 4 giugno 2012.
Eppure, appena pochissimi giorni fa, il sindaco di Albano Nicola Marini - in un comunicato stampa accorato che segue l’esito negativo del ricorso al Consiglio di Stato relativo all’Inceneritore dei Castelli Romani - ha sostenuto, ancora una volta, che nell’area c’è una situazione ambientale di grave inquinamento.
La discarica, è giusto sottolinearlo, si trova nel quartiere di Cancelliera, ovvero a poche centinaia di metri dal sito dove, tra poco, entrerà in funzione anche la nuova Centrale ...
Ma se lo stato ambientale dell'intera zona è realmente compromesso perché, allora, rilasciare PARERE POSITIVO alla realizzazione d’un ennesimo impianto industriale che non potrà che peggiorerà la già grave situazione igienico-sanitaria di Albano?
Fabio Ascani

(Presto l'articolo Territorio sotto assedio 2 - Ariccia)

"MISSIONE SANITÀ" – SUCCESSO PER L'INIZIATIVA DEL MOVIMENTO 5 STELLE DI VELLETRI


Medici, infermieri, ostetriche, pazienti e normali cittadini: sono stati in molti a intervenire all’iniziativa organizzata dal Movimento 5 stelle di Velletri sabato 11 maggio sui temi della sanità, con il consigliere regionale Davide Barillari, la senatrice Elena Fattori e naturalmente il candidato sindaco Paolo Trenta.
Noi siamo qui per ascoltare e non per parlare – ha detto Paolo Trenta – noi siamo i rappresentanti dei cittadini nelle istituzioni, siamo i vostri portavoce”.
Da sinistra: il candidato sindaco di Velletri
Paolo Trenta, la senatrice Elena Fattori e
il consigliere regionale Davide Barillari
Sono stati tanti gli argomenti messi sul fuoco dai presenti, fin dall’introduzione dell’attivista a Cinque Stelle Gabriele Bagaglini si è capito come l’Ospedale Colombo sia per Velletri una struttura che va tutelata e riportata alla funzionalità di eccellenza che ha sempre avuto, prima di un’incomprensibile operazione di smantellamento progressivo e continuativo.
Riduzione dei posti letto, turni massacranti degli operatori sanitari per carenza di personale, un reparto di emergenza che non riesce a garantire un servizio di triage adeguato, un pronto soccorso che invece di dar seguito anche ai pazienti che vengono lasciati sulle barelle per giorni come se fossero in degenza, un punto nascita con una sola ostetrica per turno per un reparto dove per ogni paziente corrispondono due vite di cui prendersi cura.
35 anni fa questo ospedale aveva 414 posti letto era un ospedale di avanguardia. Ora lo stanno smontando pezzo per pezzo”: è la frase rassegnata e accorata di una lavoratrice dell’ospedale Colombo.
Elena Fattori, senatrice di Genzano, ha chiarito come l’impegno del Movimento 5 stelle a livello nazionale sia quello di lavorare per una vera affermazione del diritto alla salute: “Dalla prossima settimana inizierò a lavorare in commissione sanità in Senato. Lavoreremo perché il concetto di ospedale sia slegato da quello di azienda. Grazie a una buona rappresentanza territoriale presenteremo interrogazioni e atti di sindacato ispettivo anche sulla situazione della sanità nei Castelli Romani. A giugno ci sarà una manifestazione con Gino Strada a Roma per ribadire il diritto a una sanità pubblica”.
Il consigliere regionale Davide Barillari, componente della commissione sanità, incontrerà prossimamente il direttore sanitario dell’Ospedale Colombo Angeletti per cercare di intervenire a livello regionale sulla condizione dei livelli assistenziali dell’ospedale veliterno.

sabato 11 maggio 2013

AI CASTELLI ROMANI GLI ARCHEOLOGI RACCONTANO LA LORO VITA E CI AIUTANO A SCOPRIRE E VALORIZZARE IL NOSTRO TERRITORIO


In questi ultimi mesi nel territorio castellano le iniziative culturali a carattere archeologico si susseguono e giovedì 16 maggio alle ore 17.00, presso la Biblioteca Carlo Levi di Genzano di Roma, avrà luogo l'incontro "Gli archeologi raccontano" con la partecipazione di Alberto Silvestri, Maria Cristina Vincenti e Franco Arietti che racconteranno la loro vita e leggeranno le pagine più belle dei loro libri. L'evento è inserito nella manifestazione "Castelli di Scrittori", giunta quest'anno alla seconda edizione, promossa dalla Biblioteca e Archivio Storico di Frascati (dott.ssa Rosanna Massi) e patrocinata dalla Provincia di Roma e da numerosi comuni dei Castelli Romani. Dal 30 maggio al 2 giugno 2013 con convegni, stand e video si concluderà, presso il Museo Tuscolano, l'iniziativa che ha coinvolto quest'anno oltre ottanta scrittori tra poeti, storici e archeologi.



Sabato 18 maggio sarà la volta di Nemi dove si svolgeranno, a partire dalla mattina, una serie di visite guidate ai siti archeologici e speleologici e al Museo delle Navi Romane di Nemi. La manifestazione è promossa dal Gruppo Archeoasi di Roma Capitale e vedrà la partecipazione degli speleologi dei Sotterranei di Roma, dell'Archeoclub d'Italia Aricino-Nemorense, della Fondazione Terre Latine, della Soprintendenza Archeologica per il Lazio (dott..sa Giuseppina Ghini) e dei Sindaci di Genzano e Nemi.

giovedì 9 maggio 2013

IN REGOLA LO STIPENDIO DEL SINDACO DI NEMI


Conferenza stampa del Sindaco Alberto Bertucci
Regolare la piena indennità (circa 1000 euro).
Presto l'80esima Sagra delle Fragole, a luglio il campionato di Cross Country e intanto passi concreti verso la raccolta differenziata.

Il sindaco di Nemi Alberto Bertucci, con Giovanni Libanori e alcuni membri della maggioranza, ha tenuto una conferenza stampa per rispondere agli attacchi che, da prima ancora della sua elezione, gli portano gli avversari politici, anche avvalendosi di mezzi di stampa. In particolare l'ultimo si riferisce allo stipendio percepito da Alberto Bertucci: secondo i suoi avversari sarebbe il doppio del dovuto e il sindaco, a parer loro, non dovrebbe percepire l'indennità completa (poco più di mille euro) ma soltanto il 50% di essa. Inoltre, pochi giorni fa, durante una funzione religiosa per i patroni dei Nemi, sono stati distribuiti ai fedeli in preghiera volantini che accusavano il sindaco. E proprio alcuni fedeli, irritati per l'intrusione fuori luogo, hanno chiamato i carabinieri che hanno preso le generalità di chi faceva volantinaggio. “È questo un episodio che mi offende come uomo e come cattolico” – ha dichiarato Giovanni Libanori e tutta la maggioranza si è stretta attorno al proprio sindaco.
Ma andando al nocciolo della questione il sindaco spiega, carte alla mano, che il suo stipendio non è affatto il doppio del dovuto, ma come scritto in una relazione, inviata agli organi competenti dal segretario comunale Ivano Moreschini, il sindaco rientra a pieno titolo fra coloro che hanno diritto all'indennità di funzione piena, poiché non può avvalersi della facoltà di porsi in aspettativa non retribuita, e questo secondo il parere del Ministero degli Interni del 26 febbraio 2009.
La questione appare quindi chiarita in modo serio e autorevole: lo stipendio del sindaco è in regola.
Il problema, hanno aggiunto Bertucci e Libanori, è che questo “clima di odio” deve finire e si deve tornare a parlare di cose concrete che fanno bene al paese: la Sagra delle fragole, il Campionato di Cross Country che verrà ospitato a luglio o la raccolta differenziata per la quale si stanno facendo passi importanti. Proprio a proposito di quest'ultima cosa il sindaco ha dichiarato che, al suo insediamento, nonostante il gran parlare che si è fatto negli anni precedenti, non giaceva in comune neanche una richiesta di finanziamento o un preliminare di progetto approvato, per realizzare un'isola ecologica, necessaria per iniziare la raccolta differenziata. Soltanto ora, ha detto il sindaco, con l'impegno di questa amministrazione è stata individuata l'area sulla quale si farà l'isola ecologica e per il prossimo 30 giugno, quando si presenteranno le richieste di finanziamento alla Regione, si potrà sperare di arrivare ad avere il contributo che consentirà la realizzazione dell'isola.
Il sindaco Bertucci e Libanori hanno concluso auspicando che le prossime conferenze stampa siano solo per annunciare e i passi avanti dell'amministrazione e che l'opposizione inizi a lavorare in modo più costruttivo, anche critico, ma senza portare avanti un clima d'odio che fa solo male male a Nemi ed ai suoi cittadini.
Fabio Ascani

"IL PROGETTO CUORE" 2013




Dal Comitato Locale Colli Albani C.R.I. riceviamo e volentieri pubblichiamo su questo blog




 Il Centro Nazionale per la Previsione e il Controllo delle Malattie (CCM) ha lanciato un piano di formazione nazionale con l’obiettivo di aumentare tra i medici di valutazione del rischio  cardiovascolare e degli strumenti con cui misurarlo.
Il Progetto Cuore sostenuto dal Ministero della Salute, rappresenta un’opportunità per il Gruppo donatori di sangue di Marino, che ci da la possibilità di attuare il piano di prevenzione rivolto all’idoneità alla donazione.
Nel caso dei donatori di sangue,  dopo aver effettuato la donazione, si riscontri un valore di colesterolo superiore ai 230 mg/dl, sarà necessario un ulteriore prelievo per effettuare l’analisi del colesterolo frazionato.
La ASL- RM/H partecipa al progetto tramite i Centri Trasfusionali, nel nostro caso presso l’Ospedale “San Giuseppe” di Marino, nostro punto di riferimento, secondo le modalità e i tempi del piano d’intervento della ASL/RMH.
Per effettuare il controllo del colesterolo contattare il dott. Ferrara Ernesto della ASL/RMH, referente del Progetto stesso:
 06-93273006  -  Cell. 3392136322
 LUNEDI  e  GIOVEDI dalle  ore  08,00  alle  11,00

N.B.: Vi ricordo di portarvi il tesserino CRI per annotare eventuale esame, in caso di smarrimento, richiedetelo alla seguente e-mail: piiama@gmail.com e le analisi.
                                                                                            Attività Donazione Sangue
                                                                                            C.R.I. –  Comitato Locale Colli Albani
                                                                                            Angelo Pazienza

mercoledì 8 maggio 2013

AI CASTELLI ROMANI BIMBI ALLA SCOPERTA DELLA NATURA


L’Associazione Mary Poppins nido famiglia “La casa delle tate” ha pensato di organizzare una giornata particolare per i propri bimbi, il giorno 5 Maggio 2013 si sono così ritrovati all’interno di una vera e propria oasi della natura: la fattoria Iacchelli. Ad iniziare questo percorso è stata la prima uscita di gruppo dell’anno dove le educatrici hanno fatto vivere ai loro bambini il percorso “dall’uva al vino”, si sono così cimentati nella raccolta dell’uva nei vigneti e nella lavorazione della stessa per farla diventare un dolce succo. In seguito, hanno visitato il bosco nelle varie stagioni così da notare le differenze che la natura magicamente cambia nel corso del tempo. Per concludere questo cammino così interessante per loro, le tate hanno deciso di fargli vivere un vero e proprio contatto con la terra, per questo presso la fattoria didattica è stato scelto il laboratorio “Orto bimbo”. Quest’attività consisteva nel far scoprire ai piccoli fanciulli la storia della terra e delle sue piante, così armati di rastrelli e palette hanno riempito i loro vasini di terra per poi metterci una piccola pianta di pomodoro che insieme ai loro genitori , giorno dopo giorno, annaffieranno per farla crescere sana e bella. Inoltre il divertimento è decisamente cresciuto quando i bimbi si sono ritrovati a stretto contatto con gli animali della fattoria, erano così curiosi e felici nell’ascoltare il canto del gallo, i nitriti dei cavalli e lo starnazzo delle oche che non volevano più andare via.
Un ringraziamento particolare va a tutti i genitori che ci hanno permesso di organizzare questo evento e che come in ogni altra attività didattica proposta, sono sempre entusiasti e favorevoli di far vivere una nuova esperienza ai propri figli. Ringraziamo anche le educatrici dell’asilo nido comunale di Lariano con le quali abbiamo deciso di condividere questa giornata. Un ultimo ringraziamento ma non per importanza va a tutto lo staff educativo della casa delle tate che giorno dopo giorno, lavora per rendere la vita dei vostri bambini più colorata di nuove emozioni, conoscenze ed esperienze da fare tutti insieme, perché condividere è più divertente, e tutto insieme è più bello!
 (testo a cura delle responsabili Francesca Candidi e Veronica Candidi)