venerdì 29 novembre 2013

IL CALENDARIO NO INC 2014

12 mesi di emozioni, 12 mesi di sogni, 12 mesi di lotta: calendario No Inc 2014.
E’ in vendita da stamattina, a soli 5 euro,  il calendario No Inc 2014.

13 pagine formato A-4, stampate su cartoncino fotografico a colori, rilegate con spirale metallica con ugello da parete, contenente 39 immagini inedite, scattate da fotografi professionisti, nel corso dei presidi, i sit-in, le assemblee pubbliche, i cortei organizzati dal comitato No Inc.
Un modo, certo, per accompagnare i tanti sostenitori e militanti No Inc nel corso dei prossimi dodici decisivi mesi nella lotta contro il contestatissimo Inceneritore dei Castelli Romani.  Ma, anche, per sostenere economicamente le spese necessarie per avviare la prossima “Azione Popolare”, nei confronti della società Pontina Ambiente srl, proprietaria della discarica di Roncigliano (Gruppo Cerroni). Si tratta, in buona sostanza, d’una sorta di “causa civile” collettiva – una vera e propria “class action all’italiana - in cui tutti i cittadini e le cittadine residenti entro i 5 chilometri di distanza, in linea d’aria, dalla discarica di Roncigliano - ma anche le Associazioni, Movimenti e Comitati territoriali – potranno “chiedere i danni” al monopolista dei rifiuti della Regione Lazio Manlio Cerroni.
I calendari potranno essere acquistati o in giro per i Castelli Romani, nel corso dei prossimi mercatini natalizi, a cui il comitato No Inc sarà presente. A cominciare già da domenica prossima, dalle ore 10,00 alle ore 13,00, a piazza Pia, ad Albano, con un banchetto che s’aggiungerà all’immancabile Mercato Contadino dei Castelli Romani. Oppure presso:
- Libreria le “Baruffe” , Piazza Carducci n. 3 ad Albano Laziale. Tutti i giorni, domeniche comprese: 9,30 -13,00; 16,30 - 20,00.
- Palestra “Domus Gym” (località Fontana di Papa) di Ariccia, in via Innocenzo XII (traversa di via Ginestreto). Dal lunedì al venerdì ore 8,30 – 21,30; sabato ore 9,00 – 14,00.

(Un ringraziamento particolare ai fotografi Stefano Scacchi, Sara De Gasperi, Marzia Troiani, Marco Marciano, Roberto Raule e Fabio Lentini del Gruppo Fotografico Genzanese.)

giovedì 28 novembre 2013

Lettera aperta ad Imposimato

In occasione della prossima visita del giurista e costituzionalista Ferdinado Imposimato ai Castelli Romani per un incontro organizzato dal Movimento 5 stelle di Genzano, di cui abbiamo parlato QUI, gli attivisti M5S di Albano Laziale hanno scritto una lettera aperta che di seguito pubblichiamo.


Egregio dottor Imposimato,
il M5S di Albano Laziale desidera innanzitutto ringraziarLa per la sua prossima partecipazione all'assemblea pubblica ai Castelli Romani organizzata dal Movimento 5 stelle di Genzano, sui temi della legalità e del rispetto della Costituzione. L'indiscussa stima che nutriamo nei Suoi confronti, come giurista e costituzionalista, ci porta con fiducia a volerLe rappresentare alcune problematiche che molto hanno a che fare con il mancato rispetto della legalità e che incidono in modo significativo sul territorio in cui viviamo e operiamo come cittadini e attivisti di un Movimento politico e di opinione.

I Castelli Romani, area dall'indiscusso patrimonio storico-archeologico nonché naturalistico oltre che zona di diverse produzioni vitivinicole di qualità, sono da molti anni oramai sotto assedio.
I progetti scellerati che incombono sulle nostre città, le forzature amministrative e il rischio elevatissimo di danni ambientali ci stanno sempre più accomunando alle ben più tristi vicende, a tutti note, della Terra dei fuochi, della TAV o ancora  dell'ILVA di Taranto.


Albano Laziale: comune ospitante la discarica più vecchia d'Europa (1979) dove la storia dei primi invasi è oramai tristemente nota: i dati epidemiologici elaborati dalle ASL parlano chiaro sull'incremento sempre più significativo di malattie tumorali, tiroidee o cardiovascolari a danno in particolare di donne e bambini che risiedono nelle aree limitrofe la discarica. Insomma un lento e scientifico sterminio di massa che nel 2011 ha avuto una preoccupante e ulteriore accelerazione: la realizzazione del VII invaso (ottava buca), realizzato in barba alle normative vigenti (si vedano le distanze tra l'invaso e la prima abitazione civile: ovvero 179 metri invece dei 1000 previsti dalla legge), destinato inizialmente allo sversamento di 500mila tonnellate di rifiuti indifferenziati dei 10 comuni di bacino e poi riempito alla velocità della luce a suon di decreti ministeriali (Clini, 3 gennaio 2013) con la spazzatura di Roma dopo la chiusura di Malagrotta.  Invaso autorizzato peraltro perché funzionale allo scriteriato progetto dell'”ecomostro dei Castelli Romani”, un impianto di incenerimento a firma Manlio Cerroni che l'instancabile azione popolare del Coordinamento NO INC da 6 anni sta tenendo fermo, ma che purtroppo ancora pende sulle nostre teste! Proliferano poi al tempo stesso progetti e progettini di centrali a biogas e biomassa che si andrebbero a disseminare come funghi tra Ariccia, Velletri ed Albano ... 
Eppure l'articolo 32 della Costituzione che siamo qui a difendere cita: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività...”


Come se non bastasse, altre emergenze territoriali, oltre a quella dei rifiuti, condizionano fortemente la qualità della vita dei cittadini dei Castelli, come la cementificazione selvaggia che si prospetta in zona limitrofa al santuario dalla Madonna del Divino Amore (proprio a pochi passi dal luogo della potenziale discarica di Falcognana): si tratta di un progetto di circa 80mila metri cubi di cemento a uso residenziale che verranno riversati su aree di assoluto prestigio storico e naturalistico (Parco nazionale dell'Appia antica) che dovrebbe invece, a rigor di logica, essere sottoposto a vincoli archeologici o almeno paesaggistici. Ma siamo in Italia ... e l'unica legge che sembra regnare sovrana è quella delle false emergenze grazie alle quali si può andare in deroga a qualunque norma di tutela. La prospettiva di questa cementificazione selvaggia (dove anche altri comuni come ad esempio Albano Laziale si stanno mettendo nelle condizioni, grazie allo strumento dei patti territoriali, di poter raddoppiare la cubatura e la popolazione residente) sarebbe quella di aggiungere ad una zona già sovrappopolata, con crisi idriche e dissesti idrogeologici conclamati, un ulteriore aggravio della situazione: è solo di pochi giorni fa in occasione delle forti piogge che hanno martoriato la Sardegna che proprio nel comune di Marino si è verificata un'importante frana che per fortuna non ha provocato danni a persone, ma ha bloccato per almeno 24 ore un'importante arteria di scorrimento del traffico, la via dei laghi.



Infine, come già accennato sopra, il gravissimo problema della qualità e della disponibilità dell'acqua. Anche qui il richiamo al rispetto delle leggi e della costituzione è immediato se si pensa che la volontà popolare espressa tramite i referendum sulla pubblicizzazione dell'acqua non è stata minimamente rispettata. Il nostro territorio proviene da circa 10 anni di valori fuori norma dell'acqua per presenza di metalli pesanti e elementi altamente nocivi tra cui l'arsenico, il fluoro, il manganese, e altri, rendendo di fatto un bene essenziale non potabile! 10 anni di silenzi colpevoli da parte delle amministrazioni e autorità competenti, di deroghe su deroghe in barba ai dettami dell'Unione Europea, nessun divieto di utilizzo dell'acqua pubblica per i bambini al di sotto dei 3 anni di età. 
Nessuna azione di diffida intrapresa, anzi, l'ACEA, agisce liberamente in regime di monopolio ed evidente conflitto di interessi, essendo fornitrice unica dell'acqua (quando c'è e quando è potabile), socia del magnate dei rifiuti Manlio Cerroni per la realizzazione dell'inceneritore (CO.E.MA =  Pontina Ambiente srl di Cerroni, Acea ed Ama) nonché sponsor d'eccellenza dell'Anfiteatro Festival proprio ad Albano Laziale...


Ci perdonerà dunque, dott. Imposimato per aver rubato un po' del suo tempo, ma crediamo che la sua sensibilità e preparazione Le faranno comprendere senza sforzo come i principi costituzionali per la cui difesa ci vogliamo battere, debbano trovare la loro naturale applicazione nella possibilità per tutti di condurre una vita dignitosa, in un ambiente sano e nel rispetto più elementare delle leggi dello Stato. Dignità e rispetto che ai Castelli Romani vengono quotidianamente disattesi.

Grazie per l'attenzione.
--
Movimento 5 stelle Albano Laziale

mercoledì 27 novembre 2013

FERDINANDO IMPOSIMATO A GENZANO DI ROMA

Riceviamo e volentieri pubblichiamo


Venerdì alle 17.30 presso l'Auditorium dell'Infiorata a Genzano di Roma giornata dedicata alla Costituzione. Il Movimento 5 stelle di Genzano ha organizzato, in collaborazione con il meetup di Ariccia, un incontro seminario sulla nostra Carta Costituzionale alla presenza della cittadina in Senato Elena Fattori e il dott. Ferdinando Imposimato, attuale membro onorario della Suprema Corte di Cassazione e uno dei maggiori attori delle inchieste sulla Mafia e delle azioni a difesa dei diritti presenti prorio in Costituzione.
A seguito della proposta di deroga all'articolo 138, è necessario far capire quali siano le conseguenze che un atto del genere potrebbe generare e quale l'importanza invece di difendere la forza delle norme costituzionali.
Sin dall'inizio il Movimento 5 stelle si è battuto in difesa di questo articolo e Ferdinando Imposimato, rimanendo pur sempre indipendente rispetto l'attività politica,  ha partecipazto a tutte le manifestazioni in dissenso di una commissione bicamerale di modifica della Costituzione che storicamente non ha mai portato a risultati concreti.
Sarà l'occasione per avere maggiori approfondimenti sui diritti fondamentali garantiti dalla Legge fondamentale dello Stato e dei principi in essa presenti. Un momento di educazione civica che la presenza autorevole del dott. Imposimato renderà ancora più preziosa.

Movimento 5 stelle di Genzano di Roma

I COMITATI E LE ASSOCIAZIONI IN PRIMA LINEA PER LA COSTITUZIONE DELL’UNIONE DEI COMUNI PER LA GESTIONE AMBIENTALE INTEGRATA.

I comitati e le associazioni di questo territorio ritengono che per il miglioramento della qualità dei servizi erogati ai cittadini, riducendo, nel contempo, lo spreco di denaro pubblico, sia doverosa una razionalizzazione delle risorse, ottenibile attraverso l’aggregazione di città della stessa area che hanno problematiche comuni.
A tal fine, i comitati e le associazioni dei dieci Comuni che confluiscono i loro rifiuti nella discarica di Roncigliano, hanno organizzato un convegno propedeutico alla costituzione dell’Unione dei Comuni per la gestione ambientale integrata, con l’obiettivo di dare una risposta concreta all’emergenza ambientale di questo territorio (discarica di Roncigliano e inceneritore), con effetti positivi sull’economia del territorio: posti di lavoro, riduzione della tassazione sui rifiuti e efficienza dei servizi. Le finalità dell’Unione dei Comuni saranno la gestione integrale dei servizi di raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti solidi urbani nonché di tutte le attività riconducibili alla categoria dei servizi ambientali. Tutto ciò comporterà un minor utilizzo di discariche – con la conseguente inutilità di realizzare il mega inceneritore di Roncigliano - il miglioramento dei servizi di raccolta, la salvaguardia igienico ambientale dei centri abitati, ed anche la possibilità di contenere l’aumento dei costi del servizio per le Amministrazioni comunali e per il cittadino, attraverso l’introduzione della tariffa a quantità (chi meno inquina, meno paga).
L’Unione dei Comuni, inoltre, avrà come obiettivo più ampio, l’identificazione di ulteriori aree di collaborazione nell’ambito della gestione dei servizi socio assistenziali, di trasporto pubblico locale, di promozione dell’attività ricettivo-turistica, di pianificazione urbanistica del territorio e altri ancora che permettano ai Comuni associati il miglioramento dell’efficacia e della qualità dei servizi e il  raggiungimento dell’economicità di gestione.
Per discutere e prendere decisioni in merito a queste problematiche, sabato 30 novembre presso Sala Consigliare di Palazzo Savelli di Albano Laziale, si terrà il convegno “Costituzione dell’Unione dei Comuni” al quale sono stati invitati i sindaci di Albano Laziale, Ardea, Ariccia, Castel Gandolfo, Genzano, Lanuvio, Marino, Nemi, Pomezia e Rocca di Papa.
All’incontro interverrà il dr. Luigi Cacciotti della Regione Lazio sul tema “Modalità tecnico/giuridiche per la costituzione di una Unione dei Comuni” e l’ing. Salvatore Genova, responsabile dell’ESPER, sul tema “Unione dei Comuni per la gestione ambientale integrale: come si realizza e quali sono i vantaggi per le istituzioni e per i cittadini”.
Il convegno terminerà con gli interventi dei sindaci presenti all’incontro che esprimeranno la loro opinione, e quella dell’amministrazione comunale che rappresentano, circa la fattibilità e il loro impegno per la costituzione di un tavolo tecnico che inizi a lavorare sulla possibile realizzazione di una Unione dei Comuni per la gestione associata del servizio d’igiene urbana e per la tutela ambientale.  

L’unione dei Comitati e associazioni che ha organizzato il convegno è costituito da: Coordinamento dei Comitati di Quartiere di Albano Laziale, Libera Castelli Romani, Colle Pardo Onlus, Utopia Reale, Movimento decrescita felice, Cantiere Ecologia, Comunità Giovanile Zampanò, Gruppo di presenza Monsignor Grassi, Pro Loco di Nemi, Comitato di Quartiere centro storico di Rocca di Papa, Coordinamento dei Comitati di quartiere di Pomezia e Ardea.

venerdì 22 novembre 2013

RISCHIO IDROGEOLOGICO: AGIRE PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI

Ordine Geologi Lazio: “Il Lazio regione ad alto rischio idrogeologico”

La tragica alluvione che ha colpito il territorio sardo ha riacceso i riflettori sul rischio idrogeologico, che corre il nostro Paese. Anche nel Lazio la tragedia in Sardegna ha stimolato numerose discussioni su prevenzione e necessità di un nuova programmazione. Appelli che l’ordine dei Geologi del Lazio ha sempre incoraggiato, spesso senza trovare riscontro: “Nella nostra regione - spiega il presidente dell’ordine, Roberto Troncarelli - 372 comuni, il 98% del totale, hanno almeno un’area in cui è elevata la probabilità che si verifichi un’alluvione o una frana. Le aree in dissesto idraulico o geomorfologico interessano infatti una superficie di circa 1.300 kmq che costituisce il 7,6% di quella regionale. Le frane più pericolose occupano il 5% del territorio. Inoltre 350mila persone vivono in aree potenzialmente a rischio di frana o alluvione”. Il comune che presenta il più alto rischio idrogeologico nel Lazio è Roma, sia per l’estensione territoriale che per il numero di abitanti e per l’alto valore dei beni esposti. I comuni con la maggiore estensione delle aree esondabili sono, invece, Rieti con 44 kmq e Fiumicino con 40 kmq. “Inoltre - continua Troncarelli - dall’analisi dei Piani di Assetto Idrogeologico elaborati dalle Autorità di bacino la provincia più a rischio risulta essere Frosinone, subito dopo si piazza Roma, poi Viterbo, Latina e Rieti”. E dal punto di vista finanziario, come procedono le cose? Dal 1998 al 2009 lo Stato ha finanziato nella Regione 204 interventi per la messa in sicurezza di aree a rischio idrogeologico, per un totale di circa 184 milioni di euro, a fronte di richieste per quasi 700 milioni di euro. Mentre nel triennio successivo la Regione ha siglato un accordo di programma con il Ministero dell’Ambiente che ha messo a disposizione ulteriori 120 milioni di euro per la mitigazione del rischio idrogeologico: “Dal monitoraggio effettuato dall’Ispra - continua il presidente - risulta però che nel 2011 i lavori finanziati risultavano conclusi solo nel 48% dei casi”.
 
Roberto Troncarelli: “Per evitare
 nuove tragedie servono prevenzione e
un piano organico di interventi e misure non
strutturali. Basta essere i tecnici del giorno dopo”


E’ necessario dunque invertire la rotta, agire prima anziché attendere che la frana o l’alluvione si materializzino. Ma questo è un percorso virtuoso che richiede anche un deciso cambio di mentalità: “La sensibilità di istituzioni e opinione pubblica verso i rischi geologici oggi è molto bassa. Siamo chiamati dopo eventi sismici, dopo emissioni vulcaniche, dopo alluvioni: dovremmo essere invece i “tecnici del giorno prima”, non quelli interpellati per rincorrere l'emergenza o dare la soluzione tampone. Il costo della prevenzione rispetto a un intervento a posteriori è 10 volte inferiore”. La proposta dell'Ordine dei Geologi del Lazio è quella di tentare di ridurre i livelli di rischio per le popolazioni “non più solo con opere di difesa passiva, ma con programmi organici di interventi che sappiano integrare le difese degli insediamenti esistenti con interventi preventivi non strutturali, come la manutenzione ordinaria dei corsi d'acqua, dei versanti e delle opere esistenti, la delocalizzazione di insediamenti e attività, il potenziamento delle reti di monitoraggio e dei sistemi di pre-allertamento e, soprattutto, la sensibilizzazione e la comunicazione ai cittadini anche in periodo di pace”, conclude Troncarelli.

giovedì 21 novembre 2013

UNA NUOVA "AZIONE POPOLARE" NEI CONFRONTI DELLA PROPRIETÀ DELLA DISCARICA DI RONCIGLIANO


Riceviamo dal No Inc e volentieri pubblichiamo



Sabato prossimo, 23 novembre, nella Sala per Cerimonie situata lungo via Montagnano di Ardea n. 35, nel comune di Ardea, si terrà una nuova cena di sottoscrizione organizzata dal comitato No Inc.
Lo scopo è quello di reperire i fondi per avviare, entro l’anno, una nuova azione giuridica, denominata tecnicamente “Azione Popolare”. Si tratta di una vera e propria “causa civile” collettiva (una sorta di Class Action all’italiana) nei confronti della società proprietaria della discarica di Roncigliano, la Pontina Ambiente srl, del “patron” dei rifiuti Manlio Cerroni. Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.
Indignarsi, come sappiamo, non basta. L’olezzo insopportabile che, da mesi interi, si sprigiona dal VII invaso della discarica di Roncigliano, rappresenta “solo” il sintomo più evidente d’una modalità di gestione, trattamento e interramento della spazzatura indifferenziata non in linea con le disposizioni di legge nazionali in materia di rifiuti. Proprio per questo, il comitato No Inc, dopo i recenti, numerosi e ripetuti malesseri certificati dai locali servizi di pronto soccorso, ha deciso di portare alla “sbarra” d’un Tribunale Civile l’azienda di Manlio Cerroni, proprietaria del sito di Roncigliano. E’ così che il Coordinamento contro l’Inceneritore di Albano - dopo i ricorsi al Tar del Lazio, al Consiglio di Stato, e le innumerevoli azioni giudiziarie contabili e penali - ha pensato ora di portare la società Pontina Ambiente srl davanti al Tribunale Civile di Velletri, per avviare un’ “Azione Popolare”.
Si tratta, in buona sostanza, di una sorta di “causa civile” collettiva – una vera e propria “class action all’italiana - in cui tutti i cittadini e le cittadine residenti entro i 5 chilometri di distanza, in linea d’aria, dalla discarica di Roncigliano - ma anche le Associazioni, Movimenti e Comitati territoriali – potranno chiedere ai giudici di “fare giustizia”. Un modo per accertare non solo le modalità specifiche con cui le 450 tonnellate di spazzatura indifferenziata locale e romana, in arrivo ogni giorno, vengono trattate e interrate, ma anche il motivo per cui da recentissimi Rapporti Epidemiologici della Regione Lazio, della Asl Rm-H e dell’Arpa Lazio etc, emerge chiaramente che nei pressi del “cimitero” dei rifiuti dei Castelli Romani, vi siano incidenze tumorali, di mortalità e ricovero, tra le più alte del centro Italia.
E’ giusto che l’azienda di Manlio Cerroni, inoltre, sia chiamata a rispondere anche economicamente dei danni che produce, oggettivamente, nei confronti della salute dei cittadini e delle cittadine, dell’ambiente e delle stesse Amministrazioni comunali.
Una cena, quindi, per raccogliere i circa 1500 euro necessari per portare avanti questa nuova ed importante azione legale che andrà ad affiancare e rafforzare il senso e l’importanza dei cortei, delle assemblee pubbliche e dei Sit-In in corso, da anni, ai Castelli Romani.
Per info e prenotazioni: Giorgia, cell: 339- 8770832 o Paolo, cell: 349-6803686.
Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.
Le libere sottoscrizioni potranno essere donate anche presso:
- Libreria le “Baruffe” , Piazza Carducci n. 3 ad Albano Laziale. Tutti i giorni, Domeniche comprese: 9,30 -13,00; 16,30 - 20,00.
- Palestra “Domus Gym” (località Fontana di Papa) di Ariccia, in via Innocenzo XII (traversa di via Ginestreto). Dal Lunedì al Venerdì ore 8,30 – 21,30; Sabato ore 9,00 – 14,00.
- On line, dal sito www.noinceneritorealbano.it, con PayPal o con qualsiasi carta di credito, dalla sezione “sottoscrizioni”, clicca su sottoscrivi.
Le ricevute delle donazioni saranno (in parte) deducibili dalla prossima dichiarazione dei redditi.

APPROVATO LIFE, IL PROGRAMMA QUADRO EUROPEO PER L’AMBIENTE E L’AZIONE PER IL CLIMA


Dalla pagina facebook dell'On Marco Scurria, Parlamentare Europeo, riportiamo il suo commento su quella che è una  buona notizia per il futuro dell'Ambiente in Italia ed in Europa. Qualcosa di importante soprattutto alla luce dei disastri, dovuti ad un ambiente abusato e trascurato, e di cui siamo stati testimoni in questi giorni.

“Dal Parlamento europeo arriva finalmente quel segnale che molti si aspettavano in materia di tutela ambientale e climatica. Per il periodo 2014-20 è stato approvato Life, il programma quadro europeo per l’ambiente e l’azione per il clima.
Le aspettative italiane sono state pienamente rispettate. Infatti, il nuovo pacchetto di proposte per i prossimi anni sarà mirato ad aumentare la quota dei finanziamenti ed a rafforzare i progetti integrati, fondamentali per favorire la messa in opera delle politiche ambientali e climatiche, soprattutto per una Nazione come l'Italia in cui, come i recenti avvenimenti in Sardegna hanno dimostrato, c'è una grande necessità di interventi contro il dissesto idrogeologico. Un’altra novità sarà quella che il 55% dei fondi del programma saranno destinati a progetti che sostengono la conservazione della natura e della biodiversità. Inoltre, Life continuerà a finanziare tramite sovvenzioni numerosi progetti, così come fatto in passato. Alcune di queste sovvenzioni potranno essere usufruite anche dalle ONG che operano nell’Unione, principalmente nel settore ambientale o climatico. In questo modo, potranno beneficiare del programma LIFE anche tutte le autorità degli Stati membri e gli organismi pubblici, il settore privato delle PMI e altre organizzazioni senza scopo di lucro oltre che alla società civile.Life da ora disporrà di 3 miliardi in più in bilancio, a dimostrazione che programmi come questi sono necessari di fronte alle sfide ambientali future che incontreremo e sono strumenti validi per far crescere la fiducia dei cittadini europei nei confronti dell’Unione, anche considerando che in questo programma l'Italia è una Nazione che negli anni passati ha avuto maggiori fondi".

Vedi QUI per conoscere di più si LIFE

Festa dell'Albero. NOSTRI FRATELLI ALBERI, NOSTRI FRATELLI MIGRANTI

Tempo permettendo, oggi in Italia sono stati festeggiati i nostri amici alberi, dando seguito alla campagna ideata da Legambiente, la Festa dell'Albero,  che quest'anno è dedicata all'accoglienza.  

In questa giornata pensata per celebrare l'albero e volgere un pensiero verso i nostri fratelli migranti, il Coordinamento dei comitati di quartiere di Albano Laziale ha scritto all'assessore all'Ambiente Claudio Fiorani.


Caro Assessore,
in occasione dell’evento che si festeggia oggi a livello nazionale ed in assenza di pubblicizzazione di iniziative pubbliche da parte dell’Amministrazione che sottolineassero tale avvenimento, Ti inviamo l’allegata foto per rappresentarTi il “grido di dolore che da tante parti” del territorio di Albano si solleva conseguente a situazioni di vero “soffocamento ed incuria” nei confronti di tanti nostri “fratelli” alberi.


Con l’occasione Ti preannuncio che stiamo preparando una interrogazione circa i risultati dell’applicazione della Legge 14 gennaio 2013 n. 113 sul territorio comunale.

Cordiali saluti.

Il presidente
(F. Cinque)

domenica 17 novembre 2013

Ad Ariccia l'acquedotto è un colabrodo. Cosa fa l'amministrazione?

Questa mattina abbiamo fatto un giretto per Ariccia e abbiamo filmato quattro gravi perdite d'acqua. Il nostro acquedotto è un vero colabrodo e la cosa più scandalosa è che le rotture avvengono quasi sempre negli stessi punti. Viene avvertita l'Acea che invia i tecnici, questi fanno la riparazione ma troppo spesso non passano che pochi giorni e l'acqua riprende a fuoriuscire. 
Ma davvero l'acqua vale così poco che possiamo sprecarla in questo modo? Ricordo che quest'estate l'amministrazione di Ariccia aveva affisso degli avvisi per un consumo oculato. Giusto! Ma sarebbe opportuno intervenire duramente anche con chi gestisce l'acquedotto. Possibile che per l'amministrazione solo i cittadini devono stare attenti agli sprechi? Davvero non si può chiedere in modo ufficiale di compiere riparazioni che siano durature. Ma costa così tanto mettere ogni tanto qualche tubo nuovo invece di mettere sempre e solo toppe?
Pensiamo che il servizio che è tenuto a svolgere il gestore idrico debba consistere anche nella cura reale dell'acquedotto. Se l'Acea non è in grado lo dica apertamente. L'amministrazione potrebbe ripristinare la figura del fontaniere. Ovviamente, in questo caso, i cittadini dovrebbero pagare bollette meno care e dare la differenza all'amministrazione. 
Chiacchiere da bar direbbe qualcuno. A me pare solo buon senso.




QUI l'ultimo articolo sulle continue perdite d'acqua a Borgo San Rocco, uno dei punti segnalati di nuovo in questo post

QUI un articolo dove viene mostrata una gravissima perdita d'acqua (ad oggi ancora non riparata) all'interno di un'antica grotta sotto il centro storico della città

L'acqua è un bene prezioso, di tutti, lasciare che venga sprecata in questo modo è un delitto verso l'ambiente e verso le persone.

sabato 16 novembre 2013

Nuovo incontro del No Inc al Ministero dello Sviluppo Economico

Federica Daga, sotto la pioggia,
prima di essere ricevuti dal dirigente
del Ministero dello sviluppo Economico
 
Sono passati circa 4 mesi dal primo incontro dei rappresentati No Inc al Ministero dello Sviluppo Economico (vedi QUI), incontro che nel complesso ci lasciò con un certo ottimismo. Anche oggi le cose non sembrano essere cambiate di molto: i dirigenti del ministero non hanno preso ancora una decisione definitiva riguardo i fondi pubblici da destinare o non destinare per la realizzazione dell'impianto di incenerimento.
 Certo è che questa volta il No Inc era accompagnato dalla battagliera parlamentare  Federica Daga, del M5S, a testimoniare che si fa sul serio: la questione dell'inceneritore di Albano è già finita in parlamento e certamente, se ci saranno risvolti importanti, se servirà, è li che si tornerà a giocare la partita.

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Di seguiti il video con le dichiarazioni di Daniele castri al termine dell'incontro.

(video e foto di Romano mariani)

mercoledì 13 novembre 2013

LEGGE DI STABILITÀ, CI RIPROVANO: CON LA SCUSA DI FARE CASSA VOGLIONO VENDERE LE NOSTRE COSTE.



Ferdinando Bonessio
di Ferdinando Bonessio

Può una crisi economica comportare una scelta di governo così oscena ed antidemocratica come quella di mettere in vendita per l’ennesima volta un bene comune, patrimonio di tutti?
No, nulla può giustificare la proposta di sdemanializzazione delle spiagge presentata con un emendamento del PDL alla legge di stabilità attualmente in discussione al Parlamento.
E’ qualcosa di semplicemente schifoso, che va fermato perché sancirebbe la completa privatizzazione di una delle caratteristiche “bellezze paesaggistiche” del nostro Paese con la conseguente ulteriore cementificazione delle nostre coste.
Invece di vedere aumentare la tutela di questo patrimonio, come conseguenza di un’eventuale approvazione della proposta i cittadini italiani e le future generazioni verrebbero espropriati di un bene che appartiene a loro ovvero alla collettività.
Di fatto si tratta di un’operazione di tutela di interessi per una lobby che è sempre stata molto forte ed è stata sempre spalleggiata da una politica pronta a mantenere promesse ed a ricambiare favori elettorali.
In Italia, dal dopoguerra ad oggi, sono state rilasciate dallo Stato italiano, prima dalle capitanerie di porto e poi dalle regioni, 30mila concessioni sul demanio marittimo legate a 15mila stabilimenti balneari che insistono su 600 comuni costieri.
Il tutto è avvenuto sempre senza alcuna gara di evidenza pubblica: le concessioni, prima nominali, si sono trasferite nel corso degli anni da padre in figlio, successivamente sono state vendute attraverso la creazione di società di gestione di servizi: un vero e proprio “diritto ereditario” mai volutamente corretto o regolamentato dalle istituzioni pubbliche.
La “sdemanializzazione” sarebbe anche un espediente per aggirare quanto da tempo ci chiede l’Unione Europea: l’Italia si adegui alla direttiva Bolkestain, assegnando in concessione gli arenili demaniali in base ad aste pubbliche e a criteri trasparenti.
E mentre si perpetrano questi trattamenti di favore le spiagge italiane sono diventate le più cementificate d'Europa, gli accessi al mare sono spesso consentiti, violando la legge, solo attraverso il pagamento di un pedaggio.
I lungomari si sono stati trasformati in un lungomuri di cemento che impediscono l'accesso e la vista mare nonché la possibilità di godere liberamente del bene-paesaggio.
Questa situazione riguarda circa 4.000 km di spiaggia degli 8.000 che costituiscono le coste italiane.
Se si considera che quasi 3.000 km di costa sono rocciose o occupate da servizi portuali, immediatamente si comprende che in proporzione le “spiagge libere” sono una percentuale irrisoria ed assolutamente sproporzionata a tutto danno di chi vorrebbe godere liberamente del diritto alla balneazione.

       Le concessioni complessivamente riguardano un’enorme estensione di territorio e di fatto, soprattutto a causa della mancata vigilanza degli organi proposti al controllo, sono oggetto di un progressivo processo di privatizzazione: come detto, spesso la legge che garantisce il libero accesso al mare, fatta approvare con fatica dai Verdi e dagli Ecologisti alla fine degli anni ‘90, viene del tutto ignorata.

Per non parlare della cementificazione selvaggia che, a causa dell’assenza di qualsiasi minimo controllo, ha sempre seguito le concessioni.

Come abbiamo detto, in Italia si contano circa 30.000 concessioni che, partendo dall’estensione media di una concessione valutata in circa 3.000 metri quadri, sviluppano complessivamente 90 milioni di m2 pari a 9.000 ettari.
La media di superficie occupata/cementificata è in media del 20% dell’estensione delle concessioni, ossia tra stabilimenti, servizi, cabine, piscine, palestre, ristoranti, bar, locali notturni, negozi, alloggi personale, centri benessere, equivalgono ad una “colata di cemento” di circa 18.000.000 (diciottomilioni) di m2 direttamente “fronte mare”.
Una cifra che non è paragonabile a nessun paese d'Europa. In Francia esiste una fondazione pubblica che si chiama Conservatoire du littoral che acquisisce coste e spiagge tutelandole come bene comune, per non parlare dell'Inghilterra o degli stessi Stati Uniti d'America culla del liberismo economico.

Ma c’è di più: oltre il danno la beffa.
Come è noto le nostre spiagge sono oggetto di erosione a causa dell’antropizzazione selvaggia che spianando le dune, cementificando l’entroterra e costruendo miriadi di porti turistici, ha modificato l’ecosistema che non ha retto all’impatto.
E’ sicuro che in un domani prossimo i gestori privati delle spiagge chiederanno allo Stato di sostenere le spese per le opere di difesa necessarie per impedire alle mareggiate di spazzare via tutto, realizzando barriere, effettuando ripascimenti, sistemando massi di pietra e tetrapodi di cemento.
E non sarà più possibile prevedere, neppure lontanamente, di rimuovere e spostare con costi minori ed effetti migliori impianti e attrezzature commerciali-balneari che l’attuale legislazione definisce come “precarie“ e sono la concausa della modificazione dell’habitat costiero.
Ma quanto incassa (o sarebbe meglio dire “non incassa”) lo Stato dalle concessioni del demanio marittimo?
Dai dati ufficiali dell’Agenzia del Demanio Marittimo si riscontrano 102 milioni di euro nel 2012, mentre nel 2010-2011 circa 90 milioni di euro e gli anni precedenti la metà.
In sintesi lo stato incassa 3.400 euro a concessione, mentre gli incassi che gli stabilimenti balneari realizzano ogni anno in Italia si aggirano intorno ai 10 miliardi di euro.
Gli incassi così irrisori sono dovuti ai bassi canoni di concessione applicati in base alla legge 27 dicembre 2006 n. 296 comma 251 che prevede: per le aree scoperte destinate alla balneazione 1,27 € x metro2/anno e per quelle dove insistono attività commerciali 2,12 € x metro2/anno.
Ma nonostante questo, l’applicazione delle tariffe è bloccata da una proroga governativa che impedisce l’entrata in vigore degli adeguamenti del 2006.
Lo scandalo appare più evidente se si passa a calcolare l’effettivo canone che questi gestori privati delle spiagge pagano attualmente alla collettività: in pratica uno stabilimento di 10 mila metri2 (1 ettaro) corrisponde un canone, applicando l’indice fermo a prima del 2006, irrisorio di 1 euro e 10 centesimi a metro2/annuo per complessivi 11.000 €/anno che equivalgono a 900 €/mese mentre incassa milioni di euro considerando solo il fatturato denunciato all’Agenzia delle Entrate.
Un vero e proprio regalo!
Ma c’è di più: nonostante la Legge lo prevedesse, in applicazione di una disposizione europea del 1993, il governo negli ultimi 10 anni non ha provveduto ad inserire le entrate delle concessioni nel Rendiconto Generale dello Stato e quindi di conseguenza nel bilancio non compaiono i ricavi derivanti dalle concessioni del demanio marittimo.
Quindi negli ultimi 10 anni è venuta meno la contabilizzazione di una somma importante, seppur inadeguata.
Perché è stato fatto?
Perché c'è un ritardo nell'accatastamento delle cubature realizzate dai concessionari sulle spiagge italiane?
Forse se quelle cifre fossero state inserite nel rendiconto generale dello Stato, e quindi del bilancio, più di qualcuno avrebbe potuto rendersi conto dell’enorme truffa?
Di certo avremmo evitato agli italiani qualche taglio, ad esempio sulla sanità, sul trasporto pubblico o sull’istruzione.
La vendita delle spiagge è un atto indecente che va assolutamente fermato.
Non possiamo consentire che venga cancellato un diritto basilare, esistente da sempre, quello del libero accesso alle spiagge e al mare che finora è stato garantito proprio dalla demanialità.
Occorre mobilitarsi per impedire questa operazione disastrosa. Nel 2011 una analoga operazione, che concedeva le spiagge ai soggetti già titolari di concessione per 90 anni, contenuta nel decreto sviluppo, venne bloccata dal Presidente della Repubblica e le concessioni vennero ridotte a 20 anni senza per questo riuscire a soddisfare le richieste della UE.
Appelliamoci di nuovo al Presidente, mobilitiamo scienziati, università, geologi, paesaggisti, investiamo il Ministero della Difesa e quello dei BBCC, coinvolgiamo tutti coloro che riceverebbero un danno non risarcibile da questa operazione priva di di sostenibilità muoviamoci tutti, fra pochi giorni potrebbe essere troppo tardi.
Come Verdi Ecologisti siamo pronti alle “barricate democratiche" e ad assediare pacificamente il Parlamento per difendere un bene comune che “appartiene a tutti".
Quando l’ingiustizia diventa legge, la resistenza diventa un dovere!

INCENERITORE ALBANO RELOADED, TUTTI DAVANTI AL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO

Venerdì prossimo 15 Novembre 2013, dalle 10,00 alle 12,00, il  Comitato NOINC farà di  nuovo  tappa   sotto  al  Ministero per  lo Sviluppo Economico,  a Roma,  in via  Molise n. 2  (a due passi da via Veneto, fermata della metro A “Barberini”), per ribadire, ancora una volta, che l’impianto d’Incenerimento di Albano Laziale non si può costruire con i soldi pubblici (CIP/6).

Dalla Convenzione preliminare “Coema-GSE” di giugno 2009, che si basa su opere di cauterizzazione mai avvenute, passando per Regolamenti Ministeriali fantasma, che andavano emanati entro il 31/12/2009 ma di cui, ancora oggi, non c’è alcuna traccia.

 Il M5S fà delle richieste
precise al ministro Zanonato.

(clicca sulle foto per ingrandirle)
Federica Daga, insieme agli altri portavoce davvero a 5 stelle presso la Camera dei Deputati, hanno reso possibile il reperimento di documenti di vitale importanza per la vertenza in corso di svolgimento, hanno ora sollecitato il Ministero, affinché oltre ai dirigenti responsabili del Dipartimento delle Energie Rinnovabili, dott. Leonardo Senni e dott.sa R.F.Romano, sia presente, di persona, anche il Ministro Flavio Zanonato. 
La vertenza e la mobilitazione che dura da 6 anni, giungerà quindi venerdì mattina all’ennesimo appuntamento, dopo un’estate calda, per via delle esalazioni fetide e putrescenti della discarica. 
Le innumerevoli richieste depositate al GSE da parte della proprietà COEMA ,  in cui si richiede un aggiornamento della Convenzione preliminare, non hanno motivo d’esistere, come non hanno motivo d’esistere queste tipologie d’impianti industriali dediti solo, quando possono, a bruciare materie prime riciclabili a freddo (CDR) come carta, plastica,  legno e derivati, oltre ad essere realizzati solo grazie ai finanziamenti pubblici. 
Siete tutti invitati. Non mancate.

mercoledì 6 novembre 2013

ALBANO - 1500 FIRME CONTRO IL CARO PARCHEGGI

Pubblichiamo di seguito il comunicato stampa dei residenti e commerciati di Albano Laziale relativo al piano parcheggi e alla delibera n°122 del 5 luglio 2013.
 I cittadini chiedono alla Giunta e al Sindaco, in base al Regolamento di Partecipazione Popolare, di annullare la delibera con la quale parcheggiare l'auto diventa un costo difficile da sostenere.







PROSEGUE AD ALBANO LA “RIVOLTA” DEI RESIDENTI E COMMERCIANTI E LAVORATORI CONTRO IL CARO-PARCHEGGI. 1500 FIRME IN SOLE 3 SETTIMANE: LA PETIZIONE CONTRO IL “PIANO-PARCHEGGI” FA IL BOTTO.
La Petizione contro la delibera n. 122 del 5 luglio 2013, meglio nota come il “NUOVO PIANO-PARCHEGGI”, ha raccolto i favori dei cittadini ed è stata sottoscritta, in sole tre settimane, da 1500 persone. Del resto, il costo dell’abbonamento per parcheggiare sulle strisce blu, imposto indiscriminatamente a tutti i residenti e commercianti, pari a 610 euro all’anno (o 370 euro all’anno, nella formula “agevolata” per soli residenti, con 12 “mini-abbonamenti mensili” da 30 euro l’uno, più 10 euro per il certificato di residenza), Non è solo il più caro d’ Italia (tariffe molto minori sono in vigore a Milano, Torino, Firenze, Rimini, Riccione, Parma, Roma, Napoli, Bari, Lecce, Palermo, Cagliari, quando non addirittura abbonamenti gratuiti per residenti), ma anche il più caro d’Europa, visto che a Madrid, Lisbona, Parigi, Berlino, Bruxelles e Vienna, anche nel centro-città, il prezzo è molto inferiore a quello praticato ad Albano’. Proprio per questo, giovedì 31 ottobre, davanti Palazzo Savelli, sede del Comune, si è tenuta una nuova assemblea pubblica del Comitato, che ha illustrato ai presenti, circa 100 persone, quanto accaduto.
MA CHE CI ABBIAMO FATTO CON QUESTE 1500 FIRME?
Visto che il Consiglio Comunale, un anno fa, ha adottato il Regolamento sulla Partecipazione Popolare per favorire la trasparenza e la partecipazione dei cittadini ai processi decisionali, abbiamo pensato di utilizzarlo ora per sostenere la nostra Petizione. Del resto, abbiamo raccolto e depositato il triplo delle firme minime necessarie (500) per portare la petizione all’attenzione del sindaco e del Consiglio Comunale. Così, giovedì scorso 31 ottobre 2013, alle ore 17,30 abbiamo RICHIESTO, con due protocolli distinti (46772 del 31.10.2013 e 46773 del 31.10.2013):
1)        al Sindaco Nicola Marini ed alla giunta (articolo 3, comma 1 del Regolamento) di annullare immediatamente la delibera.
2)        alla Commissione Consiliare Bilancio (art. 3, comma 5), competente in materia, di ascoltare tre referenti del comitato e, poi, di portare la questione in  Consiglio Comunale, per un voto pubblico e motivato da parte dei consiglieri.
Vogliamo abbonamenti gratuiti per residenti, lavoratori e commercianti! Vogliamo discutere con l’amministrazione un vero piano parcheggi, con la partecipazione attva di cittadini e associazioni!
Questo piano-parcheggi, inoltre,  è stato attuato, stranamente (!?), solo ad Albano-centro, dove girano, dalla mattina alla sera, dipendenti dell’Albalonga spa intenti a fare multe e cassa. Ma non, invece, nelle frazioni di CECCHINA e PAVONA. Per quale motivo? Anche per le due note e popolose frazioni, difatti, la contestatissima delibera n. 122 del  5 luglio 2013 prevede una vera e propria invasione di strisce blu, che però non è stata ancora attuata. Esistono forse cittadini di serie A e cittadini di serie B? O la delibera vale per tutti, o non vale per nessuno. Sbagliamo?
 Il comitato, infine, lamenta ancora nel settore A, centro storico, cartine topografiche e rilevamenti alla mano, 175 posti totali: 112 blu, pari al 65%; e 63 bianchi, pari al 35%  . Una violazione delle prescrizioni del codice della strada e di recenti sentenze della Cassazione, che stabiliscono che i posti gratuiti non possono essere inferiori al 50% del totale.
Staremo a vedere, ora, la risposta dei nostri amministratori!
La raccolta firme prosegue per un altro mese, perché sia impossibile, per chi ci amministra, ignorare la voce sempre più forte dei cittadini!