lunedì 17 maggio 2021

Pillola - "Una vita senza ricerca non è degna di essere vissuta"...

 Diceva Socrate che "Una vita senza ricerca non è degna di essere vissuta". Ovviamente non sono totalmente d'accordo ma su questo si aprirebbe un discorso troppo lungo che ora non ho possibilità e tempo di affrontare, però certamente una vita che contempli la ricerca è una vita che vale la pena vivere.

Allora direi che la prima cosa su cui indagare è ciò che di più è a nostra portata di mano: noi stessi e il mondo che ci circonda, il nostro corpo, la nostra mente. 

Poi si può (deve) andare avanti, ma il primo passo non può essere diverso.




venerdì 5 marzo 2021

Dati Istat su mortalità: IMPATTO DELL’EPIDEMIA COVID-19 SULLA MORTALITÀ TOTALE DELLA POPOLAZIONE RESIDENTE ANNO 2020

 

Per chi ancora dubita che si muta di Covid, e purtroppo di persone ce ne sono..., ecco cosa scrive oggi l'Istat nel rapporto realizzato con l'Istituto Superiore di Sanità, è un'analisi della mortalità dell’anno 2020 per il complesso dei decessi e per il sottoinsieme dei soggetti positivi al Covid-19 deceduti:

"Nell’anno 2020 il totale dei decessi per il complesso delle cause è stato il più alto mai registrato nel nostro Paese dal secondo dopoguerra: 746.146 decessi, 100.526 decessi in più rispetto alla media 2015-2019 (15,6% di eccesso). In tale valutazione occorre tener conto che nei mesi di gennaio e febbraio 2020 i decessi per il complesso delle cause sono stati inferiori di circa 7.600 unità a quelli della media dello stesso bimestre del 2015-2019 e che i primi decessi di persone positive al Covid- 19 risalgono all’ultima settimana di febbraio. Pertanto, volendo stimare l’impatto dell’epidemia Covid- 19 sulla mortalità totale, è più appropriato considerare l’eccesso di mortalità verificatosi tra marzo e dicembre 2020. In questo periodo si sono osservati 108.178 decessi in più rispetto alla media dello stesso periodo degli anni 2015-2019 (21% di eccesso)".

QUI il testo integrale



domenica 14 febbraio 2021

Pillola - Avere meno ci rende più leggeri

  Le pubblicità ci bombardano quotidianamente con messaggi per stimolarci a spendere e comprare cose spesso destinate, nel breve tempo, a finire in un cassetto, in una soffitta o cantina, o peggio nei rifiuti.

Possiamo a fare a meno di molte delle cose che possediamo e riflettiamo che ogni cosa che possediamo pesa su di noi, sul nostro cammino.

giovedì 10 dicembre 2020

Leggere a caso - Articolo già pubblicato su vedoleggoscrico.com

 

Leggere a caso

libri scaffale

Ho sempre vissuto circondato da libri di ogni tipo: dai grandi classici della letteratura ai romanzi moderni, dai gialli ai testi di matematica, dai libri di ricette ai manuali di antropologia, dalla storia della musica a quella del pensiero.

Capitava, e capita ancora, che mi soffermi di fronte ad uno scaffale, estragga un volume, solo incuriosito dalle parole del titolo sul dorso, o da un’immagine o un colore, e inizi a sfogliarlo. La maggior parte delle volte il libro torna presto al suo posto, magari per essere ripreso dopo mesi o anni. Alle volte rimane fra le mie mani e, in stato ipnotico, mi sposto dalla libreria e mi dirigo alla scrivania o in poltrona. Qualcosa sembra avermi catturato anche se non è detto che la magia duri. Certe volte, invece, si accende una vera scintilla, un colpo di fulmine, e quel libro diventerà parte di me, per sempre.

Per carità, non è che capiti sempre così, anzi, il più delle volte scelgo di leggere un libro perché è di un autore che conosco o perché mi ha incuriosito una recensione o un articolo su una rivista, magari per le impressioni lette su un gruppo Facebook, o perché qualcuno ne ha parlato alla radio. Certe volte mi affido al consiglio di un amico. È importante avere buoni amici lettori. Però leggere un libro di cui non si sapeva praticamente nulla, nascosto fra centinaia di altri libri, nella propria biblioteca o anche in libreria, è un’emozione particolare: come trovare una pepita d’oro.

In questo modo ho incontrato, specie da adolescente, autori grandissimi come Hesse, Miller, Simenon, Stout, Doyle, Pirsing, Haley, Moravia e tanti tanti altri. Scrittori diversissimi tra loro che hanno lascito la propria impronta nella mia anima e hanno contribuito ad a farmi essere ciò che sono, se è vero che siamo la somma delle nostre esperienze, e la lettura è un’esperienza decisamente forte e costruttiva.

Anni fa, in una cabina telefonica, gli smartphone ancora non esistevano, trovai, poggiato sopra il telefono, un libro e una bella matita a mine. Il libro era Il Deserto dei Tartari di Dino Buzzati. Un capolavoro che non conoscevo e che lessi immediatamente, quasi a voler adempiere ad un destino. Una lettura a casuale, certo, e sarò sempre grato al distratto sconosciuto che dimenticò il libro e la bella matita, forse distratto da qualche notizia, spero bella, ricevuta dall’altra parte del filo.

Quindi si, alle volte le mie letture sono state dettate dal caso, o almeno indirizzate da esso, e di ciò sono contento perché la mia natura un po’ fatalista mi fa guardare con occhio benevolo a ciò che accade. Sono tanti gli autori che oggi apprezzo e che avrei potuto non scoprire mai se non mi fossi lasciato influenzare dalla sorte.

Fabio Ascani

domenica 11 ottobre 2020

Gli antichi miti greci ci portano alle radici della nostra cultura

Qualche indicazione di lettura per approcciarsi al mondo della mitologia


La riscoperta dei miti non è una cosa banale, è un passo nella direzione delle origini della nostra cultura.

La nostra storia ha origini in quella greca, dove ha cresciuto parte delle sue radici e attinto linfa vitale.

La conoscenza della mitologia era integrata nella vita quotidiana degli antichi greci che la consideravano parte della propria storia. Con i miti potevano spiegare i fenomeni naturali, dare un fondamento alle vicende personali e di un popolo intero.

La cultura greca, le storie fantastiche della mitologia, sono ormai patrimonio dell’umanità, entrate lentamente e inconsciamente nel sapere comune, arricchendo il linguaggio di forme, espressioni ed immagini.  Molti dei personaggi mitologici sono ancora oggi parte dell’immaginario collettivo conosciuti universalmente, da sempre fonti di ispirazione nell’arte e ancora oggi presenti in racconti anche televisivi e cinematografici, più o meno degni di reale considerazione.

Per meglio capire, almeno in parte, la nostra storia ed evoluzione intellettuale e artistica, la rilettura critica degli immortali classici greci è fondamentale.

Iliade e Odissea non sono noiosi testi scolastici ma pozzi inesauribili di conoscenza, di idee, di sapere. Accompagnarci nella loro lettura e rilettura con un buon Dizionario di Mitologia è senz’altro utile.

Così può essere utile la lettura di alcuni testi quali “Olypos Vizi, amori e avventure degli antichi dei” di Giorgio Ierano; “I Miti Greci” di Giuseppe Zanetto: “I Miti Greci” di Robert Graves; “Gli Dei e gli eroi della Grecia” di Karoly Kerenyi.



E se si vuole avere una prospettiva originale, moderna e piacevole al mondo del mito ed in particolare alle storie delle donne della mitologia greca, consiglio la lettura di MITICHE di Giulia Caminito, con le illustrazioni di Daniela Tieni, di cui ho  da poco scritto sul sito vedoleggoscrivo.

domenica 13 settembre 2020

XX SETTEMBRE 1870 150 ANNI FA LA BRECCIA DI PORTA PIA - LA PRIMA PAGINA DI PAESE SERA

Foto storica Breccia di Porta Pia

Il 20 settembre 1870, fra una settimana sono 150 anni esatti, avvenne la Presa di Roma con la quale la Città eterna fu annessa al Regno d'Italia. L'evento decretò la fine dello Stato Pontificio e meno di un anno dopo, con la legge n°33 del 3 febbraio 1871, la capitale d'Italia venne sposta da Firenze a Roma.

Nel 1970, a cento anni dalla presa di Roma, il quotidiano Paese Sera uscì con questa bellissima prima pagina, facendo compiere ai romani che andavano in edicola una sorta di viaggio nel tempo. Alcuni definirono questa prima pagina uno scherzo, che in realtà era una ricostruzione seria di come sarebbe potuta essere l'apertura del giornale se solo fosse esistito 100 anni prima e se avesse avuto la tecnologia, ancora molto rara nel 1870, per pubblicare le foto sui giornali. 

lunedì 31 agosto 2020

Pillola di riflessione: Digiuno e Consumo


Digiunare vuol dire astenersi completamente o in parte dal cibo per un certo periodo di tempo. Il digiuno è una pratica che è sempre stata presente nelle maggiori religioni e culture, ma non è mia intenzione, ora, approfondire quest’aspetto, mentre mi preme riflettere sul fatto che si può praticare un tipo di “digiuno non alimentare” che riguarda i consumi in generale. 

Così come può far bene al nostro corpo e alla nostra mente la pratica del digiuno alimentare, senza dubbio farà bene al nostro stile di vita, alla nostra anima e all’ambiente la pratica del “digiuno non alimentare” che consiste semplicemente nel consumare meno, nel non acquistare oggetti inutili o che avranno un utilizzo limitato, cercando di ridurre gli oggetti che normalmente ci circondano e invadono le nostre case, i nostri armadi e ripostigli, i nostri spazi. 

Le pubblicità, i mass media, ci bombardano quotidianamente con messaggi per stimolarci a spendere e comprare cose spesso destinate, nel breve tempo, a finire in un cassetto, in una soffitta o cantina, o peggio nei rifiuti.

Il digiuno non alimentare consiste nel fare a meno di ciò che non è necessario. Proviamo per un po’ a spendere solamente per ciò di cui non possiamo fare a meno e proviamo ad “avere meno”. 

A differenza del digiuno alimentare, quello non alimentare può durare tutto il tempo che vogliamo e può essere davvero utile per farci tornare ad apprezzare le cose semplici, quelle che già possediamo, prima fra tutte lo spazio. Liberarci degli eccessi aumenta lo spazio intorno a noi, dandoci maggiore libertà di movimento e regalandoci tempo che non dovremmo utilizzare per preoccuparci di cose che alla fine risulteranno poco o per nulla utili.

Se consumi meno, agli occhi di alcuni sei visto come un nemico della società, perché non spendi quanto vorrebbero e non fai girare l’economia che loro vorrebbero, ma in realtà stai facendo del bene all’ambiente e alla tua salute mentale e fisica, contribuendo sostanzialmente ad un’economia del benessere e della sostenibilità.

Cos'è il DEF, Documento di Economia e Finanza

  Il DEF, o Documento di Economia e Finanza, è il principale strumento di programmazione economica e finanziaria dell'Italia. In esso il...