mercoledì 1 febbraio 2017

Albano Laziale - “Rumori di guerra” per ricordare i bombardamenti del febbraio 1944


riceviamo e volentieri pubblichiamo

Da mercoledì 1 febbraio, la Città di Albano Laziale in collaborazione con l’Associazione “Famigliari Vittime del Bombardamento di Propaganda Fide” ricorderà come ogni anno i bombardamenti del febbraio 1944 che sconvolsero la città e la comunità dei Castelli Romani. La sirena, che allertava la cittadinanza dell’arrivo dei bombardieri, suonerà nei giorni del 1, 2, 3, 4, 6, 7, 8 e 9 febbraio, alle ore 12. Il 10 febbraio, il suono della sirena riecheggerà per ben tre volte (ore 9.20; 9.55; 10.30) a ricordo dei pesanti bombardamenti su tutta la città che distrussero il Convento di Propaganda Fide e delle Ville Pontificie, dove si erano rifugiati migliaia di civili. Il Sindaco Nicola Marini ha commentato: «Anche quest’anno riproponiamo diversi momenti attraverso i quali celebriamo la memoria delle devastazioni e delle vite umane spezzate da quel tragico febbraio 1944.

 Centinaia furono le vittime e alcuni dei più importanti edifici storici e religiosi della nostra città vennero distrutti. Attraverso il cupo suono della sirena ricordiamo quei tragici momenti, ancora vivi nella memoria di tanti nostri concittadini. Affinché, soprattutto le generazioni nate dal dopoguerra in poi possano essere memori di quei tragici momenti, per non dimenticare».

2 commenti :

  1. I bombardamenti di Propaganda Fide
    L'iniziativa del ricordo dei bombardamenti di Propaganda Fide è senz'altro meritoria: la memoria di quei fatti dolorosi fa parte dell'identità storica e culturale degli albanensi, e va decisamente tenuta viva. Nel corso dei decenni la sirena del Comune di Albano ha suonato nel giorno dei bombardamenti, il 10 febbraio. Il suono suscitava nel cuore e nella mente degli albanensi più anziani - quelli che hanno vissuto direttamente o indirettamente la tragedia - una commozione profonda e sconvolgente. La sirena del 10 febbraio era come una spada che ti si conficcava nel cuore una volta all'anno ed era uno strazio sopportarla, ma il ricordo rimaneva vivo, profondo e indelebile. Dall'anno scorso è stata introdotta un'innovazione che ritengo profondamente sbagliata: la sirena suonerà dall'1 al 10 febbraio. In questo modo l'inflazione del segnale, ben dieci repliche, diventerà una delle tante fonti di inquinamento acustico e dunque non si conseguirà l'effetto evocativo voluto. L'evento drammatico tenderà a diventare una sorta di routine: suonare la sirena nei giorni precedenti il bombardamento snatura il suo tragico significato e ne "banalizza" il ricordo. Insomma, l'intento è buono, ma l'innovazione va nella direzione sbagliata. Mi rendo conto che è estremamente difficile prendere decisioni che hanno a che fare con i sentimenti delle persone, ma è qui che si sperimenta il valore e la sensibilità di chi si occupa della cosa pubblica. Speriamo che l'anno prossimo vi sia una resipiscenza da parte dei promotori, e che si torni alle vecchie e sane abitudini.
    Giorgio Sirilli

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Signor Giorgio Sirilli,
      La ringrazio moltissimo per la sua attenzione e per questa sua osservazione critica che trovo giusta nel contenuto e garbata nella forma.
      Fabio Ascani

      Elimina