mercoledì 25 gennaio 2017

Un libro per caso - Il Visconte Dimezzato di Italo Calvino

di Francesca Senna

L’opera scritta nel 1951 inaugura la trilogia I nostri antenati, insieme a Il barone rampante (1957) e Il cavaliere inesistente (1959).
La trilogia di genere fantastico è una complessa allegoria sull'uomo contemporaneo.
L'autore stesso indicò in una premessa di considerare collegati i tre romanzi: "Il racconto nasce dall'immagine, non da una tesi che io voglia dimostrare; l'immagine si sviluppa in una storia secondo una sua logica interna; la storia prende dei significati, o meglio: intorno all'immagine s'estende una serie di significati che restano sempre un po' fluttuanti, senza imporsi in un'interpretazione unica e obbligatoria. Si tratta più che altro di temi morali che l'immagine centrale suggerisce e che trovano un'esemplificazione anche nelle storie secondarie: nel Visconte storie d'incompletezza, di parzialità, di mancata realizzazione d'una pienezza umana; nel Barone storie d'isolamento, di distanza, di difficoltà di rapporto col prossimo; nel Cavaliere storie di formalismi vuoti e di concretezza del vivere, di presa di coscienza d'essere al mondo e autocostruzione d'un destino, oppure d'indifferenziazione dal tutto ".


In questo primo romanzo si narra del visconte Medardo di Terralba che arriva insieme allo scudiero Curzio all'accampamento cristiano in Boemia per partecipare alla guerra contro i Turchi. Durante la sua prima battaglia, viene colpito da una palla di cannone, che lo squarcia in due metà. Viene ritrovata la sola parte destra, pensando che l'altra sia andata distrutta. I medici del campo riescono a salvarlo anche se dimezzato e può quindi tornare a Terralba. Qui i sudditi si rendono conto di come fosse tornata solo la parte malvagia del visconte, che si sbizzarrisce in nefandezze, tanto che prenderà il soprannome di "il Gramo".

Un giorno però riappare anche la parte sinistra del visconte - la metà buona, salvata da alcuni eremiti con erbe miracolose. Il "Buono" - che in opposizione al Medardo malvagio vive quasi da eremita nel bosco di Terralba - si attiva subito per porre rimedio alle ingiustizie del suo doppio: tuttavia, se un Medardo è indubbiamente disumano e perverso, l'altro è eccessivamente buono. Il loro conflitto viene ulteriormente esacerbato dal fatto che entrambi si contendono l’amore di Pamela, una giovane pastorella che, con molto giudizio, rifiuta le esagerazioni dell’uno e dell’altro.
Mentre gli abitanti di Terralba non possono più sopportare né il Gramo né il Buono, il narratore e il dottor Trelawney architettano un piano per riunire le due metà del nobile. L'occasione si presenta il giorno delle nozze di Pamela, che è stata costretta dai genitori a sposare una delle due “metà” del visconte.

Calvino grazie ad una divisione stilistica, tra uno modello realistico, sulla linea del   romanzo storico e di quello d'avventura e un altro, fiabesco-allegorico (una tipologia cui Calvino ha sempre dedicato molta attenzione, compone non un semplice racconto sull’opposizione tra bene e male, tra ambientazione realistica e sviluppo fantastico della trama, ma riflette sulla personalità dimezzata come vera identità dell'essere.
Questa divisione diventa, per l'autore, allegoria dell'uomo contemporaneo, "mutilato, incompleto, nemico a se stesso", dell’intellettuale, per essere più precisi, dimezzato, diviso a metà secondo la linea di frattura tra bene e male.

sabato 14 gennaio 2017

Velletri - Don Gaetano Zaralli presenta i suoi libri

C'è un sacerdote ai Castelli Romani, don Gaetano Zaralli, che è molto amato e molto seguito. Parroco per tanti anni della centralissima parrocchia di San Michele a Velletri, da qualche tempo è "stato pensionato", una vicenda che a molti ha lasciato un po' di amaro e un vuoto difficile da colmare. Le sue messe erano sempre frequentatissime e piacevoli. Mai noiose! Spesso accompagnate da uno o più battesimi o un matrimonio, e comunque al centro dell'attenzione c'erano sempre le persone, bambini e adulti che diventavano parte importate  e fondamentale della Celebrazione.

Per chi non l'avesse conosciuto di persona, e per coloro che avessero voglia di rivederlo, venerdì 27 gennaio prossimo don Gaetano, che nel frattempo non è certo stato con le mani in mano, presenterà presso la libreria Mondadori Bookstore di Velletri, in via Pia, 9 i suoi libri "Quale lo Scandalo" e "Un Vangelo dal Volto Umano".

Io ci sarò e già so che ne varrà la pena e poi ho un gran voglia di rivedere quest'uomo gentile, intelligente e coraggioso.

martedì 10 gennaio 2017

Ariccia - Archeoclub Aricino Nemorense - Inaugurazione del Corso di Archeologia e Storia Antica

Mercoledì 18 gennaio alle ore 17,30 verrà inaugurato a Palazzo Chigi, presso la Sala Bariatinsky, il nuovo corso di Archeologia e Storia Antica: Il Mondo di Roma. Viaggio nella città eterna e nelle sue colonie.

Con l'occasione verrà presentato il volume "STILICHO L'Ultimo Generale"di di Emilio Paterna.

Se amate la Storia e il Nostro Territorio è un'occasione da non perdere.

9 agosto 378. Battaglia di Adrianopoli. Il giovane Stilicone, figlio di un Vandalo
 e di una cittadina romana, combatte per la prima volta come alfiere. È l'inizio di una folgorante carriera.
Da allora diventa ufficiale della guardia imperiale, principale collaboratore dell'Imperatore
Teodosio, comandante in capo dell'esercito... (FONTE)




Roma - Evento - Una giornata di "Solidarietà" all'insegna dell' Arte dell'Intaglio

riceviamo e volentieri pubblichiamo

Una giornata di "Solidarietà" all'insegna dell' Arte dell'Intaglio sapientemente eseguita da venti Maestri Intagliatori Professionisti i " Carving's Angels." che realizzeranno sculture di frutta, sapone, formaggio. Le Opere saranno realizzate alla presenza dei partecipanti e messe a disposizione di quanti vorranno lasciare un contributo a titolo di "Solidarietà". Il ricavato della giornata, sarà devoluto all'Associazione "ONLUS PAGAIE ROSA", il cui impegno è volto a diffondere un messaggio di speranza e forza a tutte le donne che hanno affrontato il carcinoma mammario, promuovendo l’informazione sull'argomento, realizzando progetti di studio insieme alla comunità medico-scientifica, organizzando convegni e eventi a carattere formativo e divulgativo e soprattutto sostenendo le donne nel loro recupero psico fisico.

Grazie alla collaborazione con l'Università degli Studi di Tor Vergata i risultati degli studi scientifici promossi dalle Pagaie Rosa sono stati pubblicati su riviste internazionali a conferma degli effettivi benefici del dragon boat per le donne operate. Il polo oncologico Regina Elena-San Gallicano ospita una mostra fotografica dal titolo "Sul drago senza paura". C'è una collaborazione attiva con la Susan Komen e con altre associazioni che si occupano di prevenzione e sostegno alle donne operate. Le Pagaie Rosa fanno parte del movimento internazionale delle donne operate pagaiatrici e aderiscono alla International Breast Cancer Paddlers' Commission.
Alla giornata di beneficenza, partecipera' inoltre " l'Associazione LIBRA" LETTERE DAL TERREMOTO Caro amico, ti scrivo...., ideata e seguita da Monica Maggi, giornalista e scrittrice.
Il progetto si inserisce nell'attività di sostegno volontario agli abitanti delle zone terremotate (Umbria, Reatino, Marche) che l'Associazione Libra sta conducendo da fine agosto 2016.

 
L'evento di beneficenza del 13 gennaio p.v. si svolgerà nella suggestiva location per eventi La Collinetta in via di Vermicino 333, dalle 9 di mattina alle 21.

domenica 8 gennaio 2017

Un libro per caso - La Dama e l'Unicorno di Tracy Chevalier

di Francesca Senna

La dama e l'unicorno è un ciclo di arazzi fiamminghi della fine del XV secolo. Costituisce una delle più importanti opere di arazzeria del medioevo europeo, oggi conservata nel Museo di Cluny a Parigi.

A questo ciclo si ispira il romanzo della Chevalier, dove - come ne “La ragazza con l’orecchino di perla” - torna a indagare, tra realtà e fantasia, la genesi di un capolavoro dell'arte.
La scrittrice si conferma grande maestra nella narrazione di vicende ambientate nel passato, inventando una trama appassionante, in grado di coniugare l'amore per l'arte, la forza del sentimento e il fascino della ricostruzione storica.

Con stile elegante e coinvolgente, ci fa rivivere i fasti, i sogni, oltre che le difficoltà e le bassezze di un'epoca e dei suoi protagonisti. Il romanzo ruota attorno a questi arazzi: sei opere che riproducono il tema della seduzione del mitico unicorno da parte di una bellissima fanciulla, rappresentato da punti di vista (i sensi)  diversi, creando così un romanzo corale, che ha per protagonisti l'immaginario autore delle figure ivi rappresentate, Nicolas des Innocentes, le dame che l'hanno ispirato e gli artigiani di Bruxelles, esecutori dei manufatti.

E’ un giorno della Quaresima del 1490: a Parigi, Nicolas, pittore e miniaturista conosciuto a corte per la sua mano ferma e nelle taverne al di qua della Senna per la sua mano lesta con le servette di bell'aspetto, riceve dal potente signore Le Viste un incarico che cambierà per sempre la sua vita. Dovrà dipingere grandi scene della battaglia di Nancy per la realizzazione di arazzi destinati ad abbellire le pareti della sua residenza. L'artista accetta subito l'offerta, che gli assicurerà cibo sulla tavola per settimane e notti di bagordi, ma non saranno spade, scudi e sangue a ispirare la sua vena creativa, bensì delicate scene di dame eleganti e candidi unicorni, simboli della seduzione, della giovinezza dell'amore. Geneviève de Nanterre, moglie di Jean Le Viste, gli intimerà di cambiare soggetto, anche se in realtà saranno i sentimenti a guidare l'abile mano dell'artista. Travolto dalle passioni e dagli avvenimenti, Nicolas immortalerà negli arazzi i volti delle quattro donne che contribuirono alla loro creazione: la triste Geneviève de Nanterre, la bellissima Claude, giovane figlia dei Le Viste, Christine du Sablon, fiera e abile tessitrice, e la sua dolce figlia Aliénor.

Il libro di Tracy Chevalier mette in evidenza lo studio approfondito del tempo in cui si sarebbero realizzati gli arazzi; molto approfondito anche lo studio del mondo dei tessitori del XV° secolo e l'ambiente dei contemporanei aristocratici. Ci porta con estrema precisione e puntualità nel passato, in Francia o in Belgio a seconda dei momenti in cui si svolge la trama, tanto che ci sembra di far parte attivamente della storia che si snoda in maniera lineare, dolce e leggiadra, anche quando descrive cose turpi.
Si rimane affascinati dall’apprendere come si fa un arazzo; e ci si rende conto quanta fatica costa ai tessitori realizzare opere così complesse e a volte svalutate rispetto ai più comuni e apprezzati dipinti.  

L'autrice sceglie di svolgere la trama affidando ai suoi interpreti principali un capitolo circa ciascuno dove poter narrare in prima persona, descrivendo ciò che si svolge sotto i propri occhi e dandone una interpretazione personale e soggettiva.  
Ci si appassiona alla vita turbolenta, appassionata ed artistica di Nicolas des Innocents, l'autore dei dipinti, o alla vita ricca, sfarzosa, ma triste di Claude, la figlia del committente. Si partecipa alla fatica dei tessitori: misera, difficile, ma ricca di arte che si "srotola" sotto i loro occhi.

Nel dettaglio il ciclo di arazzi è formato dalle seguenti parti: Il gusto - L'udito - La vista - L'olfatto - Il tatto - A Mon Seul Désir

Gli arazzi furono tessuti nelle Fiandre tra il 1484 e il 1500. Commissionati da Jean Le Viste, presidente della Cour des aides di Lione, passarono per eredità alla famiglia Roberet, ai La Roche-Aymon e poi ai Rilhac che nel corso del XVIII secolo li trasportarono nel loro castello di Boussac.
Nel 1841, molto danneggiati dalle condizioni in cui erano stati mal riposti e conservati, vennero notati da Prosper Mérimée, ispettore dei monumenti storici, e classificati come tali.
Nel 1882 la municipalità vendette gli arazzi a un collezionista parigino, M. Du Sommerard, che li collocò all Hôtel de Cluny a Parigi, che, dopo la donazione delle sue collezioni alla città, ospita il Museo nazionale del Medioevo.
Realizzato con lana e seta, iconograficamente fa riferimento allo stile millefiori. È composto da sei pannelli, tutti con lo sfondo rosso, con al centro la dama con l'unicorno e il leone e intorno altri piccoli animali, alberi e fiori. Gli stendardi e gli scudi portano l'emblema di Jean Le Viste.
Cinque pannelli sono dedicati ai sensi:
Il gusto: La dama sta prendendo un dolce dall'alzata che le offre una ancella. Ai suoi piedi anche la scimmietta sta mangiando un dolce. Il leone e l'unicorno reggono stendardi e portano mantelli con l'emblema con le tre mezzelune.
L'udito: La dama suona un organo appoggiato su un tavolo, l'ancella aziona il mantice che dà aria allo strumento.
La vista: L'unicorno si contempla in uno specchio retto dalla dama, seduta con le zampe dell'animale in grembo.
L'olfatto: La dama prepara una corona con i fiori che l'ancella le porge su un piatto; altri fiori con cui gioca la scimmietta sono stati raccolti in un cestino.
Il tatto: La dama accarezza con la mano sinistra il corno dell'unicorno e con la destra regge una bandiera.
L’ultimo pannello, il sesto, A Mon Seul Désir, più grande degli altri, differisce nello stile ed è di più difficile interpretazione. La dama si trova di fronte a una tenda, che porta in alto la scritta A Mon Seul Désir (il mio solo desiderio) tenuta aperta dall'unicorno e dal leone. Nelle mani tiene un velo che contiene la collana, che portava negli altri arazzi, e la ripone nel cofanetto che le porge l'ancella.


Alla fine lo stesso libro si trasforma per il lettore in un arazzo, che si svolge pian piano sotto i propri  occhi affascinati, meravigliati e stupiti per la capacità impareggiabile di descrizione da parte della Chevalier.

Cos'è il DEF, Documento di Economia e Finanza

  Il DEF, o Documento di Economia e Finanza, è il principale strumento di programmazione economica e finanziaria dell'Italia. In esso il...