lunedì 16 marzo 2015

LARIANO, 30 FAMIGLIE SENZA ACQUA POTABILE

  I Cinque stelle  chiedono  chiarezza ed una soluzione rapida

Una situazione da terzo mondo quella che stanno vivendo da anni 30 famiglie di Lariano (RM). Siamo nella zona di Colle Fiorentino alle "case popolari" dove il Comune di Roma ha trasferito tante famiglie dalla fine degli anni 80, all'epoca per evitare le frequenti mancanze d'acqua, soprattutto estive,  furono costruite dell cisterne interrate per  approvvigionare le abitazioni. Nel corso degli anni però, le cisterne sono man mano sprofondate nel terreno subendo infiltrazioni fino ad arrivare alla tragica situazione illustrata dalle foto. Cassoni sommersi letteralmente dalle acque piovane e dai liquami, topi (nelle foto si notano
carcasse delle pantegane)  e cittadini costretti a comprare l'acqua per assicurare l'igiene minima alle proprie famiglie. Buche pericolose per l'incolumità dei cittadini soprattutto dei più piccoli. Una situazione paradossale se si pensa che, seppur a fatica, Lariano ha in parte risolto il problema della penuria d'acqua. Con i dearsinificatori parecchie delle numerosi fonti d'acqua  sono divenute potabili e con il potenziamento dell'acquedotto alcune  zone  come  Casale hanno risolto i loro problemi e recentemente  sono stati scavati nuovi pozzi sulla via Ariana proprio poche centinaia di metri dalle abitazioni. Sul posto la scorsa settimana sono giunti anche i Vigili del Fuoco di Velletri ed i Carabinieri di Lariano per eseguire le perizie del caso e raccogliere le denunce dei Larianesi.

Secondo Francesco De Maria del Movimento Cinque stelle di Lariano: "La soluzione sarebbe tecnicamente semplice, basterebbe collegare all'acquedotto le case ed al limite installare dei cassoni per eventuali carenze idriche. Ma nessuno vuole prendersi responsabilità fra Comune di Lariano, Comune di Roma ed Acea, insomma il classico scaricabarile con i cittadini a pagarne le conseguenze, il Movimento - prosegue De Maria - chiede chiarezza e rapidità, nel frattempo chiederemo i verbali ai Carabinieri per capire qualcosa in questa intricata situazione. Se l'acqua fosse pubblica come hanno sancito col loro voto milioni di italiani certe situazioni sarebbero di facile soluzione".


 Giuseppe Gambacorta

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