martedì 31 ottobre 2017

Un libro per caso - IL CUORE CORAGGIOSO DI IRENA – di Daniela Palumbo

di Fabio Ascani

In un momento storico come quello che stiamo vivendo, con squallide recrudescenze di razzismo ed antisemitismo, in realtà mai sopito del tutto, vale la pena cercare conforto e crescita in una buona lettura. Decisamente adatta mi pare quella del libro di Daniela Palumbo “Il cuore coraggioso di Irena”.
Irena Sendler era un’infermiera polacca al tempo delle persecuzioni naziste. Donna di grande generosità e coraggio riuscì a salvare da morte certa 2500 bambini facendoli fuggire dal Ghetto di Varsavia. La sua storia è purtroppo sconosciuta ai più e questo è molto triste perché è proprio dalla conoscenza di certi fatti, dal non dimenticare il passato, che si può sperare in un futuro migliore, dove certe terribili e inumane nefandezze non si ripetano.
Daniela Palumbo, scrittrice che già altre volte si è cimentata con questi importanti temi, si rivolge ad un pubblico non solo adulto ma anche e soprattutto giovane.

La narrazione è su due piani temporali: i “giorni nostri” con il vivace Teodor, adolescente che sogna di fare lo street artist, in conflitto con un padre che sembra non credere in lui e con una mamma più accondiscendente. Con loro vive anche nonno Jakub, un vecchio signore, un po’ “svanito”, che conserva uno strano barattolo di vetro pieno di foglietti di carta e che spesso, immerso nelle sue memorie, si perde letteralmente nella città, finché una volta è proprio Teodor a ritrovarlo, non senza aiuto, nei pressi di un tombino.
L’altro piano temporale si svolge nel 1943 quando Irena, nascondendoli fra la spazzatura, facendoli intrufolare per fogne e tombini, facendoli passare per morti di tifo riusciva a salvare, a rischio della propria vita e di quella delle persone l’aiutavano in questa grande impresa, 2500 bambini. Jakub era uno di loro, passato per le fogne e uscito da un tombino, proprio quello dove lo ritrovò il nipote.

È a questo punto del racconto che le due storie, quelle di nonno e nipote, si uniscono veramente. Il giovane Teodor e la sua fidanzata ascolteranno i racconti del nonno e di un suo vecchio amico di fuga. La storia difficile, dura e cruda della prigionia nel Ghetto. La paura, i soprusi, la violenza insensata. I due giovani adolescenti capiranno l’importanza della memoria, del non dimenticare le situazioni, le persone e soprattutto i nomi, nomi conservati materialmente in barattoli di vetro affinché ognuno, ogni bambino, potesse essere ritrovato e ricongiunto alla propria famiglia quando tutto fosse finito.

Il cuore coraggioso di Irena, con semplicità, ma mai superficiale nella narrazione degli eventi storici, è un libro che nonostante la drammaticità del tema di fondo, risulta piacevole. Il merito di Daniela Palumbo è di accompagnare il lettore, qualunque sia la sua età, verso la riflessione su fatti che hanno segnato indelebilmente la storia dell’umanità. Fatti che non devono essere persi o dimenticati, ma che vanno raccontati e condivisi, con la scrittura, la parola o le immagini forti e colorate di un giovane street artist sulla parete di un edificio dismesso. 

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