mercoledì 1 luglio 2015

Servizi premium non richiesti, Antitrust contro Tim, Vodafone, Wind, H3g per inottemperanza

Vi è mai capitato che la vostra compagnia telefonica vi addebitasse spese per servizi che non avevate richiesto? A noi è successo due volte negli ultimi mesi e nonostante abbiamo provato a parlare con qualche operatore della compagnia telefonica, nel nostro caso la 3, per protestare ed esprimere il nostro disappunto, non ci siamo riusciti: parlare con una persona è sempre più difficile. Gli utenti pare non siano degni di parlare con addetti delle compagnie telefoniche, nonostante il costo della bolletta, ma a loro sono destinate soltanto fredde registrazioni e, basta sbagliarsi a premere un tasto, e tutto diventa ancora più complicato!

Però, dicevamo, le compagnie Tim, Vodafone, Wind e 3, sono bravissime ad addebitare i costi di servizi che non avevamo mai realmente richiesto. Si tratta dei così detti "servizi premium" per i quali arriva un semplice sms che ci notifica che abbiamo attivato il tal "servizio" al costo, di solito, di 5 euro. Per disattivarlo dobbiamo andare su un sito internet o chiamare un numero al quale risponderà la solita registrazione, o procedere, per i più esperti, con le impostazioni del gestore, che ci permetterà di disattivare quel singolo servizio, ma non dandoci la possibilità di disattivare per sempre i servizi premium in generale. E intanto, per quell'attivazione non richiesta pagheremo almeno la prima settimana! 5 Euro!!!

A tal proposito, in data 30 giugno, l'Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato ha pubblicato il seguente comunicato stampa che riportiamo integralmente.

COMUNICATO STAMPA
PROCEDIMENTI APERTI SU VODAFONE, WIND, TIM E H3G PER I SERVIZI “PREMIUM” SUI TELEFONI MOBILI
L’Antitrust ha aperto quattro procedimenti di inottemperanza  nei confronti di Vodafone, Wind, Tim e H3G per la fornitura agli utenti della telefonia mobile di servizi a pagamento (cosiddetti premium) non richiesti o richiesti inconsapevolmente, con l’addebito dei relativi importi sul credito dei consumatori. Nei precedenti provvedimenti del 13 gennaio scorso, le quattro società sono state sanzionate per aver adottato la pratica commerciale attraverso “omissioni informative ingannevoli e condotte aggressive”. In seguito diversi consumatori, come si legge nelle delibere pubblicate nel Bollettino settimanale dell’Agcm, “hanno segnalato la reiterazione della pratica commerciale” oggetto dei provvedimenti. Al termine delle istruttorie che dovranno concludersi entro 120 giorni dalla data di comunicazione, l’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato deciderà sull’eventuale irrogazione di sanzioni pecuniarie, a norma dell’articolo 27, comma 12, del Codice del Consumo.
Roma, 30 giugno 2015

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