venerdì 4 ottobre 2013

Laura Boldrini ne sa in termini di biogas!


Da Movimento 5 Stelle di Albano Laziale riceviamo il seguente articolo al quale diamo volentieri seguito, riguardando una tematica a noi molto cara, quella del trattamento dei rifiuti ed in particolare la questione della proposta di legge "Rifiuti Zero" per la quale si esprimono molti dubbi in relazione alla questione biogas.
Buona lettura.


Numerose sono state le accuse mosse nei confronti, del Movimento 5 stelle Albano, in merito alle perplessità, sempre legate a dati oggettivi, documentate da oltre un anno in merito alla questione biogas e  biomasse.
In particolar modo le critiche si sono rese ancora più aspre quando a corredo della nuova frontiera della greeneconomy, è arrivata anche la ZeroWasteItalia quindi la Rifiutizerolaziale.
Una proposta di legge lodevole in termini di lotta alle discariche ed agli inceneritori. Dubbi, notevoli,  invece in termini di riduzione. 
L’articolo 14 della LIP in particolare, legalizzerà ancor di più il mondo del biogas e delle biomasse. Non è un caso che proprio la Boldrini, in forza a SEL, abbia accolto a braccia aperte le 82.000 firme raccolte per la Legge d’iniziativa popolare, che come osservammo già in passato, in virtù proprio dell’articolo 14, di popolare ha ben poco o nulla vedi società Marcopolo Engineering e annesse associazioni presenti in molte presentazioni delle LIP.

Il Movimento 5 stelle Albano chiese più volte,  richiesta poi sottoscritta anche da numerosi meetup della zona Castelli Romani di eliminare l’articolo 14 laddove si riconducesse a processi anaerobici: Oppure di rendere obbligatorio, e non “espresso” , il filtraggio del biogas eliminando non solo gli incentivi alla produzione d’energia, ma anche quelli derivanti dalla produzione di gas.  (art. 21 e 33 comma 5 del 28/2011). In tal modo  ci sarebbe da chiedere chi e quando entrerebbe in gioco per industrializzare un processo  che madre natura svolge egregiamente con presenza di ossigeno. Profitti privati con soldi pubblici? No Grazie. Vale la pena di ricordare, che gli impianti in questione prevedono un sistema di digestori di materia organica, di qualunque genere come da Catalogo rifiuti Europeo ( organico da RSU o raccolta differenziata, ma anche liquami, fanghi di depurazione, ceneri da incenerimento, tessuti animali) e che una volta fermentati produrrebbero un gas che la LIP pretende di filtrare , sempre che tale processo sia “espresso” nel progetto in quanto, appunto, volutamente non obbligatorio, per poi mandare bio-metano  nelle case degli italiani o usarlo come combustibile per l’autotrazione. 
Le fantasie, quando diventano un pericolo vanno fermate:  pertanto è oggettivamente provato  che, il FOS, rifiuto speciale per legge, uscito dai digestori è altamente alcalino, tossico, ricco di botulino, metalli pesanti, flocculanti e additivi chimici qusti ultimi due derivanti da un tentato controllo mai riuscito del processo anaerobico affinchè alla fine si ottenesse un volgare compost vendibile, a danno, dell’agricoltura (sentire i tedeschi a tal proposito!). Per ovviare a tutto ciò ci vorrebbe un accurato controllo in ingresso non si sa da parte di chi però? Dagli stessi enti che dovrebbero controllare discariche ed inceneritori? Per non parlare degli impianti simili già in essere? Nel Lazio, conosciamo tutti un tale Ermolli, dirigente Arpa,  indagato da metà maggio scorso,  ex dipendente dell’avvocato Manlio Cerroni, ci potremmo mai fidare di costoro ? Fos e controlli a parte, che fine farà il percolato ed il residuato del “fantasioso” filtraggio? Decidete pure oh voi lettori, rifiuto speciale o pericoloso? Chi pagherà in termini economici e di salute?

Dopo  l’11 Aprile 2013 quando al comitato LIP rifiutizero,  alla Camera dei deputati,  vennero poste queste  e molte altre osservazioni, provenienti da cittadini e medici ISDE, la riposta fu che si poteva ascoltare ma nulla si poteva toccare in quel momento, per diventare poi “toccabile” grazie agli emendamenti una volta deposita la LIP. 
Il che significa dopo il dover porre  fiducia negli enti addetti al controllo e che, quindi, dovrebbero evitare che le incidenze tumorali in alcuni territori siano superiori del 20 o 30% rispetto ad altri territori, dovremmo porre  fiducia anche nell’attuale cultura-politica italiana, e della Boldrini, che vedi SEL, vedi Regione PUGLIA, vedi Vendola, di centrali a biogas e biomassa ne sa sicuramente qualcosa, in quanto addirittura Paul Connet, a Cerignola, sempre Puglia, si mosse contro la Marcegaglia!

Un cosa è certa, parte degli enti promotori seduti al tavolo l’11 Aprile scorso erano quasi ultra sessantenni. Tra venti anni, essi saranno ultra ottantenni. Di qua invece, dalla parte della critica sempre costruttiva,  tra venti anni  saremo tutti a cavallo dei cinquanta o poco  più di anni. La nostra salute in quello che sarà l’avvicinamento alla vecchiaia, dipenderà anche da voi e di certo vi ricorderemo e vi ricontatteremo.
Buona discussione di legge a tutti
Di seguito video e articoli di giornale dove si evidenzia la nostra contrarietà da oltre un anno:
http://www.youtube.com/watch?v=k8EeE19TgtI Video camera dei deputati
Pag 29 
pag 6 
pag 5 
Centrale di Velletri, di proprietà Volsca municipalizzata di Albano laziale 
Voluta mancanza d'Organizzazione, osservazioni in merito al compostaggio... 
Questa la discussione sul portale nazionale che ho aperto: 




Per ultimo il comuncato firmato dai meetup Castelli Romani:

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Movimento 5 stelle Albano Laziale

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