domenica 21 gennaio 2018

Un libro per caso - Il profumo, di Patrick Süskind (1985)

di Francesca Senna
Il romanzo si presenta come un testo ben costruito, unico, sensoriale e coinvolgente ma, allo stesso tempo è un romanzo insolito, inquietante, con un protagonista oscuro e dannato, caratterizzato da una buona dose di perversione, tanto che alcune pagine sono al limite del disgustoso.
Gli ambienti e le azioni sono descritte con una tale dovizia di dettagli, soprattutto gli odori, così difficili da far immaginare, che il personaggio di Jean-Baptiste – nonostante lo spessore psicologico e la descrizione della sua coscienza - passa in secondo piano, risultando quasi un mezzo per mettere in luce i profumi e gli odori della narrazione.
Jean-Baptiste Grenouille, nativo di un quartiere maleodorante di Parigi, riceve in dono un naso speciale, capace di individuare e catalogare ogni odore. L'immagine iniziale della sua nascita é di una vividezza estrema, sembra di immergersi nel luogo descritto. La sua forza di volontà e la sua astuzia sono sorprendenti almeno quanto il suo naso. La sua vita è difficile dal primo istante eppure lui lotta senza paura. Per questo decide di attendere l'occasione giusta per diventare garzone in una rinomata profumeria parigina al fine di apprendere i segreti di un'arte alla quale donerà le originali invenzioni del suo inarrivabile talento: profumi ed essenze mai realizzate da alcuno. Qui la scoperta che l'odore delle persone può condizionare l'anima e la mente, addirittura rendere invisibile la persona che ci è di fronte o suscitare desiderio e amore in chiunque.
Inizialmente la storia, attraverso uno stile narrativo quasi fiabesco, risulta al lettore affascinante, particolare e molto interessante. Tutto ruota intorno al concetto di profumo, o meglio, agli odori in genere, sia buoni odori che cattivi odori.
Qui la maestria dell’autore che rende il libro così affascinante: riuscire a far immaginare gli odori attraverso la lettura, per mezzo di una spasmodica descrizione di ogni odore, attraverso uno stile narrativo scorrevole, distaccato dagli eventi.  
Il profumo descritto diventa una orgia di odori, così intenso, con una tale ricchezza di odori e di colori, come solo la migliore narrativa sudamericana di Marquez o Cortàzar ci ha abituato. 
La prima parte quindi crea delle valide aspettative nel lettore, grazie ad un alone di mistero, un'aura di inquietudine serpeggiante. Si ha la sensazione che il protagonista sia una figura a tratti diabolica, quasi satanica, perfida, strana e contorta. Grenouille è una figura schiva, strana, quasi un gobbo di Notre Dame che si aggira – nuovamente – per i bassi fondi di Parigi.
Inspiegabilmente però nella seconda parte il romanzo subisce un brusco rallentamento, il romanzo diventa contorto, strano, molto onirico, nebuloso. Il protagonista perde il suo fascino, diventando un essere talmente abietto da non riuscire ad instaurare con lui qualsiasi legame protagonista-lettore. Si finisce per parlare del protagonista come di un vero e proprio serial killer settecentesco, e il libro diventa fastidioso, detestabile, man mano che la storia si evolve.
Si susseguono nella descrizione una serie di delitti, anche se l'autore non punta il dito sulla serialità ma piuttosto sulla ricerca di un'essenza vitale da parte di Grenouille, quel qualcosa che gli permetta di creare un profumo definitivo, il più simile possibile all'odore umano. L’autore cerca di far comprendere al lettore le motivazioni di tale omicida, entrando nella sua mente e mostrando i suoi deliri di onnipotenza, senza però scadere in una banale spiegazione psicologica degli eventi e senza voler ad ogni costo cercare di dare un senso o una spiegazione ai gesti di Jean Baptiste.
Alla fine il racconto ti cattura e ti affascina, ti coinvolge sensorialmente, ti travolge, perché l' olfatto è il più misterioso dei sensi, la chiave in grado di aprire la stanza dei ricordi e il cassetto dei sogni.
Un romanzo con un incredibile fascino anche per i suoi aspetti storici - in poche righe l'autore introduce il lettore nella storia di interessantissimi personaggi come il profumiere Baldini o Madame Gaillard; la bravura dell’autore permette al lettore di scoprire luoghi, ambienti e persone non attraverso descrizioni esterne, ma attraverso gli odori.
Un libro di una incredibile tensione narrativa, che non ti fa staccare gli occhi dalle pagine, una storia mai banale, mai scontata. Lo stile narrativo è eccelso e la trama, per quanto si potrebbe definire "malata", è infusa di un misto tra bellezza e follia; gli aggettivi che assalgono la mente durante la lettura sono: folle, crudele, nauseante.

L’olfatto è uno dei sensi più primitivi e animaleschi, fondamentale per gli esseri umani e spesso sottovalutato dagli uomini che gli preferiscono la vista e il tatto.

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