venerdì 6 giugno 2014

Per Claudio attraversare Roma può essere un'agonia. La Grande Bellezza tra barriere architettoniche e servizi inefficienti

Claudio è un ragazzo che ama la sua meravigliosa città, Roma, e vuole viverla come qualsiasi altra persona, poterla girare e attraversare come ogni cittadino ha il diritto di fare. Claudio è costretto su una sedia a rotelle e questo, come ci racconta nella lettera che pubblichiamo, lo mette di fronte a ostacoli che forse, a chi cammina distratto, prendono autobus e metropolitane, paiono piccole cose, ma che in realtà hanno un nome ben preciso: barriere architettoniche.
Una città moderna di queste barriere non dovrebbe averne: dovrebbe essere alla portata di tutti. Purtroppo non è sempre così. Leggiamo la sua storia.


DI CLAUDIO PALMULLI
Claudio Palmulli, autore di questa bella lettera
con l'amico Simone Carabella

Come tutte le grandi capitali, Roma presenta un’infinità di luoghi meravigliosi, ed è meta di milioni di turisti che costantemente vengono a visitarla. Nonostante le sue bellezze secolari, però, presenta una forte carenza nello sviluppo e nell’efficienza dei servizi. Capisco che non è semplice amministrare una città come Roma, soprattutto in seguito ai gravi disagi economici in cui versa. Tutto questo, però, si ripercuote sulla popolazione che ogni giorno per attraversala impiega ore a raggiungere le diverse destinazioni a causa dell'inefficienza del trasporto pubblico e dei servizi connessi. Non so bene quali siano i motivi di fondo, ma quello che è certo, è che i disagi provocati dalla scarsa manutenzione dei servizi pubblici crea profondi disagi a turisti e cittadini. E non ci fa fare una bella figura. 
Immaginate ora come un semplice disagio per una persona qualunque, in piena salute e forza fisica, può essere invece vissuto da una persona con una disabilita come me. Quello che mi ha spinto a scrivere questa lettera, è l’agonia che ho dovuto sopportare pochi giorni fa per attraversare il centro storico romano su una sedia a rotelle. In pieno centro storico! E vorrei anche specificare che per fortuna non mi trovavo da solo, ma accompagnato da alcuni colleghi che si erano presi la briga di aiutarmi e che hanno sopportato il mio stesso malessere. Il percorso che avremmo dovuto affrontare in breve tempo si è rivelato pieno di ostacoli e i pochi servizi funzionanti erano in pessime condizioni igienico sanitarie. Dovevamo recarci da piazza della Repubblica alla Stazione Termini, passando per la metropolitana B, precisamente dalla fermata Colosseo. Lì, davanti al monumento simbolo della città di Roma, in quella che dovrebbe essere una delle stazioni più curate della città, ci siamo al contrario trovati davanti ad una brutta sorpresa. A quanto pare i disabili non sono “abilitati” a prendere la metropolitana al Colosseo! Dico questo perché diversamente dalle aspettative, non c’era un ascensore che io potessi prendere per raggiungere il binario della metro. C’era soltanto un montacarichi malfunzionante e ho dovuto sopportare di usufruirne. Quando preciso che era malfunzionante, intendo che abbiamo impiegato ben 45 minuti per raggiungere il binario! Per chi conosce quella fermata e la attraversa ogni giorno, credo sia abbastanza chiaro quanto assurda ed ingiusta fosse la mia sofferenza. Ma non è finita qui. Una volta arrivati alla stazione Termini, saremmo dovuti salire in superficie per raggiungere il parcheggio. Semplice no? Basta prendere un ascensore. Peccato che dei due ascensori presenti, nemmeno un era funzionate. Questo ci ha costretto a perderci nel labirinto della nuova e ultra moderna stazione per trovarne un altro. Dopo un’ardua ricerca, siamo riusciti a trovare un ascensore che per fortuna funzionava ma.... all’interno siamo stati accolti da un forte fetore di urine e tanto per gradire c’erano anche degli escrementi. Non riesco a capacitarmi di come sia possibile che una città che gode di un enorme prestigio a livello internazionale possa permettersi di versar in simili condizioni. Si  parla tanto di pari opportunità per tutti e per tutte, ma a quanto pare, se sei diversamente abile certi argomenti non ti riguardano. So di non essere l’unico in queste condizioni e penso a tutti quelli che come me devono affrontare quotidianamente lunghe giornate di stenti, che non fanno altro che aggravare emotivamente la nostra situazione. Eppure conosco la mia città, la vivo e so che esistono persone meravigliose che ogni giorno lottano affinché questa diventi un posto a misura di tutti, aldilà delle singole specificità. A Roma ogni giorno vengono organizzate iniziative di solidarietà e raccolte fondi. So perfettamente che ci sono donne e uomini che desiderano cambiare la città e migliorarla. Da gennaio a dicembre girando per Roma potete incontrare queste persone ed imparare ad ammirarle. Loro mettono a disposizione le proprie abilità e talenti per sostenere chi è dotato di abilità diverse. Mi viene in mente Mister Ok, che ogni Capodanno salta giù dal Ponte Cavour e con quel tuffo, che, oltre ad offrire uno spettacolo meraviglioso agli occhi ammiranti che vengono lì appositamente per vederlo (potete visitare il sito www.misterokroma.it), porta con se nelle gelide acque del Tevere un messaggio: quello di una capitale più bella anche da questo punto di vista. La sensibilità di queste persone dovrebbe essere d’esempio a coloro che indirettamente godono delle loro performances e che dovrebbero avere il riguardo di ricambiare il loro impegno sostenendo le battaglie che portano avanti e prendendosi cura di coloro che questa città così bella, ma così difficile da attraversare su una sedia a rotelle, la vivono.
Claudio Palmulli

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