martedì 6 ottobre 2015

Stranieri e religione in Italia: la maggioranza si dichiara cristiana. I dati diffusi dall'Istat

Tra il 2011 e il 2012, secondo le stime campionarie, oltre la metà dei 3 milioni e 639 mila cittadini stranieri di 6 anni e più residenti in Italia si dichiara cristiano (il 56,4%, corrispondente a 2 milioni e 56 mila individui); fra questi il 27% è ortodosso, il 25,1% cattolico e il 2,7% protestante. Poco più di un quarto è di fede musulmana (26,3%), mentre i buddisti sono il 3% circa. Il 7,1% si dichiara ateo.
Fonte ISTAT
Nella maggior parte dei casi gli stranieri ortodossi sono di nazionalità romena (62,2%), i buddisti in prevalenza cinesi (63,8%). I musulmani, oltre che di nazionalità marocchina (34,8%), sono anche albanesi (15,3%) e tunisini (8,3%); i cattolici sono romeni (11,7%), albanesi (10,7%), filippini (10,2%), polacchi (8,9%), peruviani (8,1%) ed ecuadoriani (7,1%).
La differente composizione di genere delle principali cittadinanze di stranieri in Italia si riflette anche nell'appartenenza religiosa, con una prevalenza di musulmani tra gli uomini (il 33,1% contro il 20,4% delle donne). Le donne sono più spesso ortodosse (il 31% rispetto al 22,2% degli uomini) e cattoliche (il 28% contro il 21,8%).
La metà circa dei ragazzi stranieri tra i 6 e i 24 anni si dichiara cristiano (con una prevalenza, il 23,2%, di cattolici tra i 6-17enni, e di ortodossi, il 25,6%, tra i maggiorenni al di sotto di 24 anni). Il 30% circa sono di fede musulmana. Tra gli stranieri più adulti è più facile incontrare cristiani (il 59,2% dei 25enni e più), in particolare cattolici e ortodossi, soprattutto di 45 anni o più (rispettivamente il 29% e il 28,5%).
Oltre uno straniero su due attribuisce alla sfera religiosa un'elevata importanza nella propria vita: rispetto ad un punteggio medio pari a 7,7, il 58,7% assegna punteggi superiori (compresi tra 8 e 10).

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