lunedì 28 novembre 2016

Un libro per caso - Il Corvo ed altre poesie, Edgar Allan Poe.

Francesca Senna

La poesia principale dell'opera è intitolata Il corvo e fu pubblicata per la prima volta il 29 gennaio 1845.

La poesia, come altri lavori di Poe, ad esempio Il gatto nero e Il cuore rivelatore, è uno studio di colpa o perversione. Attraverso una musicalità e atmosfera sovrannaturale, l’autore narra la cupa vicenda di un amante ancora in pena per la sua amata morta, che, mentre medita su un grande volume, a mezzanotte riceve la visita di un corvo che non farà altro che ripetere monotonamente Mai più, tracciando, verso le ultime strofe, l'apice del dolore nell'amante per la perdita del suo amore.
Tutte le allitterazioni, le rime e il lessico arcaico creano un'atmosfera gotica, peculiare inoltre per la forma statica delle diciotto strofe. Tale staticità contrasta fortemente con il costante aumento della tensione e dell'ansia, immagine chiarissima della crescente paranoia dell'autore. Il personaggio impara velocemente cosa l'uccello risponderà ai suoi quesiti, e sa che la risposta sarà negativa Mai più. Nonostante ciò lui continua a porre delle domande che potrebbero ottimisticamente avere delle risposte positive, ma la risposta predestinata non fa altro che accrescere l'angoscia del narratore e di conseguenza del lettore.

Il narratore è diviso tra il desiderio di dimenticare e il desiderio di ricordare. Alla fine il narratore si aggrappa al ricordo di tutto ciò che ha lasciato. Non c’è didattica, non c'è una morale nel racconto: c’è il senso di colpa ma inteso dall’autore come perversione e desiderio di auto-distruzione. Come l'inspiegabile ed inesorabile desiderio di ognuno di distruggere.

Alla fine quindi ciò che il corvo gli ha tolto così crudelmente è la sua solitudine, ma questa crudeltà è insita nel narratore stesso perché non sa esimersi dall'interrogare il corvo; è affascinato dalla risposta ripetitiva e desolata dell'animale. Lo interroga continuamente, nella speranza che esso risponda "sì", o forse, contro ogni desiderio positivo, nella speranza di sentireun altro "no".

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