martedì 28 gennaio 2014

Biogas: la “leggera controtendenza” dei Castelli Romani

Lo scorso 22 gennaio, durante il Consiglio Regionale, la portavoce 5 stelle Silvana Denicolò ha presentato una mozione in aula sul progetto di centrale a biogas che dovrebbe essere realizzato a Velletri.
Queste centrali, proposte negli ultimi anni sull’intero quadrante Sud-Est dei Castelli Romani destano nei cittadini una legittima preoccupazione sia per la loro oramai comprovata pericolosità sia per l'alto rischio di una mala gestione, come le ultime sul tema rifiuti hanno ampiamente dimostrato.


I sistemi a biogas e biomasse sembrano essere il nuovo business speculativo su cui tuffarsi, omettendo i danni ambientali, alla salute e all’erario pubblico. Vengono presentati come la miglior risposta possibile per sostituire la politica delle buche (invasi) quindi discariche. Si tratta di impianti muniti di digestori in cui far fermentare materiale organico beneficiando degli incentivi pubblici e magari anche della mancanza di controlli. Peccato però che di discariche tali impianti ne hanno bisogno eccome. Il diegestato, rifiuto speciale per legge, necessita di apposite discariche, creando problemi ancora più gravi insieme ai danni derivanti dalla combustione del biogas per fini energetici o del “fantasioso” raffinamento dello stesso ultimamente tanto alla moda tra i finti ecologisti.
Chi pagherà le Tonnellate di rifiuto speciale prodotto per il cui smaltimento, già oggi, il costo è doppio rispetto a quello per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani?


Tornando all'oggetto dell'interrogazione regionale e all'impianto previsto sul territorio di Velletri, quello che ci si chiede è, come sia possibile, che a professionisti indagati nell’”affaire” Cerroni si continuino ad affidare progettazione e direzione di impianti per il trattamento dei rifiuti, oltretutto dannosi. L’affidamento riguarda lo Studio SAIM, con sede a Genzano di Roma, guidato dall’Ing. Bruno Guidobaldi, già responsabile della costruzione del VII invaso di Roncigliano, e ora anche del progetto della biogas di Velletri con digestione anaerobica da 40.000 Tonnellate. La centrale, di proprietà VOLSCA, azienda municipalizzata dei comuni di Albano, Velletri, Anzio e Lariano vede anche, oltre allo studio SAIM, un altro professionista salito agli onori delle cronache locali e mondiali: l'Ing. Barruchello, firmatario della Valutazione d’impatto ambientale (si veda, http://pontiniaecologia.blogspot.it/2013/10/velletri-progetto-della-volsca-ambiente.html).
Consulente tecnico storico dell’avvocato Manlio Cerroni, a Pomezia risulta essere responsabile anche di un impianto anaerobico da 60.000 Tonnellate previsto in prossimità della stazione di S.Palomba, dietro la Fiorucci per intenderci. A Roncigliano per quota parte dell’Inceneritore di Albano laziale. In Somalia per Urano 1 e 2 , a cavallo degli anni 90, ovvero discariche per rifiuti pericolosi a servizio dei paesi industrializzati.


Negli altri paesi, come ad esempio la Germania (si veda, http://sgonfiailbiogas.blogspot.it/2014/01/la-germania-sgonfia-il-biogas.html) , il sistema biogas e anaerobico, sta subendo delle frenate dopo il boom di fine anni 90 e sarebbe poi davvero improbabile veder affidare incarichi di tale responsabilità a personaggi così compromessi. Ma come dice Beppe Grillo, in Italia “siamo in leggera controtendenza” ovvero tendiamo a ribaltare i concetti di etica e sana gestione della cosa pubblica, scegliendo di percorrere strade ambigue, andando a rilento sulla differenziata, sulla gestione aerobica dei rifiuti organici, sulla concreta possibilità di creare una filiera di buona economia grazie al Riuso, Riciclo e Riutilizzo. Parole che al momento rimangono solo proclami al vento...

M5stelle Albano laziale

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