sabato 14 novembre 2015

Un Libro per caso - IO SONO UN GATTO di NATSUME SŌSEKI

di Francesca Senna
Ho iniziato a leggere questo libro non sapendo a che tipo di testo sarei andata incontro. Da sempre incline ai testi giapponesi e alla figura del gatto, l’ho inizialmente affrontato con un po’ di leggerezza pensando sarebbe stato un libello con il quale passare qualche ora in compagnia.
L’esperienza invece mi ha dimostrato il contrario: il testo è molto complesso, le descrizioni sono assai minuziose e lunghe, intere pagine si basano su piccoli movimenti o fatti perciò non lo consiglierei a chi non ama i libri troppo descrittivi.
Il racconto è diretto da un gatto – Il Gatto (la voce narrante): un esemplare apparentemente insignificante, un randagio, che però ha il coraggio di infilarsi in casa di uno sconosciuto, affrontare le ingiuste ire di una domestica un po' troppo zelante, e questo solo per sopravvivere ad un destino avverso che l'avrebbe voluto abbandonato.
La trama si snoda attraverso i problemi dei vari personaggi che girano intorno alla casa e alla vita del suo padrone; il gatto esprime il suo pensiero in modo quasi filosofico, arricchendo il discorso con vere o presunte massime zen (non ho la competenza per saper riconoscere se si tratta di verità o di una beffa dell’autore!). Il suo passatempo preferito è quello di ascoltare i discorsi del suo padrone quando gli amici vanno a fargli visita. E’ un solerte osservatore e filosofo, egli descrive impietosamente tutte le debolezze umane, diventando così un gatto tuttologo.
L’ambientazione è quella del primo novecento in Giappone, si parla dell’era Meiji che sembra avere perfettamente realizzato il suo compito: quello di restituire onore e grandezza al paese facendone una nazione moderna, “occidentalizzata”. Per il gatto però, le cose non stanno per niente così. Un’oscura follia aleggia nell’aria, nel Giappone all’alba del XX secolo.

Cenni storici:
Pubblicato per la prima volta nel 1905, Io sono un gatto non è soltanto un romanzo raro, che ha per protagonista un gatto, filosofo e scettico, che osserva distaccato un radicale mutamento epocale.  Dall'epoca del magico Egitto in cui i gatti erano protetti come fossero Dei, al tempo dell'oscuro Medioevo in cui venivano considerati come familiars (i custodi delle streghe), il mistero che racchiude questo animale, diviene sempre più affascinante. Il testo quindi si inserisce appieno tra i grandi libri della letteratura mondiale, come la prima opera che inaugura il grande romanzo giapponese all’occidentale.

3 commenti :

  1. Recensione molto accurata ed equilibrata, leggerla è stato come toccare l'essenza del romanzo.

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  2. Quando si legge una recensione così ben fatta sembra quasi che scrivere sia una cosa semplice. Ho detto sembra! Dal canto mio consiglio il libro "Gli scarafaggi non hanno re".

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  3. Uno scrittore straordinario, capace di grandi profondita' nella descrizione di eventi e personaggi comuni, banali, modesti, ma occorre un atteggiamento Zen per apprezzarlo come merita e entrare nello spirito della psicologia giapponese.
    Ottima recensione, complimenti.

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