mercoledì 3 febbraio 2016

Un Libro per Caso - STONE NAME di Andrea Vona

di Francesca Senna
Mi sono avvicinata a questo libro senza sapere nulla dell’autore né del genere con cui mi sarei andata a confrontare.
Ho incontrato Andrea per caso. In un contesto di “un giorno di ordinaria follia”: fine di una giornata lavorativa pensate, traffico ecc… ma la curiosità di avere questo testo che era riuscito a stimolare più di un lettore era troppo forte.
Mi sono trovata di fronte ad un ragazzo emozionatissimo.
Ma di fatto non so’ dirvi se era più emozionato lui, di dare ad una emerita sconosciuta il frutto dei suoi sforzi, o io, lettrice compulsiva che stava per strappargli dalle mani un inedito.
Di fatto non mi disse nulla di quello che avrei trovato nel testo, se non “poi me lo dirai te cosa c’è qui dentro” … una bella sfida signori, veramente una bella sfida.
Stone Name ritengo possa benissimo appartenere a quella serie di romanzi del periodo letterario distopico dove, 1984 di Orwell e Fahrenheit 451 di Bradbury ne rappresentano la massima espressione come genere letterario. Questa corrente letteraria, comparsa in Europa tra il primo ed il secondo dopoguerra, si caratterizzava da un profonda crisi dei valori.
I personaggi descritti da Andrea sembrano in effetti simbolo di una alienazione sociale dovuta ad una sorta di mancanza di riscontro tra la società in cui sono inseriti e le aspettative del singolo.
C’è l’artista incompreso, con un fallimento familiare alle spalle: il pittore che cerca di rappresentare sulla tela i veri volti degli esseri umani che incontra casualmente ogni giorno. Quello di cui viene accusato, dal suo amico di vita e di avventure, è il non riuscire a portare a termine le sue opere oltre allo sconsiderato utilizzo di toni sempre troppo scuri.
Le sue opere sono macchie di colore dalle quali dovrebbero sorgere questi volti. Volti che non sono altro che la manifestazione delle forti emozioni che caratterizzano le singole persone.
Abbiamo poi il fannullone, amico di vita del pittore, del quale non sappiamo praticamente nulla se non che vive da perdigiorno, non si sa come, senza né arte né parte.
Questo personaggio misterioso, musa ispiratrice del pittore (come lui stesso si definisce nell’arco del racconto) si rivelerà fondamentale per lo svolgimento dell’intreccio della storia.
In ultimo abbiamo il proprietario del bar, uomo apparentemente realizzato, che ha puntato tutte le proprie risorse economiche e le scelte di vita sull’acquisto e gestione di un bar; ma che ora si trova a svolgere questa attività senza passione, demotivato e senza prospettive di miglioramento.
Questi personaggi vengono catapultati di punto in bianco all’interno di una realtà distopica, di una società spaventosa, senza tempo, nella quale gli esseri umani si ritrovano privati di tutto, fino al massimo estremo negativo, dove quello che di punto in bianco si presenta davanti agli occhi di questi anti eroi è altamente indesiderabile, nonostante loro stessi non sembra se ne rendano effettivamente conto.  
Viene quindi descritta una realtà immaginaria e futuristica, nonostante la assenza di connotazioni temporali esplicite, in cui quello che accade sembra quasi una punizione per quanto presente nella società attuale ed i suoi pericoli. Una specie di società futura o futuribile in cui una sorta di autorità non ben definita pretende di controllare ogni aspetto della vita umana, descrivendo la società umana sull'orlo del disastro: in questo caso la fine della civiltà, che nella narrazione esiste ancora, viene avvertita come imminente e necessaria.
La stessa natura, la vegetazione sembra essere concorde con questa scelta di distruzione poiché non perde tempo a prendere il sopravvento su quelle che erano le manifestazioni della “potenza” umana.
Assecondando l’onda del filone della fantascienza sociologica vi possiamo far rientrare questo testo dove la fantascienza viene calata nel contesto sociale contemporaneo; dove l'accento viene posto su ipotetiche evoluzioni future della società umana o di alcuni elementi del vivere sociale; il risultato sembra essere una visione critica del presente e delle aspettative illusorie umane.
Incredibile nella descrizione è la capacità dei personaggi coinvolti di non abbattersi di fronte a tale crisi che li sta colpendo. La volontà di sopravvivere ha comunque il sopravvento rispetto alla negatività della situazione in cui si vedono catapultati. Il desiderio di poterne uscire indenni li spinge comunque ad atti che vanno oltre quelli che potevano sembrare i loro limiti umani.
Affascinante, in questa parte del romanzo, l’espressione delle competenze manifestata dall’autore. Troviamo tecnicismi in campo nautico, astronomico, fisico ecc, che mettono in chiaro come la stesura dell’opera non sia stata fatta di getto ma sia il risultato di un lavoro di impegno protratto nel tempo.
Il tutto accompagnato da uno stile semplice e lineare che ci permette di apprezzare ancor di più il messaggio filantropico che l’autore vuole inviarci.
Potrei spendere molte più parole su questo testo molto affascinante ma, il mio scopo è l’incentivo alla lettura, ossia stimolare la vostra curiosità a leggere il testo. Quindi non posso dirvi di più…

Spero anche questa volta di esservi riuscita perché, carissimi, ne vale la pena.

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