sabato 20 maggio 2017

Un libro per caso - Agnes di Peter Stamm


di Francesca Senna
Più che ad un vero e proprio libro ci troviamo, con questo scritto di Stamm, di fronte ad un racconto decisamente particolare ed originale.
Un racconto nel racconto, in cui il protagonista è a sua volta uno scrittore che narra la sua vita.
Una doppia narrazione: il racconto dell’autore, il romanzo vero e proprio, e quello scritto dal protagonista del romanzo stesso ovvero “il racconto di Agnes”.
Il passato, il presente e poi cerca la ricerca di un finale: questi i tempi tra i quali si sviluppa la narrazione. Ma un finale "rosa e fiori" sembra non essere adatto a questa storia, pertanto lo scrittore-protagonista ne abbozza un altro, triste «Agnes è morta. L’ha uccisa un racconto. Di lei non mi è rimasto nulla, se non questo racconto». In questa frase abbiamo l’incipit e la conclusione del libro: indubbiamente particolari ed intriganti.
Un libro ben scritto, strutturato in capitoli brevi ed originale nella trama.
La voce narrante incontra per la prima volta Agnes nella biblioteca civica di Chicago, dove il coprotagonista si era recat
...continua
Un libro ben scritto, strutturato in capitoli brevi ed originale nella trama che è di una semplicità disarmante, dove la storia è una storia “come tante”.
Nella sala di lettura della biblioteca civica di Chicago, un giovane irresistibilmente attratto da una ragazza seduta davanti a lui: ha un aspetto fragile e sicuro insieme, i capelli scuri che le arrivano alle spalle, il volto pallido senza trucco, uno sguardo fuori dell'ordinario...Tra un po' la ragazza si alzerà, e lui la seguirà fino al bar della biblioteca, dove scambierà con lei le prime parole. Le dirà che è svizzero e che sta scrivendo un libro sui treni di lusso americani. Saprà che lei si chiama Agnes, è americana, studia fisica e suona il violoncello. Il suo divertito cinismo la stuzzicherà talmente che si rivedranno spesso. Passeggeranno sulle sponde del lago Michigan a discutere con gravità tutta giovanile di arte e politica, scienza e sentimento. Si innamoreranno... Un giorno, però, Agnes gli chiederà: «Perché non scrivi una storia su di me? Così so che cosa pensi veramente». Lui lo farà e, nove mesi dopo, sarà costretto ad annotare: «Agnes è morta. L'ha uccisa un racconto. Di lei non mi è rimasto nulla, se non questo racconto».
Colpisce molto la lingua di Peter Stamm: una lingua essenziale, priva di ogni immagine superflua e di ogni allusione psicologica, una penna “fredda” e da molti definita noiosa; una lingua che descrive lucidamente, senza alcun pathos, il male di vivere e la difficoltà d’amare del nostro tempo. La fragilità e l’insicurezza di Agnes sono sentimenti che appartengono a tutti così come comuni sono le paure di lui, la sua voglia di vivere un’intensa storia d’amore ed allo stesso l’ansia per l’impegno che questo comporterebbe.
Nonostante questa apparente semplicità il romanzo di Stamm è decisamente un libro intenso e sorprendente; dove la vera protagonista è la vita, la vita vera, quella di tutti i giorni. L’autore riesce a coinvolgere il lettore parlandogli delle sue stesse emozioni, della continua e disperata ricerca della felicità, dell’ansia di vivere, dell’angoscia e del desiderio che si provano dinnanzi all’idea di legarsi ad un’altra persona, della voglia di libertà e della sensazione di estraneazione dal resto del mondo che spesso si prova, il tutto attraverso una narrazione di una semplicità e una linearità senza eguali, che rendono la lettura molto piacevole.

Un romanzo, quello di Stamm, semplice solo ad una lettura superficiale, ma che in verità indaga profondamente la mente ed il cuore dell’uomo.

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