martedì 24 settembre 2013

INPS: TAGLI LINEARI (ai controlli) MANCATO RISPARMIO

I tagli operati dall'INPS ai controlli dei lavoratori in malattia sono figli della spending review che ha imposto all'Istituto una riduzione di bilancio.
Sono varie le strategie messe in atto per riuscire a risparmiare, ad esempio i cud non vengono più inviati a domicilio così da evitare le spese postali. Proprio l'eliminazione degli sprechi e non la riduzione dei sevizi dovrebbe essere il criterio da seguire per ottenere un sano risparmio.
Del resto lo stesso presidente dell'INPS ha detto: “ I tagli lineari non sono spendig review. Se l'INPS dovrà ridurre l'organico chiedo quali sedi devo chiudere e quali servizi non dovrò più erogare” (asca 19/10/12).
Allora c'è da pensare che le visite di controllo, come strumento di contrasto dell'assenteismo, siano uno spreco! Del resto Mauro Nori (direttore generale INPS) ha dichiarato che nel corso del 2012 su poco più di 1,2 milioni di visite mediche di controllo, l'INPS ne aveva disposte d'ufficio 900mila per una spesa di 50 milioni di euro e che il loro esito aveva portato a una riduzione prognosi soltanto in 83 mila casi (il 9 per cento del totale delle visite effettuate). Tanta spesa per poca resa.
Già in un altro articolo di ECO 16 è stato sottolineato come considerare la sola riduzione prognosi sia riduttivo ( occorre prendere in considerazione anche le sanzioni per le assenze, quelle per le irreperibilità e le surroghe). Abbiamo poi potuto riscontrare, parlando con medici e lavoratori, che  frequentemente i controlli disposti dall'INPS erano effettuati nel 2012 l'ultimo giorno di malattia. Come può il medico fiscale rimandare a lavoro anticipatamente un lavoratore che l'indomani comunque riprenderà la sua attività?
Per avere dei dati attendibili occorrerebbe sottrarre dal numero totale delle visite, quelle effettuate in scadenza prognosi. Se così si facesse diminuirebbe il numero totale di visite da prendere in considerazione e aumenterebbe la percentuale delle riprese lavoro.
Nori sottolinea come l'INPS sia oggi in grado, grazie alla telematizzazione e ad un sofisticato data meaning, di effettuare controlli mirati. La selettività al posto della quantità.
Però nei controlli per le revoche delle pensioni d'invalidità la telematizzazione è stata associata dall'INPS a controlli a tappeto. L'Istituto ha convenzionato numerosi medici da dedicare a questa attività. Anche qui i dati non sono chiari: nel 2010, secondo l'INPS, su 100mila controlli le revoche sono state il 23 per cento, mentre secondo “Cittadinanza Attiva” sono state il 10 per cento.
L'INPS aveva effettivamente la necessità,
considerati i tagli di bilancio a cui è sottoposto, di ricorrere a nuove convenzioni? Non poteva utilizzare le risorse umane già presenti che, grazie alle nuove tecnologie, hanno un minor carico di lavoro dovendo effettuare un esiguo numero di controlli ai lavoratori in malattia?
Secondo Maurizio Del Conte (professore associato di Diritto del Lavoro dell'Università Bocconi) la logica dei tagli lineari non colpisce l'area di abuso, ma, in maniera indiscriminata sia il falso malato che quello vero. Il professore sostiene che risparmiare sui medici comporta piccoli risparmi nel breve periodo ma gravi perdite sul lungo. Aumentare i controlli sortirebbe l'effetto contrario: un aumento delle spese nell'immediato ma un ingente recupero delle risorse sul lungo periodo, derivanti dall'eliminazione delle finte malattie.

Fabio Ascani

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