domenica 15 settembre 2013

I FANNULLONI LA FANNO FRANCA


L'INPS HA RIDOTTO ALL'OSSO I CONTROLLI E METTERSI IN (FINTA) MALATTIA NON È PIU' UN GRAVE RISCHIO.
 DENUNCIA UN SONDAGGIO LASTMINUTE NUMEROSI FINTI MALATI IN ITALIA
Per gli abitanti dei Castelli Romani,  come per tutti gli italiani assicurati INPS, è divenuto un fatto raro che il medico fiscale venga a bussare a casa durante il periodo di malattia. Infatti per il 2013 l'INPS ha drasticamente ridotto i controlli disposti d'ufficio. Immutata è rimasta la situazione per le visite richieste dal datore di lavoro e per quelle ai dipendenti del settore pubblico.
Secondo quanto dichiarato da Mauro Nori direttore generale INPS, nel corso del 2012 l'Inps ha effettuato poco più di 1,2 milioni di visite, di queste circa 900mila erano state disposte dall'Istituto e il loro esito ha portato ad una riduzione della prognosi (cioè il medico fiscale ha fatto riprendere il lavoro all'assicurato prima della scadenza della malattia certificata dal curante) soltanto in 83mila casi, per questo l'Inps punta ad una maggiore selettività dei controlli che porti ad un aumento della percentuale di riduzione prognosi con un numero minore di visite di controllo.
Messa così la decisione presa dall'INPS sembra encomiabile e a tutela delle casse dell'erario. In realtà c'è qualcosa da chiarire. Prima di tutto non è solo la riduzione prognosi a diminuire la spesa per l'indennità di malattia. A ridurla considerevolmente sono le sanzioni per assenza del lavoratore durante la fascia oraria di reperibilità, le sanzioni per mancata reperibilità a causa di imprecisioni nell'indirizzo dell'assicurato e le surroghe (cioè l'accertamento da parte del medico fiscale di uno specifico tipo di patologia il cui pagamento dell'indennità di malattia non spetta all'INPS) . Tutto questo non è stato preso in considerazione da Nori! C'è poi da considerare che per effettuare i controlli mirati l'INPS utilizza un sistema telematico e di data meaning costato all'Istituto circa 170milioni di euro (clicca per approfondire). Questo sofisticato sistema si basa sull'auto-apprendimeto, ciò vuol dire che per effettuare controlli mirati il sistema deve utilizzare un elevato numero di dati introdotti tramite i controlli effettuati precedentemente, quindi un basso numero di controlli vuol dire un basso numero di dati e un maggior margine di errore nella selezione del controllo da effettuare.
Prima che l'INPS riducesse il numero di controlli, Antonio Mastropasqua affermava che grazie al sistema telematico i controlli sarebbero stati avviati con immediatezza così da poter effettuare la visita anche per un solo giorno di malattia. Questo perchè ridurre le giornate di malattia è un obiettivo di grande importanza economica poiché l'INPS spende ogni anno 2 miliardi in indennità di malattia e l'assenteismo ha un effetto depressivo sul prodotto interno lordo.
E' singolare la teoria del basso numero di controlli, anche se mirati, se poi si prendono in considerazione alcuni altri dati: l'assenteismo è maggiore nel settore privato rispetto a quello pubblico dove per effetto della legge Brunetta è stata aumentata la fascia di reperibilità per la visita di controllo, questo insieme alla riduzione della retribuzione al solo stipendio base per i primi 10 gg di malattia ha portato ad una contrazione del 40 per cento della malattia, tale contrazione si è poi attenuata a causa di una nuova riduzione di reperibilità durante il periodo di malattia. Tutto ciò a dimostrazione che il controllo è un deterrente all'assenteismo.
Secondo un sondaggio condotto da lastminute.com, società che opera nella prenotazione dei viaggi online, in Italia oltre un lavoratore su quattro (27 per cento) ammette di essersi preso nel 2012 almeno un giorno di malattia non perchè fosse indisposto, ma per altre motivazioni. Secondo lo stesso sondaggio in Europa l'Italia si classifica al secondo posto tra le nazioni con più assenteisti (al primo posto gli Irlandesi).
Gli italiani si prendono una giornata di finta malattia nel 21 per cento dei casi per occuparsi di faccende trascurate nel weekend. Questo dato è confermato da una mega ricerca INPS che dimostra che il primo giorno della settimana è quello in cui si concentrano le assenze per malattia.
Attualmente sono stati spesi 170 milioni di euro (denaro pubblico) per mettere a punto un sistema in grado di effettuare il controllo quasi in tempo reale in modo da impedire che si abusi della malattia ma nella maggior parte dei casi sono i datori di lavoro che a loro spese debbono richiedere l'intervento del medico fiscale.
Le visite fiscali vengono effettuate a tutela di tre soggetti: l'INPS, che paga l'indennità di malattia , il lavoratore, che viene danneggiato dai falsi malati con turni straordinari di lavoro ed i datori di lavoro che contribuiscono al pagamento dell'indennità di malattia.
Con la riduzione del numero di controlli l'INPS rischia di pagare con maggiore facilità false indennità, i lavoratori sono meno tutelati ed i datori di lavoro devono mettere le mani al portafoglio.
Si deve poi tenere presente che stiamo vivendo un grave periodo di crisi economica durante il quale può essere facile per il datore di lavoro trovarsi in difficoltà ed avere la tentazione di “usare” la malattia come ammortizzatore sociale.

Con tutto questo circa 1400 medici di controllo sono ora in una situazione lavorativa critica: si sono visti decurtare visite e compensi a fronte di una reperibilità giornaliera non retribuita. (per approfondire leggi QUI)
Fabio Ascani

1 commento :

  1. Splendido articolo! Con quanta chiarezza e coraggio un ottimo giornalista affronta un tema e una problematica (con tanto di documentazione!) quasi completamente ignorata dai media. Oserei dire forse intenzionalmente taciuta, quasi succubi di un potere, quello di uno dei più potenti istituti previdenziali d'Europa, il quale si mostra anche più forte della politica e dei media! Grazie.

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