lunedì 11 aprile 2016

Ariccia - LE MANI SULLA CITTÀ - Tomasi ed Ermini sono FIERI DI AVERLI MANDATI A CASA!

Non sempre le scelte sono semplici. Emilio Tomasi e Paolo Ermini, dopo  anni di governo con l’amministrazione Cianfanelli, hanno deciso di lasciare e uscire da una situazione che era diventata piano piano sempre più insostenibile. Hanno fatto questo passo nella piena consapevolezza che sarebbero diventati immediatamente bersaglio, da un lato per i “vecchi alleati” e dall’altro per i “vecchi avversari” politici. Una scelta coraggiosa la loro, difficile e disinteressata, dettata dai continui conflitti che maturavano all’interno di una coalizione dove era sempre più arduo far valere le proprie opinioni e i propri pensieri e dove si era perso il genuino rapporto con i cittadini.

Nel corso di questi ultimi giorni sono stati pubblicati da parte di Ermini e Tomasi alcuni importanti manifesti che spigano la loro scelta. Al fine di riuscire a comprendere meglio la loro uscita dalla maggioranza, cosa che ha fatto  “cadere” il sindaco, pubblichiamo in una unica soluzione, il testo dei due manifesti che ci sembrano i più importanti: “LE MANI SULLA CITTÀ” prima e seconda parte. Descrivono in modo lucido le mosse della vecchia maggioranza nel curare, senza troppi scrupoli, interessi e affari in cui il cemento ha un ruolo fondamentale e viene prima del rispetto di norme e cittadini.



LE MANI SULLA CITTÀ

Sui falsi della coalizione guidata da Serra Bellini che parla per conto di Emilio Cianfanelli: punto per punto

NOCCHIENTI (impatto di 90.000 mc)
Confessano che la Società Silvia è rimasta totalmente inadempiente, ma non dicono che tale inadempimento ha comportato la decadenza dei titoli e quindi della stessa convenzione.
Dichiarano che la nuova convenzione ci ha permesso di uscire dai contenziosi legali, ma non dicono che il Comune aveva già vinto tutti i contenziosi in essere.
Affermano che la legge Letta ha prorogato le convenzioni vigenti (solo per tre anni), ma non dicono che la NUOVA CONVENZIONE ha una durata di cinque anni rinnovabile per altri tre.
La verità è che con due delibere successive dapprima è stata dichiarata l’insussistenza dell’interesse pubblico alla realizzazione della vecchia convenzione e l’inadempimento di Silvia Immobiliare e poi, anziché opporsi al patto territoriale per questi motivi, è stata approvata una convenzione nuova, sia per contenuti che per durata (8 anni totali).
Lamentano che un consigliere di opposizione (parente di un socio di Silvia) nonostante la sottoscrizione della nuova convenzione abbia determinato lo scioglimento del consiglio comunale. Perché si meravigliano? pensavano di aver comprato il suo consenso?
Per la cronaca. Emilio Tomasi e Paolo Ermini non erano presenti alla seduta consiliare che ha approvato la nuova convenzione

SUPERMERCATO A MONTE GENTILE
Tenendo allo scuro i consiglieri di maggioranza l’assessore all’urbanistica e Cianfanelli hanno dato seguito al desiderio di un imprenditore di realizzare un supermercato in zona boscata facendo atterrare su un lotto a servizi sportivi cubature provenienti da lotti con destinazione a parco pubblico, ciò contro la vigente normativa urbanistica e la stessa convenzione di monte gentile. Rispondono alle nostre accuse ammettendo l’esistenza del patto scellerato ma affermano che si farà: “...se l’Ufficio tecnico, la Soprintendenza, la Provincia e la Regione lo consentiranno..”.
E’ ridicolo! Dicano intanto loro che ne pensano!!! Vogliono o no un supermercato con annessi parcheggi al posto di un bosco ed al quale tutti i cittadini dovranno recarsi con la propria autovettura?

LABORATORIO INDUSTRIALE IN VIA DELLE GROTTE
Vale quanto detto sopra. L’imprenditore non ha colpa e ha la nostra comprensione. Ma anche in questo caso il presunto diritto del cittadino ariccino confligge con gli strumenti urbanistici e necessiterebbe di una variante al PRG.
A questo comitato d’affari Noi preferiamo informazione, trasparenza e regole valide per tutti

FONTANA DI PAPA (impatto cementizio per oltre 70000 mc)
Abbiamo aderito al programma del 2011 che prevedeva la riqualificazione urbana di Fontana di Papa, ovvero la delocalizzazione dell’imponente fronte delle attività produttive a ridosso della via Nettunense, la realizzazione di una piazza, di una sala teatrale e di alcuni servizi. Invece nel 2015 ci siamo visti costretti a respingere in Consiglio Comunale il tentativo del Sindaco di ottenere una delega in bianco per negoziare la trasformazione della Cantina Sociale in cubature residenziali da ricollocare sul mercato. La proposta di delibera pasticciata, non rappresenta alcun interesse pubblico, alcun piano industriale del privato promotore! I verbali della seduta del consiglio comunale testimoniano l’avventurismo ingordo e tradiscono il mal celato interesse di lucro.

ACE
La proposta di affidare all’ATER la struttura di 12 villette e 2 palazzine era illegale. Nel 2003 l’area è stata percorsa dal fuoco. La legge vieta per 15 anni (cioè fino al 2018) qualsiasi tentativo di variare la destinazione urbanistica dell’area (agricola speciale). Il TAR e il Consiglio di Stato nelle sentenze su ACE hanno affermato che il patto territoriale del 2005 non ha alcun effetto giuridico ed hanno confermato che per 15 anni è impossibile qualsiasi cambio di destinazione.
Il rispetto della legalità non è un optional ma un obbligo inderogabile!
Perché si voleva violare la legalità: per affidare incarichi progettuali? Per consegnare villette alle giovani coppie (del solito cerchio magico?); per promettere case popolari? La supponenza e l’ignoranza delle norme di legge del Sindaco hanno esposto il bilancio comunale al rischio di un rilevante debito.

COOPERATIVA RINASCIATA 72 GINESTRETO
La “CIANFANELLATA”: ovvero l’arte di ingannare i cittadini per finalità elettorali…
Questa la deliberazione n.8 dell’11.2.2016 del Consiglio Comunale (che tutti i cittadini possono esaminare sul sito internet del Comune) “il Consiglio Comunale ... delibera ... di recepire in toto quanto già deliberato con la delibera di Consiglio Comunale n.148 del 06.10.1997 e contestuale dichiarazione di non avere nulla a pretendere; per gli effetti prendere atto che il costo definitivo per la trasformazione del diritto di superficie in diritto di proprietà della Cooperativa Rinascita 72 viene individuato in €.7.352,54 ... al lordo delle detrazioni del 45% da applicare allo stesso ...” Il testo della deliberazione conferma totalmente le nostre tesi:
1) Se con la delibera si è inteso cedere il diritto di proprietà senza nulla in cambio, ci troveremmo di fronte ad una delibera inefficace, alla stregua di quella del 1997 citata, o, peggio, ad un danno erariale di ca.300.000,00 euro, in quanto al Consiglio Comunale non è consentito donare la proprietà dei suoli.

2) se invece, come appare dal dato testuale, si è voluto applicare il corrispettivo di €.7.352,54 ad appartamento, comunicando loro l’atto di liberalità, si sono presi in giro i titolari del diritto di superficie della Cooperativa Rinascita 72 Ginestreto, mentre si sarebbero potute riconoscere in compensazione, come da noi proposto, le spese sostenute dalla Cooperativa per il riscatto dell’Area.

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