sabato 16 aprile 2016

Un libro per caso - L'Innamorata Evelina Cattermole

di Francesca Senna
Evelina Cattermole alias Contessa Lara (lo pseudonimo Contessa Lara è tratto dal poemetto Lara di Byron del 1814).

Il racconto ha per protagonista la giovane Leona, cavallerizza ed artista del mondo circense che cade follemente innamorata del conte Paolo Cappello, al quale, dopo svariate vicissitudini regala la propria vita ed il proprio amore nella più totale dedizione ed abnegazione.
Lo stile è in tutto e per tutto pura “cronaca”, scarno e privo di commenti o di filosofia; nonostante ciò quello che salta agli occhi è il buon gusto, il sentimento delicato d'arte, la vivacità d'immagini, i guizzi di passione, le figure e paesaggi dal disegno preciso. In generale prevale un tono di leggerezza graziosa, ondate di sentimentalismo e punte d'ironia, manifestate attraverso un tono borghese, rotto ogni tanto da descrizioni in puro stile romantico.
La protagonista non viene mai caratterizzata psicologicamente dalla autrice, la quale si concentra piuttosto sul dettaglio quasi giornalistico degli ambienti in cui si svolgono le vicende del racconto. Lo sguardo con il quale affronta questi contesti è struggente, quasi a richiamare un tragico sguardo sul mondo presente.
Leona arriva ad essere una donna offesa, che assiste alla sua sfortuna con uno sguardo rassegnato. Contemporaneamente alla libertà femminile che vive nella “eroina” di questo racconto, l’autrice racconta anche una storia di sofferenza di sposa ed è lecito pensare che in questi racconti ci sia soprattutto un'esperienza vissuta personalmente.
Questo aveva fatto Evelina: mettere in poesia la sua vita.

Nota storico biografica.

Evelina Cattermole: cronista, redattrice, titolare di rubriche femminili, lei, che non aveva mai lavorato, nel 1876 aveva deciso di trasformare il suo amore per la scrittura in uno strumento di lavoro, ed era riuscita ad espugnare quella roccaforte maschile che era il mondo dei giornali sostenendo il diritto di ogni donna ad essere giudicata professionalmente, e trattata economicamente, al pari di un uomo. Estranea alle rivendicazioni del movimento emancipazionista femminile, di fatto, ne divenne interprete per bisogno. Fu questo insieme alle sue scelte di vita così diverse da quelle che allora ci si aspettava da una donna, a far di lei una delle tante “donne nuove” che proprio in quegli anni cominciavano ad affacciarsi sulla scena, e di cui tanto si cominciava a parlare. Per lei, parlò sempre la sua vita.

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