lunedì 11 febbraio 2013

INCONTRO CON DI FELICE – SI È PARLATO DI GIUSTIZIA E DI AMBIENTE. È INTERVENUTO DANIELE CASTRI (NO INC)


Giovedì 7 febbraio a Villa Ariccia, Roberto Di Felice, Enrico Indiati e Franz Cianfanelli, hanno incontrato i cittadini (oltre 200 persone hanno gremito la sala), per spiegare la sentenza del Consiglio di Stato che ha di fatto ribaltato quelle che erano state le decisioni del TAR, ovvero di annullare le elezioni.
Fondamentalmente Di Felice ha illustralo le ragioni già esposte nell'intervista visibile su questo stesso Blog (QUI) e su Youtube (E QUI). Le sue parole hanno catturato l'attenzione dei presenti, molti dei quali non si capacitavano di come gli stessi giudici potessero in certi casi decidere in un modo e in altri analoghi nel modo opposto, come ampiamente dimostrato carte alla mano, o come potessero non considerare affatto questioni che per i giudici di primo grado erano giudicate fondamentali. E è stato ricordato, poi, che la sentenza del TAR su Ariccia è stata usata come esemplare già in altri procedimenti, per esempio a Catanzaro, dove si sono ripetute le elezioni per alcune sezioni.
È stato anche mostrato un articolo del Il Fatto Quotidiano dove si dice che, Carmine Volpe, il presidente della V Sezione del CdS, quella che ha deciso su Ariccia, “documentava un’ernia discale dovuta a suo dire al sollevamento dei fascicoli e partecipava, dopo, a maratone per le quali era chiesta la produzione di certificati medici di idoneità agonistica alla corsa”.

Nell'incontro si è anche parlato di ambiente, ed in particolare dell'attacco che viene portato al territorio da chi, senza troppi scrupoli è pronto a costruire un inceneritore, a Roncigliano, una centrale a olio combustibile, ad Albano a Via Cancelliera (vedi QUI) e una nuova centrale a biomassa, in via Grotte, nel cuore commerciale di Ariccia, praticamente accanto alla “vecchia Porkhouse” (vedi QUI).
All'incontro è intervenuto anche Daniele Castri, responsabile legale del NO Inc ed ha spiegato che la centrale che vorrebbero ad Ariccia e che costerebbe circa 8 milioni di euro, è certo un buon affare per chi la vuol costruire, visto che beneficerebbe dei “certificati verdi”, soldi che paghiamo noi cittadini con la bolletta, e che, bruciando il gas si forma dalla “digestione anaerobica” del FORSU, (Frazione Organica del Rifiuto Solido Urbano) immetterebbe in atmosfera emissioni nocive alla salute e non produrrebbe affatto compost di qualità come alcuni vorrebbero far credere ma un “digestato” che non è altro che un prodotto che nessuno vuole e che è definito per legge un RIFIUTO (!) con il codice Cer 190600.
Appena possibile posteremo i video girati durante l'incontro.


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