venerdì 17 maggio 2013

ARICCIA - CASTELLI ROMANI TERRITORIO SOTTO ASSEDIO 2


Gioiello dei Castelli Romani Ariccia ha un territorio complesso e piuttosto vasto che, negli ultimi anni, ha visto concentrare su di se una grandissima quantità di progetti, alcuni sicuramente buoni altri decisamente più discutibili, ma che nel complesso hanno comunque contribuito a catalizzare sulla cittadina grandissimi interessi economici. Tanto per fare qualche esempio, senza per il momento distinguere fra ciò che ci piace e ciò che non ci piace, ciò che è stato effettivamente realizzato, in fase di realizzazione, o stoppato: l'Ospedale dei Castelli Romani, l'Appia Bis, Il grande svincolo di Vallericcia, il nuovo depuratore, il "progetto ACE", il centro commerciale Panorama, la palazzina - parcheggio (sequestrata dalla magistratura) a Villa Ferrajoli e, dulcis in fundo, la centrale a biomassa - biogas della Biovis adiacente al centro commerciale della Nettunense a via delle Grotte n°4. Quest'elenco, che si può tradurre in centinaia di milioni di euro, è da considerarsi sicuramente incompleto ed è stato scritto senza pensarci troppo e senza fare ricerche specifiche eppure penso che possa dare un'idea del grande giro di denaro che ruota intorno ad Ariccia, del tipo di assedio al quale è sottoposta e della grave minaccia ambientale che esso può comportare.
L'ambiente è proprio la vittima finale, e noi con esso, dei progetti faraonici e non condivisibili di un'economia drogata e affamata. Consideriamo, poi, che i Castelli Romani sono un "tutt'uno" e ciò che accade ad Albano o a Castel Gandolfo, riguarda inevitabilmente anche Ariccia o Lanuvio, e ciò che accade a Lariano non deve lasciare indifferenti a Velletri, Genzano o Nemi. La discarica di Roncigliano è un problema per Albano Laziale come per Marino e Ariccia e ancor di più lo sarebbe il temuto inceneritore dei Castelli.

 L'ultima grave minaccia per il territorio e per la salute di tutti i cittadini sono le centrali a biomassa, ovvero a materiale organico, a rifiuti organici umidi o oli vegetali esausti, che stanno nascendo a macchia di leopardo su tutto il territorio della provincia di Roma, ben oltre cento centrali fra già costruite, in costruzione, autorizzate e in fase di autorizzazione. Un impatto enorme per l'ambiente e che ci colpisce pienamente: una centrale è prevista a Velletri, una ad olio vegetale esausto ad Albano, una nella confinate Pomezia, una ad Ardea, nella discarica di Roncigliano la situazione è nota, e una centrale è stata pensata anche per Ariccia in via delle Grotte n°4.

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Sono davvero bravi i cittadini di Ariccia che, nonostante il costo del servizio, si adoperano per fare al meglio la raccolta differenziata, superando anche le difficoltà pratiche che questa comporta, specie per chi abita nelle piccole abitazioni del centro storico, dove come ha ricordato Augusto Di Felice in Consiglio Comunale, le case sono piccole e averci la mondezza dentro, in attesa del giorno per poterla gettare non è facile. Ricordo che su uno dei primi numeri di ECO pubblicammo una foto che mostrava i sacchi per la differenziata appesi ai fili per stendere i panni. Necessità fa virtù!
Eppure, come già scritto su questo Blog e su ECO 16 da Elena Taglieri (primi su tutti a dare la notizia) (vedi Qui), per Ariccia è stata progettata una centrale a “biogas” alimentata dal FORSU (Frazione Organica dei Rifiuti Solidi Urbani), una centrale che non riteniamo affatto innocua, ma anzi dannosa, e che invece vorrebbe, e con un certo vigore, l'amministrazione Cianfanelli.
Nell'ultimo Consiglio Comunale l'assessore all'Ambiente Profico ha portato all'ordine del giorno la “Situazione relativa alla gestione del ciclo dei rifiuti nel territorio”, ponendo l'attenzione sulla necessità che tutti i comuni di bacino della discarica di Roncigliano sviluppino la raccolta differenziata monomateriale porta a porta, che si solleciti il Presidente della Regione Zingaretti all'apertura di un tavolo permanente sulla gestione dei rifiuti ed a revocare le procedure per la costruzione del “gassificatore” (noi lo chiamiamo inceneritore).
Il consigliere di opposizione Roberto Di Felice ha chiesto allora di poter inserire a quest'ordine del giorno un emendamento: “Siccome si parla di ciclo dei rifiuti nel territorio e siccome si è parlato o ventilato di questo nuovo impianto che dovrebbe funzionare con il Forsu, propongo di aggiungere a quest'ordine del giorno che si dica no a qualsiasi autorizzazione di questo impianto in via delle Grotte e per quanto sia di competenza di altri enti si attivi affinché essi si esprimano con un rifiuto. ...”
Intervento di Roberto Di Felice in Consiglio Comunale 
Insomma i consiglieri di opposizione Roberto Di Felice e Indiati (Patto Sociale) e Franz Cianfanelli (Uniti per Cambiare), pur condividendo l'odine del giorno illustrato dall'assessore Profico, che infatti hanno poi votato a favore, chiedevano che sul territorio di Ariccia si bloccasse sul nascere qualsiasi possibilità di costruzione di una sorta di “mini inceneritore”, un impianto che brucerebbe gas derivato dalla fermentazione anaerobica dei rifiuti umidi, un impianto totalmente sovradimensionato rispetto alla capacità di Ariccia, ma anche di tutti i Castelli Romani messi insieme, di produrre umido e che quindi dovrebbe importare! Un impianto che comunque brucerebbe gas 24h su 24h immettendo nell'aria sostanze nocive, anche nano polveri, come quelle prodotte dagli inceneritori e che convoglierebbe nella zona un notevole traffico dei mezzi pesanti che porterebbero giornalmente la “monnezza”.
Alle osservazioni di R.Di Felice ha risposto con un lungo intervento il sindaco Cianfanelli che ha detto quanto ritenga importante chiudere il ciclo dei rifiuti sul territorio, anche per rompere il regime di monopolio della Kiclos e portare un risparmio nelle casse del comune ed ha aggiunto: “gli imprenditori che hanno presentato la proposta alla Provincia e che hanno attivato la conferenza dei servizi per l'approvazione , hanno il mio appoggio personale e ritengo della maggioranza che mi sostiene per cercare di chiudere il ciclo dei rifiuti con certezza” e ha poi detto che tutto questo è condizionato al fatto che ciò non comporti alcun problema di inquinamento. Il sindaco ha anche aggiunto, tra le altre cose, che tra un impianto aerobico e uno anaerobico, secondo le loro ricerche è da preferire quello anaerobico perché l'aerobico “puzza” e scatenerebbe le ire di cittadini e comitati.
A quest'ultima osservazione il consigliere Indiati ha fatto osservare la contraddizione dell'amministrazione che incentiva i cittadini che possono a fare il compost casalingo, come dire mini impianti aerobici, e questi non puzzano?
L'emendamento di Roberto Di Felice, ad assoluta e preventiva difesa del territorio, non è passato, mentre l'ordine del giorno è passato all'unanimità, quindi anche con il voto responsabile di chi sa fare una reale opposizione costruttiva. (per leggere un estratto dei verbali del Consiglio comunale con gli interventi sopra citati clicca QUI)

Riteniamo di dover dare qualche ulteriore spiegazione sulla questione della centrale a biogas di cui si è parlato in Consiglio Comunale e sugli impianti di questo genere.
La centrale pensata per Ariccia in via delle Grotte è una centrale per la produzione di energia elettrica derivante dalla combustine di gas, prevalentemente metano, che si forma per la fermentazione dei rifiuti organici umidi in ambiente privo di aria. (Vedi progetto QUI)
Quelli che a nostro avviso sono gli aspetti deleteri di questo impianto, e di impianti simili, è che comunque sia in essi avviene una combustione continua che inevitabilmente porta in atmosfera particolato e sostanze inquinati. Nel caso specifico, poi questa centrale per funzionare avrebbe bisogno di una quantità di rifiuti enormemente superiore a quella che è la capacità di produzione di Ariccia e di tutti i Castelli, quindi si sarebbe costretti ad importare rifiuti da fuori, con tutti i dubbi che ciò comporta: chi controlla la qualità del materiale in entrata? Di quanto aumenterebbe il traffico pesante nella zona, zona che ha fatto notare Indiati già trafficatissima si congestionerebbe? E l'inquinamento acustico di quale portata sarebbe? È giusto costruire un impianto di questo tipo in una zona così densamente popolata e frequenta? Emiliano Bombardieri, che ha studiato a fondo la questione ci ricorda che queste centrali oltre a peggiorare la qualità dell'aria possono essere soggette ad esplosioni (vedi QUI o ancor meglio QUI!).
Schema semplificato di centrale a biomassa ma attenzione,
ciò che produce la centrale non è energia e compost, come
alcuni vorrebbero far credere,  ma energia,  fumi di scarto
nocivi con presenza di particolato sottilissimo e FOS
ovvero Frazione Organica Stabile,  che non è compost
ma un rifiuto speciale,  come stabilito
da ben due sentenze!
Consideriamo adesso cosa realmente uscirebbe da questa centrale e dalle sue gemelle sul territorio: da una parte il gas che viene bruciato producendo energia elettrica e “fumi” di scarto; dall'altra il digestato, ovvero l'umido che ha subito la fermentazione anaerobica. Questa sostanza non è compost utile per l'agricoltura, come alcuni tendono a far credere in modo frettoloso ma un rifiuto speciale: “Il prodotto uscente, la normativa vigente, lo definisce FOS, ovvero (Frazione Organica Stabile). Due sentenze (Sentenza 5566/2012 del Consiglio di Stato, sentenza Tar Toscana 917/2011) lo definiscono già rifiuto speciale, ovvero non compost, ma materiale da conferire in discariche speciali, data la nocività, a prezzi per Tonnellata doppi rispetto allo sversamento del RSU (Rifiuti Solidi Urbani) il tutto chiaramente a carico dei cittadini” - (Emiliano Bombardieri). Dobbiamo anche considerare che questo FOS, all'uscita dalla camera di digestione, per i processi che ha subito, per l'aggiunta di sostanze chimiche quali flocculanti e coloranti, e l'alta percentuale di microorganismi dannosi formatisi durante la fermentazione, per esempio il Clostridium botulinicum, ovvero il botulino, non può certo essere definito compost!
Non dimentichiamo poi il gravissimo aspetto del proliferare di queste centrali e, solo nel ristretto territorio dei Castelli e ai suoi confini ne sono previste numerose (Ariccia, Velletri, Albano, Pomezia, Ardea, Colonna) e i loro effetti negatitivi andrebbero inevitabilmente a sommarsi!
Preciso che ci sono alcune ragioni per cui queste centrali stanno riscuotendo tanto successo: la prima è che per merito (demerito) della Legge Bersani l'energia da queste prodotte viene equiparata ad energia da fonti rinnovabili e quindi possono usufruire degli incentivi statali, detti certificati verdi, 0,28 cent. Kwatt/h prodotti, ovvero milioni di € l’anno, soldi che sborsano i cittadini con la bolletta e che quindi pagano quest'energia due volte; altra ragione è che queste centrali sono di dimensioni più piccole rispetto agli inceneritori e quindi riescono a fare breccia più facilmente nell'opinione pubblica, solo però se non si ha una visione d'insieme del territorio: nella sola provincia di Roma ne sono previste tra i 100 e 150, tutte di piccola taglia, non superiori ai 3 MW di potenza!
Non dimentichiamo poi che si usa come scusa per costruire queste centrali in fatto che producano energia elettrica, ma abbiamo bisogno di tanta energia? Secondo i dati forniti da TERNA pare proprio di no! (vedi l'artico QUI o l'ultimo rapporto TERNA QUI).
Ma allora cosa dobbiamo fare della raccolta differenzia dei rifiuti umidi? Come dicevamo all'inizio di quest'articolo i cittadini di Ariccia fanno un buon lavoro e producono un umido di qualità che potrebbe essere trasformato in compost di qualità seguendo le procedure naturali di compostaggio aerobico. Questo compost sarebbe davvero utile per un territorio come il nostro dove la buona agricoltura continua fortunatamente ad avere un aspetto rilevante. Al sindaco Cianfanelli, secondo il quale le centrali di compostaggio aerobico “puzzano”, consigliamo di informarsi sui moderni sistemi adottati, anche in città grandi come San Francisco, dove gli odori sono ridotti al minimo e i vantaggi per l'ambiente al massimo.
Certamente se nell'ultimo consiglio comunale si fosse approvato l'emendamento di Patto Sociale presentato da R. Di Felice avremmo fatto un favore al nostro territorio e saremmo stati d'esempio per altri comuni. Un'occasione persa.
Fabio Ascani

Per meglio comprendere la questione delle centrali a biomasse consigliamo di vedere i video dei medici Isde Dott.ssa Litta (QUI) e Dott. Mocci (QUI)



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