sabato 25 maggio 2013

QUALE DESTINO PER LE STRUTTURE SANITARIE DEI CASTELLI ROMANI E CHE FINE FARÀ L'OSPEDALE DEI CASTELLI?


Nel corso degli anni i sindaci dei Castelli Romani, gli amministratori e i responsabili della sanità a tutti i livelli, hanno lasciato che il patrimonio di strutture sanitarie presenti sul territorio andasse mano mano a degradarsi, impoverirsi e in parte a perdersi. Sono spariti quelli che erano veri punti di riferimento per tutta la popolazione, come il compianto pronto soccorso dell'ospedale di Genzano; lo Spolverini di Ariccia che era noto in tutt'Italia per le competenze raggiunte nella cura della poliomielite, ora, dopo che sono state spese ingenti quantità di denaro pubblico per restaurare alcune sue parti (per esempio le piscine), vive un momento decisamente triste: ha perso gran parte delle sue specifiche ed è in questi giorni al centro di una querelle tra sindaco e ASL per l'utilizzo dei locali; l'ospedale di Albano, troppo piccolo, è rimasto “solo” a fronteggiare le emergenze sanitarie del territorio e il suo pronto soccorso è stato teatro di dolorose e lunghe attese, alle volte sfociate in liti e pesanti discussioni.
La responsabilità degli amministratori per quello che è lo stato attuale delle odierne strutture sanitarie è, a nostro avviso, grave: riteniamo che nel corso degli anni avrebbero dovuto difenderle meglio il patrimonio di strutture e professionalità presenti sul territorio.
Non solo, con il miraggio della realizzazione del nuovo Ospedale dei Castelli Romani, si è tagliato servizi e strutture in nome di una razionalizzazione del servizio che davvero stentiamo a vedere. Non sarebbe stato più logico far funzionare tutte le strutture presenti sul territorio nel migliore dei modi possibili, certo cercando di razionalizzare le spese, invece di investire esclusivamente in strutture nuove?
Pensiamo anche solo alla moderna e bella struttura del San Raffaele di Velletri, chiuso mesi fa ed ora inutilizzato. Non si sarebbe potuto riconvertire quella struttura in qualcosa di utile e funzionate per tutti? Diciamo questo anche pensando alle condizioni in cui versa l'ospedale Colombo, punto di riferimento per Velletri, Lariano, Nemi... decine e decine di migliaia di persone.
Ci rimangono solo due speranze: una di non ammalarci mai e l'altra che finalmente accelerino i lavori del policlinico dei Castelli, che come ha dichiarato il sindaco di Ariccia Cianfanelli, che è anche presidente del collegio di vigilanza sull'attuazione dell'accordo di programma, e che già ha presenziato ad almeno due pose della prima pietra dell'ospedale (!), stanno andando a rilento. A rilento?... Ha dichiarato il senatore Bruno Astorre del Partito Democratico: “Apprendo dalle agenzie di stampa che nel Programma operativo 2013-2015, che la struttura commissariale del Lazio dovrà inviare al tavolo tecnico interministeriale per la verifica del piano di rientro della sanità, non vi sarebbe alcun riferimento all’Ospedale dei Castelli. Il Policlinico, atteso da oltre 20 anni, è una struttura fondamentale per la rete assistenziale del territorio, un esempio di virtuosità che, con la razionalizzazione degli ospedali di Genzano, Ariccia e Albano, assumerà al suo interno importanti specialità, coniugando qualità dei servizi a contenimento della spesa. Sono convinto che il Presidente Nicola Zingaretti, da sempre sensibile ai problemi relativi alla sanità, presterà la giusta attenzione a questa opera strategica per la rete assistenziale dei Castelli”.
Quindi, almeno per ora, niente Policlinico dei Castelli nel piano operativo regionale!
Mente i cittadini soffrono per una sanità abbandonata a se stessa la posa della “terza prima pietra” si fa sempre più lontana.

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