sabato 29 giugno 2013

“SANITA' CLIENTELARE; IRRAZIONALE E TERRORIZZATA”

"Aleggia ancora il mistero di un policlinico di cui ci si domanda l'effettiva utilità"
La senatrice del Movimento 5 Stelle Elena Fattori visita gli ospedali dei Castelli Romani, prima Velletri ed oggi quello di Genzano. Alcune sue dichiarazioni e considerazioni

Seconda tappa nel sistema sanitario dei Castelli Romani da parte del Movimento 5 stella nella persona della portavoce al Senato Elena Fattori. Dopo l'Ospedale di Velletri, oggi (29 giugno ndr) è stata la volta del De Santis di Genzano, fresco dell'apertura del nuovo reparto maternità.
Inizio di giornata con visita proprio del settore neonatale di nuovo concepimento che poi è proseguita con l'assemblea nella sala riunioni dell'ospedale con il fine di ascoltare cittadini e operatori
“Ho avuto modo di apprezzare la ristrutturazione del reparto maternità che vedeva un cantiere in piedi oramai da due anni. Certo mi domando se riuscirà a soddisfare la domanda che ora include anche quella conseguente alla chiusura di Marino visto che a fronte di un miglioramento e ampliamento delle risorse, salta all'occhio la riduzione di posti letto che da tre a stanza sono passati a due”. Questo il primo commento di Elena Fattori dopo il giro, che aggiunge:” Il primario mi ha confermato che l'ospedale sarà in grado di garantire fino a 1500 parti all'anno. Me lo auguro vista la responsabilità che consegue per Genzano ad essere l'unico centro di Ginecologia e Pediatria insieme a Velletri”.
Subito dopo c'è stata l'assemblea alla richiesta implorante degli operatori ospedalieri:”Per favore non inquadrateci che rischiamo”.
“Un clima che purtroppo riscontro in tutte le strutture sanitarie in cui mi reco e che trovo assurdo. Non vogliamo una politica autoreferenziale, per cui questi momenti sono per noi preziosi per ascoltare e non pontificare. Dal momento in cui il clima di terrore psicologico impedisce un confronto aperto, il rischio è che le assemblee, momenti necessari di dibattito democratico, perdano di senso. E' inaccettabile vedere visi preoccupati alla presenza di telecamere” Dice la Senatrice 5 stelle che commenta anche lo stato attuale della sanità nel Lazio, descrivendolo come:”Il gioco di potere creato dall'alternanza di centro destra e centro sinistra nel disegno della spartizione clientelare dei posti che ha, in un a strategia evidente, spostato le risorse e l'attenzione verso il settore privato.” aggiungendo che:”Lo schema è chiaro, si usa la scusa dell'assenza delle risorse umane per chiudere i reparti, mentre quella della mancanza di attività viene tirata fuori per ridurre il personale. Oggi, parlando con gli operatori, è chiaramente emerso come nello stesso plesso ci siano categorie costrette a doppi e tripli turni di lavoro a fronte di altri che invece rimangono senza attività a causa di settori che vengono allocati altrove.”
Ovviamente assenti i sindacati se non con pseudo tattiche di controllo che risultano essere più famiglia con le dirigenze che con i lavoratori. Il plauso va invece a quegli operatori che si armano di coraggio e non rimangono inermi di fronte alle inefficienze oramai divenute insostenibili e che quindi non si sottraggono al confronto.
Insomma la situazione sembra essere critica e soprattutto inefficiente e disorganizzata, senza nessun piano programmatico e rimedi random che portano a collassi economici e sociali, come il caso di Marino, dove i milioni di euro spesi per le ristrutturazioni sono andati in fumo con le successive chiusure. Aleggia ancora il mistero di un policlinico di cui ci si domanda l'effettiva utilità e opportunità in termini di spesa economica, col continuo carosello di posa delle prime pietre che oggi sarebbero diventate almeno un muretto. A più voci arriva invece indicazione che non siano più sostenibili tanti presidi ospedalieri inefficienti e che sia più utile ridurne il numero e aumentare la qualità del servizio, proprio per evitare inutili spole ai pazienti cittadini.
Il prossimo passo sarà quello di un coordinamento con i cittadini del M5s in Regione per stimolare le Asl e la regione stessa verso provvedimenti seri di programmazione sana e non di una continua propaganda che si fonda su sperpero e salute pubblica. In Parlamento nel frattempo è stata presentata la riforma del titolo quinto della Costituzione per riportare a livello centrale la gestione del comparto sanità.

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