sabato 8 dicembre 2012

Doha climate gateway


Le Nazioni Unite con il Doha climate gateway, che sembra il titolo di un film d'azione, in realtà hanno deciso di farne ben poca di azione: rimane il Trattato di Kyoto per salvare il nostro pianeta e la nostra atmosfera, ma oggi a leggere i commenti internazionali sull'evento, sembra proprio che ci si sia bloccati.
E pensare che per mantenere il riscaldamento sotto i 2 gradi le emissioni dei vari gas serra nel mondo (misurati in termini di equivalenza all’anidride carbonica) devono scendere a 44 miliardi di tonnellate entro il 2020: oggi siamo già a circa 50 miliardi e senza interventi nel 2020 arriveremmo a 58 miliardi. (fonte Unep: Programma Ambiente ONU).
Il punto è che si dovrebbe, ogni stato per la sua parte, proporre ed attuare politiche energetiche basate sull'utilizzo di fonti non inquinati, prime fra tutte il sole e il vento. Non solo andrebbero attuati programmi seri di risparmio energetico, a livello statale e capillare. Risparmiare energia vuol dire inquinare meno, immettere meno gas serra nell'atmosfera. Certo questi discorsi non piacciono a quelle nazioni e a quei potenti che, in forte espansione industriale ed economica, a tutto pensano tranne che al rispetto dell'ambiente. Eppure prima o poi il pianeta ci presenterà il conto delle nostre azioni e forse già lo sta facendo. C'è però una possibilità di salvezza che viene dal basso, dalle persone, da chi è consapevole. Questa possibilità passa attraverso uno stile di vita che è basato sul rispetto dell'ambiente e sul risparmio individuale. Un buon stile di comportamento e di vita, appunto, che deve diventare contagioso, usando tutti i mezzi di trasmissione che ci sono dati a disposizione, a cominciare dalla rete. Lanciamo messaggi ecologici ma diamo prima di tutto il buon esempio e pretendiamo dalle nostre amministrazioni comportamenti sostenibili. Per il nostro futuro, dei nostri figli, del pianeta.
Vedi anche ECO 16

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