giovedì 2 giugno 2016

Intervista a Roberto Di Felice candidato sindaco ad Ariccia: CHI SI AVVINGHIA ALLA PRATICA DELLA DIFFAMAZIONE EVIDENTEMENTE NON HA NULLA DI POSITIVO DA OFFRIRE

SE LA NOSTRA COALIZIONE SARÀ FORZA DI GOVERNO, CERCHERÀ CON GRANDE TENACIA DI PACIFICARE ARICCIA, UNA CITTÀ DIVISA

I MIEI CANDIDATI TUTTE PERSONE DEGNE, PRESENTABILI, ONESTE

UN COMUNE TRASPARENTE E PIÙ SEMPLICE

ATTUEREMO OGNI INIZIATIVA PER INCREMENTARE IL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE

TEATRO “GIAN LORENZO BERNINI”: NEL NOSTRO PROGRAMMA È PREVISTO IL RAFFORZAMENTO DELLE ATTIVITÀ PER PERMETTERE DI ALLESTIRVI RAPPRESENTAZIONI SEMPRE PIÙ PRESTIGIOSE


Roberto, la campagna elettorale volge alle ultime battute, è stata dura e aspra, vuoi esprimere ai nostri concittadini qualche tua considerazione in proposito?

Certamente. Però prima voglio dire che, come è mio costume, non ho mai partecipato, come ha, invece, agito finora il mio maggiore competitore condotto per mano dalla sua guida politica e spirituale, al festival delle denigrazioni e delle bugie né intendo parteciparvi, preferendo esprimere soltanto le mie idee e i miei progetti per Ariccia. Chi si avvinghia alla pratica della diffamazione evidentemente non ha nulla di positivo da offrire. Se la nostra coalizione sarà forza di governo, cercherà con grande tenacia di pacificare Ariccia, una città divisa come hai giustamente rilevato in un tuo articolo, e di mostrare che, per essere credibili, occorrono fatti convincenti e non eruzioni verbali tese a ledere la dignità altrui. 
Fatta questa doverosa premessa, è necessario, tuttavia, mostrare la fotografia di quello che sta avvenendo ad opera di questo competitore e dei suoi compagni di sventura per Ariccia.
Assistiamo al solito refrain o ritornello di diffamazioni e bugie orchestrato, come già avvenne nel 2011, dal diffamatore seriale, che, dopo oltre trentacinque anni di permanenza sulla partitocratica poltrona del potere, appare essere ormai un cadavere politico ambulante, e condannato – è bene che lo sappiano tutti – in primo e secondo grado per diffamazione con conferma definitiva della condanna da parte della Corte Suprema di Cassazione (sentenza n. 18662 del 15 maggio 2007 della V sezione penale), condanna, questa, per la quale può essere considerato, come da definizione di qualsiasi dizionario, un "pregiudicato".
Dal che e tenuto conto che io non ho mai subìto condanne né, al contrario del diffamatore seriale, atti di pignoramento per tributi dovuti e non pagati (cosa non irrilevante per un amministratore pubblico), queste sue vicende non lo collocano di certo nella galleria delle persone irreprensibili.
È – come dicevo – il solito ritornello, ricorrente in ogni campagna per le elezioni comunali per ingannare gli elettori oscurando, con ciò, i disastri amministrativi da costui compiuti e la sua non eccelsa statura morale, ritornello strimpellato come fa una venditrice del proprio corpo (è una metafora: in realtà la persona miserella a cui si allude è un uomo), che diffama la donna virtuosa scaricandole addosso l'ignominia di mercimoni carnali che la meretrice è solita fare, per far credere agli ignari che è una verginella e la donna virtuosa è, invece, di facili costumi.
A questo diffamatore seriale si è unito, come un pappagallo, il suo (nel senso che è una sua creatura) candidato a sindaco, che non ha avuto il coraggio di affrontare l’ex presidente del consiglio comunale Luisa Sallustio nelle competizioni primarie del P.D. di Ariccia, dal momento che, non avendo nulla da dire in tale contesa così come muto, cioè senza fare alcuna proposta, è stato in consiglio comunale nell’ultima legislatura, ha dimostrato di avere una paura fottuta di Luisa Sallustio e si è fatto battezzare candidato a sindaco, con il consenso del suo creatore e pastore, da un senatore del suo partito che ritiene, grazie a tale coppia, Ariccia una colonia su cui pascolare a proprio piacimento.
Non solo. Al diffamatore seriale si sono uniti alcuni lustrascarpe, che, non a caso, da gestori di fatto di società che prestano servizi per conto del Comune di Ariccia, si sono candidati, versando in patente conflitto di interessi, in alcune liste della coalizione del cavalier servente.
Una dimostrazione di quanto siano diffamatori? Una asserita minaccia che avrebbe compiuto un mio stretto congiunto a danno di un soggetto notoriamente conosciuto – ciò è ampiamente indicativo della attitudine di questa persona – nella nostra città e oltre come «‘o bugiardo». Le testimonianze sulla presunta aggressione sono tutte favorevoli al mio congiunto (vedere anche quanto postato su Facebook da uno stimato medico). Hanno, dunque, miseramente mancato il fine della loro deprecabile azione: farmi apparire come non sono, per mezzo di un mio congiunto. Di diffamazione risponderanno il diffamatore seriale, il suo pappagallo e qualche loro lustrascarpe.
Il presunto minacciato subirà una denuncia per calunnia.
Azione dunque, la loro, miserabile e miseranda.
Una dimostrazione di quanto siano bugiardi, oltre che ignoranti? Essendo il loro programma amministrativo pieno di niente, sono giunti a sostenere, in un volantino, che, se vincesse la mia coalizione di sole liste civiche (non di vuoti partiti asserviti a qualche politico extrariccino), essa metterebbe le mani - si cita testualmente dal volantino - "nelle sale di Palazzo Chigi che hanno resistito a Carlo V".
Peccato per questi somari, che dovrebbero sapere, se appunto non fossero somari, che, iniziato nella seconda metà del sedicesimo secolo dalla famiglia dei Savelli, il palazzo fu trasformato su commissione dei Chigi in una dimora barocca tra il 1664 e il 1672 su un progetto del Bernini, che si servì della collaborazione del suo giovane allievo Carlo Fontana.
Qui bisogna fare attenzione. Carlo V d'Asburgo morì nel 1558, cioè più di un secolo prima che il palazzo Chigi fosse trasformato nella dimora barocca. Fatelo sapere ai quei somari, affinché svuotino le loro ceste piene di ignoranza. Pensate un po' chi ha governato Ariccia e chi vuole continuare a governarla!
Fanno pena: per ingannare gli elettori e far apparire in cattiva luce i loro avversari politici, giungono a mistificare - coscienti o no, non ha importanza - anche le vicende storiche.     
Da ultimo, occorre dire che, comportandosi – per usare un eufemismo - in maniera indecorosa, la scialba controfigura del presunto padrone di Ariccia, ora chiede, probabilmente temendo una pesante sconfitta elettorale e volendo buttarla in caciara, un confronto pubblico con me e gli altri candidati a sindaco, dopo aver firmato, egli e gli altri candidati (per uno di loro ha firmato un delegato), l’11 maggio 2016, insieme con il commissario prefettizio, una intesa nella quale, tra l’altro, i firmatari convenivano che “nei comizi all’aperto è vietato il contraddittorio tra avversari politici”.
Io gli impegni sono abituato a rispettarli; costui, invece, evidentemente è abituato a rimangiarseli!
Aggiungo. Ormai in totale confusione mentale, in un giornale telematico la marionetta di Emilio Cianfanelli afferma: «Gli impresentabili usano le liste civiche per entrare nelle amministrazioni. L'ha detto la presidente della commissione Antimafia Rosy Bindi e vorrei che tutti ci riflettessimo anche per quanto riguarda il nostro comune di Ariccia. È un segno che la criminalità è abile ad infiltrarsi nella politica. E anche quando non si parla di criminali, come nel nostro caso, le liste civiche nascondono, personaggi camaleontici, dal passato burrascoso, dalle numerose ombre, evidentemente inaffidabili».
Clamoroso autogol di Serra Bellini. Infatti, nella sua coalizione vi sono tre liste civiche, dal che, se seguissimo il suo fantozziano ragionamento, ne dovremmo concludere che, attraverso le sue liste civiche, egli tenta di entrare nell’amministrazione di Ariccia usando impresentabili.  
Infine, a proposito di “personaggi camaleontici”, che sostiene il fantozziano Serra Bellini su quella donna, candidata in una sua lista civica di centro-sinistra (è anche costei una impresentabile?), mentre a Lanuvio svolge la funzione di assessore in alleanza con uomini di destra?
Che altro dire di Serra Bellini, se non che è penoso e va affidato alla misericordia divina?      

Molti candidati nelle tue liste civiche si sono presentati su ECO 16, o semplicemente hanno fatto la loro campagna casa per casa o nei modi che ritenevano più opportuni ma tutti con pacatezza e competenza. Cosa puoi dirci della vasta cerchia di candidati, ben 111, che hanno deciso di esporsi per sostenerti alla candidatura a sindaco di Ariccia?
Dico poche parole. Sono tutte persone degne, presentabilissime, oneste, che, di fronte al vuoto programmatico del mio maggiore competitore, hanno saputo divulgare con modi altamente civili, ampia conoscenza degli argomenti amministrativi e grande capacità nell’esporli il nostro bellissimo programma amministrativo. Faccio notare che nelle nostre liste vi sono tantissimi giovani, mentre dalla parte dell’altro vi sono diversi politici di professione, uno in particolare, ormai avvizziti.

Entrando nel merito delle cose da fare per la città, abbiamo letto nel tuo vasto e concreto programma molte proposte per rendere migliore la vita dei cittadini. Ci è piaciuta molto la questione del baratto amministrativo, vorresti spiegare cos’è per chi ancora non ne fosse informato?
L’istituto del baratto amministrativo ha il proprio fondamento normativo nell’art. 24 della legge n. 164 del 2014 e consiste nel barattare i debiti derivanti da tributi locali con lavori utili alla comunità.
I soggetti potenzialmente beneficiari delle agevolazioni tributarie devono essere i soggetti “abilitati” a presentare progetti di riqualificazione. In questo senso, i beneficiari possono essere cittadini singoli o associati, con la precisazione che, ai fini della concessione dell’agevolazione da parte del Comune, la norma privilegia prioritariamente le “comunità di cittadini costituite in forme associative stabili e giuridicamente riconosciute”.
Nel caso di associazioni di cittadini, la riduzione o l’esenzione vanno accordate prioritariamente con riferimento ad obbligazioni tributarie di cui è soggetto passivo l’associazione stessa. In caso di “incapienza”, cioè di scostamento negativo tra valorizzazione dell’attività di pubblico interesse posta in essere e agevolazione attribuibile al soggetto associativo, il beneficio può estendersi ai soggetti componenti l’associazione.
L’intervento dei cittadini deve riguardare un territorio da qualificare. In particolare i progetti presentati devono riguardare “la pulizia, la manutenzione, l'abbellimento di aree verdi, piazze, strade ovvero interventi di decoro urbano, di recupero e riuso, con finalità di interesse generale, di aree e beni immobili inutilizzati, e in genere la valorizzazione di una limitata zona del territorio urbano o extraurbano”. Un ulteriore aspetto riguarda la caratteristica della sussidiarietà, tramite la quale i cittadini si “sostituiscono” al Comune nell’espletamento di specifiche attività di carattere sociale. L’individuazione delle attività specifiche deriva dalla prescrizione secondo cui “l’esenzione è concessa per un periodo limitato e definito, per specifici tributi e per attività individuate dai comuni, in ragione dell’esercizio sussidiario dell’attività posta in essere”. In altri termini, l’intervento dei cittadini, singoli o associati, deve essere alternativo e sostitutivo rispetto a quello del Comune.
Il Comune può disporre deliberazioni di riduzione o esenzione di tributi “inerenti al tipo di attività posta in essere”. La norma consente, dunque, di collegare la deliberazione di agevolazione al tributo di riferimento (IMU, TASI, TARI, ecc.), anche se in apparenza non direttamente ricollegabile al tipo di attività posta in essere. Per quanto riguarda il COSAP, che è un’entrata patrimoniale e non tributaria e che, per questo motivo, non sembra riconducibile nell’ambito di applicazione dell’art. 24 sopra citato, il quale si riferisce esplicitamente al campo dei tributi comunali, si ritiene che possa essere incluso tra le agevolazioni dal momento che per questa entrata patrimoniale è possibile configurare margini di disponibilità da parte dell’ente locale. Così, per esempio, si possono prevedere riduzioni o esenzioni dalla TARI per progetti di pulizia di parchi pubblici, ma anche agevolazioni TASI per gli stessi interventi, riconducibili alla sua natura di tributo sui servizi indivisibili. Oppure, nulla vieta che per un progetto di riqualificazione di un bene immobile possa essere concessa un’agevolazione sull’IMU.
In assenza di criteri oggettivi di corrispondenza economica univoci sul territorio nazionale, è necessario giustificare la scelta compiuta con elementi ispirati a responsabilità e ragionevolezza nella quantificazione del trattamento agevolativo. Inoltre, il riconoscimento di qualsiasi agevolazione non deve essere solo legittimo, ma anche controllabile. Infine, non possono essere previste riduzioni o esenzioni anche con riferimento ad eventuali debiti tributari del contribuente.

Un altro punto, a mio giudizio molto qualificante del tuo programma, è quello sulla trasparenza dell’amministrazione …
Infatti il nostro programma amministrativo comincia proprio con il capitolo dal titolo “Un Comune trasparente e più semplice”. In esso abbiamo scritto, ritenendo ciò la linea guida ineliminabile di una moderna ed efficiente amministrazione pubblica: «La trasparenza dell’azione dei pubblici poteri, l’alleggerimento dei vincoli normativi, la semplificazione delle procedure burocratiche, la costante innovazione dei processi amministrativi mediante l’uso delle tecnologie, il miglioramento della qualità dei servizi pubblici: sono questi i fattori essenziali che soprattutto all’amministrazione territoriale a loro più vicina, il comune, chiedono i cittadini per dare certezza ai propri diritti e i professionisti e le imprese per assicurare un ambiente che favorisca il loro sviluppo economico e la loro competitività».

Ariccia è un Paese diviso, ho scritto in un post pubblicato qualche tempo fa su ECO16, e lo è sia da un punto di vista interpersonale che da un punto di vista fisico: collegamenti scarsi fra i quartieri, mezzi pubblici insufficienti o inesistenti. Cosa potrai fare una volta diventato sindaco per queste questioni?
Nel nostro programma, osservate le criticità che metti giustamente in luce, abbiamo previsto che attueremo ogni iniziativa per incrementare il trasporto pubblico locale, affinché ne fruiscano anche i residenti di zone del territorio finora non servite, attraverso un piano integrato mobilità veicolare-parcheggi.

La salvaguardia dell’ambiente è importantissima se vogliamo lasciare un’Ariccia migliore a chi verrà dopo di noi. Quali sono le tue soluzioni per la riduzione del consumo di suolo in questa città?
Nel nostro programma abbiamo previsto l’istituzione della consulta per la tutela dei beni e valori ambientali, paesaggistici, artistici e archeologici.
Per tutelare i beni e valori ambientali, realizzeremo un sistema di gestione ambientale conforme alla Norma UNI EN ISO 14001:2015 (“Environmental management systems”) e ispirantesi ai principi della Carta di Aalborg, secondo i quali i cittadini hanno diritto di vivere in un ambiente sano in cui vi sia un bilanciamento tra progresso economico, tutela ambientale ed equilibrio sociale.
Inoltre, adotteremo misure di prevenzione di ogni forma di inquinamento, di risparmio energetico, di ottimale gestione dei rifiuti e di protezione degli spazi ambientali e realizzeremo, coinvolgendo la cittadinanza in processi partecipativi, la pianificazione urbanistica con particolare attenzione alla salvaguardia dei beni ambientali.
Per quanto riguarda il territorio, per evitare un ulteriore consumo di suolo, il nostro programma amministrativo, tenuto conto che il piano regolatore generale risale a quarant’anni fa mentre in questo lasso di tempo vi è stato un notevole incremento demografico, prevede che la nuova pianificazione urbanistica generale abbia come criterio quello di incrementare qualora ovviamente sia materialmente possibile, rispettando la normativa edilizio-urbanistica e quella paesaggistica, la volumetria di edifici esistenti entro una percentuale ragionevole.

Ariccia è famosa nel mondo per le sue attrazioni gastronomiche, la porchetta in particolare, un prodotto eccellente e salutare, al contrario di quanto alcuni pensano. Ma Ariccia può offrire moltissimo anche in termini culturali e potrebbe sicuramente fare molto di più con Palazzo e Parco Chigi. Cosa ne pensi?
Tenendo conto del Palazzo Chigi e del Parco contiguo nonché delle tipicità enogastronomiche locali, il nostro programma prevede la creazione di un circuito enogastronomico che si integri con i valori artistico-culturali, promuovendo, in un’offerta unitaria, visite culturali e degustazioni e incrementando così la domanda di beni enogastronomici e lo sviluppo economico degli esercizi che li somministrano, con ragguardevoli riflessi positivi sui produttori e fornitori dei beni e sui livelli occupazionali. 

Un altro aspetto della cultura ad Ariccia è, da un punto di vista negativo, la mancanza di un cinema e invece, da un punto di vista positivo, la presenza del teatro. Cosa puoi dire su queste questioni?
Sulla mancanza di un cinema osservo che di questa carenza soffrono, stante l’esistenza di moderni strumenti che hanno soppiantato i tradizionali cinema, tutti i Comuni dell’area dei Castelli Romani e non è facile invertire la rotta. Per quanto riguarda, il teatro “Gian Lorenzo Bernini” nel nostro programma è previsto il rafforzamento delle attività per permettere di allestirvi rappresentazioni sempre più prestigiose.
Nel nostro programma, abbiamo previsto laboratori teatrali negli istituti scolastici che li richiedessero, in collaborazione con gli ideatori delle attività del teatro citato.
Infine, per quanto riguarda l’attività teatrale, abbiamo in animo che nel Palazzo Chigi, data la vastità e la prestigiosità degli spazi di cui è dotato, vi si allestiscano, soprattutto nel cortile interno e nella stagione estiva, anche rappresentazioni teatrali messe in scena da compagnie primarie.


Fabio Ascani

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