domenica 5 giugno 2016

Un libro per caso -Sanditon di Jane Austen

di Francesca Senna
Sanditon è l'ultima opera che ci resta di Jane Austen, iniziata nel gennaio del 1817 e lasciata incompiuta meno di due mesi dopo per l'aggravarsi delle sue condizioni di salute.
 
Il titolo, non presente nel manoscritto, è stato attribuito postumo.  

Lo scritto inizia con Mr. e Mrs. Parker che si dirigono verso Willingden, villaggio rurale. La carrozza, una volta giunti a destinazione, nel tentativo di inerpicarsi su per il pendio, si rovescia. I due vengono soccorsi da Mr. Heywood e famiglia. Mr e Mrs Parker vogliono far conoscere ai loro nuovi amici Sanditon e così Charlotte, figlia degli Heywood, si ritrova in carrozza, direzione Sanditon.

Il racconto ruota intorno alle grandi ambizioni di Mr Parker per il piccolo centro di Sanditon, destinato secondo lui a diventare luogo di villeggiatura e cura più rinomato del paese. Il suo obiettivo è trasformare la tranquilla cittadina di Sanditon in una stazione balneare alla moda.
Mrs Parker e Sanditon sono lo specchio di quello che sta succedendo nella società inglese della prima metà del '800: l'urbanizzazione è in forte sviluppo e con essa appare oramai chiaro un nuovo modo di intendere il lavoro e la società.

Charlotte (la figlia degli Heywood), rappresenta invece la vera eroina di questo romanzo: è tentata dall’idea di Mr Parker ma al tempo stesso comprende le ragioni del padre, restio al grande cambiamento.
Spicca per la sua normalità, seria, posata, molto razionale nel suo modo di pensare. E' un'eroina positiva, ma anche matura, che ha tanti punti di contatto con le altre eroine austeniate, ma anche tante differenze. E’ una ragazza umile ma dal carattere e dalle idee salde, un’eroina meno impulsiva ma più impavida, meno frivola ma più viva di tutte le precedenti eroine della scrittrice.

Jane Austen in questo testo non risparmia nessun aspetto negativo della società che la circonda, fatta di pomposi arrivisti, ipocondriaci pigroni, malelingue vanitose e li osserva con occhio divertito e scettico. Tutti aspetti presentati tramite uno o più personaggi, quasi macchiette ridicole che si muovono intorno ai protagonisti del racconto.
Jane Austen ha saputo dipingere il suo tempo (il Settecento inglese della borghesia di provincia, delle buone maniere, del matrimonio come aspirazione suprema) con grazia ed eleganza, ma ne ha lasciato accuratamente emergere, con le stesse armi tipiche di quei salotti – arguzia, bon ton, ironia –, gli aspetti più retrogradi, rivelandosi, pur tra le pareti domestiche, donna di spirito e femminista ante litteram.

Lo scritto mette in luce la grande capacità descrittiva dell’autrice, ormai in grado di raccontare pienamente una società contraddittoria e assurda, fondata su bizzarri convenevoli, abitudini e paradossi. Uno scritto dall’importanza letteraria imponente, perché ciò che riecheggia nella mente del lettore al termine della lettura è una sola, forte convinzione: Sanditon sarebbe potuto diventare un capolavoro, se solo la Austen non si fosse trovata costretta ad abbandonarne la stesura del manoscritto quattro mesi prima della morte. Un’opera imperdibile, frutto di un genio arguto, romantico e al contempo analitico che poche volte è riuscita a produrre la letteratura inglese.

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