lunedì 25 marzo 2013

"M5S ALBANO SOLLECITA… MA IL COMUNE NON RISPONDE"


Dal MoVimento 5 Stelle di Albano riceviamo con richiesta di divulgazione. 



Nel 2010 l'insediamento ad Albano della giunta di centro-sinistra, dopo anni di governo di colore opposto, suscitò in molti la speranza di un sostanziale rinnovamento e di una maggiore attenzione alle esigenze dei cittadini. Malgrado i proclami della campagna elettorale, a circa tre anni di distanza, dobbiamo constatare con rammarico che le speranze sono rimaste deluse e le tante promesse disattese.
La spada di Damocle dell'Inceneritore pende più che mai sulle nostre teste, la discarica di Roncigliano lungi dall'essere chiusa è stata addirittura ampliata (VII invaso, 500.000 T di rifiuti per 8 anni, inaugurato tra luglio 2011 e gennaio 2012), di differenziata porta a porta neanche l'ombra se non per 10000 abitanti, ma senza sapere con esattezza quando e se partirà; per non parlare del mancato rilancio sociale ed economico di Albano e di strumenti di partecipazione alla vita pubblica che, approvati sulla carta, rimangono del tutto inefficaci.
Eppure noi del MoVimento 5 Stelle, additati come "sola protesta", "critica priva di contenuti", "antipolitica", di proposte circostanziate, con tanto di protocolli e richieste espressamente firmate dai cittadini ne abbiamo presentate molte. Offrendo in tal modo agli amministratori l'occasione di dimostrare con i fatti la loro dedizione al bene pubblico.
Gestione dei rifiuti – Nel maggio 2011 abbiamo presentato al comune di Albano un progetto di Gestione Consortile dei rifiuti per Albano e per i Castelli Romani all'insegna del principio della riduzione, del riuso e del recupero, basato su raccolta differenziata porta a porta, compostaggio aerobico, riciclaggio. La proposta è stata corredata da uno studio di fattibilità di 32 pagine ( tipologia Consorzio dei Navigli, MI) e consegnata gratis et amore dei all'amministrazione di Albano e a quelle dei comuni circonvicini perché la valutassero e si impegnassero nell'avvio di un ciclo virtuoso dello smaltimento dei rifiuti. Risposte? Nessuna, allora come oggi. Tre assemblee pubbliche organizzate sul tema 28 maggio, 23 luglio 2011, il 24 novembre 2011 in occasione di Architetture in Movimento, e il 18 Giugno 2012 durante l’assemblea per i BENI COMUNI, sempre invitando i rappresentanti del comune: in tutte le occasioni, nessun pervenuto.
Acqua pubblica - Con numero di protocollo 0005489 del 3 febbraio 2011, ancor prima dell'esito referendario del giugno 2011, chiedevamo che fossero inserite poche semplici righe nello statuto comunale per riportare esplicitamente che l’acqua è un bene senza rilevanza economica e far prendere al nostro comune una posizione chiara di fronte alle lobby che in tutti i modi cercano di privatizzare questo bene primario. Gli anni sono trascorsi e tutto è rimasto immobile, in barba ai nostri reiterati richiami ed appelli, anche per iscritto e nonostante le promesse di discutere la richiesta (come confermatoci dal presidente del consiglio comunale in carica Massimiliano Borelli in data 27 dicembre 2012).
Evidentemente talune posizioni sono troppo nette per essere prese da una certa classe politica: ne prendiamo atto.
Via Bettino Craxi - Quando la giunta Mattei, come ultimo e memorabile atto, decise di intestare una via al pluricondannato leader socialista in località Poggio Ameno di Cecchina, la cosa (scandalosamente) non diede scandalo. Quantomeno non ne provocò nella successiva giunta, che non si preoccupò di rimediare allo scempio. A noi invece la preoccupazione venne e ci imbarcammo quindi in una raccolta firme che, nel pieno rispetto del nuovo regolamento comunale , raggiunse e superò il numero di sottoscrizioni necessarie (oltre 500 firme) per rendere valida la petizione popolare con cui chiedevamo di ripristinare la precedente e più decorosa denominazione (viale Inghilterra). Di nuovo seguendo tutto l'iter previsto e con tanto di protocollo 0043607 e lettere d'accompagnamento consegnata in data 27.09.2012.
Ancora una volta ci siamo fatti tramite di una richiesta dei cittadini di Albano. Ma dopo rifiuti e acqua, anche la decenza si è vista sbattere la porta in faccia: a molti mesi di distanza ancora non giunge voce dalle stanze di Palazzo Savelli.
Architetture in Movimento, come già accennato, uno studio portato avanti per circa 6 mesi sullo stato d’abbandono del centro storico: attualmente all'interno dell'agglomerato storico del Comune di Albano esistono almeno 55.000 mc di volumetrie abbandonate, ricadenti su circa 7.000 mq di superficie. Volumetrie che potrebbero essere sottratte alla speculazione edilizia dei "CementoBros" (ovvero gli affaristi che continuano a perpetrare un abuso sistematico del territorio) ed essere impiegate a scopo residenziale, al posto delle classiche "villette hollywoodiane" naturalizzate Castelli Romani che ormai da troppi anni divorano quel che resta dell'originario ambiente naturale e rurale. Nelle stesse volumetrie potranno essere inseriti servizi, nonché spazi commerciali, se richiesti, con lo scopo di riportare a quel livello di sostenibilità il centro storico, conservandone le eredità culturali e allo stesso tempo contribuendo ad uno sviluppo che duri nel tempo.
La stessa “Casa del Cittadino” badando sempre al recupero edilizio, un recupero dell’Ex-Cinema Folrida, lasciando intatte forme a composizione a futura memoria dei cittadini di Albano, che ricorderanno il cinema, ma al suo interno potranno trovare servizi e spazzi ad uso della collettività. Anche in quell’occasione inviammo la cittadinanza a partecipare, era fine novembre 2011, ma anche l’amministrazione, che mai rispose.
E ancora la raccolta differenziata organizzata per il 4° discamping NOINC (Settembre 2012), “Adotta uno striscione”, insieme e con l’Associazione Differenziati, striscioni da posizionare su balconi o sulle finestre delle case, per dire NO a Inceneritore e Discariche. Non ultima la campagna online, portata avanti l’estate scorsa per sensibilizzare Albano laziale e non solo, a dichiararsi contrari a Inceneritori e discariche, “dichiarandolo” nei cartelli di benvenuto nei propri comuni come avveniva per i comuni denuclearizzati, post referendum anni 80.
Ci si chiede oggi come mai siano sempre meno coloro che ci ritengono populisti, qualunquisti e improvvisatori della politica, ancora numerosi all'interno dei partiti, ma fortunatamente un po meno tra i cittadini.
Quel che rispondiamo è che, probabilmente, alla lunga non contano tanto le parole, quanto i fatti.




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