lunedì 30 maggio 2016

Ariccia - LA PROVOCAZIONE CONTINUA DI CHI NON HA PIÙ ARGOMENTI e GLI ARGOMENTI CHIARI E SEMPLICI DI ROBERTO DI FELICE

Ormai il distacco dalla gente è conclamato, i comizi semi deserti ne sono la prova. La mancanza di idee politiche e di proposte vere per i cittadini stanno ponendo il Pd ariccino in una posizione davvero scomoda. Anni e anni di governo non hanno dato alla risicata ex maggioranza quel grado di consenso che gli permetterebbe di muoversi serenamente nel panorama politico della città. In sostanza hanno una grande paura di perdere! Perdere, per loro vorrebbe dire lasciare una serie di privilegi e poteri, reti di interessi, che si sono ricavati nel tempo, in anni e anni di governo che alla città, è sotto gli occhi di tutti, non hanno affatto giovato, anzi!

“È ora di cambiare!” È questa la frase che risuona per le vie di Ariccia. L'hanno sentita tutti e l'hanno sentita anche loro che, non sapendo più che pesci prendere, vogliono “buttarla in caciara” e hanno optato per la strada della provocazione. Una provocazione continua, scorretta e disonesta (soprattutto nei confronti dei cittadini che certamente meriterebbero uno spettacolo migiore).

Allora niente più contenuti. Niente più proposte per la città. Si parla solo per provocare l'avversario. Si fanno girare volantini diffamatori e offensivi, anche a livello personale e della famiglia dell'unico candidato sindaco che temono, quello che li batterà alle elezioni. Lo scopo è evidente: creare un clima di tensione, fare fuoco e fiamme affinché si possa provare a delegittimare il risultato che uscirà dalle urne. È una vergogna!!!
Dicono poi che vogliono un dibattito di piazza. Domandatevi il perché. Con un dibattito di piazza avrebbero due risultati: il primo avere finalmente un pubblico, quello di Di Felice, il secondo quello di provocare con offese pesanti il candidato avversario e le persone presenti al solo fine di dividere la piazza e creare lo scontro fisico, così poi potranno dire “quanto sono cattivi i loro avversari”. Cinque anni fa questa cosa l'hanno già fatta. L'ex sindaco offese personalmente Di Felice, diede a lui e ai suoi sostenitori del delinquente, e stigmatizzò il pubblico del suo avversario come "plebaglia". Non solo, poi presero le immagini di quella brutta giornata, le montarono ad arte per far apparire "cattivi" i propri avversari e diffusero il video diffamatore su youtube.
La loro provocazione è continua ma Di Felice e i suoi candidati non la vogliono più vedere. Voltano lo sguardo verso i cittadini di Ariccia, gli unici degni di attenzione!

Roberto Di Felice e i suoi candidati vanno per un'altra strada, quella del cambiamento e del rinnovamento della città.

Allora per parlare di qualcosa di concreto leggete queste parole di Roberto Di Felice in introduzione al suo Programma Amministrativo.

Ariccia, la nostra città, ha vissuto in questi anni, per mano dell’amministrazione comunale, uno dei periodi più infelici della propria storia repubblicana, un periodo segnato dalla decadenza economica, da un pesante aumento del carico tributario e tariffario sui cittadini, dal disagio sociale, dalla mancanza di interventi validi a tutela della sicurezza urbana, da una gestione della cosa pubblica inefficiente, diseconomica e priva di trasparenza, dalla degradazione dei cittadini, escluso il ristretto circolo degli amici, alla condizione di sudditi.
Un􏰀amministrazione comunale che ha realizzato quasi nulla del programma amministrativo che aveva presentato nel 2011 e, in molti casi, fatto il contrario di quello che vi aveva previsto e che non ha risolto nessuno dei problemi strutturali o delle criticità di Ariccia. Il risultato: una città spenta, economicamente infiacchita, in regresso civile e culturale, peggiorata nei servizi.
Animati dall’intendimento di migliorare in ogni aspetto la qualità della vita degli ariccini e di riportare la nostra città alla luce dal buio in cui l’ha precipitata l’amministrazione comunale, abbiamo unito le nostre forze in una coalizione di sole liste civiche che riconosce la propria missione:
* nel rigenerare ad Ariccia un tessuto civico fondato sul rispetto delle regole da parte di tutti e, in quanto agli amministratori pubblici, sulla corretta, economica ed efficiente gestione della cosa pubblica, sulla trasparenza amministrativa, sulla tutela dei deboli, sulla giustizia sociale, sulla cura della qualità e della sicurezza del vivere comunitario;
* nel contribuire a che i princìpi e i valori costituzionali siano i riferimenti a cui gli amministratori pubblici devono conformare i propri comportamenti e le proprie azioni, affinché prenda corpo e si affermi una solida etica della responsabilità;
* nell’operare affinché il costante confronto con i cittadini, i soggetti economici e le loro associazioni e le organizzazioni culturali, sportive, umanitarie e religiose divenga il metodo privilegiato per orientare democraticamente l’attività amministrativa a decisioni condivise basate su necessità o speranze comuni;
* nell’eleggere come criterio informatore dell’amministrazione comunale il principio di sussidiarietà orizzontale, inteso come partecipazione dei cittadini singoli o associati a progetti e attività di interesse generale;
* nel rendere patrimonio comune la convinzione che la tutela e valorizzazione dei beni e valori ambientali, paesaggistici e culturali sono il tributo di rispetto che gli amministratori pubblici hanno il dovere di recare alle generazioni future;
* nell’incentivare l’educazione scolastica e culturale, perché è il cardine del progresso umano, è l’elemento che orienta la persona ai veri valori, è la linfa che nutre l’dentità etica e civile della comunità;
* nel favorire la pratica sportiva, perché è una palestra importante per educare i giovani a vivere insieme con lealtà;
* nell’assicurare agli utenti servizi trasparenti, efficienti ed efficaci, perché servizi siffatti sono una delle condizioni necessarie del ben vivere della comunità;
* nel rilanciare il turismo e le attività commerciali e produttive, settori vitali ma pesantemente trascurati dall’amministrazione comunale, perché senza prosperità economica si indeboliscono il civismo e il tessuto culturale della comunità;
* nell’orientare all’impegno politico e sociale i giovani, perché il miglioramento e la modernizzazione della comunità non sono possibili senza la loro propulsione;
* nel garantire a tutti i cittadini pari opportunità in ogni campo della vita cittadina, perché questa garanzia è il fondamento della giustizia sociale;
* nel curare i bisogni degli anziani e nel valorizzare la loro esperienza, perché la comunità è giusta se vi è solidarietà tra generazioni ed è organica se i giovani progettano il loro futuro non trascurando la sapienza trasmessa dai padri;
* nel tutelare la salute come fondamentale diritto della persona, perché la sua tutela è la condizione essenziale per il mantenimento della dignità umana, e nel tutelare la famiglia come fondamentale nucleo della vita associata, perché la sua tutela è la condizione essenziale per il mantenimento della coesione sociale;
* nell’alimentare il dialogo interreligioso e interculturale, perché è l’unica garanzia di pacifica convivenza e solida integrazione tra religioni ed etnie diverse.

“Ho sentito la vita politica come un dovere e il dovere dice speranza” (Don Luigi Sturzo)

Roberto Di Felice

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